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Il ‘calendario’ di un dramma epocale: la devastazione dei raccolti dei palestinesi
La serie di infografiche composte da Visualizing Palestine (VP) in collaborazione con Growing Palestine illustra come in campi e pascoli della Cisgiordania il 2025 sia trascorso scandito, anziché al ritmo delle stagioni, dalle molteplici violenze e aggressioni perpetrate dai coloni israeliani. VP ha presentato questo illuminante ‘calendario’ nel giugno scorso: > Nell’anno raffigurato nelle immagini, il 2025, il Primo Ministro israeliano > Benjamin Netanyahu ha ‘promesso’: “Non ci sarà alcuno Stato palestinese. > Questo paese appartiene a noi” > [https://www.dw.com/en/netanyahu-vows-there-will-be-no-palestinian-state/a-73967725], > così dimostrando l’esplicita intenzione di Israele di attuare una pulizia > etnica e di annettere la Cisgiordania. > > Questa ‘collezione’ di infografiche completa la serie creata per la > campagna Il cibo è vita: proteggiamo gli agricoltori palestinesi dalla > violenza israeliana di Growing Palestine (GP). In questi giorni VP ripresenta il ‘calendario’ Sowing Terror in Palestine’s Harvest (Seminare il terrore tra i raccolti della Palestina) rammentando: > Nel pieno della stagione del raccolto delle olive, ricondividiamo il nostro > calendario “Seminare il terrore nei raccolti della Palestina.” > > Gli attacchi dei coloni israeliani si sono intensificati, con 200 attacchi > legati al raccolto delle olive documentati dall’inizio di settembre (Nazioni > Unite, 19 ottobre 2026). > > Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari > Umanitari (OCHA), questi attacchi hanno causato 5 palestinesi uccisi e 246 > feriti. > > Gli attacchi hanno colpito anche giornalisti, convogli diplomatici e gruppi di > solidarietà. > > Il 16 ottobre, coloni hanno attaccato una giornalista del Washington Post, > ferendola gravemente. > > Il giorno seguente, coloni israeliani hanno attaccato un convoglio diplomatico > europeo, incluso un sindaco francese, vicino al villaggio palestinese di > Taybeh nella Cisgiordania occupata. > > Secondo il Ministero dell’Agricoltura palestinese, 286.000 ulivi sono stati > danneggiati in Cisgiordania tra il 2023 e la fine di settembre 2026, inclusi > 100.000 solo nel 2026, anche prima dell’inizio della stagione del raccolto. > > Il raccolto delle olive è una fonte essenziale di cibo, reddito e > sostentamento per migliaia di famiglie palestinesi. Prendere di mira il > raccolto delle olive significa prendere di mira il diritto dei palestinesi > alla sovranità alimentare, a rimanere sulla loro terra e a esistere e > prosperare. Su PRESSENZA sono divulgate anche Le infografiche che illustrano l’inchiesta sulla hasbara nel quarto potere degli USA che VP ha realizzato per illustrare l’inchiesta del team americano Prism. SOWING TERROR IN PALESTINE’S HARVEST Maddalena Brunasti
October 23, 2026
Pressenza
VENERDÌ 23 OTTOBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
  Appuntamento del venerdì, su Radio Onda d’Urto, con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli. Venerdì 23 ottobre 2026 abbiamo analizzato tre temi: l’incremento record dei permessi di soggiorno rilasciati nel 2025 in Italia; il cosiddetto decreto aiuti del Consiglio dei Ministri per la protesta in tutto il Centro-Sud di autotrasportatori, agricoltori e pescatori; l’affanno continuo delle economie europee. PERMESSI DI SOGGIORNO – Nel 2025 in Italia rilasciati 426.956 nuovi permessi di soggiorno, +47,2% rispetto al 2024. Si tratta di un record, secondo l’Istat, che parla del totale più elevato registrato nell’ultimo quindicennio subito dopo il picco del 2022, dovuto in realtà al massiccio afflusso di profughi dall’Ucraina. L’aumento è più accentuato per le donne rispetto agli uomini (+56,5% e +41,6%). La crescita interessa tutti gli ambiti: ricongiungimenti famigliari (+61,2%), studio (+76%) e motivi di lavoro (+45,9%). PROTESTE CAROVITA – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge cosiddetto “Aiuti”, con “misure a sostegno degli autotrasportatori, degli agricoltori e dei pescatori”, da giorni e giorni in piazza al CentroSud contro l’aumento dei prezzi dei carburanti e più in generale del costo della vita, tra pompe di benzina a secco e scaffali dei supermercati vuoti. Nel dettaglio il decreto legge prevede per i camionisti  45,2 milioni di euro sul credito d’imposta legato al gasolio già acquistato, tra marzo e agosto 2026; altri 60 milioni per il periodo dal 1 settembre al 5 ottobre, a cui aggiungere 21,2 milioni di euro del “decreto bollo”. Sospese inoltre le rate dei leasing per i “padroncini”. Per la pesca c’è invece un contributo a fondo perduto del 10% delle spese sostenute dal 1° giugno al 15 ottobre, con un tetto però di 10 milioni di euro sul 2026. Agli agricoltori, infine, vanno complessivamente 60 milioni di euro a rimborso di parte dei costi già sostenuti tra giugno e il 15 ottobre. Presidi e blocchi, per ora, sono in gran parte sospesi, anche per effetto dell’ondata di identificazioni, denunce e multe delle scorse ore, mentre lunedì si fermano i taxi, con presidio sotto al Mef di Roma. Sempre nella Capitale, martedì 27 ottobre incontro fissato tra le categorie in lotta e il Governo, Salvini in primis. EUROECONOMIA – Nuovo campanello per l’economia dell’Eurozona, alle prese con conti pubblici in affanno, spese monstre per il riarmo, incertezza politica, elezioni in diversi Paesi alle porte e tensioni sociali, con le proteste continentali contro il carovita.  In mezzo il continuo aumento dei costi di gas e petrolio che, uniti ai timori per la tenuta dei Paesi ad alto debito a seguito del rialzo costante dei rendimenti dei titoli di Stato. Su questa scorta, negli ultimi giorni tutti i mercati azionari europei sono in negativo, con la milanese Piazza Affari maglia nera, al  -2,54%. La conversazione di venerdì 23 ottobre 2026 su Radio Onda d’Urto con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
October 23, 2026
Radio Onda d`Urto
LA PROTESTA DEI TIR PROSEGUE IN TUTTA ITALIA NONOSTANTE LE MINACCE DEL GOVERNO. BLOCCHI DAL LAZIO ALLA SICILIA, A COSENZA STUDENTI IN PIAZZA
Continua la protesta dei Tir contro il caro gasolio nonostante i miseri interventi del governo. In serata riunione a Palazzo Chigi con Meloni: il Viminale ha scelto di mandare la polizia a identificare 1700 camionisti attivi nei blocchi in Campiania e denunciare oltre 70 lavoratori chiedendo di vigilare su non meglio identificate ‘infiltrazioni criminali’. Contemporaneamente l’esecutivo mette a punto un decreto che dovrebbe essere varato nel Cdm convocato per oggi. Opposizioni all’attacco e chiedono che ‘La premier riferisca in aula’. Di fronte alle minacce del governo alcune organizzazioni in Sicilia e Calabria hanno nella notte sospeso i blocchi, ma  le proteste proseguono. Continua quella dei camionisti contro il caro carburanti a Frosinone, Ferentino e Valmontone, Roma, mentre si segnalano rallentamenti ai caselli, monitorati dalla polizia. In agitazione anche gli agricoltori. Da Valmontone, Matteo, contadino in protesta raggiunto ai nostri microfoni. Ascolta o scarica Fermi anche gli autotrasportatori a Gela, Sicilia, lungo il tratto della strada statale 117 bis. “I prezzi del gasolio non scendono e noi non abbiamo ricevuto neanche un centesimo. Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti. Degli annunci non ce ne facciamo nulla”, fanno sapere. Restano i presidi degli autotrasportatori anche sulle strade campane, dove nel Casertano l’epicentro della protesta diventa il casello sull’A1 Milano-Napoli di Caianello. Proteste che proseguono anche a Napoli. Dal capoluogo campano Eddy del movimento di lotta – disoccupati 7 Novembre. Ascolta o scarica In Calabria, dove si sono aggiunti i blocchi dei pescatori, gli studenti di Cosenza si sono uniti alla protesta di tir e trattori, convocando per questa mattina uno sciopero con un corteo partito da Piazza Kennedy. Dal corteo studentesco Federico, de La Base di Cosenza e di Usb. Ascolta o scarica  
October 22, 2026
Radio Onda d`Urto
VIMINALE IDENTIFICA I CAMIONISTI PER RIMUOVERE I PRESIDI. “NON CI FERMIAMO”, I BLOCCHI A SUD CONTINUANO
Contro il caro-carburanti Scaffali vuoti in Calabria, Basilicata, Campania (bloccata la A1) e in alcuni casi anche in Puglia e Sicilia; in queste 2 ultime Regioni solo alcune sigle sindacali hanno ritirato i blocchi, mentre il governo, per bocca del ministro Urso, ha iniziato a identificare i camionisti “per rimuovere tutti i presidi nelle prossime ore”. Per ora la situazione più critica resta quella in Calabria, dove sono fermi anche 870 panificatori, mentre gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono senza carburante; l’Enav avverte gli aerei di “pianificare il rifornimento in precedenza e in quantità sufficiente per le tratte successive”. Le proteste, comunque, continuano e si aggiunge la mobilitazione dei pescatori. Una panoramica di quanto sta accadendo in Calabria con Peppe Marra, compagno di Reggio e direnge di Usb Calabria che sta seguendo le mobilitazioni. Ascolta o scarica. Non ha per ora sortito troppi effetti quindi l’incontro di alcune sigle sindacali con Salvini, che ha annunciato lo stanziamento di 480 milioni agli autotrasportatori (soldi già stanziati in estate ma mai sbloccati) per far fronte al caro-carburante per il periodo da marzo a ottobre. “Sono arrivate 32mila domande e da oggi cominciano i pagamenti”, dice il leghista; a fargli da sponda c’è Coldiretti, da anni braccio agricolo della destra di governo, che ha annullato la manifestazione con i trattori fissata per domani a Napoli dopo la mancia di Salvini. Sempre a Napoli, però, da domani l’intera Università L’Orientale – il più grande ateneo del CentroSud – entra in didattica a distanza, a causa dei blocchi e della mancanza di carburante per raggiungere le aule. Da Napoli Raul del Si Cobas, lavoratore di un’azienda di logistica. Ascolta o scarica.
October 21, 2026
Radio Onda d`Urto
SCIOPERO DEL PANE. ALLA PROTESTA DI AGRICOLTORI E TRASPORTATORI SI AGGIUNGE LA SERRATA DEI FORNAI CONTRO I RINCARI
Si amplia la protesta anche nel Sud Italia. Assieme ad agricoltori e autotrasportatori si fermano anche i panificatori. La mobilitazione dei tir è arrivata nel Basso Lazio e in Campania, riprendendo quanto succede da giorni in Calabria (oggi qui centinaia di studentesse-i mobilitati con gli agricoltori), Sicilia, Molise, Basilicata e Puglia, dove a Cerignola è stato allontanato l’ex ministro e ora vannacciano, Alemanno. Intanto, oltre al carburante, gravi problemi di approvvigionamento dei prodotti alimentari in diversi supermercati; vuoti i banchi dei prodotti freschi. Per la penuria di approvvigionamenti di grano duro, gli stabilimenti del Pastificio Rummo fermano la produzione, mentre La Molisana dà fondo alle scorte. Stamattina Salvini ha incontrato alcune sigle sindacali, in Prefettura a Milano. La Lega propone di 150 milioni di euro subito e 480 milioni per il cosiddetto credito d’imposta, per i soli autotrasportatori; nulla, invece, per gli agricoltori, alla fame nonostante i prezzi finali, nei supermercati, continuino a crescere. Su questo, 900 panificatori del Cosentino hanno aderito alla serrata contro l’aumento dei costi di produzione e le condizioni commerciali imposte dalla grande distribuzione. Stessa cosa per Reggio Calabria, dove le associazioni di categoria minacciano lo sciopero. Le intervista a * Stefano Liberti, giornalista e scrittore, specializzato in sfruttamento agricolo e alimentare. Ascolta o scarica. * Gianni Fabbris, segretario nazionale della confederazione Altragricoltura. Ascolta o scarica.
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
assemblea con gli agricoltori (devo finire di lavorarlo)
La quotidiana assemblea che da sabato anima Piazza Maricarmen a Roma (così è stata ribattezzata Piazza dei Cinquecento), ha visto ieri una partecipata assemblea con gli agricoltori in lotta da giorni, insieme a cittadini, studenti, lavoratori, esponenti del movimento del diritto all’abitare, rappresentanti dell’associazione consumatori A.Ba.Co. In vista dello sciopero […] L'articolo assemblea con gli agricoltori (devo finire di lavorarlo) su Contropiano.
October 20, 2026
Contropiano
I blocchi sulle strade del Sud. Quel che si avanza è uno strano soldato…
Finalmente – dopo settimane di silenzio mediatico – iniziano ad affacciarsi nelle cronache dei media e attraverso la diffusione sui social le proteste dei trasportatori e delle varie attività correlate alla circolazione delle merci. I recenti rincari dei carburanti, l’aumento dei pedaggi autostradali e il generale processo inflazionistico – che […] L'articolo I blocchi sulle strade del Sud. Quel che si avanza è uno strano soldato… su Contropiano.
October 17, 2026
Contropiano
CALABRIA, SICILIA, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, MOLISE. AGRICOLTORI E TRASPORTATORI BLOCCANO IL SUD. CHI SONO E COSA CHIEDONO?
Contro il caro-carburanti protestano da giorni, al Sud, agricoltori e autotrasportatori, che minacciano un blocco nazionale dopo quelli in Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia, in corso fino a martedì. Da venerdì intanto la mobilitazione è arrivata anche in Molise e Campania; chiusa prima l’uscita dell’A30 a Nola, poi quella di Nocera-Pagani. In Calabria mezzi pesanti e trattori stazionano a bordo strada senza attuare blocchi totali ma provocando forti rallentamenti in punti nevralgici. La protesta degli autotrasportatori ha interessato ieri, per la prima volta, anche il territorio della Locride, oltre a essersi registrati blocchi e presidi ovunque a Sud, in provincia di Campobasso, poi da Eboli a Gela, da Brindisi a Catania. Bloccata anche l’entrata del Porto di Palermo. Una convergenza di lotte tra studenti e lavoratori si è registrata a Corigliano Rossano dove gli studenti delle scuole superiori sono scesi in corteo al fianco degli agricoltori sulla SS 106. Stessa cosa per Trebisacce, Cosenza, uno dei luoghi scelti per l’attuazione dei presidi dei Tir che stanno provocando disagi alla circolazione, dove gli studenti sono scesi in strada al fianco di autotrasportatori e agricoltori nelle loro proteste contro il caro carburante. Il governo prova a correre ai ripari convocando un tavolo per il 27 ottobre. Intanto in Calabria, Puglia e Basilicata manca già il carburante in diverse stazioni di servizio, dopo il blocco alla raffineria Eni di Taranto. Radio Onda d’Urto ha intervistato il giornalista e scrittore Pietro Comito, che segue da giorni le proteste in Calabria. Ascolta o scarica.
October 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Roma. Agricoltori in protesta per il caro-carburanti e la speculazione della grande distribuzione
Questa mattina diversi agricoltori hanno manifestato a Torrimpietra, sulla via Aurelia, causando il rallentamento del traffico per protestare contro il caro-carburanti e la speculazione dell’agroindustria e la grande distribuzione. Ormai la loro produzione è stata resa insostenibile, dal punto di vista economico, con i compensi che spesso non arrivano più […] L'articolo Roma. Agricoltori in protesta per il caro-carburanti e la speculazione della grande distribuzione su Contropiano.
October 9, 2026
Contropiano
In Francia la solidarietà di fronte agli eventi climatici estremi arriva dal basso
L’estate che ci lasciamo alle spalle in Europa è un ricettacolo di eventi climatici estremi, tra ondate di caldo anomalo, periodi di siccità prolungata e brevi, ma devastanti, alluvioni. A fine agosto, il passaggio di un tornado ha messo in ginocchio il sud della Francia, distruggendo nel giro di pochi minuti tutto ciò che si è trovato davanti, dalle case ai campi coltivati. Lo scorso anno un vasto incendio bruciò migliaia di ettari nel cuore delle Corbières, località montuosa nota per la sua produzione vinicola. Di fronte a questa devastazione, gli abitanti hanno deciso di passare all’azione e battere lo sconforto. È nata la rete Corbières Solidaires Grands Feux (CSGF), per sostenere gli agricoltori di fronte agli eventi climatici estremi. All’associazione si è aggiunto lo spontaneismo contadino, restituendo un quadro di solidarietà dal basso avulso dagli schemi del profitto. IL TORNADO A POMAS E LA SOLIDARIETÀ CONTADINA I danni causati dal tornado passato per Pomas Oltre la metà delle case danneggiate, alcune delle quali completamente distrutte, centinaia di sfollati e 39 feriti. Il bilancio del passaggio del tornado a Pomas, un piccolo comune dell’Aude, è stato devastante. Era il 24 agosto scorso e, in appena due minuti, la cittadina è dovuta passare dall’euforia della preparazione dell’annuale Festival di Pomas alla paura. Neanche la produzione agricola è stata risparmiata: quintali di frutta e verdura sono andati distrutti, mettendo in ginocchio i contadini. Il dipartimento dell’Aude ha una forte tradizione viticola, e al passaggio del tornado molti produttori avevano appena finito di raccogliere l’uva per la vendemmia. Il crollo dei tetti dei depositi ha reso vane settimane di sforzi. Nei meleti vicini sono cadute a terra tonnellate di frutti, facendo sprofondare nello sconforto i proprietari. Ma è durato poco, grazie all’intervento della rete Corbières Solidaires Grands Feux, che con un giro di telefonate e un coordinamento via social è riuscita a coinvolgere decine di volontari. Giunti sul posto, hanno affiancato gli agricoltori nella raccolta, evitando che migliaia di mele marcissero. Cantine e magazzini sono stati ripuliti dalle macerie, il tutto in appena due giorni. L’associazione si è poi impegnata a monitorare il risarcimento dovuto dalle compagnie assicurative, mettendo anche in moto un giro occupazionale per il post-emergenza. È stato infatti offerto un contratto da 12 mesi (con una retribuzione pari al 110-120% del salario minimo) per prendere parte al rilancio delle attività agricole: si passa dalla ricostruzione delle strutture danneggiate alla rigenerazione ecologica. C’è poi la dimensione della «cura e delle dinamiche collettive», con cui si punta a tenere saldi i legami tra i vari attori locali. La rete Corbières Solidaires Grands Feux è nata soltanto lo scorso anno, emergendo da un sentimento diffuso di solidarietà. Molti dei suoi fondatori hanno preso parte alla mobilitazione dal basso scattata di fronte all’incendio partito da Ribaute ed estesosi presto ai vicini comuni dell’Aude, arrivando a distruggere più di 10mila ettari di terreno. In quell’occasione, un centinaio di volontari si riunì per distribuire acqua e aiuti alla popolazione, offrendo anche supporto psicologico a chi aveva perso tutto nell’incendio. Il successo dell’iniziativa ha portato i partecipanti a organizzarsi, con l’obiettivo di dotarsi di un coordinamento permanente di fronte alle emergenze: «CSGF agisce per la solidarietà d’emergenza, la rigenerazione e la prevenzione delle catastrofi climatiche oltre che per la resilienza del territorio e una vita dignitosa». LO SPONTANEISMO CHE GUIDA Parlando di spontaneismo, non può non essere citata l’esperienza di Servian, altro comune francese colpito dal tornado del 24 agosto scorso. Thomas Mayeul, proprietario della tenuta Grassette, si è trovato a fare i conti con due ettari di vigneto abbattuti dall’evento estremo. I filari andavano rialzati per evitare di perdere il raccolto e Mayeul si è inventato un appello social, accompagnato dal più classico dei passaparola. Amici, familiari e volontari hanno risposto alla chiamata, salvando la vendemmia alla Grassette. «È un lavoro necessario perché è impossibile farlo da soli. Noi siamo di qui, questa occasione ci permette di conoscere altre persone del territorio. Sono cose che non esisterebbero nelle grandi città, dimostrando quanta solidarietà ci sia invece nei piccoli villaggi», ha affermato un volontario, Alexandre Banon, a Franceinfo. Iniziative simili sono state organizzate anche in altre località dell’Hérault, come Castries, Saint-Georges d’Orques e Capestang. Sempre a Servian, il tornado ha causato pesanti danni alle scuderie di Saint-Bruno, gestite dal 2018 da Coline Geneves e dal suo compagno. Per far fronte alle riparazioni, la coppia ha lanciato una raccolta fondi, recuperando nel giro di poche settimane più di 3.800 euro. Ciò che emerge dal caso francese è un forte sentimento solidale tra agricoltori e non solo, che coinvolge anche l’ampia rete di abitanti e associazioni, più o meno informali. Ciò garantisce una velocità di azione fondamentale nelle emergenze, che spesso le istituzioni faticano ad assicurare. A fine agosto, a una settimana dal passaggio del tornado, la Corbières Solidaires Grands Feux denunciava il mancato inserimento dell’evento, da parte del Ministero dell’Agricoltura, nella lista delle catastrofi naturali. Alla richiesta si è unito anche Régis Banquet, presidente di Carcassonne Agglo, l’unità urbana situata nel dipartimento dell’Aude e di cui fa parte anche Pomas. Gli ultimi dati disponibili parlano di 61 tornado verificatisi tra il 2023 e il 2024. Non tutti rientrano tra le catastrofi naturali a causa della legislazione francese, che parte del panorama politico punta a modificare. A luglio è stata presentata una proposta di legge a firma del senatore Hussein Bourgi per equiparare gli eventi ciclonici (tipici dei dipartimenti d’oltremare) ai tornado violenti della Francia metropolitana, come quello del 24 agosto, di scala EF3. L’obiettivo è rendere più veloci le risposte istituzionali all’emergenza, soprattutto nelle fasi successive, dalla ricostruzione ai rimborsi. Di anno in anno la Francia si conferma tra i Paesi europei più colpiti dagli eventi climatici estremi. Soltanto quest’estate un’ondata di caldo estremo ha favorito il divampare degli incendi, costringendo centinaia di migliaia di persone ad allontanarsi dalla propria casa. The post In Francia la solidarietà di fronte agli eventi climatici estremi arriva dal basso appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 22, 2026
L'INDIPENDENTE