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2026: già 36 persone morte di lavoro
di Carlo Soricelli (*) Sono già 36 i morti sul lavoro accertati e registrati dall’Osservatorio nel 2026, con le stesse modalità di rilevazione del 2025. Due casi sono particolarmente emblematici: quello di Sofia Ansalone, giovane donna di soli 21 anni morta in un incidente in itinere — come le oltre 100 donne che nel 2025 hanno perso la vita andando
In Francia, allevatori in protesta
In queste settimane il governo francese sta rispondendo al problema del virus bovino della dermatite nodulare contagiosa (LSD,  lumpy skin disease) con l’ordine di abbattimento sistematico di tutti gli animali presenti nelle mandrie di un animale infetto. Diversi allevatori, a partire dal sud ovest della Francia, hanno iniziato ad organizzarsi con dei presidi nelle aziende agricole per impedire l’intervento di veterinari e forze dell’ordine. In seguito, le proteste hanno preso forme più ampie: attraverso la costruzione di reti territoriali, gli allevatori hanno ripreso a bloccare strade provinciali ed autostrade, una ferrovia nel dipartimento della Alta Garonna, ma anche organizzato sit in (con lancio di letame, paglia e finto sangue animale) davanti a prefetture e sotto prefetture. Ne parliamo con un agricoltore, che fa parte del sindacato Confédération Paysanne e del movimento Soulèvements de la Terre. Oltre ad offrirci una panoramica del problema e delle mobilitazioni, ci racconta delle difficoltà che derivano dall’incontro tra agricoltori e allevatori con visioni politiche molto diverse. Prendere parte alle mobilitazioni significa anche confrontarsi con il consenso crescente che raccoglie il sindacato di estrema destra Coordination Rurale.
Accordo Ue-Mercosur. Scontri in piazza e divaricazioni tra i governi europei
Le proteste degli agricoltori a Bruxelles hanno bloccato nuovamente l’accordo Unione Europea-Mercosur e riaprono il dibattito sul suo impatto sociale. Centinaia di trattori hanno fatto occupato giovedi il centro di Bruxelles e hanno portato a scontri con la polizia durante una protesta di massa degli agricoltori europei contro l’accordo di […] L'articolo Accordo Ue-Mercosur. Scontri in piazza e divaricazioni tra i governi europei su Contropiano.
Nuove tecniche, vecchi problemi: il rapporto di Navdanya International sulla deregolamentazione globale degli OGM
Navdanya International pubblica il rapporto “Semi di Resistenza”, che documenta l’espansione dei vecchi e nuovi OGM e la deregolamentazione dei sistemi di biosicurezza in tutti i continenti. Uno studio pubblicato in concomitanza alla decisione dell’Unione Europea di imboccare la strada della deregolamentazione degli OGM di nuova generazione, aprendo alla possibilità che organismi ottenuti con gene editing arrivino nei campi e nei piatti dei cittadini senza etichettatura, tracciabilità né adeguata valutazione dei rischi. L’accordo provvisorio in trilogo su OGM di nuova generazione e Nuove Tecniche Genomiche introduce una distinzione artificiale tra categorie di NGT e consente a molti di questi organismi di essere trattati come “equivalenti” alle piante convenzionali, aggirando anni di tutela basata sul principio di precauzione. Un cambio di rotta dettato dalla pressione delle lobby dell’agroindustria, contro cui in tutta Europa si è già alzata la voce delle organizzazioni delle reti di agricoltori, consumatori e movimenti per la sovranità alimentare che chiedono trasparenza, diritto di scelta e rispetto del principio di precauzione. Il rapporto mostra come il pacchetto OGM–gene editing si stia espandendo rapidamente: in Sudafrica oltre 3 milioni di ettari sono coltivati a OGM, con percentuali che superano l’85% per il mais, il 95% per la soia e sfiorano il 100% per il cotone, mentre in Colombia le superfici OGM hanno superato i 100.000 ettari e in Bangladesh la melanzana Bt è coltivata da oltre 65.000 agricoltori. Allo stesso tempo, più del 95% delle sementi utilizzate nel mondo continua a provenire da sistemi locali tradizionali, confermando che la sovranità alimentare si regge soprattutto sui semi custoditi dalle comunità. Lo studio mette in evidenza come l’aumento delle coltivazioni OGM e da gene editing si accompagni alla concentrazione del controllo su sementi e tratti genetici, mentre la maggior parte delle sementi nel mondo continua a provenire da sistemi locali tradizionali. Studi indipendenti segnalano mutazioni indesiderate, instabilità genetica, contaminazione e perdita di biodiversità legate a tecnologie come CRISPR-Cas e gene drive, in assenza di un reale consenso scientifico sulla sicurezza di OGM e NTG. La deregolamentazione apre una nuova ondata di brevetti su sementi e tratti genetici, rafforzando il potere di colossi industriali e rendendo più difficile per piccoli agricoltori e selezionatori indipendenti accedere e migliorare le sementi. “Non c’è nulla di naturale negli OGM di nuova generazione: cambiano le tecniche, ma resta la stessa logica di privatizzazione dei semi e di concentrazione del potere nelle mani di poche multinazionali”, afferma Ruchi Shroff, direttrice di Navdanya International, ricordando che la deregolamentazione trasferisce rischi e costi su agricoltori e cittadini. Nel suo contributo al rapporto, il genetista agrario Salvatore Ceccarelli, membro del Consiglio Direttivo di Navdanya International, definisce OGM e NTG “soluzioni evolutivamente perdenti”, perché puntano sull’uniformità genetica, mentre l’ecologia e la medicina mostrano che è la diversità a garantire produttività, resilienza climatica e salute. L’agrobiodiversità, afferma, offre agli agricoltori strumenti durevoli per affrontare cambiamento climatico e parassiti senza dipendere da tecnologie brevettate. Vandana Shiva, presidente di Navdanya International, lega questa battaglia a una visione di democrazia ecologica: i semi, per le comunità indigene e contadine, sono patrimonio vivente e non materia prima da brevettare. Difendere la libertà dei semi significa difendere il diritto dei popoli a scegliere sistema alimentare, cultura agricola e futuro. “Semi di Resistenza” racconta come alleanze tra reti contadine, comunità indigene, movimenti e associazioni di consumatori, dall’America Latina all’Europa, dall’Africa all’Asia, abbiano ottenuto divieti, moratorie, protezione dei semi nativi e territori liberi da OGM, mentre centinaia di organizzazioni chiedono di fermare la deregolamentazione degli OGM di nuova generazione e garantire etichettatura, tracciabilità e rigorosa valutazione dei rischi. Navdanya International