In Francia la solidarietà di fronte agli eventi climatici estremi arriva dal bassoL’estate che ci lasciamo alle spalle in Europa è un ricettacolo di eventi
climatici estremi, tra ondate di caldo anomalo, periodi di siccità prolungata e
brevi, ma devastanti, alluvioni. A fine agosto, il passaggio di un tornado ha
messo in ginocchio il sud della Francia, distruggendo nel giro di pochi minuti
tutto ciò che si è trovato davanti, dalle case ai campi coltivati. Lo scorso
anno un vasto incendio bruciò migliaia di ettari nel cuore delle Corbières,
località montuosa nota per la sua produzione vinicola. Di fronte a questa
devastazione, gli abitanti hanno deciso di passare all’azione e battere lo
sconforto. È nata la rete Corbières Solidaires Grands Feux (CSGF), per sostenere
gli agricoltori di fronte agli eventi climatici estremi. All’associazione si è
aggiunto lo spontaneismo contadino, restituendo un quadro di solidarietà dal
basso avulso dagli schemi del profitto.
IL TORNADO A POMAS E LA SOLIDARIETÀ CONTADINA
I danni causati dal tornado passato per Pomas
Oltre la metà delle case danneggiate, alcune delle quali completamente
distrutte, centinaia di sfollati e 39 feriti. Il bilancio del passaggio del
tornado a Pomas, un piccolo comune dell’Aude, è stato devastante. Era il 24
agosto scorso e, in appena due minuti, la cittadina è dovuta passare
dall’euforia della preparazione dell’annuale Festival di Pomas alla
paura. Neanche la produzione agricola è stata risparmiata: quintali di frutta e
verdura sono andati distrutti, mettendo in ginocchio i contadini. Il
dipartimento dell’Aude ha una forte tradizione viticola, e al passaggio del
tornado molti produttori avevano appena finito di raccogliere l’uva per la
vendemmia. Il crollo dei tetti dei depositi ha reso vane settimane di sforzi.
Nei meleti vicini sono cadute a terra tonnellate di frutti, facendo sprofondare
nello sconforto i proprietari. Ma è durato poco, grazie all’intervento della
rete Corbières Solidaires Grands Feux, che con un giro di telefonate e un
coordinamento via social è riuscita a coinvolgere decine di volontari. Giunti
sul posto, hanno affiancato gli agricoltori nella raccolta, evitando che
migliaia di mele marcissero. Cantine e magazzini sono stati ripuliti dalle
macerie, il tutto in appena due giorni.
L’associazione si è poi impegnata a monitorare il risarcimento dovuto dalle
compagnie assicurative, mettendo anche in moto un giro occupazionale per il
post-emergenza. È stato infatti offerto un contratto da 12 mesi (con una
retribuzione pari al 110-120% del salario minimo) per prendere parte al rilancio
delle attività agricole: si passa dalla ricostruzione delle strutture
danneggiate alla rigenerazione ecologica. C’è poi la dimensione della «cura e
delle dinamiche collettive», con cui si punta a tenere saldi i legami tra i vari
attori locali.
La rete Corbières Solidaires Grands Feux è nata soltanto lo scorso anno,
emergendo da un sentimento diffuso di solidarietà. Molti dei suoi fondatori
hanno preso parte alla mobilitazione dal basso scattata di fronte all’incendio
partito da Ribaute ed estesosi presto ai vicini comuni dell’Aude, arrivando a
distruggere più di 10mila ettari di terreno. In quell’occasione, un centinaio di
volontari si riunì per distribuire acqua e aiuti alla popolazione, offrendo
anche supporto psicologico a chi aveva perso tutto nell’incendio. Il successo
dell’iniziativa ha portato i partecipanti a organizzarsi, con l’obiettivo di
dotarsi di un coordinamento permanente di fronte alle emergenze: «CSGF agisce
per la solidarietà d’emergenza, la rigenerazione e la prevenzione delle
catastrofi climatiche oltre che per la resilienza del territorio e una vita
dignitosa».
LO SPONTANEISMO CHE GUIDA
Parlando di spontaneismo, non può non essere citata l’esperienza di Servian,
altro comune francese colpito dal tornado del 24 agosto scorso. Thomas Mayeul,
proprietario della tenuta Grassette, si è trovato a fare i conti con due ettari
di vigneto abbattuti dall’evento estremo. I filari andavano rialzati per evitare
di perdere il raccolto e Mayeul si è inventato un appello social, accompagnato
dal più classico dei passaparola. Amici, familiari e volontari hanno risposto
alla chiamata, salvando la vendemmia alla Grassette. «È un lavoro necessario
perché è impossibile farlo da soli. Noi siamo di qui, questa occasione ci
permette di conoscere altre persone del territorio. Sono cose che non
esisterebbero nelle grandi città, dimostrando quanta solidarietà ci sia invece
nei piccoli villaggi», ha affermato un volontario, Alexandre Banon, a
Franceinfo. Iniziative simili sono state organizzate anche in altre località
dell’Hérault, come Castries, Saint-Georges d’Orques e Capestang.
Sempre a Servian, il tornado ha causato pesanti danni alle scuderie di
Saint-Bruno, gestite dal 2018 da Coline Geneves e dal suo compagno. Per far
fronte alle riparazioni, la coppia ha lanciato una raccolta fondi, recuperando
nel giro di poche settimane più di 3.800 euro.
Ciò che emerge dal caso francese è un forte sentimento solidale tra agricoltori
e non solo, che coinvolge anche l’ampia rete di abitanti e associazioni, più o
meno informali. Ciò garantisce una velocità di azione fondamentale nelle
emergenze, che spesso le istituzioni faticano ad assicurare. A fine agosto, a
una settimana dal passaggio del tornado, la Corbières Solidaires Grands Feux
denunciava il mancato inserimento dell’evento, da parte del Ministero
dell’Agricoltura, nella lista delle catastrofi naturali. Alla richiesta si è
unito anche Régis Banquet, presidente di Carcassonne Agglo, l’unità urbana
situata nel dipartimento dell’Aude e di cui fa parte anche Pomas.
Gli ultimi dati disponibili parlano di 61 tornado verificatisi tra il 2023 e il
2024. Non tutti rientrano tra le catastrofi naturali a causa della legislazione
francese, che parte del panorama politico punta a modificare. A luglio è stata
presentata una proposta di legge a firma del senatore Hussein Bourgi per
equiparare gli eventi ciclonici (tipici dei dipartimenti d’oltremare) ai tornado
violenti della Francia metropolitana, come quello del 24 agosto, di scala EF3.
L’obiettivo è rendere più veloci le risposte istituzionali all’emergenza,
soprattutto nelle fasi successive, dalla ricostruzione ai rimborsi. Di anno in
anno la Francia si conferma tra i Paesi europei più colpiti dagli eventi
climatici estremi. Soltanto quest’estate un’ondata di caldo estremo ha favorito
il divampare degli incendi, costringendo centinaia di migliaia di persone ad
allontanarsi dalla propria casa.
The post In Francia la solidarietà di fronte agli eventi climatici estremi
arriva dal basso appeared first on L'INDIPENDENTE.