
Salerno: l’anno scolastico inaugurato con l’alzabandiera
Pressenza - Tuesday, September 22, 2026
A Salerno sono fermi al 17 marzo 1861, tanto che il 14 settembre 2026 presso l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Galilei – R. Di Palo” l’anno scolastico è stato è inaugurato in pompa magna con l’alzabandiera, un gesto patriottico, in salsa militarizzata e impolverata da oltre un secolo e mezzo di retorica risorgimentale.
L’evento ha visto la partecipazione di una rappresentanza del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) dell’Esercito Italiano, che ha issato il Tricolore nel piazzale della scuola, sulle note dell’immancabile inno di Goffredo Mameli. Alla cerimonia hanno preso parte circa 200 studenti, insieme ai docenti e al dirigente scolastico Emiliano Barbuto.
Ci chiediamo se sia proprio necessario, in un contesto scolastico dove si dovrebbero istradare le giovani generazioni verso percorsi di pace “disarmata”, invitare l’Esercito Italiano e inscenare queste rappresentazioni solenni “per un momento – si legge sul sito istituzionale della scuola * – dedicato alla riflessione sui valori civici, sulla responsabilità e sulla cittadinanza attiva”.
Sempre dal sito si legge, quasi fossimo, appunto, tornati indietro di 150 anni, “il Comandante del Reggimento, Colonnello Andrea Enzo Gottardo Crivellotto, ha richiamato il valore simbolico della bandiera per tutti gli italiani e ricordato i caduti di tutte le guerre”.
Ma non finisce qui, perché il Galilei-Palo si propone anche come agenzia di collocamento/orientamento dei propri ragazzi e ragazze, sulla base di una sinergia che spazia dagli aspetti cultural-propagandistici: “particolare attenzione è stata dedicata alla collaborazione tra Scuola ed Esercito, due realtà chiamate, nei rispettivi ambiti, a contribuire alla formazione delle nuove generazioni e alla diffusione dei valori di democrazia, Patria, pace e libertà“) a quelli, appunto professionali, e lavorativi (“nel campetto sportivo dell’Istituto è stato allestito un Info Point dell’Esercito, presso il quale personale qualificato del Reggimento ha incontrato gli studenti e illustrato le opportunità formative e professionali offerte dalle Forze Armate. L’iniziativa ha permesso così ai ragazzi di conoscere più da vicino l’Esercito, le sue attività e i diversi percorsi disponibili, trasformando la giornata inaugurale in un momento di incontro, orientamento e partecipazione“).
Il sito, peraltro, richiama importanti e più che condivisibili concetti coerenti con le finalità ultime di un’agenzia formativa e di socializzazione quale è un istituto secondario superiore: cittadinanza, responsabilità, senso di appartenenza alla comunità, ecc..
In una società avviata verso un’economia di guerra a scapito proprio di scuola, sanità e welfare e in presenza di conflitti che ci vedono, purtroppo, protagonisti in varie parti del mondo e in altre conniventi, come nel genocidio in corso a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania, questi concetti risuonano come parole vuote e tragicamente ridondanti, per non dire false o di carta pesta.
Sarebbe opportuno, invece, seguendo anche semplicemente i dettami della Costituzione Italiana che il preside tiri fuori dal cassetto della propria scrivania la “bussola pedagogica” del proprio Istituto e orientarla, in alternativa alle carriere in divisa, verso la parola “Pace” un termine forse meno di moda ma che oggi merita, più della parola “Patria”, la “p” maiuscola.
L’evento ha visto la partecipazione di una rappresentanza del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) dell’Esercito Italiano, che ha issato il Tricolore nel piazzale della scuola, sulle note dell’immancabile inno di Goffredo Mameli. Alla cerimonia hanno preso parte circa 200 studenti, insieme ai docenti e al dirigente scolastico Emiliano Barbuto.
Ci chiediamo se sia proprio necessario, in un contesto scolastico dove si dovrebbero istradare le giovani generazioni verso percorsi di pace “disarmata”, invitare l’Esercito Italiano e inscenare queste rappresentazioni solenni “per un momento – si legge sul sito istituzionale della scuola * – dedicato alla riflessione sui valori civici, sulla responsabilità e sulla cittadinanza attiva”.
Sempre dal sito si legge, quasi fossimo, appunto, tornati indietro di 150 anni, “il Comandante del Reggimento, Colonnello Andrea Enzo Gottardo Crivellotto, ha richiamato il valore simbolico della bandiera per tutti gli italiani e ricordato i caduti di tutte le guerre”.
Ma non finisce qui, perché il Galilei-Palo si propone anche come agenzia di collocamento/orientamento dei propri ragazzi e ragazze, sulla base di una sinergia che spazia dagli aspetti cultural-propagandistici: “particolare attenzione è stata dedicata alla collaborazione tra Scuola ed Esercito, due realtà chiamate, nei rispettivi ambiti, a contribuire alla formazione delle nuove generazioni e alla diffusione dei valori di democrazia, Patria, pace e libertà“) a quelli, appunto professionali, e lavorativi (“nel campetto sportivo dell’Istituto è stato allestito un Info Point dell’Esercito, presso il quale personale qualificato del Reggimento ha incontrato gli studenti e illustrato le opportunità formative e professionali offerte dalle Forze Armate. L’iniziativa ha permesso così ai ragazzi di conoscere più da vicino l’Esercito, le sue attività e i diversi percorsi disponibili, trasformando la giornata inaugurale in un momento di incontro, orientamento e partecipazione“).
Il sito, peraltro, richiama importanti e più che condivisibili concetti coerenti con le finalità ultime di un’agenzia formativa e di socializzazione quale è un istituto secondario superiore: cittadinanza, responsabilità, senso di appartenenza alla comunità, ecc..
In una società avviata verso un’economia di guerra a scapito proprio di scuola, sanità e welfare e in presenza di conflitti che ci vedono, purtroppo, protagonisti in varie parti del mondo e in altre conniventi, come nel genocidio in corso a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania, questi concetti risuonano come parole vuote e tragicamente ridondanti, per non dire false o di carta pesta.
Sarebbe opportuno, invece, seguendo anche semplicemente i dettami della Costituzione Italiana che il preside tiri fuori dal cassetto della propria scrivania la “bussola pedagogica” del proprio Istituto e orientarla, in alternativa alle carriere in divisa, verso la parola “Pace” un termine forse meno di moda ma che oggi merita, più della parola “Patria”, la “p” maiuscola.
* Il Galilei – Di Palo inaugura l’anno scolastico con l’Alzabandiera insieme all’Esercito