
Democrazia o dominio? Il presidio di donne per la pace di Palermo
Pressenza - Saturday, September 19, 2026DEMOCRAZIA O DOMINIO?
Contro la guerra, il patriarcato e la politica della forza.
Possiamo fare di più e meglio contro la violenza cieca, disumana di una politica che, crollato il diritto internazionale, usa esclusivamente la forza, seminando morte e istruzione, mettendo a rischio perfino la
sopravvivenza sul pianeta?
Ci sono guerre in tutto il mondo ma ce n’è una, non dichiarata e non riconosciuta come tale, a bassa intensità, che gli uomini mettono in atto contro le donne per imporre, mantenere il loro controllo sui corpi e sulle vite femminili.
Le modalità, più o meno brutali, differiscono in base alla storia, alla cultura, al sistema politico dei singoli Stati.
Sono attualmente gravissime in Afghanistan. Il ritorno nel 2021 del regime dei Talebani, con il beneplacito degli Stati Uniti e di tutto l’occidente, ha di fatto significato la morte civile, sociale e perfino fisica delle donne, costrette a pesanti e umilianti proibizioni e a subire violenze di ogni tipo.
Nonostante tutto, non si arrendono e continuano coraggiosamente a lottare.
In Iran la repressione è altrettanto feroce: quest’estate sei donne sono state condannate a morte e impiccate per la loro attività contro la repubblica islamica. La guerra, scatenata dagli Stati Uniti, ha ulteriormente aggravato condizioni già drammatiche.
E in tutte le aree di conflitto, dove la violenza colpisce sempre più duramente le popolazioni civili, sono soprattutto le donne a pagarne il prezzo più alto. Tra paura, disperazione, morte e distruzione, sono loro a sostenere il peso della sopravvivenza quotidiana, a garantire la cura delle famiglie e a tenere insieme comunità devastate.
In Italia nel mese di agosto otto femminicidi. Otto donne sono state massacrate perché hanno detto no a chi pretendeva di averle in suo possesso.
Il dominio sulle donne unito al dominio sulla natura è all’origine del sistema patriarcale. Violenza contro le donne e guerra sono manifestazioni della stessa logica di dominio, appropriazione, sopraffazione. Le donne quindi possono fare di più perché conoscono direttamente sui loro corpi la violenza maschile e sono state fuori dai meccanismi di potere.
Dobbiamo «rompere con l ‘orizzonte simbolico maschile e con il linguaggio della forza».
A differenza delle donne che oggi occupano posti di potere, usando il linguaggio tradizionale maschile, dobbiamo saper «approfittare dell’assenza» (Carla Lonzi) delle donne da millenni di storia per attingere all’esperienza storica femminile di cura e responsabilità verso la vita.
Dobbiamo sforzarci di pensare, fuori dai binari consueti, di agire per invertire la rotta e fermare la corsa dissennata alla catastrofe.
Dobbiamo smettere di accodarci «al corteo degli uomini colti» (Virginia Woolf), perché quel corteo, di qualunque posizione politica, ideale, siano gli uomini colti, perpetua i valori del patriarcato e della
guerra.
Possiamo e dobbiamo fare di più prima che sia troppo tardi!
Giovedì 24 settembre il Presidio è in piazza Verdi dalle 18.00 alle 20.00
UDIPALERMO – Le Rose Bianche – Donne CGIL Palermo – Coordinamento Donne ANPI
Emily – Governo di Lei – CIF – Le Onde – Arcilesbica – Donne della Comunità dell’Arca –
Donne del Movimento nonviolento – Donne del Circolo Laudato si’
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