
Il Senato ha approvato la legge elettorale
L'INDIPENDENTE - Tuesday, September 15, 2026Lo Stabilicum incassa un altro sì. Il Senato — con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti — ha infatti approvato la riforma della legge elettorale presentata dalla maggioranza, trasmettendo il testo alla Camera per la terza lettura. Sono diverse le novità introdotte, a partire dal parziale sistema di preferenze che permetterà agli elettori di votare non solo il partito ma anche tre candidati. Il capolista sarà comunque bloccato e stabilito dalle varie segreterie. È per questo tra le misure più contestate dalle opposizioni, che oggi in Aula hanno protestato mostrando cartelli con scritto: «No alla legge truffa». Le forze extraparlamentari si concentrano invece sull’approvazione di un altro emendamento, relativo al numero di firme necessarie per candidarsi. Attualmente, con il Rosatellum, ai partiti e ai movimenti non presenti in Parlamento servono 1.500 firme per collegio per presentarsi alle elezioni. La versione dello Stabilicum licenziata dal Senato innalza questa soglia a una cifra compresa tra le 6mila e le 7mila firme per collegio, circa il 350% in più.
Quello messo a punto dalla maggioranza Meloni — a un anno dalle prossime elezioni — è un sistema misto, cioè proporzionale ma con un premio di maggioranza che inevitabilmente altera quel rapporto tra consensi ottenuti e seggi conquistati in Parlamento. Le forze di centrodestra hanno mediato a lungo, trovando una sintesi nella versione approvata oggi in Senato. Venuto meno il cavallo di battaglia delle preferenze pure, Fratelli d’Italia ha dovuto ripiegare su un sistema con capolista bloccato e tre preferenze al seguito. Per i capilista è stata abolita l’alternanza di genere, oggi prevista dal Rosatellum. «State cacciando le donne dal Parlamento», ha detto in Aula Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico. Le opposizioni hanno votato compatte, annunciando battaglia alla Camera, dove il testo è stato trasmesso per la terza lettura. Il capogruppo di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana (AVS) Peppe De Cristofaro si dice convinto del fatto «che la maggioranza speri che la legge elettorale venga affossata alla Camera con il voto segreto perché non sanno come tornare indietro».
Il premio di maggioranza non ha subito modifiche, venendo fissato in 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o la coalizione vincitrice, capace di ottenere almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna delle due Camere.
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