
Un attentato dai contorni incerti ha colpito la sede dei servizi segreti ucraini
L'INDIPENDENTE - Saturday, September 5, 2026Un’esplosione molto potente ha scosso nella giornata di venerdì 4 settembre, intorno alle 13, il palazzo del servizio segreto ucraino, SBU, in pieno centro di Kiev, sulla via Volodymyrskaja. Ad essere colpito, in particolare, è stato l’ufficio del capo ad interim dell’apparato interno d’intelligence, Oleksandr Poklad. Il botto è stato così forte che sarebbe risultata danneggiata persino la vicina cattedrale di S. Sofia. Nove al momento i feriti, tra i quali non è chiaro se ci sia lo stesso Poklad, che comunque sembra essere scampato all’attentato: secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass, il presidente ucraino Zelenskij avrebbe parlato con lui poco dopo l’accaduto. Gli ucraini hanno attribuito la responsabilità dell’attacco ai russi. Ad una prima ricostruzione, infatti, sembrerebbe che il drone utilizzato per l’attacco sia stato un Geran, di fabbricazione russa. Tuttavia, l’attentato è avvenuto appena due giorni dopo la sparatoria sulla via Shumskaja, a Kiev, tra i servizi di intelligence interni e militari, SBU e GUR, in cui tre agenti di quest’ultimo sono rimasti feriti, uno in maniera grave con l’aorta femorale spezzata. Proprio per questo motivo, c’è qualcuno che ci va cauto sulla pista russa per l’attentato di ieri.
La sede del SBU, i servizi segreti ucraini, colpita dall’esplosioneL’ex colonnello dei servizi segreti ucraini, Vassilij Prozorov, passato da qualche anno dalla parte russa (vive a Mosca, dove tempo fa scampò ad un attentato), ritiene che addebitare a caldo la responsabilità a Mosca potrebbe essere prematuro: «proprio perché sembra esserci in corso una guerra interna tra le due intelligence, non è da escludere una resa dei conti tra le due parti», ha scritto sulla sua pagina Telegram, UKR Leaks.
Nel frattempo sta andando avanti l’indagine della procura di Kiev e il magistrato inquirente, Taras Radchenko, ha ascoltato le parti, le cui versioni sono discordanti: secondo il GUR, tutto è accaduto perché l’SBU pochi giorni prima aveva “rapito” un nazionalista russo che combatte per gli ucraini, Stepan Kaplunov del Corpo dei Volontari Russi (RDK), accusato di fare il doppio gioco alle dipendenze del FSB russo. Il GUR invece, già diretto dall’ex ministro della Difesa Budanov, avendo sotto protezione Kaplunov, aveva tentato di difenderlo. Quella sera agenti dell’SBU si erano recati a casa del russo per perquisirla; quelli del GUR, avvertiti dall’avvocato di Kaplunov, erano corsi sul luogo. Da lì il parapiglia e la sparatoria. Alcune ore dopo, lo stesso Kaplunov aveva diffuso un video in cui spiegava che la sua ammissione di essere un infiltrato dell’FSB gli era stata estorta sotto tortura dallo stesso capo della SBU, Poklad.
Oleksandr Poklad, detto “lo Strangolatore”, capo ad interim del SBULa figura di quest’ultimo è piuttosto controversa: era stato nominato da Zelenskij a capo dell’SBU ad interim appena lo scorso luglio e, nel suo passato, non proprio cristallino, rientra anche un arresto per estorsione per la quale era stato condannato a sei anni di galera, dei quali ne aveva scontati due anni e mezzo grazie all’amnistia. È nel 2021 che entra nel controspionaggio e proprio per le sue pratiche di interrogatorio piuttosto violente era stato nominato “lo Strangolatore” (“Dushitel”). Per la sparatoria davanti all’abitazione di Kaplunov del 2 settembre, Zelenskij ha licenziato il direttore per i segreti di Stato del SBU, Oleg Khramov.
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