#war #Hormuz riapre, #Kiev si riarma: il baratto del# G7
Lo Stretto di Hormuz riapre dopo l'intesa fra Washington e Teheran, e al G7 di
Évian la tregua diventa subito licenza: armi a Kiev e sanzioni di ritorno sul
greggio russo. Sullo sfondo, la cattura di Maduro e la spartizione del
Venezuela, il bilaterale Crosetto-Hegseth che archivia lo strappo di Sigonella,
e il vertice del fondo sovrano saudita che a Roma celebra la «sovranità»
europea.
https://www.youtube.com/watch?v=JpS5neEPz6g
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UCRAINA: TRA TREGUE A METÀ E POSSIBILE NEGOZIATI CON L’UE. IL PUNTO CON IL GIORNALISTA SABATO ANGIERI
Il presidente russo Vladimir Putin lancia l’ipotesi di negoziati diretti tra
Mosca e l’Unione Europea sul conflitto in Ucraina, autoproponendo come possibile
mediatore l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, da anni vicino al Cremlino
e coinvolto in rapporti economici con la Russia.
Un segnale di apertura arriva dalla Finlandia, storicamente tra i Paesi meno
inclini a posizioni filo-russe. Il presidente Alexander Stubb ha dichiarato che
“è tempo di iniziare a parlare con la Russia. Quando arriverà non lo so”.
Di tono opposto le reazioni di Bruxelles e Berlino: l’Alta rappresentante Ue
Kaja Kallas infatti ha espresso irritazione per l’iniziativa russa, mentre il
ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius è atteso a Kiev per discutere
“dell’ampliamento della cooperazione nel settore della difesa con l’Ucraina”.
Nel frattempo l’Unione Europea conferma la propria linea di supporto militare ed
economico: la prossima settimana sarà erogata a Kiev la prima tranche del
prestito europeo da 90 miliardi di euro.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Sabato Angieri, giornalista de
Il Manifesto. Ascolta o scarica.
Sul terreno intanto in 24 ore 3 morti per droni russi in cielo, mentre via terra
Kiev parla di 150 scontri sul campo di battaglia. Per contro Mosca parla di 57
droni ucraini abbattuti. Le parti, però, stanno preparando lo scambio di 1000
prigionieri per parte, dentro il cessate il fuoco Usa, che dovrebbe durare fino
a domani.
Kiev: I famigliari dei soldati ucraini dispersi chiedono il cessate il fuoco e la verità sui loro cari
A Kiev si sono dati oggi appuntamento i famigliari (mogli, figli, fratelli e
sorelle, nonne e nonni) dei soldati scomparsi di cui da mesi non si hanno più
notizie.
Il governo ha fatto approvare dal parlamento una legge che li considera morti
attuando così un colpo di spugna perché siano di fatto dimenticati o relegati ad
un dolore e a una memoria privata.
I famigliari che sono diverse migliaia giunti da ogni parte dell’Ucraina,
chiedono che la legge venga ritirata. Vogliono la verità: o la salma per dare
loro funerali e una degna sepoltura o la liberazione ed il ritorno a casa se
sono prigionieri dei russi.
Tutte, sono quasi soltanto donne a parte bambini, ragazzini e qualche anziano,
portano la bandiera nazionale con i colori azzurro e giallo, il cielo e un campo
di girasoli con impressa l’immagine dei loro cari e sono migliaia e migliaia di
volti.
Chiedono l’ immediato cessate il fuoco e e trattative per giungere ad una pace
giusta.
Sono contro alla guerra ma rifiutano l’umiliazione di una resa o di una
capitolazione, vogliono la fine dell’aggressione e vere trattative per garantire
l’indipendenza dell’Ucraina che é il motivo per cui i loro cari hanno
combattuto.
Le auto che passano suonano il clacson in segno di solidarietà.
Mauro Carlo Zanella
UCRAINA: 4 ANNI DI INVASIONE MILITARE RUSSA. OPERAZIONE COLOMBA: “E’ UNA GUERRA DI LOGORAMENTO SIMILE ALLA 1° GUERRA MONDIALE”
Il 24 febbraio 2026 cade il quarto anniversario dall’inizio dell’invasione
militare russa dell’Ucraina. Una giornata, quella di martedì 24 febbraio,
apertasi a Mosca con 2 morti e 2 feriti per un’esplosione davanti alla stazione
ferroviaria Savёlovskij. Le vittime sono l’attentatore suicida (non ci sono per
ora notizie sulla sua identità) e un poliziotto; feriti altri 2 agenti. Nelle
ultime 24 ore si registrano 2 vittime a Bryansk, est della Russia, per i raid
ucraini; 3 morti invece – e diversi feriti – per gli attacchi russi tra Odessa e
Zaporizhia.
In questo scenario, nel fine settimana dovrebbe tenersi un nuovo round negoziale
tra Russia, Ucraina e Usa. Fuori dai tavoli di trattativa c’è la Unione europea,
che vede in queste ore von der Leyen e Costa oggi a Kiev per un trilaterale con
Zelensky; poi la partecipazione congiunta alla riunione dei “Volenterosi”
organizzata da remoto da Parigi e Londra. Il clima è piuttosto agitato, vista la
fumata nera a Bruxelles sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia
(varate autonomamente invece proprio oggi dalla Gran Bretagna, paese extraUe)
per il veto dell’Ungheria, contraria pure ai 90 miliardi di euro di prestito
all’Ucraina.
I 27 sono divisi anche su un possibile dialogo con Putin. Berlino bacchetta
Parigi: “Troppe offerte di colloqui alla Russia rischiano di creare
l’impressione che, con maggiore ostinazione, si possano ottenere più
concessioni. Un segnale sbagliato”, dice il ministro degli Esteri Wadephul
commentando le proposte di Macron.
Nel frattempo, sul terreno ucraino la situazione resta molto difficile, in
particolare per la popolazione civile. Secondo la Banca Mondiale, serviranno
almeno 588 miliardi di euro per ricostruire nell’ipotetico post-guerra
l’Ucraina, dove decine di migliaia di persone restano al freddo per gli attacchi
russi alle infrastrutture energetiche e 9 milioni di persone – riferisce
Emergency – non “hanno un’adeguata copertura sanitaria”.
Proprio dall’Ucraina, a 4 anni dall’inizio dell’invasione, ai microfoni di Radio
Onda d’Urto Alberto Capannini di Operazione Colomba, una delle organizzazioni
che è arrivata sul terreno una settimana dopo dall’inizio dell’invasione ed è
attiva soprattutto nella zona di Kherson.
Capannini descrive a Radio Onda d’Urto “un quadro cupo caratterizzato da
temperature gelide, mancanza di infrastrutture energetiche e una violenta
mobilitazione forzata che alimenta corruzione e diserzione”. Il racconto
paragona gli “scontri attuali a una logorante guerra di trincea simile al primo
conflitto mondiale, dove l’obiettivo principale è abbattere il morale della
popolazione attraverso bombardamenti costanti”.
L’intervista dall’Ucraina su Radio Onda d’Urto con Alberto Capannini, di
Operazione Colomba. Ascolta o scarica
UCRAINA: KIEV ATTACCA NAVE RUSSA A ROSTOV. PUTIN DEFINISCE I LEADER EUROPEI “PORCELLINI ACCODATI A BIDEN”
È di due morti il bilancio dell’attacco ucraino condotto con droni contro una
nave cargo nel porto russo di Rostov. Le vittime sono due membri
dell’equipaggio, mentre altre tre persone sono rimaste ferite. A Bataysk, sempre
nella regione di Rostov, un’altra persona è stata uccisa e sette sono rimaste
ferite in seguito a un raid con droni.
Da Kiev arriva l’allarme su una possibile nuova offensiva russa nell’area di
Pokrovsk e Kupiansk, in prossimità della quale Mosca avrebbe concentrato circa
710.000 militari. “I segnali sono chiari: Putin si sta preparando per un altro
anno di guerra”, afferma il presidente Volodymyr Zelensky arrivato a Bruxelles,
dove partecipa in presenza al Consiglio europeo, chiamato a decidere anche sul
destino degli asset russi congelati.
I 27 leader discuteranno due testi separati: il primo sulle conclusioni generali
del Consiglio, mentre il secondo è tutto dedicato all’Ucraina e potrebbe non
essere approvato all’unanimità. In quest’ultimo è previsto il possibile utilizzo
degli asset russi per gli aiuti all’Ucraina. “Il Consiglio europeo chiede al
Parlamento europeo di adottare urgentemente gli strumenti relativi ai Prestiti
di Riparazione”, si legge nella bozza, che rappresenta una base di partenza
sulla quale i leader dovranno esprimersi.
Intanto il presidente russo Putin attacca i leader europei paragonandolo a
“porcellini” che si sarebbero accodati alla politica dell’amministrazione Biden,
convinti di un imminente crollo della Russia. Poi il monito sul Donbass: “Se
l’Ucraina e i suoi sponsor occidentali rifiuteranno di impegnarsi in negoziati
concreti, otterremo con mezzi militari la liberazione delle nostre terre
storiche”.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Sabato Angieri, giornalista de Il Manifesto.
Ascolta o scarica.
UCRAINA: I NEGOZIATI FANNO PROGRESSI, MA SU TERRITORI E NATO L’ACCORDO È LONTANO
Proseguono i negoziati sulla guerra in Ucraina. Domenica 14 e lunedì 15 dicembre
l’inviato speciale Usa Witkoff ha incontrato il presidente ucraino Zelensky. Due
incontri fiume che avrebbero impresso un’accelerazione significativa alle
trattative, al punto che il capo-negoziatore ucraino Umerov ha dichiarato ieri,
lunedì, che una bozza di accordo si sarebbe potuta “chiudere in giornata”.
La bozza, però, è stata girata ai leader europei, e dei cosiddetti paesi
“volenterosi”, che erano riuniti a Berlino e hanno aggiunto alcune condizioni
che difficilmente saranno accettate da Mosca. Tra queste c’è il rispetto della
volontà ucraina sulle questioni territoriali e l’intervento di una forza
multinazionale europea sul terreno.
Nonostante questo, secondo fonti diplomatiche statunitensi “il 90% dei temi è
risolto”. Anche per il viceministro degli Esteri russo Ryabkov le parti in
conflitto sarebbero “sul punto” di raggiungere una soluzione diplomatica. Mosca
però ribadisce due veti: “non sottoscriveremo alcuna presenza di truppe Nato”,
quindi anche quelle proposte dai Paesi europei, e non faremo concessioni su
Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea.
Sul terreno la guerra prosegue. Secondo Mosca tutti i distretti di Kupyansk,
nella regione di Kharkiv, sarebbero ora sotto il controllo dell’esercito russo,
mentre un drone lanciato dai russi ha colpito un grattacielo a Zaporizhzhia: 3 i
feriti. Sull’altro fronte, invece, sono stati abbattuti alcuni droni ucraini
diretti verso Mosca.
Il punto, su Radio Onda d’Urto, con Francesco Brusa, giornalista, collaboratore
de Il Manifesto e di Osservatorio Balcani-Caucaso. Ascolta o scarica.
Gli Stati Uniti fanno fuori il regime di Kiev. Non serve più…
Andriy Yermak si dice “disgustato” dalla mancanza di supporto dopo il raid NABU.
Non dovrebbe esserlo. Chiunque capisca come funzionano gli imperi sa esattamente
cosa è appena successo: nel momento in cui smetti di essere strategicamente
utile, non sei più protetto, vieni cancellato. E agli occhi dei sostenitori
dell’Ucraina, l’utilità […]
L'articolo Gli Stati Uniti fanno fuori il regime di Kiev. Non serve più… su
Contropiano.
Crisi di regime a Kiev, salta anche Yermak
Una nuova tegola si è abbattuta nelle ultime ore su Volodymyr Zelensky
indebolendo la sua credibilità e la sua autorevolezza proprio mentre il
presidente ucraino tenta di impedire – per ora senza grandi risultati – che una
trattativa chiusa tra Mosca e Washington escluda completamente le richieste di
Kiev da […]
L'articolo Crisi di regime a Kiev, salta anche Yermak su Contropiano.
Kiev si arrende alla trattativa, la UE ancora no
La notizia-bomba è che la junta ucraina ha accettato il “piano Trump” per
contrattare la pace con la Russia. C’è solo un piccolo problema: nessuno –
tranne ovviamente i protagonisti diretti – sa cosa c’è scritto. L’unico
dettaglio certo riguarda il numero di punti da cui sarebbe composto: 19 invece
[…]
L'articolo Kiev si arrende alla trattativa, la UE ancora no su Contropiano.
#nowar - Pericolo escalation
LEVANTE 12.11.2025 - Casa del Sole Tv
#Mosca denuncia il tentativo ucraino e britannico di effettuare un false flag
attraverso il dirottamento di un caccia. Da #Kiev e Londra nessuna risposta.
L’#Iran si prepara ad un nuovo conflitto con #Israele che ormai sembra
inevitabile e rinforza l’industria missilistica mentre in Ucraina la guerra non
accenna a rallentare.
https://www.youtube.com/watch?v=jPXitjEavzs