Torture sui ragazzi in prigione: sospesi tre secondini del carcere minorile di Roma

L'INDIPENDENTE - Tuesday, September 1, 2026

Pestaggi, spedizioni punitive notturne, umiliazioni di vario genere: sono alcuni dei trattamenti cui sarebbero stati sottoposti dodici adolescenti detenuti presso il carcere di Casal del Marmo. A perpetrare le violenze sarebbero stati tre agenti della polizia penitenziaria, per i quali il gip di Roma, che ha parlato esplicitamente di torture, ha ora disposto la sospensione per un anno dal servizio. A denunciare i fatti, su segnalazione dell’Associazione Antigone, è stato il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità. Le vittime, la cui età è compresa tra i 15 e i 19 anni, sono tutte di nazionalità straniera.

A far emergere i fatti, che si sarebbero svolti tra il febbraio e il novembre del 2025, sono stati gli operatori del carcere, i quali temevano che le violenze sarebbero potute costare la vita a qualcuno dei ragazzini. Successivamente, i racconti delle vittime hanno dipinto un quadro di violenza e abusi sistematici da parte degli agenti, con referti medici a corroborare quanto da loro raccontato agli inquirenti. I pestaggi nei confronti dei ragazzi, spesso portati a termine con oggetti, sarebbero stati frequenti, soprattutto nelle zone buie del penitenziario, non sorvegliate da videocamere. A queste si sarebbero sommate umiliazioni di vario genere, incluse di genere sessuale: un ragazzo ha raccontato come, dopo essere stato malmenato con dei libri, è stato costretto ad abbassarsi pantaloni e slip mentre un secondino minacciava di tagliargli i testicoli con delle forbici.

Secondo l’associazione per i diritti dei detenuti Antigone, la situazione richiede un approccio che vada oltre quello giudiziario, che chiami in causa anche le responsabilità politiche e istituzionali. «Se un giudice arriva a scrivere che dei ragazzi minorenni sono stati torturati, la risposta non puà essere limitata alla sospensione di alcuni agenti e all’attesa del processo» ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. D’altronde, le criticità all’interno dell’istituto sono state ampiamente documentate dall’associazione, che nel solo 2024 ha registrato 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi. L’istituto si è inoltre trovato a fare i conti con il problema del sovraffollamento (dovuto in larga parte agli effetti del decreto Caivano), aggravato dalla fatiscenza di alcune parti dell’edificio.

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