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Ravenna-CPR: la punta di un iceberg che…
… che ci chiama tutte/i in causa. Gli articoli di Gianluca Cicinelli e di Vito Totire. La povertà segregata: ordine e disciplina con… … con una domanda per le Primarie del centrosinistra: qualcuno parlerà di carceri, Cpr, minori detenuti, salute mentale, senzatetto e diritto alla cura? di Gianluca Cicinelli (*) La povertà non è un reato. Neppure il disagio, la
September 20, 2026
La Bottega del Barbieri
CARCERE: RIPRENDE IL PROCESSO SULLE TORTURE DI STATO A SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE)
E’ ripreso lunedì 7 settembre nell’aula bunker di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, il maxi processo sulle torture nel carcere casertano avvenute durante l’aprile del 2020, in piena pandemia. A luglio i Pm avevano chiesto complessivamente quasi 800 anni di reclusione – e condanne fino a 21 anni – per gli oltre 100 imputati tra agenti della polizia penitenziaria, funzionari e medici. Una struttura intera, dunque, accusata di tortura, lesioni personali, abusi, depistaggio, falso favoreggiamento, morte come conseguenza di altro reato. All’udienza si è presentata, tra le parti civili, anche l’Associazione Antigone, l’organizzazione che si occupa della tutela dei diritti umani nelle diroccate e violente galere italiane. Sulle violenze sistemiche nel carcere di Santa Maria Capua Vetere abbiamo intervistato Paolo Conte, Presidente dell’associazione Antigone Campania. Ascolta o scarica Sul tema segnaliamo l’articolo pubblicato da Osservatorio Repressione.
September 10, 2026
Radio Onda d`Urto
Torture sui ragazzi in prigione: sospesi tre secondini del carcere minorile di Roma
Pestaggi, spedizioni punitive notturne, umiliazioni di vario genere: sono alcuni dei trattamenti cui sarebbero stati sottoposti dodici adolescenti detenuti presso il carcere di Casal del Marmo. A perpetrare le violenze sarebbero stati tre agenti della polizia penitenziaria, per i quali il gip di Roma, che ha parlato esplicitamente di torture, ha ora disposto la sospensione per un anno dal servizio. A denunciare i fatti, su segnalazione dell’Associazione Antigone, è stato il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità. Le vittime, la cui età è compresa tra i 15 e i 19 anni, sono tutte di nazionalità straniera. A far emergere i fatti, che si sarebbero svolti tra il febbraio e il novembre del 2025, sono stati gli operatori del carcere, i quali temevano che le violenze sarebbero potute costare la vita a qualcuno dei ragazzini. Successivamente, i racconti delle vittime hanno dipinto un quadro di violenza e abusi sistematici da parte degli agenti, con referti medici a corroborare quanto da loro raccontato agli inquirenti. I pestaggi nei confronti dei ragazzi, spesso portati a termine con oggetti, sarebbero stati frequenti, soprattutto nelle zone buie del penitenziario, non sorvegliate da videocamere. A queste si sarebbero sommate umiliazioni di vario genere, incluse di genere sessuale: un ragazzo ha raccontato come, dopo essere stato malmenato con dei libri, è stato costretto ad abbassarsi pantaloni e slip mentre un secondino minacciava di tagliargli i testicoli con delle forbici. Secondo l’associazione per i diritti dei detenuti Antigone, la situazione richiede un approccio che vada oltre quello giudiziario, che chiami in causa anche le responsabilità politiche e istituzionali. «Se un giudice arriva a scrivere che dei ragazzi minorenni sono stati torturati, la risposta non puà essere limitata alla sospensione di alcuni agenti e all’attesa del processo» ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. D’altronde, le criticità all’interno dell’istituto sono state ampiamente documentate dall’associazione, che nel solo 2024 ha registrato 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi. L’istituto si è inoltre trovato a fare i conti con il problema del sovraffollamento (dovuto in larga parte agli effetti del decreto Caivano), aggravato dalla fatiscenza di alcune parti dell’edificio. The post Torture sui ragazzi in prigione: sospesi tre secondini del carcere minorile di Roma appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 1, 2026
L'INDIPENDENTE
Sovraffollamento, caldo e cimici: l’inferno delle carceri italiane in un rapporto
Che la questione delle carceri costituisca un’emergenza ormai strutturale non è una novità. Tuttavia, con le ondate di calore eccezionale che stanno interessando l’Italia in questo periodo, la situazione si è ulteriormente aggravata. Lo certifica l’associazione Antigone, nel suo rapporto di metà anno, che descrive una emergenza umanitaria «gravissima» nei confronti della quale le politiche governative non sanno offrire «nessuna soluzione efficace». Al 28 luglio, il tasso di sovraffollamento superava il 139%, con oltre 18mila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. I disagi propri di questa condizione vengono ulteriormente esacerbati dal caldo, complici l’inadeguatezza delle strutture e la carenza di ventilatori e altri strumenti di raffrescamento. Una situazione che contribuisce ad aggravare le già precarie condizioni sanitarie, tra carenze idriche e infestazioni di cimici. La situazione è grave al punto da essere «al limite della sopravvivenza», scrive l’associazione. Il 60% dei detenuti è infatti sottoposto al regime di cosiddetta “custodia chiusa”, con non più di otto ore a disposizione al di fuori della cella, dove le temperature possono superare facilmente i 40 gradi. Dal 26 aprile di quest’anno, inoltre, una circolare del DAP ha disposto la rimozione di frigoriferi e congelatori da celle e corridoi perchè, in caso di rivolta, potrebbero essere impiegati «come strumenti atti a offendere» – rendendo così impossibile per molti disporre di acqua fresca. Senza contare, poi, le infestazioni di cimici da letto e le interruzioni del servizio idrico – che a Milano Opera si sono prolungate al punto da richiedere l’utilizzo di bottiglie d’acqua distribuite dalla Croce Rossa. A metà giugno, nel carcere fiorentino di Sollicciano sono state sequestrate (per la prima volta in Italia) sette sezioni proprio a causa di problematiche legate alla pulizia delle sezioni, all’abitabilità dei dormitori e alle condizioni degli impianti elettrici, con oltre 200 detenuti che sono stati trasferiti provvisoriamente in altre strutture penitenziarie. Il tutto avviene in un contesto in cui i livelli di «saturazione», scrive Antigone, sono ormai «insostenibili», con il numero dei detenuti in eccesso che sono raddoppiati in poco più di due anni. Nessuna Regione della penisola è esente dal problema del sovraffollamento, che raggiunge picchi del 257% a Lucca e di oltre il 220% a San Vittore (Milano) e Latina. In alcune celle, lo spazio calpestabile è inferiore ai 3 metri quadri a persona. Eppure, lo scorso anno il governo aveva annunciato il controverso “piano carceri”, con il quale sarebbero dovuti essere predisposti circa 10mila posti in più negli istituti penitenziari, tra costruzione di nuove strutture, ampliamenti e ristrutturazioni. Un anno più tardi, invece che aumentare, i posti a disposizione sono addirittura diminuiti di 424 unità. In questo contesto, «con il blocco alle attività scolastiche e il rallentamento anche di molte attività di volontariato, le persone detenute sono sempre più sole in un’apatia generalizzata che è anche un vettore per i suicidi». Sono almeno una dozzina le persone che si sono tolte la vita, dall’inizio dell’estate ad oggi, 6 agosto, 38 dall’inizio dell’anno. Parallelamente, Antigone segnala un aumento dei casi di autolesionismo, con una media di oltre 26 casi per ogni 100 detenuti, mentre più del 9% dei detenuti ha diagnosi di patologie psichiatriche gravi. Per Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, la situazione è «l’effetto diretto e drammatico di un governo che crea in continuazione nuovi reati e inasprisce le pene» secondo una logica «emergenziale e repressiva». The post Sovraffollamento, caldo e cimici: l’inferno delle carceri italiane in un rapporto appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 6, 2026
L'INDIPENDENTE