
Kiev attacca l’e-commerce russo, Putin: “È stato aperto il vaso di Pandora”
L'INDIPENDENTE - Monday, August 24, 2026«Il regime di Kiev si è posto l’obiettivo di danneggiare la nostra economia. È stato lui ad aprire il vaso di Pandora». Sono le parole pronunciate da Putin all’indomani di un attacco ucraino contro un centro logistico di Ozon, colosso russo del commercio online. L’attacco, tra i primi contro un’infrastruttura commerciale, si inserisce nella campagna ucraina contro le principali infrastrutture economiche russe, in particolare quelle energetiche. Putin ha annunciato ritorsioni, mentre Zelensky si trova alle prese con difficoltà crescenti: Kiev deve fare i conti con la carenza di missili intercettori, mentre prosegue lo scontro con l’ex ministro della Difesa, che chiede nuove elezioni. Zelensky ha respinto categoricamente l’ipotesi, definendo il voto in tempo di guerra uno “tsunami” per il Paese, e ha avviato con gli inviati statunitensi i negoziati per un piano di pace.
L’attacco contro il centro logistico di Ozon è avvenuto sabato 22 agosto. I droni ucraini hanno colpito uno stabilimento nella regione russa di Samara, costringendo l’azienda a evacuare oltre 300 persone dalla struttura; quattro sono rimaste ferite. La campagna contro il colosso del commercio online russo è proseguita nei giorni successivi. Il 23 agosto, il governatore della regione di Orenburg ha dichiarato che due impianti industriali sarebbero stati colpiti da detriti di droni, tra cui un magazzino di proprietà di Ozon. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto, invece, sono stati segnalati due attacchi, uno contro un centro logistico dell’azienda a Makhachkala e un altro contro un ulteriore centro a Krasnodar; in entrambi i casi, i magazzini presi di mira hanno preso fuoco.
La campagna contro Ozon segue di pochi giorni gli attacchi contro le infrastrutture di Wildberries, altro colosso dell’e-commerce russo e principale rivale di Ozon. Le due aziende sono rispettivamente la seconda e la prima piattaforma di commercio online del Paese. In generale, l’Ucraina sta intensificando gli attacchi contro le infrastrutture economiche e logistiche russe, con l’obiettivo dichiarato di indebolire la capacità di Mosca di sostenere lo sforzo bellico. Tra i principali bersagli figurano le raffinerie e le infrastrutture energetiche, ma anche i grandi centri logistici e commerciali. La Crimea è un altro obiettivo privilegiato: Kiev sta cercando di isolarla attraverso attacchi contro infrastrutture energetiche, depositi di carburante, nodi logistici e installazioni militari. Parallelamente, l’Ucraina ha intensificato anche gli attacchi contro le navi russe sospettate di trasportare petrolio e gas, nel tentativo di ridurre i volumi del traffico navale russo.
Dall’altra parte della barricata, Putin pare voler rispondere al fuoco col fuoco. Il presidente russo ha accusato l’Ucraina di voler «portare la Russia al collasso», sostenendo però che il tentativo starebbe fallendo, e ha minacciato ritorsioni contro le infrastrutture economiche e logistiche ucraine. «Volete interrompere la nostra logistica? Bene, le nostre misure di rappresaglia non tarderanno ad arrivare», ha affermato. Putin ha quindi avvertito che gli attacchi contro le infrastrutture economiche russe avrebbero aperto «il vaso di Pandora», preannunciando colpi contro «le aree più sensibili» dell’economia ucraina. Nelle ore successive, l’Ucraina ha segnalato nuovi attacchi russi contro infrastrutture energetiche nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Chernihiv, Zaporizhzhia, Odessa e Mykolaiv, con blackout in diverse aree.
Da Kiev, intanto, l’ex ministro della Difesa Fedorov rilancia la richiesta di nuove elezioni. Zelensky ha escluso categoricamente l’ipotesi, sostenendo che tornare al voto durante la guerra comporterebbe un grave rischio per l’Ucraina, fino a poter «spaccare il Paese». Fedorov ha replicato in un’intervista alla BBC, sostenendo che Zelensky abbia «delle domande a cui rispondere» sugli scandali di corruzione che hanno recentemente coinvolto l’Ucraina e il suo entourage. L’ufficio anticorruzione del Paese ha infatti annunciato una «operazione speciale» per smascherare una presunta organizzazione criminale che coinvolgerebbe un deputato in carica, un ex parlamentare e alcuni alti funzionari dell’Ufficio presidenziale. Se sul fronte interno si inasprisce lo scontro con Fedorov, sul piano internazionale l’Ucraina deve fare i conti con la carenza di armamenti. Macron ha annunciato l’invio a Kiev di nuovi missili intercettori. Zelensky, intanto, avrebbe avviato colloqui con gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff per elaborare un piano di pace.
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