Il fresco come patrimonio dell’umanità

Comune-info - Saturday, August 8, 2026
Foto di Massimo De Angelis

Il Mediterraneo non è mai stato così caldo e tocca la temperatura record di 33 gradi, accumulando tanta di quell’energia pronta ad esplodere, con l’arrivo della prima aria fredda, in eventi estremi come violenti nubifragi e alluvioni. Intanto nel Pacifico cresce El Niño che porterà una quantità di energia smisurata, di calore estremo, in un clima già supercaldo che ci farà rimpiangere questa estate considerata la più fresca di quelle che verranno. Stiamo entrando in un territorio estremo e ignoto ma continuiamo a far finta di niente.

63 i gradi misurati sull’asfalto, mentre continuiamo a cementificare al secondo 2,5 metri quadri di suolo pubblico. Temperature che sfiorano i 50 gradi al sole, con operai edili e lavoratori nei campi che muoiono nell’indifferenza generale e in quella più colpevole di chi governa. 41 gradi sugli Appennini. Boschi e foreste che bruciano. Fiumi come il Po in secca. Il Danubio, il secondo fiume più lungo d’Europa, è sceso ai livelli più bassi degli ultimi trent’anni, da costringere alla chiusura di due reattori nucleari in Romania, perché l’acqua è insufficiente al raffreddamento. Il 60 per cento del nostro territorio che soffre già di aridità secondo Coldiretti.

L’Italia viaggia a una velocità di riscaldamento doppia rispetto alla media globale ma la classe politica che ci governa, anziché farne una priorità, rimane “climafreghista”, non dice una parola sullo stato di emergenza climatica come se fosse normale questo calore estremo e prolungato. Chi ci governa continua a ignorare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici firmato da 120 scienziati, approvato nel 2023 e lasciato nei cassetti dei ministeri. D’altronde le destre populiste al potere in ogni parte del mondo è quello che fanno: negano la scienza, sostengono i combustibili fossili con relative compagnie, ridicolizzano gli attivisti per l’ambiente, bloccano i piani di transizionze energetica e non stanziano fondi per il verde urbano per combattere le isole di calore. Ma sono sempre efficienti nella distrazione di massa e nella ricerca del consenso, propaganda e chiacchiere, vittimismo e manipolazione della realtà. E andrà sempre peggio con la campagna elettorale: daranno il meglio di loro che è il peggio per noialtri.

Il fresco come patrimonio dell’umanità, inteso come alberi ombra acqua, le infrastrutture del futuro, e non come galera dove sono felici di rinchiudere anche i quattordicenni che sbagliano. Il fresco del verde pubblico, dei boschi orizzontali e verticali, dei corridoi d’ombra, del depaving per fare prati e giardini e far respirare le città, insieme alla riduzione delle emissioni: è da qui che dobbiamo partire, la nostra priorità per la sopravvivenza.

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Questo articolo è stato qui pubblicato anche in relazione al progetto CORE

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