
Il Madagascar si riapproprierà delle terre sottratte durante la colonizzazione
L'INDIPENDENTE - Saturday, August 8, 2026Come diceva Frantz Fanon, la liberazione del colonizzato non si esaurisce nel momento dell’indipendenza. Quello, piuttosto, rappresenta soltanto l’inizio di un percorso fatto di ricostruzione dell’identità e riappropriazione sostanziale della propria terra. Il Madagascar ha smesso di essere una colonia francese il 26 giugno 1960. Oggi, a distanza di oltre 65 anni, è stata approvata una nuova legge che permetterà allo Stato di riprendersi i terreni appartenuti a soggetti stranieri durante l’epoca coloniale e che oggi risultano di fatto sottratti al demanio, generando una situazione di incertezza. La legge prevede alcune deroghe alla nazionalizzazione dei terreni, escludendo ad esempio i beni immobili appartenenti alle sedi diplomatiche (ambasciate e consolati) straniere.
Il Parlamento malgascio ha approvato la legge n. 2026-007, relativa al trasferimento automatico allo Stato dei terreni sottratti dai coloni e rimasti intestati a cittadini stranieri in questi ultimi 66 anni. La norma ha avuto il via libera dell’Alta Corte Costituzionale (HCC), che ha sottolineato come sia facoltà del Parlamento difendere l’inalienabilità del territorio nazionale. Secondo l’HCC, l’intervento del Legislatore «porta a compimento il processo di decolonizzazione fondiaria», trasferendo sotto il controllo statale ettari ed ettari di territorio. La sfida successiva riguarderà la loro (eventuale) ridistribuzione, determinando le condizioni di accesso da parte dei cittadini malgasci.
Nella legge n. 2026-007, il Parlamento ha previsto alcune deroghe alla nazionalizzazione dei terreni che risultano ancora intestati a soggetti stranieri grazie a registrazioni effettuate nell’epoca coloniale. Ad esempio, i beni immobili appartenenti ad ambasciate e consolati manterranno il proprio status. Situazione analoga per le proprietà appartenenti a stranieri che però hanno successivamente ottenuto la cittadinanza malgascia, registrando tale naturalizzazione presso il catasto.
La legge n. 2026-007 del Madagascar si inserisce in una più ampia tradizione che vede le ex colonie riappropriarsi gradualmente della propria sovranità. Misure analoghe sono state applicate ad esempio dal Sudafrica per riparare i pregiudizi causati da colonialismo e apartheid. Anche lo Zimbabwe, dal 2000, ha proceduto con un programma di espropriazione delle proprietà appartenenti agli ex coloni, salvo invertire parzialmente la rotta nei mesi scorsi, quando è stata annunciata la restituzione di 67 aziende agricole appartenute a cittadini stranieri.
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