
Cala Finanza, altra vittoria per i cittadini: controlli e sigilli alla villa del maxi resort
L'INDIPENDENTE - Wednesday, August 5, 2026Abusi edilizi e violazioni della normativa paesaggistica. Sono questi i motivi per cui la Procura di Tempio Pausania, in Sardegna, ha disposto il sequestro preventivo di Villa Joy, nell’area di Cala Finanza. L’edificio è interessato da un progetto della multinazionale brasiliana del turismo JHSF Participações, che intende realizzare nell’area un maxi villaggio turistico di lusso. La zona è una delle più incontaminate dell’isola ed è sottoposta a molteplici livelli di tutela ambientale. Contro il progetto si è sollevata fin da subito un’ampia fetta della popolazione, che nei mesi scorsi era già riuscita a ottenere il ritiro del via libera del governo alla sua realizzazione.
Il provvedimento della Procura è stato eseguito ieri, 4 agosto, nel corso di un’operazione condotta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Tempio Pausania, con il supporto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari. Oltre a Villa Joy, il sequestro ha interessato una porzione di terreno nella quale sarebbero emersi elementi di interesse storico-archeologico. Sono state sequestrate anche alcune piste che sarebbero state realizzate abusivamente, oltre a diversi prefabbricati collegati alla struttura principale. L’ipotesi è la possibile non conformità dei moduli sequestrati rispetto alla destinazione urbanistica dell’area. La Procura ha affermato di stare indagando su diversi soggetti in merito a possibili violazioni del Testo unico dell’edilizia e del Codice dei beni culturali e del paesaggio; l’area di potenziale interesse storico-archeologico è invece stata affidata ai funzionari archeologi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e Nuoro per gli accertamenti sul suo valore.
Villa Joy rientra nel progetto di JHSF che intende costruire un resort di lusso nell’area di Cala Finanza. Gestito dalla cordata Tavolara Bay, esso si estenderebbe su decine di ettari e sorgerebbe a pochi metri dal mare: di preciso, prevede la costruzione di un hotel a cinque stelle da 50 stanze, 30 ville, ristoranti, strutture sportive e un porto esclusivo. Il villaggio affaccerebbe sull’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, istituita nel 1997 e sottoposta a molteplici livelli di tutela ambientale, in una zona dove il Piano Paesaggistico Regionale sardo vieta qualsiasi edificazione entro trecento metri dalla battigia. Per tale motivo è stato oggetto di forti contestazioni da parte della società civile che ha protestato contro la deriva di speculazione edilizia che sta interessando le aree naturali della Sardegna.
Per la realizzazione del villaggio, Tavolara Bay ha deciso di puntare sulle procedure semplificate della Zona Economica Speciale (ZES), istituita nel 2023 per favorire le attività produttive nel Sud e nelle Isole. Da allora, per i progetti di interesse strategico, una Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio rilascia un’autorizzazione unica, accorpando tutti i permessi necessari; così è stato anche per il resort di Tavolara Bay. Dopo le proteste dei cittadini, tuttavia, il governo ha deciso di fare marcia indietro e ritirare l’autorizzazione. Poco prima, i comitati erano riusciti a ottenere anche le dimissioni di Riccardo Biancu, assessore del Comune di Loiri Porto San Paolo e fratello di Alberto Biancu, amministratore delegato della società Tavolara Bay, nonché il ritiro della delibera comunale n. 50/2025, con cui l’amministrazione guidata da Francesco Lai aveva rimosso la tutela integrale dell’area.
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