Cala Finanza, altra vittoria per i cittadini: controlli e sigilli alla villa del maxi resort
Abusi edilizi e violazioni della normativa paesaggistica. Sono questi i motivi
per cui la Procura di Tempio Pausania, in Sardegna, ha disposto il sequestro
preventivo di Villa Joy, nell’area di Cala Finanza. L’edificio è interessato da
un progetto della multinazionale brasiliana del turismo JHSF Participações, che
intende realizzare nell’area un maxi villaggio turistico di lusso. La zona è una
delle più incontaminate dell’isola ed è sottoposta a molteplici livelli di
tutela ambientale. Contro il progetto si è sollevata fin da subito un’ampia
fetta della popolazione, che nei mesi scorsi era già riuscita a ottenere il
ritiro del via libera del governo alla sua realizzazione.
Il provvedimento della Procura è stato eseguito ieri, 4 agosto, nel corso di
un’operazione condotta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Tempio
Pausania, con il supporto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale
di Cagliari e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari. Oltre a Villa Joy,
il sequestro ha interessato una porzione di terreno nella quale sarebbero emersi
elementi di interesse storico-archeologico. Sono state sequestrate anche alcune
piste che sarebbero state realizzate abusivamente, oltre a diversi prefabbricati
collegati alla struttura principale. L’ipotesi è la possibile non conformità dei
moduli sequestrati rispetto alla destinazione urbanistica dell’area. La Procura
ha affermato di stare indagando su diversi soggetti in merito a possibili
violazioni del Testo unico dell’edilizia e del Codice dei beni culturali e del
paesaggio; l’area di potenziale interesse storico-archeologico è invece stata
affidata ai funzionari archeologi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e
Paesaggio di Sassari e Nuoro per gli accertamenti sul suo valore.
Villa Joy rientra nel progetto di JHSF che intende costruire un resort di lusso
nell’area di Cala Finanza. Gestito dalla cordata Tavolara Bay, esso si
estenderebbe su decine di ettari e sorgerebbe a pochi metri dal mare: di
preciso, prevede la costruzione di un hotel a cinque stelle da 50 stanze, 30
ville, ristoranti, strutture sportive e un porto esclusivo. Il villaggio
affaccerebbe sull’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, istituita
nel 1997 e sottoposta a molteplici livelli di tutela ambientale, in una zona
dove il Piano Paesaggistico Regionale sardo vieta qualsiasi edificazione entro
trecento metri dalla battigia. Per tale motivo è stato oggetto di forti
contestazioni da parte della società civile che ha protestato contro la deriva
di speculazione edilizia che sta interessando le aree naturali della Sardegna.
Per la realizzazione del villaggio, Tavolara Bay ha deciso di puntare sulle
procedure semplificate della Zona Economica Speciale (ZES), istituita nel 2023
per favorire le attività produttive nel Sud e nelle Isole. Da allora, per i
progetti di interesse strategico, una Struttura di missione presso la Presidenza
del Consiglio rilascia un’autorizzazione unica, accorpando tutti i permessi
necessari; così è stato anche per il resort di Tavolara Bay. Dopo le proteste
dei cittadini, tuttavia, il governo ha deciso di fare marcia indietro e ritirare
l’autorizzazione. Poco prima, i comitati erano riusciti a ottenere anche le
dimissioni di Riccardo Biancu, assessore del Comune di Loiri Porto San Paolo e
fratello di Alberto Biancu, amministratore delegato della società Tavolara Bay,
nonché il ritiro della delibera comunale n. 50/2025, con cui l’amministrazione
guidata da Francesco Lai aveva rimosso la tutela integrale dell’area.
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