Il regime birmano ha rilasciato una dichiarazione sulla leader Aung San Suu Kyi

Pressenza - Monday, August 3, 2026

La giunta militare birmana ha rilasciato un comunicato con una foto della leader birmana affermando che lunedì mattina, 3 agosto, ha incontrato un rappresentante del Comitato internazionale della Croce Rossa. Si tratterebbe del primo contatto con un ufficiale straniero.

L’incontro farebbe seguito alle numerose insistenti pressioni che il regime ha ricevuto dall’aprile di quest’anno affinché facesse incontrare la leader birmana ai rappresentanti ufficiali dell’Asean e alla famiglia.

Infatti il figlio più giovane della leader Kim Aris ha lanciato una campagna internazionale chiamata Proof of life chiedendo al regime prove concrete sulla salute della madre.

Dopo che la giunta ha emesso il comunicato, con una foto che però è stata identificata come una foto di un incontro avvenuto nel 2016, il figlio ha rilasciato un commento come segue: “La visita di un rappresentante del Comitato Internazionale della Croce Rossa è un primo sviluppo positivo”.

Arnaud de Barcque, rappresentante del Çomitato internazionale della Croce Rossa, che risiede nella capitale del Myanmar, ha incontrato lunedì 3 agosto la leader civile imprigionata dal giorno del colpo di stato il primo febbraio 2021 e da allora non si hanno più avuto sue notizie .

L’ICRC, nel comunicato che ha confermato l’incontro afferma che esso è avvenuto secondo le linee guida e le procedure standard per gli incontri con le persone private della loro libertà.

Il figlio della leader, Kim Aris, ha rilasciato un’intervista all’Irrawaddy: “Penso che il regime stia rispondendo alle pressioni che gli vengono sia dalla Cina che dall’Asean. Dopo le cosiddette elezioni di gennaio stanno cercando di legittimarsi e parte di quel processo è mostrare che mia madre è viva e sta bene”.

Kim ha affermato che sua madre è tenuta prigioniera con accuse completamente false e le viene ancora negato il suo diritto fondamentale di contattare la famiglia e gli avvocati.

L’incontro di lunedì avviene a pochi giorni da quello pianificato dal presidente golpista birmano alla sua controparte in Thailandia che da molto tempo chiede di incontrare la leader birmana.

Kim ha aggiunto nell’intervista “Questo è un importante primo passo ma non deve essere l’ultimo. Spero porti a un’apertura su basi più umanitarie e a un contatto diretto con mia madre credibile e verificabile da una fonte indipendente”.

Kim ha espresso la sua profonda gratitudine a tutti coloro che hanno sostenuto la sua famiglia, particolarmente quelli che si sono adoperati nella campagna Proof of life. Le loro voci insieme a quelle dell’Asean e ad altri: ” Hanno contribuito a tenere la causa di mia madre sotto i riflettori internazionali”.

Donna Reporter