
Stato e anomia
Comune-info - Monday, July 27, 2026Il potere è oggi dovunque in crisi e lascia spazio all’anomos, un potere senza più legge, dove lo stato di eccezione diventa permanente, ma che in realtà è l’altra faccia dello stesso potere. Trump e Netanyahu, ricorda Giorgio Agamben, non vengono da fuori. È questa condizione che dobbiamo smascherare, per favorire l’emersione di una comunità umana che si sottragga a entrambe le facce del potere
A proposito di comunità lontane da ogni potere: nella foto di Gian Andrea Franchi qualche giorno fa, la “Piazza del mondo” di Trieste che ogni giorno prende forma intorno all’associazione Linea d’ombra, i migranti della Rotta Balcanica appena arrivati in città, alcune cucine autogestite solidali (negli ultimi giorni Fornello resistente di Calvene-Vicenza, Fornello resistente di Rovigo…), molti scout e tante persone comuniSe ci riferiamo alla dottrina contenuta nella seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi, possiamo allora dire che il catechon, il potere che trattiene e ritarda la fine, che i padri identificavano con le istituzioni (l’Impero romano e la stessa chiesa), è oggi dovunque in crisi e assistiamo pertanto all’avvento dell’anomos, di un potere senza più legge, che produce rovina e proclama di essere Dio (per questo i padri lo identificavano con l’Anticristo).
Ciò è evidente negli Stati Uniti, in cui le istituzioni non sembrano più funzionare e tutto il potere è nelle mani di un uomo che parla e agisce senza più alcuna legge (lo stesso si può dire per Israele) e si traveste da Dio. È bene riflettere su questa situazione epocale, che coinvolge tutto l’Occidente.
Dal momento che le istituzioni (lo Stato e le sue articolazioni storiche) hanno perso ogni credibilità, è vano fondare su di esse il potere che trattiene l’evento escatologico. E questo è tanto più vero, in quanto l’anomos, il senza legge, non è un principio esterno, ma la figura che la stessa istituzione assume nel suo disfacimento. Trump e Netanyahu non vengono da fuori: è lo Stato stesso, il potere che dovrebbe trattenere e ritardare la fine, che diventa l’agente che l’affretta e precipita nelle sue forme più rovinose.
Questo articolo è la seconda parte di Il mistero del potere, pubblicato in gennaio. Sullo stesso tema Agamben aveva scritto nell’ottobre 2022 Stato e anomia. Considerazioni sull’anticristo, nella cui parte finale si legge:
“Il potere statale fondato sulle leggi e le costituzioni cosiddette democratiche si è andato trasformando… in una condizione anomica, in cui la legge è sostituita da decreti e misure del potere esecutivo e lo stato di emergenza diventa la forma normale di governo. Resta… che la lettera afferma che una volta che il potere del «senza legge» è stato svelato, «il Signore lo sopprimerà col fiato della sua bocca e lo disattiverà con l’apparizione della sua presenza». Il che significa che quel che ci resta da pensare nella condizione apparentemente senza uscita che stiamo attraversando è la forma di una comunità umana che si sottragga tanto al «potere che trattiene» con la sua apparente stabilità istituzionale che all’anomia emergenziale in cui esso fatalmente si converte…”.
Pubblicato su Quodlibet (e qui con l’autorizzazione della casa editrice). Tra i libri più importanti di Giorgio Agamben: Homo Sacer. Edizione integrale 1995-2015, (Quodlibet) e L’uomo senza contenuto (Quodlibet). Il suo ultimo libro invece è Amicizie (Einaudi)
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