Stiamo vivendo eventi che decidono la politica collettiva della obiezione di coscienza in Italia, lunga 80 anni

Pressenza - Thursday, July 23, 2026

Finalmente il consiglio Nazionale MIR, riunito una seconda volta sul tema il 15 luglio, è riuscito a dare una risposta ad un problema di lingua italiana: che cosa significhino le parole  (non degli articoli di propaganda o della presentazione della proposta, ma) della proposta di legge sulla difesa “altra”: “complementare” alle FF.AA.: significa militarismo. Già il verbale di Pax Christi Centro del 2 luglio aveva dichiarato che quella proposta “non [è] soddisfacente, in quanto considera la DPN come complementare alla difesa armata, mentre per noi (sul piano etico) essa è alternativa a quella armata”.  Tutte le presentazioni e articoli di propaganda di quella difesa “altra” non riescono a coprire il fatto che quella difesa è militarista. Nella favola, il ragazzino  esclama: “Il re è nudo!”.

Ma il comunicato ancora mantiene un’ambiguità: si dichiara “perplesso”. Questa è una parola che non vuole dire nulla di preciso; soprattutto essa permette a chi la dice di nascondere il proprio pensiero sul tema. Ma come si fa ad essere perplessi per tre mesi interi senza sciogliere i dubbi?

Di fatto però dichiara che “sostiene anche questa raccolta firme, intendendo la DCNANV come alternativa alla difesa militare, come sta scritto anche nella presentazione sul sito della attuale Campagna”. Il minimo che si può dire è che, oltre alla perplessità, qui c’è anche una confusione: come si fa a vedere “complementare” e intendere “alternativa”? Forse qui c’è il Re di Inghilterra che dice: “La misura lineare da adottare è la distanza dal mio naso al mio pollice”; e la yarda fu? O forse c’è Georg Hegel per il quale ciò che è ideale è reale (anche se la parola lo contraddice)? Qualsiasi psicologo vi dice che perdere il senso della realtà è il primo sintomo di malattia psichica. Simbolo ne è Pinocchio che sotterra lo zecchino d’oro credendo di piantare l'”albero dei denari”.

Insomma, il comunicato dice che la difesa “altra” non è la DPN, ma non dice in che senso non lo è, come se le altre parole della presentazione della proposta (“integrata e collaterale”) e soprattutto gli esempi suggeriti (quelli delle difese della Svezia e della Svizzera) non indicassero con chiarezza che la difesa “altra” è militarista (cioè, quella secondo la NATO).

Non sarebbe nulla di strano che ci sia chi sostiene questo tipo di difesa. Già dal 1988 in Italia è attivo il Centro Studi Difesa Civile di Roma che ha cercato (senza gran successo) di accordarsi con i militari per introdurre una difesa solo civile. In Francia il “non violento” Jean-Marie Muller era per questo tipo di difesa. Perciò basterebbe semplicemente dichiararsi per quale tipo di difesa si è, invece di usare tutte le parole possibili sul tipo di difesa, senza scegliere tra esse. Ma allora sarebbe chiaro che con essa l’art. 11 della Costituzione verrebbe subordinato all’aartenenza alla NATO, i 500 a Sarajevo e MIR Sada sarebbero state avventure, la marcia PG-Assisi diventerebbe una manifestazione di regime, la Flottiglia sarebbe una provocazione internazionale,  i portuali di Genova non potrebbero boicottare il commercio delle armi di Israele, Pax Christi diventerebbe una dipendenza dell’Ordinariato Militare  e finalmente il Servizio civile verrebbe ridotto al solo art. 3 (solidarietà sociale), per invece preoccuparsi della gestione della difesa nazionale interna durante una guerra. Insomma per dirla alla Papa Leone, questa difesa sarebbe disarmata ma non disarmante; cioè una difesa solo civile, ma non attivamente non violenta. Quindi la sua politica collettiva di obiezione di coscienza e di non violenza è differente da quella della DPN della Campagna OSM-DPN; ed è bene tenere distinte le due strade, senza mischiare le loro parole; che altrimenti si confondono le idee proposte e la gente resta “perplessa”.

Eppure da due mesi il Presidente  MIR aveva dato una soluzione precisa al problema di lingua italiana che dà quella proposta di difesa “altra”;  e aveva invitato il C.N. a fare chiarezza.

Ma il comunicato del CN invece ribadisce  accordi e decisioni precedenti per cui alcuni (quanti? Maggioranza del CN o minoranza? Un’altra ambiguità) membri del CN vogliono mantenere il sostegno ad una campagna il cui significato essi non sanno dichiarare con precisione alla gente. Quindi dei fatti organizzativi hanno negato la ricerca della verità verso la gente e verso se stessi. Il Presidente a questo punto giustamente si dimette, mentre il CN resta indifferente alle dimissioni (neanche una parola di commento).

Questi membri del CN che sono perplessi sulle parole però hanno posto la organizzazione (anche se sbagliata) prima della verità verso la gente invitata a firmare.  Invece Gandhi, la cui immagine è in tutte le presentazioni della difesa “altra”, nel 1922 arrestò la prima campagna nazionale non violenta in India, nonstante avesse quasi vinto, perché non c’era più corrispondenza veritiera tra le azioni popolari e i suoi proclami di non violenza: per lui prima andava la verità e poi la organizzazione. Invito i promotori della Campagna di dar fede alla figura di Gandhi stampata dappertutto: seguite il suo insegnamento! Tanto più che è ben noto che, quando c’è un vizio sostanziale, un patto (anche un matrimonio!) non vale. Qui il vizio è che le presentazioni della proposta della difesa “altra” dicono una cosa (“difesa popolare non violenta”, che è quella sostenuta dalla Campagna OSM-DPN per vent’anni; o “difesa civile non armata e non violenta”, che è la sua traduzione nelle leggi italiane) mentre il suo testo  (quello che conta in Parlamento) dice un’altra cosa, “difesa complementare”, che significa “integrata” nella difesa NATO. Quando c’è un vizio sostanziale non c’è  c’è da mangiare la mela che si è ammesso che è avvelenata (“complementare”) per una malposta obbedienza a dei patti. Dov’è finita in Italia la non violenza come ricerca della Verità (Satyagraha) dei Capitini, Lanza del Vasto, don Milani, La Pira, D. Tonino Bello, ? A mia memoria  questo comunicato segna il punto più basso di 70 anni di vita del MIR in Italia. Finale sul comico: questi “perplessi” vogliono un convegno sulla DPN “anche per fornire al Parlamento elementi utili per la formulazione finale della Legge”; cioè vogliono 1) vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato (la raccolta delle firme sta andando male); e 2) credono che i deputati  prenderanno l’imbeccata da loro che non sanno distinguere la DPN da una sua contraffazione in termini della NATO. Il convegno sulla DPN s’ha da fare, certo. Ma non con quelli che vogliono essere “complementari” alle FF.AA. per avere in cambio dei regali dal Parlamento (di destra!); ma con quelli che non sono mai stati militaristi ma per una pace e una difesa disarmante : Peace Brigades International, Operazione Colomba, Corpi Civili di Pace, Emergency; allo scopo di promuovere un programma , al di là di sogni di una facile vittoria guadagnata con delle semplici firme, per concertare le iniziative dal basso le azioni e le pressioni sul Parlamento per fare avanzare la DPN.

Antonino Drago P.S. Segnalo l’ottimo studio di Ermete Ferraro sulle difese non armate in varie nazioni europee. E’ sul suo blog: https://ermetespeacebook.blog/2026/07/08/difesa-civile-si-ma-quale/ Segnalo anche il suo commento alle sue dimissioni da Presidente del MIR.

Antonino Drago