
LATINA: DUE MORTI SUL LAVORO IN SOLE 24 ORE. ENTRAMBE LE VITTIME A CAUSA DI UN MALORE IMPROVVISO
Radio Onda d`Urto - Wednesday, July 22, 2026
Oltre a subire le conseguenze economiche della guerra globale, lavoratrici e lavoratori continuano anche a morire di lavoro. Al capitolo della mancata prevenzione da parte delle aziende si aggiungono le temperature estreme dovute al cambiamento climatico. A Latina due morti in 24 ore: ieri un operaio di 54 anni è morto in un cantiere fotovoltaico a due passi da Borgo Santa Maria. Il giorno prima, un operaio di 64 anni è morto mentre svolgeva lavori edili in un condominio nel quartiere Nuovo Latina.
Francesco Gritto, 54 anni, era intento a realizzare con altri operai una struttura di cemento armato in un cantiere fotovoltaico nei pressi di Borgo Santa Maria. Non una caduta, non un ferimento con strumenti di lavoro, bensì un malore improvviso che l’autopsia accerterà se collegato all’esposizione al caldo. Così come accaduto meno di ventiquattr’ore prima a Wladislaw Pernal, operaio 64enne di origini polacche, spirato per un malore mentre cambiava le piastrelle di un appartamento privato di Nuovo Latina. Lo stop alle “ore calde” imposto dall’ordinanza regionale sembra non sia stato infranto: entrambe le vittime lavoravano prima o dopo le ore vietate dalla normativa stagionale (dalle 12.30 alle 16.00), elemento che conferma l’insufficienza del provvedimento in un’estate segnata, da più di un mese, da un’allerta caldo record che avrebbe dovuto già da prima del suo inizio portare a riflettere su misure fattive di salvaguardia del salario ma, soprattutto, della salute dei lavoratori.
“Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare” dichiara Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina. “Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera.”
È in questo clima che venerdì mattina la categoria degli edili scenderà in piazza, con un sit-in sotto la Prefettura di Latina, per dire basta a condizioni di lavoro non più dignitose. Il commento del sociologo Marco Omizzolo, docente all’Università La Sapienza e presidente dell’Associazione Tempi Moderni. Ascolta o scarica