LATINA: DUE MORTI SUL LAVORO IN SOLE 24 ORE. ENTRAMBE LE VITTIME A CAUSA DI UN MALORE IMPROVVISO
Oltre a subire le conseguenze economiche della guerra globale, lavoratrici e
lavoratori continuano anche a morire di lavoro. Al capitolo della mancata
prevenzione da parte delle aziende si aggiungono le temperature estreme dovute
al cambiamento climatico. A Latina due morti in 24 ore: ieri un operaio di 54
anni è morto in un cantiere fotovoltaico a due passi da Borgo Santa Maria. Il
giorno prima, un operaio di 64 anni è morto mentre svolgeva lavori edili in un
condominio nel quartiere Nuovo Latina.
Francesco Gritto, 54 anni, era intento a realizzare con altri operai una
struttura di cemento armato in un cantiere fotovoltaico nei pressi di Borgo
Santa Maria. Non una caduta, non un ferimento con strumenti di lavoro, bensì un
malore improvviso che l’autopsia accerterà se collegato all’esposizione al
caldo. Così come accaduto meno di ventiquattr’ore prima a Wladislaw Pernal,
operaio 64enne di origini polacche, spirato per un malore mentre cambiava le
piastrelle di un appartamento privato di Nuovo Latina. Lo stop alle “ore calde”
imposto dall’ordinanza regionale sembra non sia stato infranto: entrambe le
vittime lavoravano prima o dopo le ore vietate dalla normativa stagionale (dalle
12.30 alle 16.00), elemento che conferma l’insufficienza del provvedimento in
un’estate segnata, da più di un mese, da un’allerta caldo record che avrebbe
dovuto già da prima del suo inizio portare a riflettere su misure fattive di
salvaguardia del salario ma, soprattutto, della salute dei lavoratori.
“Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in
questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più.
Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente
rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e
non si deve lavorare” dichiara Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL
Frosinone Latina. “Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono
la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza
un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime
va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno
assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera.”
È in questo clima che venerdì mattina la categoria degli edili scenderà in
piazza, con un sit-in sotto la Prefettura di Latina, per dire basta a condizioni
di lavoro non più dignitose. Il commento del sociologo Marco Omizzolo, docente
all’Università La Sapienza e presidente dell’Associazione Tempi Moderni. Ascolta
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