Marco Rubio: Cuba base per operazioni sovversive

Pressenza - Sunday, July 12, 2026

Il segretario di stato degli Stati Uniti ha lanciato, in occasione del quinto anniversario delle proteste dell’11 luglio 2021, nuove minacce contro Cuba, definendo l’isola come una base per operazioni militari, di intelligence, terroristiche, sovversive straniere e ostili a sole 90 miglia dagli Stati Uniti.

«Oggi ricorre il quinto anniversario da quando il regime comunista di Cuba ha represso brutalmente le proteste pacifiche dell’11 luglio, mettendo ancora una volta a tacere i cubani che chiedevano il rispetto dei diritti fondamentali, dignità e opportunità”, scrive su X il segretario di stato degli Stati Uniti.

“Ad oggi, centinaia di cubani restano ingiustamente incarcerati e detenuti in condizioni durissime solo per aver chiesto perché gli abitanti del Paese non possano possedere liberamente un’attività, partecipare al processo politico e provvedere a se stessi e alle proprie famiglie. Il regime deve rilasciare immediatamente questi prigionieri politici”, continua il suo messaggio.

Marco Rubio, nella sua consueta propaganda, dimentica che nel 2021 a Cuba era permessa la libera professione e molti cubani già si dedicavano a svolgere attività in proprio. Si dimentica pure di ricordare che il suo paese, la culla della democrazia e dei diritti, ha condannato a pene comprese tra trenta e cento anni otto attivisti per un’azione compiuta davanti ad un carcere dell’ICE nella città di Alvarado.

Il 4 luglio 2025 un gruppo di manifestanti protestava di fronte al carcere, intervenne la polizia e un agente rimase ferito. I manifestanti furono accusati di far parte di una cellula dell’organizzazione Antifa, organizzazione considerata terroristica negli Stati Uniti, poi è Cuba lo stato che persegue i dissidenti…

“Il Presidente Trump e io vogliamo un futuro migliore per Cuba, in cui i suoi cittadini abbiano maggiori opportunità, libertà e dignità, e il Paese stesso smetta di fungere da base per operazioni militari, di intelligence, terroristiche e sovversive straniere e ostili a sole 90 miglia dal territorio degli Stati Uniti”.

Le accuse di essere una base per azioni di intelligence e spionaggio nei confronti degli Stati Uniti è la solita propaganda portata avanti dalla Casa Bianca per giustificare il fatto che Cuba è una minaccia per il paese a stelle e strisce. Né Marco Rubio né alcun altro politico dell’amministrazione di Donald Trump ha fornito uno stralcio di prova di quanto affermato. Negli anni scorsi avevano sostenuto da Washington che la Cina avrebbe costruito basi militari per ascoltare le conversazioni provenienti dagli Stati Uniti basandosi su alcune foto satellitari dalle quali però non veniva evidenziato nulla.

“Gli Stati Uniti continueranno a utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per promuovere riforme economiche e politiche significative a Cuba, nonché per proteggere gli americani dalle minacce sovversive provenienti dall’isola», conclude Marco Rubio.

L’11 luglio 2021 si verificarono a Cuba diverse manifestazioni nelle quali la popolazione chiedeva riforme e accusava il governo di Miguel Diaz Canel, in piena pandemia da Covid-19, di non essere in grado di garantire un’efficace protezione della popolazione dal virus. A livello internazionale si chiedeva la creazione di un corridoio sanitario per combattere gli effetti della pandemia sull’isola.

I cubani che quel giorno manifestavano presero a pretesto questa idea per attaccare il governo, infatti nelle proteste espressero la richiesta alla comunità internazionale di istituire un corridoio umanitario per combattere gli effetti della pandemia a Cuba, ma forse non era Cuba il paese dove occorreva prendere in considerazione questa ipotesi. La vicina Florida era in condizioni molto peggiori dell’isola caraibica.

Infatti, secondo quanto riportava l’Università Johns Hopkins che analizzava a livello mondiale i dati dell’incidenza della pandemia sulla popolazione, in Florida si avevano 2.404.895 casi di contagio e 38.157 decessi causati dal Covid 19. Lo stato della Florida contava una popolazione di 21,3 milioni di abitanti quindi l’incidenza dei contagiati era del 11,2 per cento mentre la mortalità in rapporto ai contagiati era del 1,58 per cento.

Veniamo adesso ai dati che venivano registrati a Cuba in quei giorni. L’isola contava 11,3 milioni di abitanti, i contagi totali erano 269.546 e 1.791 decessi. Quindi la percentuale di contagiati sulla popolazione era del 2,38 per cento e i decessi erano lo 0,66 per cento delle persone contagiate. In sintesi Cuba si stava comportando sul versante della lotta alla pandemia in modo indiscutibilmente migliore della Florida, degli Stati Uniti e di molte altre nazioni per cui non veniva minimamente chiesto alcun intervento internazionale per arginare la diffusione del virus. Nello stato di Marco Rubio il tasso di contagio sulla popolazione era 4,7 volte maggiore che a Cuba ed i decessi erano 2,4 volte maggiori che sull’isola caraibica.

Ma l’11 luglio 2021, giorno delle proteste ricordate dal segretario di stato statunitense, la narrazione imposta dai mass media mondiale che l’isola fosse in piena emergenza sanitaria, nonostante i dati ufficiali che giornalmente venivano pubblicati dalla autorità sanitarie cubane smentissero tale narrazione,  fu usata come pretesto per attaccare il governo e tacciarlo di inefficienza.

 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Andrea Puccio