Marco Rubio: Cuba base per operazioni sovversive
Il segretario di stato degli Stati Uniti ha lanciato, in occasione del quinto
anniversario delle proteste dell’11 luglio 2021, nuove minacce contro Cuba,
definendo l’isola come una base per operazioni militari, di intelligence,
terroristiche, sovversive straniere e ostili a sole 90 miglia dagli Stati Uniti.
«Oggi ricorre il quinto anniversario da quando il regime comunista di Cuba ha
represso brutalmente le proteste pacifiche dell’11 luglio, mettendo ancora una
volta a tacere i cubani che chiedevano il rispetto dei diritti fondamentali,
dignità e opportunità”, scrive su X il segretario di stato degli Stati Uniti.
“Ad oggi, centinaia di cubani restano ingiustamente incarcerati e detenuti in
condizioni durissime solo per aver chiesto perché gli abitanti del Paese non
possano possedere liberamente un’attività, partecipare al processo politico e
provvedere a se stessi e alle proprie famiglie. Il regime deve rilasciare
immediatamente questi prigionieri politici”, continua il suo messaggio.
Marco Rubio, nella sua consueta propaganda, dimentica che nel 2021 a Cuba era
permessa la libera professione e molti cubani già si dedicavano a svolgere
attività in proprio. Si dimentica pure di ricordare che il suo paese, la culla
della democrazia e dei diritti, ha condannato a pene comprese tra trenta e cento
anni otto attivisti per un’azione compiuta davanti ad un carcere dell’ICE nella
città di Alvarado.
Il 4 luglio 2025 un gruppo di manifestanti protestava di fronte al carcere,
intervenne la polizia e un agente rimase ferito. I manifestanti furono accusati
di far parte di una cellula dell’organizzazione Antifa, organizzazione
considerata terroristica negli Stati Uniti, poi è Cuba lo stato che persegue i
dissidenti…
“Il Presidente Trump e io vogliamo un futuro migliore per Cuba, in cui i suoi
cittadini abbiano maggiori opportunità, libertà e dignità, e il Paese stesso
smetta di fungere da base per operazioni militari, di intelligence,
terroristiche e sovversive straniere e ostili a sole 90 miglia dal territorio
degli Stati Uniti”.
Le accuse di essere una base per azioni di intelligence e spionaggio nei
confronti degli Stati Uniti è la solita propaganda portata avanti dalla Casa
Bianca per giustificare il fatto che Cuba è una minaccia per il paese a stelle e
strisce. Né Marco Rubio né alcun altro politico dell’amministrazione di Donald
Trump ha fornito uno stralcio di prova di quanto affermato. Negli anni scorsi
avevano sostenuto da Washington che la Cina avrebbe costruito basi militari per
ascoltare le conversazioni provenienti dagli Stati Uniti basandosi su alcune
foto satellitari dalle quali però non veniva evidenziato nulla.
“Gli Stati Uniti continueranno a utilizzare tutti gli strumenti a loro
disposizione per promuovere riforme economiche e politiche significative a Cuba,
nonché per proteggere gli americani dalle minacce sovversive provenienti
dall’isola», conclude Marco Rubio.
L’11 luglio 2021 si verificarono a Cuba diverse manifestazioni nelle quali la
popolazione chiedeva riforme e accusava il governo di Miguel Diaz Canel, in
piena pandemia da Covid-19, di non essere in grado di garantire un’efficace
protezione della popolazione dal virus. A livello internazionale si chiedeva la
creazione di un corridoio sanitario per combattere gli effetti della pandemia
sull’isola.
I cubani che quel giorno manifestavano presero a pretesto questa idea per
attaccare il governo, infatti nelle proteste espressero la richiesta alla
comunità internazionale di istituire un corridoio umanitario per combattere gli
effetti della pandemia a Cuba, ma forse non era Cuba il paese dove occorreva
prendere in considerazione questa ipotesi. La vicina Florida era in condizioni
molto peggiori dell’isola caraibica.
Infatti, secondo quanto riportava l’Università Johns Hopkins che analizzava a
livello mondiale i dati dell’incidenza della pandemia sulla popolazione, in
Florida si avevano 2.404.895 casi di contagio e 38.157 decessi causati dal Covid
19. Lo stato della Florida contava una popolazione di 21,3 milioni di abitanti
quindi l’incidenza dei contagiati era del 11,2 per cento mentre la mortalità in
rapporto ai contagiati era del 1,58 per cento.
Veniamo adesso ai dati che venivano registrati a Cuba in quei giorni. L’isola
contava 11,3 milioni di abitanti, i contagi totali erano 269.546 e 1.791
decessi. Quindi la percentuale di contagiati sulla popolazione era del 2,38 per
cento e i decessi erano lo 0,66 per cento delle persone contagiate. In sintesi
Cuba si stava comportando sul versante della lotta alla pandemia in modo
indiscutibilmente migliore della Florida, degli Stati Uniti e di molte altre
nazioni per cui non veniva minimamente chiesto alcun intervento internazionale
per arginare la diffusione del virus. Nello stato di Marco Rubio il tasso di
contagio sulla popolazione era 4,7 volte maggiore che a Cuba ed i decessi erano
2,4 volte maggiori che sull’isola caraibica.
Ma l’11 luglio 2021, giorno delle proteste ricordate dal segretario di stato
statunitense, la narrazione imposta dai mass media mondiale che l’isola fosse in
piena emergenza sanitaria, nonostante i dati ufficiali che giornalmente venivano
pubblicati dalla autorità sanitarie cubane smentissero tale narrazione, fu
usata come pretesto per attaccare il governo e tacciarlo di inefficienza.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
Andrea Puccio