
Stop alla pulizia etnica di Israele in Cisgiodania. Un appello
Pressenza - Saturday, June 13, 2026Israele sta conducendo una sistematica campagna di pulizia etnica nei confronti delle comunità beduine palestinesi e le comunità pastorali nella Cisgiordania occupata. Attraverso l’espansione illegale delle colonie, la violenza dei coloni sostenuta dallo stato e le politiche di apartheid, le autorità israeliane cercano di formalizzare, nell’ambito della propria legislazione, l’annessione illegittima dell’Area C della Cisgiordania occupata e di procedere al trasferimento forzato della popolazione palestinese da tale territorio. Agisci ora per fermare la pulizia etnica di Israele nella Cisgiordania.
Qual è il problema?
Quella del trasferimento forzato della popolazione palestinese dalla Cisgiordania occupata è una politica portata avanti dai governi israeliani che si sono susseguiti negli anni e il pilastro principale del sistema di apartheid imposto da decenni.
Il governo israeliano in carica dal 2022 ha accelerato la politica di pulizia etnica dell’Area C della Cisgiordania occupata. Comunità intere sono oramai sradicate ed esposte al rischio di trasferimento forzato.
“Quanto sta accadendo rappresenta una cancellazione di persone, alberi, edifici e di ogni elemento connesso con la presenza palestinese ad opera dei coloni con il sostegno militare” – Muntaser al-Maliki, residente di Kufr Malik nella Cisgiordania occupata.
Molti stati evitano volutamente di intervenire di fronte a queste gravi e continue violazioni dei diritti delle persone palestinesi. Questa loro grave mancanza d’azione ha di fatto concesso a Israele un ampio margine di impunità, favorendo la commissione di molteplici violazioni e gravi crimini ai danni della popolazione palestinese tra cui il genocidio nella Striscia di Gaza, la pulizia etnica e l’apartheid. Quest’impunità deve cessare immediatamente.
Firma l’appello e sollecita la presidente del Consiglio a imporre sanzioni mirate nei confronti di autorità israeliane direttamente coinvolte nella pulizia etnica e a vietare il commercio, gli investimenti o il sostegno finanziario che contribuiscono a mantenere l’apartheid e l’occupazione illegale.