Il Governo Meloni e la Sua abituale Sottomissione a Israele evidenziata da Ben Gvir e Tajani

Pressenza - Tuesday, June 9, 2026
L’ultima vergogna per il governo Meloni porta la firma di un ministro incapace, pavido e totalmente succube degli interessi stranieri, in particolare di Israele. Il ministro israeliano Ben Gvir, indagato dalla Procura di Roma per il sequestro nel mare che sarebbe libero della Magnifica Flotilla, si permette di insultare l’Italia definendola “il Paese delle ciabatte”, un’offesa gravissima che non solo umilia la nostra nazione, ma mette a nudo la debolezza e l’ignavia del governo Meloni. Come è possibile che un ministro straniero, sotto indagine per accuse gravissime, possa permettersi di deridere pubblicamente l’Italia senza che il governo italiano reagisca con la fermezza e la dignità che la situazione richiederebbe? La risposta è semplice: perché il governo Meloni è troppo impegnato a inchinarsi a Israele, a mantenere rapporti di sudditanza politica, militare e diplomatica, e a ignorare gli interessi e la dignità del nostro Paese. L’Italia, “serva Italia di dolore ostello” come scriveva Dante, sembra oggi più che mai un Paese incapace di difendere i propri cittadini. Ce ne sono due ancora in mani libiche, ma forse Haftar risponde al governo Netanyahu? La frase di Ben Gvir non è solo un insulto, ma un simbolo di quanto siamo diventati deboli e ricattabili. La risposta di Antonio Tajani, che definisce le parole di Ben Gvir “inaccettabili”, ma si limita a “respingere al mittente” senza alcuna azione concreta, è l’emblema di un governo che non ha né il coraggio né la volontà di difendere gli italiani rapiti nella zona di Sirte. Parole vuote, senza peso, che lasciano il campo libero a chi vuole calpestare la nostra dignità. Non è più tempo di diplomazia tiepida e di dichiarazioni di facciata. Serve una posizione netta, chiara e decisa. Serve un governo che sappia dire “basta” a chi ci insulta e ci umilia, che sappia difendere la dignità calpestata ogni giorno dal governo criminale e genocidio di Netanyahu. Dietro questa ignobile vicenda si nasconde un problema ben più profondo: la totale incapacità del governo Meloni di sganciarsi da Israele, di mettere al primo posto gli interessi italiani e di non farsi dettare la linea da Netanyahu. L’Italia non può e non deve essere il “Paese delle ciabatte”, un Paese che si lascia calpestare e insultare senza reagire. È ora di dire basta a questa sudditanza, a questa ignavia, a questa umiliazione continua. Il governo Meloni ha fallito nel suo compito  fondamentale: difendere gli italiani, non da fantomatiche invasioni, ma dai criminali libici e israeliani. La vicenda Ben Gvir è solo l’ultimo, clamoroso esempio di un’esecutivo che ha scelto la strada della sottomissione e del silenzio di fronte alle offese e alle provocazioni. La dignità italiana, la sua umanità è stata rappresentata dalla Flotilla e dal convoglio fermato da Haftar, non certo dal governo Meloni, che persino Renzi ha invitato alle dimissioni durante il convegno di Confindustria davanti a un Parenzo balbettante.

Ray Man