Tag - non categorizzato

Il Governo Meloni e la Sua abituale Sottomissione a Israele evidenziata da Ben Gvir e Tajani
L’ultima vergogna per il governo Meloni porta la firma di un ministro incapace, pavido e totalmente succube degli interessi stranieri, in particolare di Israele. Il ministro israeliano Ben Gvir, indagato dalla Procura di Roma per il sequestro nel mare che sarebbe libero della Magnifica Flotilla, si permette di insultare l’Italia definendola “il Paese delle ciabatte”, un’offesa gravissima che non solo umilia la nostra nazione, ma mette a nudo la debolezza e l’ignavia del governo Meloni. Come è possibile che un ministro straniero, sotto indagine per accuse gravissime, possa permettersi di deridere pubblicamente l’Italia senza che il governo italiano reagisca con la fermezza e la dignità che la situazione richiederebbe? La risposta è semplice: perché il governo Meloni è troppo impegnato a inchinarsi a Israele, a mantenere rapporti di sudditanza politica, militare e diplomatica, e a ignorare gli interessi e la dignità del nostro Paese. L’Italia, “serva Italia di dolore ostello” come scriveva Dante, sembra oggi più che mai un Paese incapace di difendere i propri cittadini. Ce ne sono due ancora in mani libiche, ma forse Haftar risponde al governo Netanyahu? La frase di Ben Gvir non è solo un insulto, ma un simbolo di quanto siamo diventati deboli e ricattabili. La risposta di Antonio Tajani, che definisce le parole di Ben Gvir “inaccettabili”, ma si limita a “respingere al mittente” senza alcuna azione concreta, è l’emblema di un governo che non ha né il coraggio né la volontà di difendere gli italiani rapiti nella zona di Sirte. Parole vuote, senza peso, che lasciano il campo libero a chi vuole calpestare la nostra dignità. Non è più tempo di diplomazia tiepida e di dichiarazioni di facciata. Serve una posizione netta, chiara e decisa. Serve un governo che sappia dire “basta” a chi ci insulta e ci umilia, che sappia difendere la dignità calpestata ogni giorno dal governo criminale e genocidio di Netanyahu. Dietro questa ignobile vicenda si nasconde un problema ben più profondo: la totale incapacità del governo Meloni di sganciarsi da Israele, di mettere al primo posto gli interessi italiani e di non farsi dettare la linea da Netanyahu. L’Italia non può e non deve essere il “Paese delle ciabatte”, un Paese che si lascia calpestare e insultare senza reagire. È ora di dire basta a questa sudditanza, a questa ignavia, a questa umiliazione continua. Il governo Meloni ha fallito nel suo compito  fondamentale: difendere gli italiani, non da fantomatiche invasioni, ma dai criminali libici e israeliani. La vicenda Ben Gvir è solo l’ultimo, clamoroso esempio di un’esecutivo che ha scelto la strada della sottomissione e del silenzio di fronte alle offese e alle provocazioni. La dignità italiana, la sua umanità è stata rappresentata dalla Flotilla e dal convoglio fermato da Haftar, non certo dal governo Meloni, che persino Renzi ha invitato alle dimissioni durante il convegno di Confindustria davanti a un Parenzo balbettante. Ray Man
June 9, 2026
Pressenza
Palestina Anima Mundi: l’evento in diretta streaming a Varese
Pubblichiamo il comunicato del Comitato Varesino per la Palestina  sull’imminente incontro di Francesca Albanese con i presidi aderenti in tutta Italia. Palestina Anima Mundi Anche Varese partecipa ad una diretta streaming che coinvolgerà più di cento piazze e presidi in tutta Italia per la presentazione del nuovo libro di Francesca Albanese “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero”. Un manifesto di resistenza e libertà. Sarà l’occasione  per stringerci attorno a questa straordinaria donna e manifestarle tutta la  gratitudine che indubbiamente merita per la competenza, il coraggio,  la forza e l’ incrollabile determinazione con cui si impegna a diffondere la verità e difendere i diritti dei palestinesi. Portiamole tutto il nostro sostegno per le nuove sanzioni da cui è stata ingiustamente colpita. Riuniamoci tutti presso la sala Kolbe in viale Aguggiari, 140 a Varese venerdì 19 giugno a partire dalle 20:30 collegamento con Francesca Albanese – Relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi occupati. Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Dal Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo una proposta di una petizione popolare
Questa mattina in Palazzo Vecchio a Firenze Il Coodinamento Fiorentino contro il Riarmo in rappresentanza di realtà territoriali che si oppongono all’economia  di guerra e allo spirito bellicistico della compagine governativa, ha illustrato in una conferenza stampa la proposta di una petizione popolare  per un diverso uso di quanto destinato alle spese militari  e per far uscire l’Italia  dai paesi sostenitori di imprese belliche e per la risoluzione pacifica dei conflitti restando fedele al dettato costituzionale. Questo il comunicato stampa : Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo PETIZIONE POPOLARE (ex Art. 50 della Costituzione) al parlamento italiano NON ARMI MA PANE PER UN’ITALIA CHE RIPUDIA LA GUERRA La preoccupante situazione economica dell’Europa e del nostro paese si lega strettamente alle guerre in atto, in cui il nostro paese è coinvolto e a cui si risponde con un aumento vertiginoso delle spese militari. Il piano di 800 mld per riarmare l’Europa e l’impegno a portare le spese militari al 5% entro il 2035 sottraggono risorse preziose alle necessità delle popolazioni, oltre ad intensificare le tensioni belliche che rischiano di sfociare in una catastrofe. Il blocco del rifornimento di gas dalla Russia e la situazione nello stretto di Hormuz, causata dallo sconsiderato attacco di USA e Istraele contro l’Iran, hanno prodotto una crisi energetica che l’Italia e l’Europa affrontano abbandonando completamente qualsiasi progetto di riconversione energetica e di utilizzo di fonti alternative. L’Europa è coinvolta nel conflitto fra NATO e Russia, così come nel genocidio del popolo palestinese, così come nell’attacco di USA e Israele all’Iran: mentre ha varato numerosi pacchetti di sanzioni contro la Russia, fornendo all’Ucraina miliardi in armamenti, dall’altra parte è rimasta e rimane silenziosa e passiva (tranne rare eccezioni) di fronte allo sterminio dei palestinesi e all’occupazione illegale delle loro terre da parte di Israele. L’Italia è uno dei principali fornitori di armi a Israele, terza dopo USA e Germania. Anche sull’attacco ingiustificato all’Iran e sulla scellerata invasione del Libano ad opera di Israele l’Europa decide di non alzare la voce a difesa del diritto internazionale, e l’Italia silenziosamente approva l’uso delle basi militari presenti sul suo territorio per le truppe statunitensi impegnate in Medio Oriente. I governi europei, per scelta e per incompetenza, hanno abbandonato definitivamente l’arma della diplomazia: asserviti ai poteri forti che regolano il mondo, rimangono silenziosi e complici dei peggiori massacri, oppure corrono ad armarsi diffondendo allarmi insensati riguardo a minacce che non esistono e a cui solo loro credono. Con queste scelte l’Italia viola l’art.11 della Costituzione, che sancisce il ripudio della guerra e e indica nella diplomazia e nella cooperazione internazionale la via per risolvere le controversie, e viola anche la legge 185 del 1990, che proibisce il commercio di armi con paesi impegnati in conflitti bellici (per non parlare di genocidi e invasioni) In questa situazione, il Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo fa propria la petizione popolare lanciata dal Comitato Art.11 e a cui hanno già aderito sia singoli sia realtà collettive. Con questa petizione chiediamo al Parlamento Italiano di assumere le seguenti deliberazioni: – recedere dall’impegno di portare la spesa militare al 5% del PIL entro il 2035, nonché dal piano di 800 mrd ‘Rearm Europe/Readiness 2030’ – interrompere immediatamente qualsiasi sostegno economico e militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia: l’Italia ha già versato al governo Zelensky oltre 3 miliardi di euro, una somma enorme sottratta alla spesa sociale – adoperarsi per trattative concrete su basi realistiche per la cessazione immediata del conflitto con la Russia, opporsi al versamento da parte UE di 90 mrd di euro al governo di Kiev per la prosecuzione della guerra – rifiutare qualsiasi complicità nel genocidio del popolo palestinese e quindi di bloccare il flusso di armi verso Israele, nel rigoroso rispetto della legge 185/90 contro l’esportazione di armamenti – mantenere a tutti gli effetti l’Italia estranea alla guerra di Israele e USA contro l’Iran e il Libano, vietando agli USA l’uso delle basi sul territorio italiano, il nostro spazio aereo, supporti logistici o di intelligence, mezzi navali, aerei o terrestri, – aprire, sulla base di una rigorosa e acclarata neutralità, trattative con l’Iran, quale Paese non nemico, per la circolazione di navi italiane nello stretto di Hormuz Chiediamo che l’Italia, quale paese neutrale, possa assumere una collocazione internazionale che le permetta di essere costruttrice di pace e di convivenza pacifica tra i popoli. Coordinamento Fiorentino contro il Riarmo Nel pomeriggio poi consueto appuntamento col presidio in San’Ambrogio dove hanno preso la parola i sanitari del Coordinamento Toscano SAS che hanno illustrato le gravi implicazioni dell’economia di guerra sul sistema sanitario nazionale costantemente depauperato di risorse e personale a favore del settore privato negando di fatto il diritto universale alla salute. Coordinamento fiorentino no riarmo Coordinamento fiorentino no riarmo Coordinamento fiorentino no riarmo Coordinamento fiorentino no riarmo Coordinamento fiorentino no riarmo Coordinamento fiorentino no riarmo Coordinamento fiorentino no riarmo   Redazione Toscana
June 5, 2026
Pressenza
Migranti e insicurezza: una verità capovolta. Sui quattro giovani braccianti arsi vivi ad Amendolara
Da oltre trent’anni la retorica pubblica italiana ed europea reitera ossessivamente la stessa equazione: migranti/insicurezza (Mannoia e Pirrone, 2018). È una delle narrazioni più efficaci della destra contemporanea, nazionale, europea ed internazionale; tanto efficace da essere divenuta senso comune, attraversando sempre più spesso anche settori che formalmente si dichiarano democratici o progressisti. Ed è anche per questo che il concetto di remigrazione — presentato come rimpatrio volontario degli stranieri immigrati, ma di fatto deportazione forzata e selettiva, fino a comprendere i cittadini di origine straniera ritenuti non assimilabili — sta guadagnando legittimità. Eppure, osservando la realtà empirica anziché le rappresentazioni ideologiche, scopriamo qualcosa di sorprendente: la relazione tra migrazioni e insicurezza esiste davvero, ma nel verso opposto rispetto a quello propagandato. Il problema non è la sicurezza minacciata dai migranti. Il problema è la sicurezza negata ai migranti, in termini di diritti e anche di sicurezza sul lavoro. Quello che è avvenuto ad Amendolara (Cosenza) il 1° giugno 2026, dove quattro giovani braccianti agricoli – tre afghani e un pakistano, tra i 19 e i 29 anni – sono stati arsi vivi all’interno di un minivan – tra i più gravi degli ultimi anni in Italia – ne è dimostrazione concreta. Per comprendere questa inversione di prospettiva, e non dimenticare le linee di continuità tra migrazioni e sfruttamento del lavoro, può essere utile tornare a una vicenda spartiacque nella storia italiana delle migrazioni. Nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1989, Jerry Essan Masslo, rifugiato sudafricano fuggito dall’apartheid, venne assassinato durante una rapina nelle campagne di Villa Literno, dove lavorava come bracciante stagionale, e dove era leader della protesta contro lo sfruttamento dei migranti da parte dei caporali legati ai clan camorristici. La sua morte suscitò una vasta mobilitazione, rendendo visibili le condizioni di sfruttamento di migliaia di lavoratori migranti. L’Italia “scoprì” allora, ironicamente e tragicamente, l’immigrazione, ma insieme riscoprì pratiche antiche come il caporalato, già radicate nella propria storia agricola e meridionale, e le applicò ai nuovi soggetti migranti, svelando così la continuità dello sfruttamento capitalistico del lavoro, migrante o autoctono che fosse. Sono passati quasi quarant’anni. Eppure la domanda resta attuale. Chi è davvero esposto all’insicurezza? Chi paga il prezzo più alto dell’organizzazione contemporanea del lavoro e delle politiche migratorie nel modo di produzione capitalistico? Le risposte non coincidono mai con quelle offerte dalla propaganda mainstream. I migranti sono infatti sovrarappresentati nei segmenti più fragili del mercato del lavoro: agricoltura, edilizia, logistica, lavoro domestico, servizi a basso salario. Sono i settori caratterizzati dai più elevati livelli di precarietà, sfruttamento, ricattabilità e rischio per la salute (e lo stesso vale per gli autoctoni negli stessi segmenti: è lo sfruttamento migrante a imporre a tutti le medesime logiche). In un mio recente lavoro (Pirrone, 2025), ho sostenuto come il migrante occupi una posizione specifica nell’ordine salariale. Non è semplicemente un lavoratore straniero che svolge un’attività economica, ma una forza lavoro inserita attraverso meccanismi di inclusione differenziale: necessaria all’economia del capitale, ma privata di gran parte delle garanzie materiali, sociali e simboliche riconosciute ad altri lavoratori. In questo quadro l’insicurezza non è una conseguenza accidentale del sistema, ma una componente funzionale allo sfruttamento e all’estrazione di valore. Il migrante occupa così la posizione dell’esercito di riserva della forza lavoro, oggi su scala mondiale (Basso, 2023). Il rischio di licenziamento, di perdere il permesso di soggiorno, di espulsione, di non trovare casa, di discriminazioni o controlli selettivi alimenta una vulnerabilità che spinge ad accettare salari più bassi, condizioni peggiori e minore capacità di conflitto, e talvolta il reclutamento nei circuiti della devianza. L’insicurezza diventa così una risorsa economica. Non per chi la subisce, ma per chi ne trae profitto. Questa dinamica appare con particolare evidenza nel settore agricolo. Da decenni il sistema del caporalato prospera grazie alla disponibilità di una forza lavoro resa fragile dall’intreccio tra bisogno economico, status giuridico incerto e debolezza contrattuale. I ghetti informali sorti in diverse aree del paese non sono un’anomalia esterna al sistema produttivo, ma una sua componente strutturale1. Per questo chi prova a ribellarsi allo sfruttamento finisce per pagarla, anche con la morte – come i quattro ragazzi arsi vivi nel cosentino, che, stando al sopravvissuto, chiedevano contratti regolari. La retorica della sicurezza parla di frontiere da difendere, non delle persone che le attraversano. Parla dei muri, non delle vite; dei confini, non dei corpi; delle paure degli inclusi, non di quelle degli esclusi. Eppure una parte significativa dei migranti sperimenta forme di insicurezza che investono insieme la dimensione lavorativa, abitativa, sanitaria e giuridica: alloggi precari, discriminazioni nell’accesso alla casa, occupazioni ad alta incidentalità. A questa insicurezza si aggiunge quella prodotta dalle politiche di controllo delle migrazioni. Negli ultimi decenni l’Europa – come le altre potenze capitalistiche – ha investito miliardi di euro nel rafforzamento delle frontiere, nell’esternalizzazione dei controlli e nella costruzione di apparati sempre più sofisticati di sorveglianza e contenimento – piattaforme digitali, intelligenza artificiale, sistemi di difesa e di monitoraggio (Molnar, 2024) – con immensi costi energetici e di risorse minerarie: il che spiega perché assistiamo a una nuova fase di guerre imperialistiche, determinata proprio dal ritorno all’estrattivismo necessario all’autonomia energetica delle potenze imperiali su cui si basa una parte rilevante del capitalismo contemporaneo. Il risultato non è stata la scomparsa delle migrazioni, ma l’aumento dei costi umani della mobilità. Da Jerry Masslo ai lavoratori agricoli morti nei campi, dalle vittime del caporalato alle migliaia di persone scomparse nel Mediterraneo, emerge una verità che il discorso pubblico continua a rimuovere: i migranti non sono l’oggetto delle campagne securitarie, ma le principali vittime dell’insicurezza sociale prodotta dal capitalismo contemporaneo. Sarebbe allora opportuno capovolgere la domanda che domina il dibattito pubblico. Non dovremmo più chiederci se i migranti rappresentino una minaccia per la sicurezza. Dovremmo chiederci perché, in società che si proclamano democratiche, milioni di persone continuino a essere private della propria sicurezza in quanto migranti. Finché non saremo disposti ad affrontare questa domanda, continueremo a confondere le vittime con il problema e a scambiare l’effetto per la causa. La storia di Jerry Masslo, come molte altre che l’hanno seguita, ci ricorda da che parte occorre guardare per comprenderla. Ammesso che abbia un senso la parola “remigrazione”, così tanto invocata e osannata dalla destra mondiale – razzista, xenofoba, fascista e nazista – l’unico che vedo è questo: remigrare gli untori della peste fascista nelle fogne da cui sono usciti, per parafrasare uno splendido passaggio di Giorgio Gaber sulla peste fascista (Giorgio Gaber, La peste, 1974): “l’infezione è trasmessa da topi usciti dalle fogne/ma hanno visto abilissime mani lanciarli dai tombini/son le solite mani nascoste e potenti/che lavorano sotto, che son sempre presenti”   ______________ 1SULLE DIMENSIONI QUI RICHIAMATE (LA STRUTTURA NON EPISODICA DEL CAPORALATO E DEL LAVORO MIGRANTE PRIVO DI STATUS, IL NESSO TRA INSICUREZZA GIURIDICA E SFRUTTAMENTO, IL MODELLO ECONOMICO DEL CAPITALISMO AGRICOLO E L’INTRECCIO CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA) SI VEDA L’APPROFONDITO QUADRO OFFERTO DA S. BECUCCI E V. SCALIA (A CURA DI, 2025), E IN PARTICOLARE L’INTRODUZIONE DEI CURATORI (PP. 13-17) E I CAPITOLI DI F. CARCHEDI (PP. 117 SS.), V. SCALIA (PP. 147 SS.) E A. SERGI (PP. 163 SS.).   RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI BASSO, P. (2023). MARX SULL’ESERCITO INDUSTRIALE DI RISERVA E LE MIGRAZIONI: VIETATO ABUSARNE!, IN M. MUSTO E A. M. IACONO (A CURA DI), RICOSTRUIRE L’ALTERNATIVA CON MARX: ECONOMIA, ECOLOGIA, MIGRAZIONE (PP. 219–240). ROMA: CAROCCI. BECUCCI S., SCALIA V. (A CURA DI). (2025), CRIMINI E CAPORALI. LO SFRUTTAMENTO NELL’EPOCA DEL LAVORO FLESSIBILE, FUTURA, ROMA. MOLNAR P. (2024), THE WALLS HAVE EYES. SURVIVING MIGRATION IN THE AGE OF ARTIFICIAL INTELLIGENCE, THE NEW PRESS, NEW YORK. MANNOIA, M., & PIRRONE, M. A. (A CURA DI). (2018). RAZZISMI, INSICUREZZA E CRIMINALITÀ: RIFLESSIONI TEORICHE E DATI EMPIRICI. PM EDIZIONI, VARAZZE (SV). PIRRONE M. A. (2025), GUERRA AI MIGRANTI. NEOLIBERISMO E NEOSCHIAVITÙ NEL XXI SECOLO, PM EDIZIONI, VARAZZE (SV).   MARCO A. PIRRONE È RICERCATORE DI SOCIOLOGIA PRESSO IL DIPARTIMENTO “CULTURE E SOCIETÀ” DELL’UNIVERSITÀ DI PALERMO   Redazione Italia
June 4, 2026
Pressenza
Addio Carola
Oggi, 3 Giugno 2026, è venuta a mancare all’affetto della sua famiglia e dei suoi amici Carola Frediani.   Carola è stata anima e linfa di Guerre di Rete e lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuta in questi anni.   Ci mancherai. 🖤 L'articolo Addio Carola proviene da Guerre di Rete.
June 3, 2026
Guerre di Rete
Avviciniamoci: camminata per la pace a Praga
Il 30 maggio 2026 si è svolta a Praga la camminata per la Pace Peace Walk 2026 – Festival della Pace “Avviciniamoci”, un’iniziativa dedicata alla promozione della pace, del dialogo e della comprensione reciproca. L’evento è iniziato in Piazza Karlín nella zona di Praga 8, da dove è partito un corteo allegro e colorato diretto verso il centro culturale Vnitroblock, sede delle attività svoltesi nel pomeriggio. Il programma ha incluso una cerimonia di apertura, seguita da esibizioni artistiche e culturali, momenti di confronto tra i partecipanti e spazi dedicati all’incontro informale e alla creazione di reti di collaborazione. Gli organizzatori hanno predisposto un ambiente aperto al dialogo e alla partecipazione di persone provenienti da contesti diversi. Durante tutta la giornata si sono svolte anche attività collaterali rivolte a bambini e adulti, tra cui una mostra, laboratori tematici, presentazioni di iniziative comunitarie e uno spazio per lo scambio di abiti. L’iniziativa ha favorito l’incontro tra cittadini, associazioni e gruppi impegnati nella costruzione di relazioni basate sul rispetto reciproco e sulla cooperazione. L’evento, aperto al pubblico, è stato organizzato dalla rete pacifista HWPL e ha rappresentato un’occasione di riflessione sul valore della pace, della convivenza e della valorizzazione mutua in un contesto internazionale e multiculturale. https://hwpl.cz/ Toni Antonucci
May 31, 2026
Pressenza
Proteste a Cagliari per l’arrivo di voli charter da Tel Aviv: tra turisti, anche soldati?
In mattinata all’aeroporto di Cagliari sono atterrati quattro voli provenienti da Tel-Aviv: alle 8.45, alle 11.35, alle 12.50 e alle 14.30. Scrive l’Associazione Amicizia Sardegna Palestina in un breve comunicato: “Pare che la nuova COLONIA turistica dei simpatici giovani possa diventare la Sardegna, grazie anche all’indefesso lavoro della nostra impareggiabile presidentissima. Sempre sperando non si trattengano un po’ troppo, come avvenuto in altri bei posti del Mediterraneo”. Tra i turisti, anche soldati? Ad accogliere i turisti israeliani all’aeroporto di Elmas anche un gruppo di attivisti pro Palestina. Imponente lo schieramento di forze dell’ordine: mezzi di artificieri, unità cinofile e del reparto Mobile della polizia. Di contro i manifestanti che hanno voluto affermare la contrarietà dell’arrivo di turisti israeliani in Sardegna, mentre il governo israeliano ordina all’IDF di continuare l’azione militare nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania nonostante la tregua, e i bombardamenti in Libano, causando centinaia o migliaia di morti civili e la distruzione di innumerevoli villaggi, con il conseguente sfollamento della popolazione. Volantino Un comunicato del “Presidio per la Palestina”, che tutti i giorni si tiene a Cagliari in piazza Yenne, testimonia lo stato d’animo di molti/e sardi/e riguardo alla notizia dell’arrivo di turisti da Israele e della versosimile presenza in Sardegna di soldati israeliani: “È notizia di questi giorni che voli diretti a Cagliari provenienti da Tel Aviv stiano arrivando almeno 2/3 volte a settimana. Da alcuni di questi sbarcheranno militari che dopo aver partecipato ai massacri di Gaza usano il nostro mare e le nostre spiagge per rilassarsi. Queste persone attraverseranno Cagliari e le strade del centro per tutta l’estate. La nostra arma potrá essere la bandiera simbolo di libertá: esponiamo una bandiera palestinese nel balcone della nostra casa, del nostro ufficio o nella vetrina del nostro negozio. É un gesto semplice ma potente: diciamo che Cagliari non dimentica le migliaia di bambini e bambine uccisi…”. Immagine pagina instagram preisdio Palestina Cagliari I parlamentari Sabrina Licheri, Mario Perantoni e Susanna Cherchi del Movimento 5 Stelle hanno espresso una forte preoccupazione: “Quanto accaduto oggi all’aeroporto di Elmas  – scrivono in un comunicato – non può essere trattato come un fatto ordinario. L’arrivo di voli provenienti da Tel Aviv, accompagnato da una schiera di mezzi di sicurezza e dalle legittime preoccupazioni espresse da cittadini e associazioni, riporta al centro una questione politica e morale che il Governo continua a ignorare […] Anche mesi fa abbiamo denunciato il rischio che la Sardegna venisse trasformata in una meta di decompressione per militari israeliani impegnati nel conflitto a Gaza”. La Sardegna rivendica un ruolo di accoglienza, di dialogo, di pace, di rifiuto delle guerra e dei massacri di civili inermi che la guerra comporta.     Pierpaolo Loi
May 28, 2026
Pressenza
Prossimo futuro n. 276 25 – 31 maggio
Bollettino di informazione della redazione di Pressenza sugli eventi della prossima settimana. Inviare le notizie a redazioneitalia@pressenza.com entro la domenica prima dell’evento.   APPUNTAMENTI FISSI   Mappa dei presidi, incontri e cortei periodici per la pace   https://shorturl.at/pWPkJ   Per segnalare il proprio presidio o gruppo:   https://forms.gle/vXBn83i8vgY1rgYf8     Incontro: Aiutiamo Haiti, un paese dimenticato Lunedì 25 maggio 2026 ore 20,30 Casa per la Pace “La Filanda” Via Canonici Renani 8 – Casalecchio di Reno (BO) Matteo Ruggeri (Sindaco di Casalecchio di Reno) Prof.ssa Carminella Biondi (Emerita Università di Bologna) Antonie Zacharie (Presidente dell’Associazione AIHIP) Coordina Alessandro Alberani   Torino, Italia, città delle armi? L’impegno comune ad uscire dalla notte dell’economia di guerra 25 maggio ore 21:00  online sul canale YouTube (https://www.youtube.com/live/1ne-mAbrejU?si=yoRSWdi7ivzpWnYb) e sulla pagina Facebook (Link per diretta facebook: https://fb.me/e/4zPjcGEoU) di Economia Disarmata. Per maggiori informazioni: https://www.riconversioneindustrialedipace.org Carlo Cefaloni economia.disarmata@gmail.com Proiezione di “Innocence”: per un’obiezione di coscienza “prima che sia troppo tardi” MARTEDÌ, 26 MAGGIO, ORE 20:30 CINEMA NUOVO EDEN, BRESCIA Verrà proiettato, su iniziativa di alcune realtà della società civile bresciana, il documentario Innocence di Guy Davidi. Questo per portare all’attenzione della società, e soprattutto degli insegnanti, l’importanza di una riflessione su cosa sia l’obiezione di coscienza in Italia oggi, “prima che sia troppo tardi”. Il documentario del 2022 è costruito su testimonianze di giovani israeliani e israeliane che fin da piccoli sentivano un profondo rifiuto al servizio militare, ma che si sono trovate sole in un sistema totalizzante. Attraverso loro video d’infanzia e frammenti dei loro diari, quadri e poesie, vediamo il percorso verso una loro individuale e tragica ultima obiezione di coscienza. Agli insegnanti in sala verrà anche proposto di lasciare il loro contatto, per potere organizzare, nel prossimo autunno una visione mattutina per le scolaresche interessate. , NO al RIARMO 26 maggio ore 17:00 Piazza Alighieri , Galatina (LE) Presidio. Per maggiori informazioni: https://www.peacelink.it/disarmo/nasce-a-galatina-il-comitato-no-al-riarmo Comitato NO al RIARMO chatwin131166@gmail.com E’ ancora possibile parlare di Pace? 26 maggio ore 20:45 Fondazione di Piacenza e Vigevano, via S.Eufemia 13 – Piacenza, Piacenza (PC) E’ ancora possibile parlare di Pace? Ne discuteremo con Lisa Clark, Nico Piro e Pasquale Pugliese. In collegamento dal Messico porterà un saluto Marco Tarquinio Per maggiori informazioni: evento su Facebook Roberto Lovattini Incontro con Moreno Biagioni Mercoledi 27 maggio 2026 ore18 Biblioteca di Calenzano Via della Conoscenza 11 Calenzano (Fl) Dialogano con Moreno Biagioni sui suoi libri  Maria Beatrice De Castri, Tommaso Fattori. Si consiglia la prenotazione al n. 055/8833421  Diritto di Sangue – Rovescio di Sangue   Leggere la cittadinanza italiana attraverso l’arte contemporanea mercoledì 27 maggio a Palermo alle ore 18 a Palazzo Riso proiezione del progetto video di Marina Sagona con interventi di Teresa Fiore (Montclair University USA) e Clelia Bartoli (UniPa); introduce la direttrice del Museo d’arte contemporanea Evelina De Castro   Facciamo la pace 27 maggio ore 21:00 via Cirillo 2L, Firenze (FI) Incontro sulla campagna R1PUD1A con Francesca Testa di Emergency Firenze Per maggiori informazioni: evento su Facebook Le Curandaie La devastazione della Pace 27 maggio ore 20:46 Via Massimiliano Francesconi, 2, Este (PD) Chiostro delle Consolazioni Testimonianze dai territori di guerra Per maggiori informazioni: evento su Facebook Thea Valentina Gardellin Diritti umani, repressione e libertà in crisi in Tunisia 28 maggio Ore 17-19  Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre Via Principe Amedeo, 184 Roma Tavola rotonda dedicata alla situazione dei diritti umani in Tunisia. L’incontro, aperto alle associazioni, a rappresentanti della società civile e al mondo del giornalismo sarà uno spazio utile ad analizzare le crescenti restrizioni alle libertà fondamentali nel paese, con particolare attenzione alla repressione contro difensori e difensore dei diritti umani, giornalisti e organizzazioni della società civile, nonché alle politiche migratorie.   QUESTA REGIONE R1PUD1A LA GUERRA  Giovedi 28 Maggio – ore 13:00 Piazza dell’Unita Italiana 1- Firenze  Conferenza stampa ed evento in occasione dell’adesione della Regione Toscana  alla campagna di EMERGENCY  Introducono:  Mia DIOP – Vicepresidente Regione Toscana,  Rossella MICCIO – Presidente EMERGENCY,  Simonetta GOLA – Direttrice comunicazione EMERGENCY  Intervengono: • Alice PISTOLESI – Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo, Elena GIOVANELLA – Anestesista e coordinatrice medica del Centro Salam a Khartoum (Sudan) – EMERGENCY,  Testimonianza di Sanitari per Gaza, Voci contro la guerra dei sindaci toscani  Conclude Eugenio GIANI – Presidente Regione Toscana  L’evento sarà trasmesso in streaming su:www.regione.toscana.it/diretta-streaming    Il paesaggio siciliano negato e i ricordi familiari dei migranti giovedì 28 maggio a Palermo alle 18 inaugurazione di una doppia mostra fotografica alla galleria Roots (Via Castrofilippo 40): Dystopian Sicilian Landscape di Melania Messina e Mataleli Bhari di Alfredo D’Amato, paesaggi sottratti al bene comune o paesaggi mediterranei come memoria di vite spezzate e foto ricordo di familiari di migranti, immagini comparse negli omonimi libri per l’editore indipendente 89 books.   Parlare di guerra a bambine e bambini 28 maggio ore 17:15 via Giuseppe Giacosa 46, Milano (MI) Auditorium Ex Chiesetta Parco Trotter Un pomeriggio dedicato a bambine, bambini e adulti per affrontare insieme il tema della guerra attraverso parole, ascolto e storie. H. 17.15 – Lettura +4 “Nour” Lettura di Sara Milani, attrice Nour è una bambina che vive in Palestina, una terra di ulivi, mercati e cose buone da mangiare. Quando la guerra la costringe a lasciare la sua casa, trova il modo di dire agli adulti: “Io non ci sto”. H. 17.30 – Talk con @Annalisa Falcone Pedagogista e formatrice Un incontro rivolto a genitori, nonni ed educatori per confrontarsi su come affrontare il tema della guerra e rispondere alle domande di bambine e bambini (4–10 anni). Durante l’incontro, le bambine e i bambini potranno partecipare ad attività e letture a cura dei volontari di LibroTrotter e dei genitori, così da permettere agli adulti di seguire il talk. Con: Amici del Parco Trotter ODV • Casa del Sole • I.C. Francesco Cappelli • @LibroTrotter Per maggiori informazioni: evento su Facebook La Città del Sole – Amici del Parco Trotter ODV   Libertà per Marwan Barghouti 30 Maggio, Mandela Forum, Piazza Enrico Berlinguer Firenze Con la partecipazione di Arab Barghouti. Libertà per Marwan Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi. 1. 10 – 12 interventi istituzionali 2. 12.30 pranzo popolare di raccolta fondi.Prenotazioni solo via whatsapp al n. 3920689259   Lotta alle mafie 31 maggio dalle ore 18.00 presenteremo alla Casa per la Pace di Baruffi (via Quintole per le Rose 131) il libro “Lotta alle mafie” Saranno con noi gli autori SIMONA BARBERIO e MASSIMO CAPONNETTO ed inoltre la docente ELVIRA ANZALONE, la giornalista AURORA TORRE, la pedagogista e psicologa SAMANTHA PERONI e FRANCESCA GRASTA del Centro Studi Rita e Paolo Borsellino di Palermo. Alla presenza del coordinatore centro di Pax Christi PIO CASTAGNA cercheremo di approfondire il tema dell’educazione alla legalità democratica, alla nonviolenza soprattutto in relazione ai più giovani. Vi aspettiamo in molti! Per segnalare la vostra partecipazione scrivere a: casaperlapace@paxchristi.it oppure chiamare il numero 0550127516 Eirenefest Valdarno Per il terzo anno consecutivo si realizza Eirenefest in Valdarno, quest’anno tra Figline, Pergine, San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini. E’ una rassegna di presentazioni e laboratori con il calendario qui riportato: 26 Maggio h. 21 San Giovanni Valdarno Associazione Nanda & Friends, Corso Italia 211 Café la paz: quattro chiacchiere con Borges, il Che e Silo 3 Giugno h 18,30 Associazione Circuito Corto Via Petrarca 172 Incisa Valdarno Presentazione del libro di Paola Carta, Frontiere Visibili e invisibili   Mostra interattiva pace e nonviolenza attiva ora! Un’iniziativa dedicata alla promozione della nonviolenza attiva e della cultura di pace nella nostra comunità. Biblioteca Comunale Gallicano – locali CIAF La mostra sarà poi visitabile fino a fine febbraio 2026. La mostra è organizzata da  Il Team Organizzativo COPEUU Italia  Corrente Pedagogica Umanista Universalista con la collaborazione di: La Comunità, Centro Estudios Humanistas Nuevo Civilizacion. Con il Pa Redazione Italia
May 25, 2026
Pressenza
Milano, incontro il 23 maggio: Riprendiamoci la Pace
Viviamo un tempo attraversato da guerre, escalation militari, violenza, instabilità globale e crescente disumanizzazione del dibattito pubblico. In questo contesto, crediamo sia fondamentale creare spazi di incontro, riflessione e mobilitazione civile per rimettere la pace, il dialogo, il diritto internazionale e la dignità umana al centro. Insieme a Francesco Postiglione parleremo di conflitti, governance globale, crisi internazionali e del legame profondo tra militarizzazione, crisi climatica e giustizia sociale. “RIPRENDIAMOCI LA PACE” con Francesco Postiglione per parlare di conflitti, instabilità e governance globale e come mettere la PACE al Centro Sabato 23 maggio – ore 16.00 Cascina Nascosta, Milano  Sarà possibile partecipare anche online.  Registrazione Zoom: https://SDSU.zoom.us/meeting/register/o2PPNrtkQFKvybJv-m8Tvw L’incontro sarà anche un’occasione per condividere e promuovere la lettera “R1PUD1A la Guerra”. In giorni in cui la pace sembra sempre più marginalizzata, crediamo sia importante esserci. Per costruire consapevolezza, comunità e una voce collettiva capace di opporsi alla normalizzazione della guerra. Vi aspettiamo. Con cura, coraggio e responsabilità. Comunità Ecorà Climate Social Forum Italia Emergency Klimatfest Redazione Milano
May 22, 2026
Pressenza
“Africa Youthquake”: il terremoto della Generazione Z
Il focus dell’incontro pubblico che si svolgerà a Milano il 28 maggio prossimo sarà il moto dei giovani (Youthquake) che hanno fatto irruzione sulla scena africana: una generazione dotata di una mentalità tutta nuova e particolare, nella quale sono rilevanti gli aspetti di realizzazione personale, di domanda per la partecipazione alle decisioni e comunque di carica contestativa e rivendicativa anti-establishment. Il direttore editoriale della rivista Africa, Marco Trovato, parlerà anche delle altre novità, degli sviluppi dei conflitti e delle differenti strategie attuali di penetrazione dei big del mondo in quel continente, per la conquista di condizioni di prevalenza nella competizione mondiale sulle risorse decisive per lo sviluppo. AFRICA YOUTHQUAKE – TERREMOTO GENERAZIONE Z giovedì 28 maggio alle 21 Milano – Villa Scheibler, via Felice Orsini 21     Redazione Italia
May 20, 2026
Pressenza