Un rifugio sicuro, anche per la narrazione

Comune-info - Tuesday, June 9, 2026

Un rifugio sicuro, anche per la narrazione. Questo per me è Comune-info e intanto sono qui nuovamente a ringraziarvi, oltre che per lo spazio e per l’attenzione che sempre ci/mi date, oltre che per le storie incredibili che accogliete e raccontate e, quindi, divulgate ampliando le reti sociali che, ne sono sicura, stanno già migliorando questo mondo che dall’alto sembra andare a rotoli, oltre che per la lunga storia di coerenza che vi portate appresso (e ne faccio parte leggendovi da un bel po’) e per tante altre motivazioni, per questi momenti di “pausa” nella tormenta in corso. Una pausa per fermarsi a “fare il punto” e riflettere collettivamente.

Sono giorni che leggo di questa campagna, purtroppo non riuscirò a essere alla riunione di redazione aperta poiché già mi divido tra vari impegni, ma credo fortemente nella cura delle relazioni e nella divulgazione, non per compiacersi di quello che ciascuno fa, ma per diramarlo, migliorarlo, metterlo a disposizione della collettività.

Sono nata e cresciuta nel GRIDAS di Scampia dove tutto quello che si ha e che si sa è sempre stato messo a disposizione gratuita del prossimo, oltre le logiche del profitto, per migliorare insieme questo martoriato mondo, ciascuno per quello che può e per quello che sa fare.

Faccio parte della rete/comunità Pangea di Scampia che da sempre mette a disposizione gratuitamente tutto quello che produce, che siano opuscoli divulgativi, o racconti, video, storie, buone pratiche, semi e, soprattutto, relazioni, testimonianze.

Grazie a “CARTA” il settimanale, già evoluzione del giornale “CARTA”, poi evolutasi in Comune-info, ho ampliato le mie connessioni grazie al magnifico mondo delle produzioni dal basso e delle distribuzioni dal basso.
Sono convinta fortemente delle enormi potenzialità che hanno le reti sociali nel concretizzare il cambiamento e nel realizzare sogni condividendo le utopie fino a renderle collettive.

Da soli ci vediamo “piccoli” e pochi”, magari ciascuno oberato e già di corsa tra mille impegni quotidiani e sociali per “fare la differenza”, ma basta acquisire consapevolezza del fatto che siamo molti, molti di più, e che ciascuno è un tutt’uno con tante altre persone e realtà che si adoperano altrove procedendo nella stessa direzione o in altre direzioni migliori, alle quali possiamo aggregarci, amplificandole anche “a distanza”.
Raccontarsi, raccontare queste storie e realtà, non è autoreferenzialità, ma un modo per mettersi e restare in connessione, acquisire consapevolezza.
La frustrazione, spesso, nasce dalla consapevolezza dei propri limiti, prendere consapevolezza del fatto che insieme si può fare di più e meglio, avere a disposizione racconti e materiali “già belli e fatti” che parlano la nostra lingua, pronti da divulgare per diventare ancora di più, ci fa vivere più sereni e alimenta la speranza che permette di sconfiggere e sopraffare le paure.

Non saprei cosa consigliare alla redazione per “migliorare”, non sta a me dirlo, credo che si faccia già tantissimo, posso solo immaginare cosa avvenga “dietro le quinte” delle pagine di Comune-info.
Dal canto mio, so che quando, dopo un tempo indefinito di scrittura altalenante e riflessioni sparse, metto un punto a un mio “articolo” e lo affido a questo spazio collettivo, non metto fretta a chi si prenderà la cura di pubblicarlo perché so che sicuramente dietro le quinte non ci sono persone che passano il tempo a girare i pollici. E nonostante questo trovano sempre spazio, per me e per storie interessanti che, nei momenti più disparati, mi capita di conoscere grazie a chi si prende il tempo di raccontarle e, sempre nel mio piccolo, ho piacere di condividerle miratamene con chi saprà coglierne le connessioni e potrà prendere spunto, rilanciarle a sua volta e sentirsi meno solo, collaborando insieme alla narrazione oltre che alla costruzione di un mondo migliore. Per tutte le creature che lo abitano.

Invio anche un mio piccolissimo contributo economico: si fa quel che si può, ciascuno secondo le proprie possibilità, ma tutti insieme si va lontano, rispettando il passo di ciascuno e aspettando o accompagnando chi rimane indietro.

Grazie di tutto.

[Martina Pignataro]

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