Grazie per questo spazio condiviso

Comune-info - Monday, June 8, 2026

Aderisco con profonda gratitudine a questa campagna.

Per me Comune è stato – ed è – prima di tutto questo: un tetto. Un luogo accogliente sotto il quale ho potuto proteggere e depositare pensieri spesso confusi, incompleti, ma ostinatamente in cammino. Pensieri liberi, che non cercavano il palcoscenico ma l’incontro: altre voci con cui confrontarsi, altre esperienze con cui intrecciarsi, compagni e compagne di viaggio con cui continuare a interrogare le macerie del presente.

In un tempo dominato dalla fretta, dalla reazione immediata e dall’obbligo di schierarsi prima ancora di aver compreso, Comune mi ha offerto il lusso raro di sostare. Mi ha dato la possibilità di pensare *con* gli altri, di condividere i dubbi prima delle certezze, cercando parole che non fossero opinioni da esibire, ma piccoli strumenti per tentare di abitare e trasformare la realtà.

Nel vostro appello citate la campagna del 2024: Partire dalla speranza e non dalla paura. È un’immagine che sento profondamente mia, quasi una bussola. Per me la speranza non è un’attesa ingenua che le cose cambino da sé, né un ottimismo di facciata. Spesso la si confonde con un sentimento consolatorio, ma per chi è abituato a camminare nel presente con gli occhi aperti, la speranza è una pratica quotidiana della cura. Assomiglia molto al gesto di chi si prende cura di una pianta o di chi coltiva un pezzo di terra: richiede pazienza, ascolto dei tempi lunghi, la capacità di vedere la vita là dove altri vedono solo inverno o fragilità.

Nelle vostre pagine ho trovato esattamente questo: uno spazio in cui le ferite del presente non vengono negate, ma non vengono nemmeno lasciate marcire nella disperazione. Un luogo in cui custodire la convinzione, fragile ma pervicace, che un altro modo di vivere, di educare, di fare comunità e di stare al mondo sia già in atto nei piani bassi della società.

Il dono più prezioso di Comune è questa capacità di non separare mai la parola dalla relazione. Non si scrive per descrivere il mondo, ma per crearlo insieme. Per questo vi sono sinceramente grata: sapere che in mezzo alla tormenta esistono tetti simili, capaci di riparare senza chiudere, di unire senza uniformare e di coltivare la complessità, ci fa sentire un po’ meno soli.

Grazie per questo spazio condiviso, e per ricordarci che la speranza non è un’attesa passiva, ma una pratica di cura e di comune responsabilità.

[Emilia De Rienzo]

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