
Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo ‘Agende Rosse “Rita Atria” – Reggio Emilia e Provincia’
Solidarietà al magistrato Beatrice Ronchi
e appello alla Consulta della Legalità di Reggio Emilia
Il gruppo Agende Rosse “Rita Atria” di Reggio Emilia e Provincia esprime la propria totale e incondizionata solidarietà alla dottoressa Beatrice Ronchi, a seguito della decisione della quinta commissione del CSM di escluderla dalla nomina a procuratore aggiunto di Bologna.
Decisione che riteniamo ingiustificata e che, come ha dichiarato il presidente Francesco Maria Caruso, rischia di vanificare gli sforzi compiuti in 15 anni di lotta alle mafie in Emilia Romagna.
Non possiamo restare in silenzio di fronte a una decisione che, privilegiando criteri di anzianità burocratica rispetto al merito e all’esperienza specifica, rischia di risultare punitiva per una professionista che si è spesa con indiscutibile competenza e di indebolire il contrasto alla criminalità organizzata, sottovalutando la reale portata del radicamento mafioso nel nostro territorio.
Ricordiamo, infatti, con forte preoccupazione, le parole di Lucia Musti che, nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario 2022 aveva definito il Distretto dell’Emilia Romagna un “Distretto di mafia”, evidenziando come da indagini e processi emergesse la presenza di un nuovo metodo mafioso autoctono dell’Emilia Romagna, che risente fortemente delle caratteristiche del territorio altamente produttivo.
Il rischio è altissimo: senza questa nomina, il mandato della dottoressa Ronchi presso la Direzione Distrettuale Antimafia scadrà alla fine del 2027, privando il pool antimafia — già sotto organico — della sua risorsa più esperta.
Agende Rosse Reggio Emilia pertanto si unisce alle voci dei 112 firmatari di un documento – tra cui figurano la presidente del tribunale di Reggio Emilia Cristina Beretti, il gip Andrea Rat, e l’ex procuratore generale di Bologna Giuseppe Amato- a sostegno della PM, per chiedere che il CSM in seduta plenaria riconsideri la decisione della commissione di presentare come unica proposta per la nomina di procuratore aggiunto a Bologna quella di Stefano Dambruoso, un magistrato fuori ruolo per diversi anni della sua carriera.
Ritenendo che la società civile e le istituzioni non possano restare inerti di fronte a scelte che riguardano la sicurezza di tutti, auspichiamo una decisa e urgente presa di posizione da parte della Consulta della Legalità di Reggio Emilia.
È fondamentale che le istituzioni locali facciano sentire la propria voce presso il CSM per chiedere che venga valorizzata una professionalità che ha ottenuto risultati di importanza storica nel contrasto ai clan.
La lotta alla mafia non si fa solo nelle aule di tribunale, ma anche difendendo chi, in quelle aule, ha servito lo Stato con instancabile dedizione.
Reggio Emilia, 4 giugno 2026