BDS Italia con Francesca!

BDS Italia - BDS Italia - Friday, May 29, 2026

Da giovedì 28 maggio Francesca Albanese è stata nuovamente inserita nella lista nera americana. La Corte d'Appello ha infatti accolto la richiesta di sospensione urgente presentata dall'amministrazione Trump, bloccando così il provvedimento del tribunale di primo grado che aveva eliminato le sanzioni contro la Relatrice ONU per violazione dei diritti di libertà d'espressione. Il Dipartimento del Tesoro ha pertanto reintegrato le misure restrittive con una rapidità straordinaria, dimostrando la linea intransigente di Washington e il congelamento immediato dei beni finanziari della funzionaria internazionale. 

BDS Italia esprime la sua profonda stima e il proprio sostegno incondizionato alla Relatrice ONU Francesca Albanese, vittima, per la seconda volta, di un sistema coercitivo che viola il suo diritto di libertà di parola e le impone sanzioni discriminatorie tramite OFAC, l’ufficio per il controllo dei beni esteri del Tesoro statunitense.

Il caso di Francesca Albanese sta inoltre dimostrando che, oggi, nemmeno la finanza etica è tale fino in fondo, perché costretta dalle prescrizioni delle principali centrali operative politiche del pianeta a definire i propri perimetri sui diversi fronti.

Mentre l'Europa ufficiale è rimasta a guardare, solo il premier spagnolo Pedro Sánchez, in una lettera indirizzata a Ursula von der Leyen, ha invocato una manovra diplomatica d'emergenza: l'attivazione del cosiddetto "Statuto di blocco" (Regolamento CE n. 2271/1996). E lo ha chiesto come scudo per i diritti umani non solo per Francesca Albanese, ma per denunciare un attacco sistemico alla giustizia internazionale, che coinvolgeva anche undici giudici e procuratori della Corte Penale Internazionale.

L'Europa ha manifestato un’assenza ingombrante e  l'Italia continua a brillare per la sua ignavia. Nonostante Francesca Albanese sia una cittadina italiana, il governo Meloni ha scelto la strada del silenzio assordante e nessuna autorità ha intrapreso iniziative pubbliche contro il blocco dei suoi conti.

Questa mancanza di tutela diplomatica verso una propria cittadina impegnata in un mandato ONU è un vulnus senza precedenti. La diplomazia italiana ed europea sembrano aver abdicato al proprio ruolo, preferendo non indispettire Washington piuttosto che difendere il principio di legalità internazionale.

Chiediamo con forza che la Presidenza del Consiglio si muova in tutte le sedi istituzionali al fine di tutelare i diritti e la dignità di una cittadina italiana, gravemente danneggiata dall’arroganza del governo USA.

E auspichiamo la creazione di un sistema finanziario non più sottoposto ai colossi di oltre Atlantico e al potere geo-finanziario di Washington, oggi utilizzato in modo discrezionale contro chi è ritenuto scomodo per le proprie politiche.

L'esecutivo italiano ha a disposizione diverse azioni pratiche di natura diplomatica, legale e politica per tutelare una propria cittadina e funzionaria ONU.

1. Canali diplomatici bilaterali e multilaterali 

Negoziato diretto con gli USA: il Ministero degli Affari Esteri può avviare interlocuzioni diplomatiche formali con il Dipartimento di Stato americano per richiedere l'esclusione di Albanese dalla SDN List dell’OFAC. 

Azione coordinata in sede UE: l'Italia può farsi promotrice di un'azione comune a livello di Unione Europea. L'UE dispone del cosiddetto "Regolamento di Blocco" (Blocking Statute), uno strumento giuridico nato proprio per contrastare gli effetti extraterritoriali delle sanzioni statunitensi e proteggere i cittadini e le imprese europee.

Asse con le Nazioni Unite: il governo può supportare ufficialmente le interlocuzioni già avviate dall'ONU, chiedendo il rispetto delle tutele e delle immunità funzionali legate al mandato di Relatrice Speciale.

2. Strumenti finanziari e di supporto tecnico-legale

Istituzione di un canale bancario protetto: il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), d'intesa con la Banca d'Italia, potrebbe esaminare deroghe straordinarie per motivi umanitari o di sussistenza. Questo permetterebbe a un istituto nazionale di aprirle un conto corrente tecnico per ricevere lo stipendio, isolando l'operatività dai circuiti in dollari per evitare sanzioni secondarie.

Supporto legale e amicus curiae: lo Stato italiano può intervenire indirettamente nei ricorsi legali ancora pendenti negli Stati Uniti. Può presentare una memoria scritta (amicus curiae) a sostegno delle tesi dei legali di Albanese, attestando la violazione dei diritti fondamentali della propria cittadina.

3. Azioni politiche e di protezione istituzionale

Rilascio del passaporto diplomatico: il governo può garantire la massima protezione nei viaggi istituzionali emettendo o rinnovando passaporti diplomatici o di servizio, agevolando la sua mobilità internazionale laddove possibile.

Tutela consolare attiva: garantire una costante assistenza tramite l'Ambasciata italiana a Washington, monitorando ogni fase del procedimento giudiziario americano.

Presa di posizione pubblica: il superamento dell'attuale linea di riservatezza attraverso dichiarazioni ufficiali di solidarietà istituzionale aumenterebbe la pressione politica internazionale sull'amministrazione statunitense.