
I sei attivisti fermati a Sirte tornano in Italia: “La solidarietà non si arresta”
Pressenza - Wednesday, May 27, 2026
Al rientro gli attivisti impegnati nel Land Convoy verso Gaza. Restano ancora in Libia est 10 attivisti/e della Global Sumud Flotilla, tra cui due di cittadinanza italiana, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, nessuna notizia sulle loro condizioni. La portavoce: “Tutte le strade che percorriamo per raggiungere Gaza sono bloccate, in un modo o nell’altro. Non fermiamo la solidarietà con la Palestina”
Non è bastata la consegna di una prima lettera per chiedere un passaggio sicuro: le trattative per procedere secondo il diritto internazionale sono ancora una volta state bloccate.
Nella giornata di domenica 24 maggio, alle 15:22 circa (ora locale), dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati fermati al valico 5+5 nei pressi di Sirte, dopo aver avviato un processo negoziale volto a facilitare la missione umanitaria del convoglio di terra di GSF, partito dalla Mauritania. Il dialogo consolare avviato nei giorni precedenti è stato immediatamente intensificato. Nonostante ciò, non si hanno al momento informazioni certe sulle condizioni fisiche, sul luogo di detenzione e sui tempi di eventuale rilascio delle attiviste.
La portavoce della delegazione italiana Delia: “Stiamo provando a raggiungere Gaza in diversi modi, e le modalità con cui viene impedito il passaggio sono altrettanto diverse ma presentano un filo conduttore comune: senza israele non é possibile raggiungere in nessun modo la Palestina”.
C’è un movimento globale, civile, spontaneo e determinato, che guarda verso Gaza e la Palestina. Persone di ogni provenienza, cultura e condizione si sentono chiamate ad avvicinarsi, a testimoniare, ad intervenire, guidati si da una mancanza politica, ma anche da un impulso etico, quasi universale, in direzione Palestina, luogo in cui i diritti umani vengono messi continuamente alla prova.
Un segnale che la società civile non è indifferente.
Un segnale che, quando i governi esitano, le persone sentono comunque il dovere di agire.
Non ci arrenderemo, mai. E riusciremo ad arrivare a Gaza.
Chiediamo:
-informazioni ai governi e alla Libia orientale
-Prova di vita
-Accesso consolare
-Rilascio immediato dei partecipanti del convoglio Global Sumud Land attualmente detenuti
La solidarietà non si arresta e non si blocca ai confini.
Ogni convoglio fermato ne genera altri mille.
Per la Palestina. Per la libertà di movimento. Per la liberazione dei popoli oppressi e la fine del sionismo nel mondo.