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La Ocean Viking salva 97 persone nella zona SAR tra la Tunisia e Malta
La nave Ocean Viking di SOS Mediterranee ha salvato ieri sera 97 persone, tra cui 14 minori non accompagnati, a seguito di un allarme lanciato da Alarm Phone. Molti dei naufraghi erano disidratati e due persone hanno richiesto un intervento medico. Erano partiti dalla Libia due giorni prima. L’imbarcazione di legno a due piani in difficoltà è stata individuata nella zona SAR tra la Tunisia e Malta, e il salvataggio è stato riconosciuto dal Maritime Rescue Coordination Centre (MRCC) tunisino. Le autorità italiane ci hanno assegnato il lontano porto di Livorno, a oltre tre giorni di navigazione. Redazione Italia
February 23, 2026
Pressenza
MEDITERRANEO CIMITERO D’EUROPA: naufragi di Gennaio e 1000 possibili morti
A pochi giorni dal terzo anniversario della strage di Cutro – nella quale 94 persone persero la vita e altre decine furono dichiarate disperse – si prospetta l’ennesima grande e preannunciata strage nel Mediterraneo. Attraverso i dati provenienti dai monitoraggi delle ONG italiane e di gruppi di attivisti del nord Africa è presumibile ritenere che, a causa delle condizione meteo estreme tra il 19 e il 26 Gennaio (cosiddetto ciclone Harry), circa 1000 persone abbiano perso la vita in pochi giorni nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Gli spazi retorici a disposizione per parlare di “tragedia” risultano ormai essere estremamente risicati. Rendere il Mediterraneo non solo frontiera, ma cimitero d’Europa, è una scelta politica cosciente e deliberata, che prende la forma di memorandum d’intesa – come quello con il governo libico e quello tunisino – patti e legislazioni europee o ancora di normative nazionali: un crimine di Stato formalizzato. Insieme a Fabio Gianfrancesco, rescue coordinator della ONG Meditterranea, tracciamo un quadro di quanto avvenuto nelle scorse settimane, provando a tracciare le responsabilità politiche, riconoscerne gli strumenti e come si evolvono nel tempo.
February 5, 2026
Radio Blackout - Info
Libia. L’ombra neocoloniale sull’omicidio di Saif Gheddafi
Saif al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex leader della Libia Muammar Gheddafi (a sua volta deposto e ucciso nel 2011) è stato ucciso martedì da un commando all’interno della sua casa a Zintan, una città a circa 200 chilometri a sud-ovest della capitale Tripoli. Mercoledì mattina, la Procura di Tripoli ha annunciato […] L'articolo Libia. L’ombra neocoloniale sull’omicidio di Saif Gheddafi su Contropiano.
February 5, 2026
Contropiano
La nave Humanity 1 salva 33 naufraghi e avvista due morti in mare
Dal 3 febbraio, l’equipaggio della nave di soccorso Humanity 1 ha salvato oltre 30 persone durante due operazioni di soccorso in acque internazionali. Inoltre, l’equipaggio ha avvistato due corpi galleggianti in acqua, un fatto che fa pensare a un contesto più ampio di diverse centinaia di persone disperse nel Mediterraneo centrale nelle ultime settimane. Intorno alle 3 del mattino del 3 febbraio, un primo gruppo di persone è stato tratto in salvo dopo che l’equipaggio ha avvistato via binoculari una barca in difficoltà vicino alla Humanity 1. Più tardi quella mattina, alla Humanity 1 è stato assegnato Napoli come porto sicuro. Poco dopo, l’equipaggio ha avvistato un cadavere in acqua. È stato lanciato un RHIB, ma il corpo non ha potuto essere recuperato a causa del suo avanzato stato di decomposizione. Verso mezzogiorno, un’altra imbarcazione in pericolo è stata avvistata dall’aereo Seabird di Sea-Watch vicino alla posizione della Humanity 1. Quando è arrivato sul posto e ha avvistato un gommone nero con circa 20 persone a bordo, l’equipaggio ha anche visto avvicinarsi una motovedetta della cosiddetta Guardia Costiera Libica (scLCG). Per impedire quello che avrebbe potuto essere un respingimento illegale, l’equipaggio ha rapidamente lanciato i RHIB ed è riuscito a portare tutti i sopravvissuti a bordo della Humanity 1. I sopravvissuti soffrivano di ipotermia, erano esausti e due casi medici necessitavano di cure immediate. Poco dopo il completamento di questo salvataggio, l’equipaggio ha avvistato un altro cadavere in acqua. Anche in questo caso, il corpo non ha potuto essere recuperato a causa del suo avanzato stato di decomposizione. Sebbene non si sappia nulla delle circostanze che hanno portato alla morte di queste persone, è chiaro che il loro destino non è un caso isolato. L’avvistamento è avvenuto in una zona marittima dove da metà gennaio sono state segnalate come disperse numerose persone in cerca di protezione. A seguito delle condizioni meteorologiche avverse causate dalla tempesta Harry, secondo il giornalista Sergio Scandura almeno otto imbarcazioni sarebbero partite dalla costa tunisina senza che fossero stati segnalati contatti successivi o salvataggi confermati. Altri gruppi di monitoraggio ipotizzano un numero di vittime significativamente più alto. Secondo una ricerca della piattaforma Refugees in Libya, più di 1.000 persone potrebbero essere disperse o aver perso la vita nel Mediterraneo centrale, una delle rotte migratorie più pericolose al mondo, mentre le capacità di soccorso sono limitate dall’ostruzione delle navi di soccorso, come è avvenuto di recente alla nave Sea-Watch 5. I 33 sopravvissuti ora a bordo, provenienti tra l’altro dall’Iraq, dal Pakistan, dalla Somalia e dal Sud Sudan, sono assistiti dall’equipaggio della Humanity 1, che si sta dirigendo verso Napoli. “Per i sopravvissuti vulnerabili provenienti dalla Libia vedere cadaveri in acqua è un evento estremamente stressante. Il rischio di un ulteriore trauma è stato preso in carico dal team di assistenza che fornisce supporto psicologico ai sopravvissuti”, afferma Barbara, coordinatrice della comunicazione a bordo della Humanity 1. “Nonostante il maltempo sulla rotta verso Napoli, le numerose richieste di un porto sicuro più vicino sono rimaste senza risposta da parte delle autorità italiane. Abbiamo bisogno di un porto più vicino adesso!”.     Redazione Italia
February 4, 2026
Pressenza
Accordo Italia-Qatar-Libia per ridisegnare il porto di Misurata e il “Mediterraneo allargato”
Domenica scorsa il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è recato in Libia per siglare un accordo con le autorità della Misurata Free Zone (MFZ), zona franca della città non molto lontana da Tripoli. Si tratta di un’operazione commerciale enorme, con importanti risvolti sulla geopolitica del Mediterraneo. L’intesa vede come […] L'articolo Accordo Italia-Qatar-Libia per ridisegnare il porto di Misurata e il “Mediterraneo allargato” su Contropiano.
January 24, 2026
Contropiano
I trafficanti libici finanziati dall’Unione Europea
L’Unione Europea si appresta a esportare il “modello Tripoli”, quello dei trafficanti di esseri umani pagati per tenersi i migranti, anche nella Cirenaica controllata dal generale Khalifa Haftar. Attraverso lo Strumento europeo per la pace, il fondo dal nome orwelliano con una dote da oltre 17 miliardi di euro con […] L'articolo I trafficanti libici finanziati dall’Unione Europea su Contropiano.
January 19, 2026
Contropiano
La Ocean Viking diretta a Palermo con 90 naufraghi
Dopo l’allarme dato da AlarmPhone la nave Ocean Viking di SOS Mediterranee ha evacuato oggi 44 persone, molte delle quali in condizioni mediche critiche, dalla nave mercantile Sider nell’area di ricerca e soccorso di competenza maltese Tutti i sopravvissuti sono ora al sicuro a bordo e ricevono cure mediche. Dicono di essere partiti da Bengasi, in Libia, almeno due giorni prima su una barca in vetroresina inadatta alla navigazione. Sono stati salvati giovedì sera dalla nave mercantile a nord di Bengasi. L’equipaggio della Sider ha fornito acqua e cibo ai naufraghi, ma la nave non era attrezzata per accogliere 44 persone. Le ripetute richieste d’aiuto alle autorità sono state ignorate. La Ocean Viking, inizialmente diretta a Palermo per sbarcare 46 persone salvate, è stata autorizzata dall’IMRCC, che coordina il soccorso marittimo, a ritardare l’arrivo. Le autorità maltesi non hanno risposto alle nostre chiamate e ancora una volta le navi civili hanno dovuto riempire il vuoto. La Ocean Viking è diretta a Palermo per sbarcare in sicurezza tutti i 90 sopravvissuti.     Redazione Italia
January 17, 2026
Pressenza
Finta tregua e occupazione reale
Bombardamenti e demolizioni di case in tutta la Striscia. Israele prosegue il suo piano per la deportazione strisciante e graduale, rendendo il territorio inabitabile. Ieri sono state compiute 27 violazioni del cessate-il-fuoco. 24 civili uccisi e 87 feriti, portando il numero delle persone assassinate dalla data di firma della finta tregua a 342. Le truppe israeliane proseguono le demolizioni sistematiche e ricorrenti di case ancora in piedi, anche se diroccate da precedenti bombardamenti.  L’obiettivo è di rendere la Striscia inabitabile. È un’altra forma di aggressione militare e una violazione della finta tregua. Le demolizioni hanno interessato zone ad ovest della linea gialla, costringendo migliaia di famiglie ad un ennesimo sfollamento. La popolazione è costretta a vivere ammassata in condizioni estreme, in zone senza servizi, senza acqua e con migliaia di tonnellate di detriti attorno. L’arrivo dell’inverno inasprisce le condizioni di vita, in assenza di case o tende. “Il divieto all’ingresso di macchinari per movimento terra è una politica programmata per la deportazione”, ha affermato un ufficiale della protezione civile. In Cisgiordania intanto gli occupanti israeliani hanno confiscato ieri 1042 donum nella valle del Giordano, per la costruzione di strade di collegamento segregazioniste, per soli ebrei, tra le colonie ebraiche illegali. Un duplice danno per la popolazione nativa: toglie terre agricole ai villaggi palestinesi e rende molto più difficile il movimento alla popolazione assediata. Non si contano le invasioni militari nelle città e villaggi palestinesi. Un ragazzo ferito gravemente a el-Ram, a nord di Gerusalemme. La città maggiormente presa di mira ieri è stata Nablus, con l’ingresso nel centro commerciale cittadino di carri armati e mezzi cingolati di trasporto truppe. Una dimostrazione di forza punitiva ed inutile, che mirava soltanto alla distruzione del manto stradale. 22 novembre “Giornata nazionale di digiuno x Gaza” Si è svolto ieri, sabato 22 novembre, il digiuno per Gaza nella forma di un impegno nazionale. Più di trenta associazioni hanno aderito e si sono mobilitate con iniziativa pubbliche in solidarietà con la popolazione di Gaza e con il diritto del popolo palestinese alla libertà ed autodeterminazione. Molti media e social ne hanno parlato. Il digiuno a staffetta prosegue fino alla conclusione vera dell’aggressione militare. Per non voltare la faccia dall’altra parte. Per far sentire ai bambini palestinesi che siamo al loro fianco. “Oltre il digiuno, Gaza nel cuore”. Si propone di devolvere il costo di un pasto a favore di una raccolta fondi per la Palestina. Il link: https://gofund.me/4c0d34e2c Nel pomeriggio, dalle 17:00 alle 20:30 si è tenuto un incontro online, con la partecipazione di tre esponenti palestinesi: da Ramallah, Magida Al-Masri, del Consiglio Centrale palestinese, esponente del Hirak  Shaabi (Mobilitazione popolare) che aveva indetto lo scorso settembre lo sciopero della fame mondiale in occasione dell’assemblea  generale ONU dedicata alla Palestina. Al Masri è vice segretaria generale dell’FDLP. Un altro intervento apprezzato è stato quello di Asmaa Khaked Al-Hasanat, direttrice di Al-Najdah (soccorso sociale). Il libraio di Gerusalemme, Ahmad Muna, ha quindi descritto la discriminazione che subisce la cultura palestinese per mano del regime israeliano che occupa la città. Devastazione nella libreria, sequestro di libri, arresti con accuse assurde e poi dover pagare per il rilascio, malgrado non ci fossero né imputazioni né condanne. È stato deciso di dedicare la giornata alla figura del Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere in Israele.  Incontro per la Giornata Nazionale del Digiuno per Gaza – YouTube Libertà per Marwan Barghouti Il giorno 24 si terrà la seconda riunione organizzativa per avviare la campagna italiana in favore della liberazione dei prigionieri politici palestinesi e in particolare mettere fine alle torture e ai maltrattamenti. Al centro di tale campagna vi è l’obiettivo di salvare il Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere. Di seguito l’Appello: Campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi – Anbamed Libia Blogger assassinata a Tripoli. Un crimine contro una donna moderna e indipendente in pieno giorno, nella capitale Tripoli. Khansaa Al-Mujahid, 34 anni, è blogger molto apprezzata. Non per il suo impegno politico o sociale è stata uccisa, ma molto probabilmente per il fatto di essere la moglie di un politico di Zawia, Muadh al-Manfukh. La donna è stata inseguita mentre era nella sua auto da diverse altre macchine guidate da uomini armati; poi, quando è scesa per tentare la fuga a piedi, è stata raggiunta e crivellata di pallottole. La zona dove è stata assassinata ricade sotto il controllo di una milizia guidata dal fratello del ministro dell’interno. Blogger libica assassinata a Tripoli – Anbamed     ANBAMED
November 23, 2025
Pressenza
Un governo di contafrottole
Che i governanti di tutto il mondo, nessuno escluso, amino “abbellire” i risultati della propria azione, è indubbio. Il problema è “quanto” quei risultati siano distanti dalla “narrazione”, e soprattutto quanto questa distanza può essere misurata dagli elettori. In poche ore il governo Meloni ha preso due “musate” di rara […] L'articolo Un governo di contafrottole su Contropiano.
November 7, 2025
Contropiano
Almasri arrestato in Libia. Una serie di responsabilità politiche da ricostruire
Il generale libico Osama Almasri, a capo della milizia denominata Rada, è stato infine arrestato il 5 novembre dalle autorità libiche, con l’accusa di tortura verso dieci migranti detenuti in un lager (perché di questo si tratta) sotto il suo comando, e dell’omicidio di uno di essi. Il militare era […] L'articolo Almasri arrestato in Libia. Una serie di responsabilità politiche da ricostruire su Contropiano.
November 7, 2025
Contropiano