PALESTINA: ISRAELE DEMOLISCE GLI UFFICI DELL’UNRWA A GERUSALEMME, MENTRE IN ITALIA VA AVANTI LA SOLIDARIETÀ

Radio Onda d`Urto - Tuesday, January 20, 2026

L’esercito di occupazione israeliano prosegue l’operazione di invasione su larga scala in Cisgiordania lanciata ieri contro Al-Khalil (Hebron), ma i raid si segnalano ovunque; Ramallah, Jenin, Salfit, Betlemme, Nablus e pure a Gerusalemme. Qui le ruspe israeliane hanno iniziato a demolire il complesso dell’Unrwa, nel quartiere Sheikh Jarrah, a poche settimane dalla cacciata – armi in pugno – di funzionari e dipendenti dell’agenzia Onu per i rifugiati. A osservare i lavori, compiaciuto, il ministro della destra fascista e colonica Ben Gvir.

Israele ha incrementato i propri raid aerei su mezza Striscia di Gaza; colpite Rafah, Deir El Balah, Al Bureji. Il bilancio del genocidio israeliano in corso da ottobre 2023 è di almeno 71.550 palestinesi ammazzati e 172mila feriti. Da quando c’è il presunto cessate il fuoco, l’11 ottobre, 465 morto e 1.287 feriti,  mentre tornano freddo e pioggia a flagellare una popolazione da settimane dentro tende allagate e senza alcun riparo. Al riguardo un’altra neonata, di 7 mesi, è morta a Gaza City a causa del freddo estremo. Salgono a 9 i neonati morti ufficialmente per ipotermia, mancanza di aiuti e riscaldamento in un mese.

Di questo si dovrebbe occupare in teoria il nuovo Comitato tecnico palestinese guidato da Ali Shaath, ex viceministro dei trasporti dell’Anp, con altri 14 membri. Per ora Israele esclude possano entrare, a breve, nella Striscia; dovranno restare in Egitto, dove è presente da qualche ora anche una delegazione israeliana, spedita da Netanyahu, che risulta tra gli invitati di Trump al presunto Board of Peace, il tavolo a inviti – e pure a pagamento – per partecipare al banchetto coloniale sulla terra di Palestina. Dentro pure Meloni, Putin, Ue, India, Brasile, Cipro, Pakistan e altri. No di Francia e Canada, mentre su Turchia e Qatar c’è il veto di Tel Aviv.

Infine l’Italia. Ieri scarcerati 3 dei 7 palestinesi in carcere da fine anno con l’accusa – basata su quanto detto da Israele su prove teoricamente recuperate durante il genocidio a Gaza – di finanziare Hamas. Resta in carcere, in  isolamento, Mohammad Hannoun, portavoce di Api. Sulla scarcerazione dei 3 palestinesi sentiamo il racconto di Shoukri Hroub, dell’Unione democratica arabo palestinese, che era andato a Opera per accogliere all’uscita dal carcere uno degli arrestati insieme alla famiglia… per poi scoprire che nella notte era stato trasferito a Sassari, in Sardegna. Con lui, anche considerazioni sul nuovo comitato tecnico palestinese e l’imposizione di questo senza alcun mandato condiviso nell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Ascolta o scarica

A Milano invece il Tar della Lombardia ha sospeso i divieti amministrativi, i cosiddetti “daspo urbani”, che erano stati notificati ad alcuni ragazzi, maggiorenni e minorenni, arrestati il 22 settembre a seguito degli scontri dopo il corteo pro-Gaza, alla stazione Centrale di Milano. A due studentesse universitarie 21enni e a due studenti liceali minorenni era stato vietato per 2 anni di “stazionare” in più zone di Milano e per un anno di avvicinarsi alla stazione Centrale, ai treni, alla metro e alle aree limitrofe. Una fortissima limitazione della libertà personale, che non aveva nulla di “preventivo”, come dovrebbe essere il provvedimento amministrativo, ma sfociava nel “sanzionatori”. Tra l’altro il tribunale del riesame, lo scorso 9 ottobre, aveva già fatto cadere la custodia ai domiciliari. Ne abbiamo parlato con il legale dei giovani, l’avvocato Paolo Oddi. Ascolta o scarica