
La Solidarietà con la Palestina non si arresta
Associazionie amicizia italo-palestinese - Friday, January 9, 2026L’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus esprime la propria solidarietà a Raed Al Salahat e agli altri attivisti palestinesi attualmente agli arresti in seguito all’inchiesta che li vede accusati di sospetta complicità con organizzazioni terroristiche. Raed è un esponente delle comunità islamica e palestinese fiorentine, noto da anni per il suo attivismo per la causa palestinese e per il suo impegno a sostegno dei più deboli. Con lui e altri amici della comunità islamica abbiamo condiviso la vicinanza ai rifugiati gazawi scampati al genocidio e accolti nel nostro territorio. Lo conosciamo come una persona generosa e lontanissima da qualunque atteggiamento o intento aggressivo o violento.
Pur nel rispetto delle prerogative e del ruolo della magistratura, non possiamo che rimanere sconcertati di fronte alla campagna mediatica che, strumentalizzando questa vicenda, cerca di criminalizzare il movimento di solidarietà con la popolazione palestinese e distogliere l’attenzione dai gravissimi crimini compiuti dal governo israeliano. Siamo inoltre turbati dalle notizie apparse sulla stampa riguardo le motivazioni riportate nell’ordinanza di custodia cautelare che ha confermato gli arresti. L’ordinanza conterrebbe una verbosa dissertazione che sembra avere il fine politico di criminalizzare l’intero movimento di solidarietà con il popolo palestinese, e addirittura la religione islamica nel suo complesso, tramite una analisi dai toni e contenuti antistorici e a tratti grotteschi. Queste considerazioni ed interpretazioni soggettive, oltre ad apparire del tutto fuori luogo in un atto giudiziario, risultano viziate da un grave pregiudizio islamofobico del tutto incompatibile con i nostri valori costituzionali.
In secondo luogo, l’accusa, riguardante la presunta distrazione verso la lotta armata dei fondi raccolti ed inviati a Gaza a sostegno delle vittime del genocidio, appare basata unicamente su informazioni provenienti dal governo israeliano. Lo stesso governo che negli ultimi giorni ha bandito dai territori palestinesi la maggior parte delle organizzazioni umanitarie internazionali (fra le quali Caritas, Medici senza frontiere, Oxfam, oltre all'agenzia delle Nazioni Unite UNRWA) con simili accuse di contiguità al terrorismo. Lo stesso governo che è attualmente sotto processo per genocidio e altri gravi crimini contro l’umanità presso le più alte corti internazionali.
Ricordiamo che, sebbene il nostro governo non riconosca ancora lo stato di Israele come organizzazione terroristica nonostante l’evidenza e l’ampiezza dei suoi crimini, sarebbe tuttavia legalmente tenuto ad arrestare il suo primo ministro, su cui pende un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale. Ci duole constatare che, mentre il governo permetteva, lo scorso 29 dicembre, al ricercato Netanyahu di sorvolare impunemente il nostro paese, alcuni magistrati inquirenti della nostra repubblica, sulla base di informazioni provenienti da quello stesso governo criminale, perseguivano attivisti la cui unica responsabilità accertata sarebbe quella di aver raccolto fondi in favore delle vittime dei crimini israeliani nella Striscia di Gaza.
Vogliamo continuare a credere nello stato di diritto e confidiamo che la magistratura possa correggere queste evidenti storture, restituendo al più presto la libertà e l’onorabilità a Raed e agli altri indagati.
L’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze