Venezuela: a un mese dal terremoto migliaia ancora in strada
A un mese dal devastante terremoto del 24 giugno, il Venezuela continua a fare i
conti con le conseguenze della catastrofe. Migliaia di persone vivono ancora
il dolore immenso per la perdita di familiari, amici e di tutto ciò che
possedevano.
Il bilancio ufficiale delle vittime è salito a 5.398 morti, mentre 16.740
persone sono rimaste ferite, 17.907 sono sfollate e 6.462 sono
state salvate dalle macerie. La devastazione strutturale è enorme: 190 edifici
sono ufficialmente crollati, mentre oltre 895 strutture, tra cui scuole,
infrastrutture pubbliche essenziali e ospedali, hanno subito gravi danni e
rischiano di crollare.
Migliaia di persone vivono attualmente in insediamenti informali per sfollati
interni o in tende allestite accanto alle proprie abitazioni danneggiate.
A Maiquetía (La Guaira), circa 3.000 persone dormono sui marciapiedi davanti a
20 edifici gravemente danneggiati e instabili. Allo stesso modo, lungo Avenida
Bolívar, a Caracas, altre 3.000 persone vivono in strada, prive di un riparo
adeguato e dei servizi essenziali.
Questa improvvisa calamità naturale, che ha colpito in particolare lo stato
costiero di La Guaira, vicino a Caracas, ha dato origine a una crisi complessa e
prolungata, caratterizzata da sfollamenti di massa, gravi danni alle
infrastrutture e profondi traumi psicologici. A La Guaira e Caracas, i bisogni
più urgenti riguardano l’accesso all’acqua potabile, a un riparo adeguato,
all’assistenza per la salute mentale e alla protezione.
In risposta alla crisi, Medici Senza Frontiere (MSF) gestisce
attualmente 4 cliniche mobili che forniscono assistenza sanitaria di base,
supporto per la salute mentale, attività di promozione della salute e
interventi per l’acqua e i servizi igienico-sanitari nelle aree più colpite: 3 a
La Guaira e 1 a Caracas. Queste cliniche garantiscono cure mediche di base,
accesso ad acqua pulita e interventi di emergenza per la salute mentale alle
famiglie che hanno perso tutto. Nell’ultimo mese, le équipe mediche di MSF hanno
effettuato 2.217 consulti medici.
Le ferite provocate dal terremoto vanno ben oltre quelle fisiche. Le famiglie
continuano a cercare i propri cari sotto le macerie, insieme allo shock di aver
perso improvvisamente la casa e di essere state costrette a sfollare: questa
situazione ha dato origine a una grave crisi psicologica. Per rispondere a
questi bisogni, MSF ha integrato il supporto per la salute mentale nella propria
risposta mobile, realizzando 113 visite per la salute mentale, 323 sessioni di
supporto psicologico di gruppo, 1.402 sessioni di psicoeducazione.
Con le infrastrutture locali gravemente compromesse, le équipe di MSF stanno
inoltre portando avanti interventi per l’acqua e i servizi
igienico-sanitari, tra cui: l’installazione di un serbatoio da 5.000 litri
a Playa Verde per garantire una fonte affidabile di acqua pulita, l’avvio della
clorazione continuativa di 4 principali punti di distribuzione dell’acqua,
accompagnata dal monitoraggio costante della qualità dell’acqua e
la distribuzione di 5.000 bottiglie di acqua potabile d’emergenza alle famiglie
che vivono in strada.
Nell’ultimo mese, MSF ha donato circa 8,5 tonnellate di forniture mediche di
emergenza. Questo importante sforzo logistico ha supportato gli interventi
salvavita immediati e ha contribuito a rispondere ai bisogni sanitari di circa
10.000 pazienti. Le équipe di MSF continuano inoltre a fornire disinfettanti e
materiali per la prevenzione e il controllo delle infezioni (IPC) non solo agli
ospedali ancora operativi, ma anche agli obitori locali, messi a dura prova
dall’elevato numero di vittime, contribuendo a garantire sicurezza, igiene e
dignità in una situazione di perdita senza precedenti.
Testimonianza di Andreas Spaett (QUI AUDIO in inglese), responsabile dei
programmi di MSF in Venezuela.
“A un mese dal devastante terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno,
Medici Senza Frontiere (MSF) continua a garantire assistenza sanitaria alle
persone più vulnerabili.
Purtroppo il bilancio ufficiale delle vittime continua ad aumentare di giorno in
giorno. Al momento si contano circa 5.400 morti, ma si ritiene che molte persone
siano ancora disperse sotto gli edifici crollati. Continuiamo a vedere migliaia
di persone vivere in strada, in campi che stanno diventando sempre più
organizzati man mano che gli aiuti ufficiali e il coordinamento degli interventi
si rafforzano.
Attualmente gestiamo 4 cliniche mobili: 3 nell’area di La Guaira e 1 a Caracas,
dove molte persone continuano a vivere in tenda davanti ai propri edifici
danneggiati, in attesa di sapere se potranno rientrare nelle loro case.
Nelle ultime tre settimane, dopo una prima fase in cui abbiamo donato materiali
e forniture alle strutture sanitarie esistenti, siamo passati alla gestione
diretta delle cliniche mobili. In questo periodo abbiamo effettuato oltre
2.200 consulti medici e organizzato più di 400 sessioni di supporto per la
salute mentale, rivolte a persone che continuano a soffrire per il trauma
vissuto e che affrontano il futuro con grande incertezza”.
Medecins sans Frontieres