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I quadri sfornano un esito dolce
I risultati degli esami di maturità sono finalmente pubblicati: per studentesse e studenti che li hanno sostenuti nei GaSH, sono arrivate ottime notizie. La promozione al Tawjihi é un successo collettivo che, come per tradizione, si celebra distribuendo pasticcini, dolcetti e altre prelibatezze della pasticceria palestinese. Un “dolce esito” che ci inorgoglisce, perché conferma come le strutture pensate e gestite dal personale Gazaweb nella Striscia contribuiscano a irrobustire i processi educativi e restituiscano a Gaza la merce più preziosa: la speranza. > I GaSH restano aperti. Non si spengono, non si ritirano. Giorno dopo giorno, > diventano luoghi essenziali per riattivare le connessioni nelle comunità > palestinesi più vulnerabili. Non solo reti digitali: sono trame di relazioni > che ricuciono il tessuto di un territorio ferito, filo dopo filo, dolcemente.
July 24, 2026
Gazaweb
La versione di Quintiliano alla maturità: come parlare di guerra anche con la musica
Ha suscitato qualche perplessità la scelta da parte del Ministero di sottoporre come seconda prova per il Liceo Classico una versione di Quintiliano in cui si elogia l’uso militare della musica. Il passo è tratto dall’Institutio oratoria, un’opera in cui l’arte del parlare viene posta all’interno di un vero progetto educativo della persona che deve essere conscia del potere della parola pronunciata in pubblico e per tale ragione deve possedere un sapere ed un’etica ben strutturata. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non chiederci il perché da un’opera così ricca di spunti sul rapporto tra cittadinanza e società civile si sia andato a scegliere un passo in cui l’autore si concentra sul tema della guerra e della vita militare. Per non parlare del fatto che nella versione scelta c’è un rimando esplicito a Licurgo le cui leggi per la società spartana proponevano un’educazione per i giovani estremamente rigida, imperniata su una commistione tra vita civile e militare. D’altronde in un’epoca di riarmo e con la prospettiva di un nuovo consistente arruolamento non ci dovremmo stupire che si sia andati a scegliere proprio un passo del genere. Certo dispiace pensare che in un momento così importante come la maturità – momento che dovrebbe aprire le porte alla vita adulta – studenti e studentesse si debbano ancora una volta confrontare con modelli di vita che li vedono irregimentati e pronti a diventare carne da cannone. Come Osservatorio ci auguriamo invece un futuro migliore per una gioventù che dovrebbe ascoltare la musica di una vita fatta di felicità, convivenza pacifica e cooperazione. Ci troviamo invece di fronte a continui richiami ad un domani in cui si sente solo il lugubre suono della morte e della distruzione. Fonte: https://www.repubblica.it/cronaca/2026/06/19/news/federico_condello_versione_latino_maturita_2026_intervista-425420882/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La maturità a Gaza: il diritto allo studio sfida il genocidio
Anche nella Striscia di Gaza in questi giorni circa 38.000 studenti e studentesse stanno affrontando gli esami di maturità, il Tawjihi. Non è un esame come tutti gli altri. È un atto di resistenza contro un sistema che ha deliberatamente preso di mira l’istruzione palestinese. Dal 7 ottobre 2023, oltre 19.000 studenti sono stati uccisi e 29.000 feriti. Le scuole sono state distrutte o trasformate in centri per sfollati. Eppure, la generazione della maturità ha scelto di non arrendersi. Dal nostro osservatorio a Gaza, documentiamo ogni giorno questa lotta per il diritto allo studio. Gli esami si svolgono interamente in modalità elettronica, attraverso la piattaforma “Wise School”. Una scelta dettata dalla necessità, che ha trasformato i telefoni cellulari in aule, banchi e biblioteche. Ma come si fa a studiare quando l’elettricità e la connessione a Internet non sono disponibili con la dovuta continuità e possedere un dispositivo elettronico è un lusso spesso insostenibile? IL DRAMMA DEGLI STUDENTI UCCISI SULLA STRADA PER L’ESAME Le prove d’esame a Gaza possono essere ancora più complesse di queste, e, aggiungiamo, tristemente tragiche. Il terzo giorno degli esami, le forze di occupazione israeliane hanno condotto un raid nel quartiere Al-Rimal di Gaza City, uccidendo Raghad Ashour, una studentessa che si stava recando a sostenere la prova. Diciotto anni, un futuro davanti a sé, cancellato mentre camminava per strada. L’esercito israeliano ha parlato di “rammarico” per la morte di una “persona non coinvolta”, ma il messaggio è chiaro: a Gaza, nessuno è al sicuro, nemmeno sulla strada per l’esame. Questa non è una storia isolata. Il Ministero dell’Istruzione palestinese parla di un genocidio sistematico dell’istruzione. 10.000 studenti uccisi nei primi dieci mesi di guerra, insieme a 400 insegnanti. La strada per l’esame è diventata un percorso minato, dove il diritto allo studio si scontra quotidianamente con la violenza dell’occupazione. In questo scenario apocalittico, abbiamo piantato i nostri “Alberi della Rete” e costruito i Gaza Social Hub (GaSH). Luoghi dove studiare e connettersi a Internet gratuitamente per garantire continuità e un barlume di serenità per chi sta sta continuando a sperare e incarnare con il proprio studio una strenua resistenza contro il genocidio. Due hub permanenti: uno a Gaza City, l’altro a Khan Younis. Non sono semplici spazi fisici, ma fari tecnologici in un paesaggio di polvere e silenzi spezzati. Il nostro lavoro quotidiano è documentato passo dopo passo dai coordinatori dei Gash e degli alberi della rete a Gaza. Ne succedono di ogni, può saltare temporaneamente la rete, può esserci un blackout totale, ma la comunità intorno ai GaSH, fatta di studenti e di vari componenti della società civile, si stanno mobilitando per consentire agli esami di proseguire e intorno al diritto allo studio in effetti ricostruire un senso di comunità e futuro. L’obiettivo di Gazaweb non è semplicemente quello di riportare la connessione a internet ma di fare rifiorire la socialità intorno ai nostri progetti. L’OSTINAZIONE DI UNA GENERAZIONE La sistematica distruzione del sistema educativo palestinese da parte dell’esercito di occupazione israeliano è stata una deliberata strategia volta a precludere il futuro del popolo palestinese. Il genocidio è stato perpretrato anche abbattendo il 90% delle infrastrutture educative è stato distrutto o gravemente danneggiato. Più di 300 scuole governative sono state completamente distrutte o rese inagibili, una gravissima violazione del diritto fondamentale all’istruzione, riconosciuto dalle convenzioni internazionali. In questo contesto, il Tawjihi diventa più di un esame: è un simbolo di resistenza contro la cancellazione culturale e storica.Gli studenti che studiano assieme in una tenda o un caffè Internet, rappresentano una testimonianza di una fase storica della dura vita del popolo palestinese. È la battaglia della coscienza e della sopravvivenza combattuta dalla generazione della maturità, che afferma il diritto di imparare nonostante la distruzione, lo sfollamento e l’uccisione sistematica. Questi esami, sostenuti tra le macerie, sono la prova che un futuro è ancora possibile. Nonostante le difficoltà al secondo giorno di esami, complice il passaparola, la partecipazione è aumentata. Decine di studenti hanno affollato i nostri hub a Gaza City e Khan Younis per sostenere le loro prove. Una studentessa, Bilsan Laqan, 18 anni, vive in una tenda a sud-ovest di Khan Younis. Ci ha raccontato che il sovraffollamento, gli insetti e i topi rendono lo studio estremamente difficoltoso. La sua preoccupazione principale sono i blackout improvvisi e la mancanza di connessione stabile. Chiede al Ministero dell’Istruzione di considerare le condizioni estreme degli studenti. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, continueremo a documentare, a sostenere e a connettere. Perché il diritto allo studio non può essere cancellato. Perché ogni studente che riesce a sostenere il proprio esame è una vittoria contro il genocidio. Perché la navigazione sarà libera, dal web al mare, e nessuna offensiva potrà spegnere la speranza di una generazione che ha scelto di imparare nonostante tutto. Sostieni i progetti di Gazaweb
June 27, 2026
Gazaweb
Maturità: un rito di passaggio ancora centrale nell’immaginario degli studenti
Le ragazze e i ragazzi che sono in questi giorni alle prese con l’Esame di Maturità sono 527.747, un dato in aumento dello 0,6% rispetto ai 524.415 del 2025. In particolare, i candidati interni sono 513.738, mentre lo scorso anno erano 511.349 (un aumento dello 0,5%). Gli esterni sono 14.009 rispetto ai 13.066 del 2025 (un aumento del 7,2%). Le maturande e i maturandi del Liceo sono 273.959, dei Tecnici 167.104 e dei Professionali 86.684. Le 13.996 commissioni d’Esame sono composte da un Presidente esterno, da due membri esterni e due interni all’Istituzione scolastica: https://www.mim.gov.it/web/guest/-/-maturita-2026-al-via-il-18-giugno-con-la-prova-di-italiano-i-candidati-sono-oltre-527-mila. L’esame di maturità che, come si legge sul sito del Ministero, dovrebbe “verificare conoscenze, abilità e competenze specifiche di ogni indirizzo di studio, ma anche il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità degli studenti”, continua ad occupare uno spazio rilevante nell’immaginario delle giovani generazioni, nonostante siano rari i casi in cui il maturando non riesca a superarlo. Nell’anno scolastico 2024-2025, è stato ammesso il 96,5% degli studenti scrutinati e si è diplomato il 99,7% dei candidati. La non ammissione e la bocciatura si configurano dunque come eventi residuali all’interno del sistema scolastico italiano. La sostanziale certezza del conseguimento del diploma non sembra tuttavia aver svuotato di significato l’esame di maturità che continua a rappresentare, agli occhi di molti studenti, un momento che sancisce la conclusione dell’esperienza scolastica e l’ingresso in una nuova fase della vita. Tra gli studenti permane quantomeno il riconoscimento della sua funzione simbolica: il 58,3% considera la maturità una tappa importante del proprio percorso di crescita. Vi è anche però chi (il 41,7%) la ritiene un rito ormai privo di una reale utilità. È quanto emerge da una indagine realizzata dal CENSIS nell’ambito del progetto Iride “La scuola vista dai giovani” su più di 8.000 studenti delle secondarie di II grado. Per i diplomati la maturità continua ad essere un’esperienza significativa ma non indispensabile. Tra i diplomati di età compresa tra i 18 e i 24 anni la maturità continua a essere associata a un importante momento di transizione. Il 58,0% la considera un’opportunità di crescita e un trampolino di lancio verso il futuro e il 62,5% la identifica come il passaggio all’età adulta. Accanto a questa lettura si affianca però il ricordo dell’intensità emotiva che accompagna l’esame: per il 72,0% dei diplomati la difficoltà principale non risiedeva nella prova in sé, ma nella gestione dello studio e dell’ansia da prestazione. È tuttavia proprio tra coloro che la maturità l’hanno già vissuta che emerge una valutazione più critica della sua funzione: il 51,9% ritiene che l’esame non lasci oggi alcun ricordo particolarmente significativo nella maggioranza dei giovani e il 49,8% sostiene che potrebbe essere abolito senza che ciò comporti una perdita effettiva nel percorso scolastico. Si delinea così una condizione apparentemente paradossale. La maturità continua a essere riconosciuta come un rito di passaggio e come un’esperienza ad alta intensità simbolica, ma al tempo stesso vede indebolirsi la propria legittimazione sul piano della funzione concreta. Proprio questa tensione tra valore simbolico e utilità percepita sembra rappresentare oggi uno dei tratti più significativi del rapporto che le nuove generazioni intrattengono con l’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Il CENSIS ricorda la protesta dei maturandi che, nell’estate del 2025, vide alcuni maturandi rinunciare volontariamente alla prova orale avendo già acquisito il punteggio necessario per il superamento dell’esame. Un “episodio che ha assunto, sottolinea il CENSIS, il significato di una contestazione nei confronti di una scuola percepita come eccessivamente centrata sulla prestazione e sul voto. La posizione degli studenti intervistati appare, su questo aspetto, articolata, ma nel complesso prevale un’approvazione nel principio ma non nel metodo. Il 73,8% degli studenti si dichiara favorevole alla protesta, nonostante una parte consistente di essi – il 42,1% – esprima qualche dubbio sulla correttezza nei confronti di chi ha sostenuto regolarmente la prova orale. Il 57,2% ritiene che quella protesta abbia rappresentato una modalità efficace per denunciare le criticità della scuola attuale, mentre il 42,8% ritiene che il cambiamento non possa essere perseguito attraverso iniziative di questo tipo. Il dissenso netto riguarda poco più di un quarto degli intervistati (26,2%). Non emerge tanto una contestazione dell’esame in sé, quanto piuttosto una riflessione critica sul peso attribuito alla valutazione e sulle modalità attraverso cui essa viene vissuta all’interno della scuola”. Qui per approfondire i dati del CENSIS: https://osservatorioiride.it/news/maturit%C3%A0-un-rito-di-passaggio-ancora-centrale-nell-immaginario-degli-studenti. Giovanni Caprio
June 25, 2026
Pressenza
MATURITÀ 2026: STUDENTI E STUDENTESSE IN SCUOLE AL 90% SENZA CLIMATIZZAZIONE. LA TESTIMONIANZA DEL PROF. CHRISTIAN RAIMO
Il caldo implacabile espone ancora una volta l’inadeguatezza della climatizzazione nelle scuole italiane. Le temperature altissime di questi giorni continuano a far soffrire studenti e insegnanti durante le prove di maturità. Sono in totale 527.747 studenti e studentesse alle prese con le prove finali presso gli istituti superiori italiani. In risposta alle condizioni lamentate dal personale scolastico, il 19 giugno il ministro dell’istruzione e del merito Valditara ha dichiarato in un’intervista a Skuola.net che “con i fondi del Pnrr sono sempre più numerose le scuole dotate di aria condizionata”. Gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito però lo smentiscono: 3.966 dei 61.308 totali risultano dotati di condizionatori, meno di una scuola su 10. Come racconta il docente romano Christian Raimo ai microfoni di Radio Onda d’Urto, alle prese con la maturità, “per garantire un clima adatto allo svolgimento delle attività di didattiche è stato il personale scolastico a dover trovare delle soluzioni, come portare ventilatori da casa o forzare l’apertura delle finestre per consentire ai propri studenti di respirare”. Christian Raimo, docente di un liceo romano e scrittore. Ascolta o scarica.
June 24, 2026
Radio Onda d`Urto
[Ora di buco] Dipende dalla classe (1/2: trasmissione intera)
Puntata dedicata alla presentazione del libro "Dipende dalla classe - Manifesto per una scuola anticlassista" di Michele Arena, edizione Il Margine. Con l'autore parliamo di classi sociali, di povertà educativa e ancor più materiale, di mancanza di risposte sistemiche, politiche ed economiche di chi governa la scuola, della necessità di riconoscere il posizionamento di ciascuna/o docente e di decostruire lo sguardo sulle/sugli studenti. In conclusione un commento sulle tracce della maturità e sull'uscita - decisamente avventata - del ministro sulla libertà di espressione.
June 23, 2026
Radio Onda Rossa
Terzo giorno di maturità. Le IOF attaccano a Gaza City
Ancora attacchi su Gaza City, nessuna tregua, nessun diritto allo studio. E’ il terzo giorno degli esami di maturità, ma, come documenta questa scena inviataci dai nostri amici, le forze di occupazione israeliane hanno condotto dei raid nel quartiere di Al-Rimal e hanno ucciso Raghad Ashour, una studentessa che si stava recando a sostenere gli esami di maturità. su tubocatodico il video. Nel mentre il Gash di Khan Younis si popola di studenti, proseguono per loro gli esami, come riportato nella gallery qui sotto.
June 22, 2026
Gazaweb
Esame di maturità nei Gaza Social Hub
Oggi 20 giugno 2026 è la data dell’inizio degli esami di maturità per gli studenti di gaza. Nelle foto dei Gash! di Khan Yunis e Gaza City gli studenti maturità [Tawjehy] non sono pochi. GASH DI KHAN YUNIS Abbiamo appena aperto i Gaza Web Social Hub, siamo all’inizio e non abbiamo fatto nessuna pubblicità dello spazio perché stiamo aspettando di esser certi che che tutto andrà bene con l’elettricità e la connessione per la sicurezza e non avere problemi in futuro. Lo smartphone è l’unico mezzo disponibile per gli studenti per studiare. Un computer oggi a Gaza costa 4.000 dollari per questo nelle foto vedete al massimo uno o due computer. GASH DI GAZA CITY Anche a Gaza City il GaSH si anima di studenti per il loro primo giorno di esami di maturità. Ali nel video che ci ha inviato ci racconta: “Da Gaza e dalla città di Gaza; qui offriamo il nostro servizio agli studenti delle scuole superiori. Oggi è il primo giorno di esami qui in Palestina e nella città di Gaza. Grazie mille.” Dona ora per continuare a sostenere il diritto allo studio!
June 20, 2026
Gazaweb
Testimonianze dello scolasticidio a Gaza: esame di maturità sotto le bombe
Uno dei fenomeni più tragici che si è verificato a Gaza negli ultimi 2 anni è lo scolasticidio. Il sistema scolastico a Gaza è stato uno degli obiettivi degli attacchi di Israele, con il 97% delle scuole e delle università danneggiate o distrutte e l’impossibilità ormai per il terzo anno consecutivo di offrire lezioni regolari ai 625.000 allievi e allieve delle scuole e ai 90.000 studenti e studentesse universitarie. In questi due anni è saltato ovviamente anche l’esame di maturità, il famoso tawjihi. Ma lo scorso settembre, il ministero dell’Istruzione e l’UNDP, l’agenzia ONU per lo sviluppo umano, sono riuscite a organizzarlo in modalità online. Ben 27.000 studenti e studentesse si sono iscritti/e all’esame che è durato dieci giorni per dare modo a tutti di sfruttare la poca connessione internet disponibile.  Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università desideriamo sottolineare come la guerra, oltre alle morti ed alle privazioni materiali, produca anche un’ingiusta interruzione dei diritti di chi è più giovane e vede sospendere la propria vita in uno degli aspetti fondamentali, che è appunto il diritto allo studio. E quando i bombardamenti arrivano a colpire ospedali, scuole e università, allora vuol dire che si è davanti a qualcosa di veramente disumano e disumanizzante.  Ma sotto le bombe e di fronte ai carri armati, i giovani palestinesi di Gaza hanno voluto imporsi ancora una volta su occupazione e genocidio. E noi vogliamo condividere l’importanza di queste loro testimonianze. raccolte nel video raggiungibile su Meta al link di seguito: https://www.facebook.com/share/v/1FdsqsdfUN. IN VISTA DEL 4 NOVEMBRE, LO RIBADIAMO: LA GUERRA È NEMICA DELL’ISTRUZIONE. TENIAMOLA FUORI DALLE SCUOLE E DALLE UNIVERSITÀ, IN TUTTE LE SUE FORME! Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
RIENTRO A SCUOLA TRA DIVIETO DEI CELLULARI, NUOVA MATURITÀ E PROBLEMI ATAVICI
E’ suonata la campanella per studenti e studentesse di Regione Lombardia, oltre che per il personale scolastico e docenti.  La maggior parte degli studenti farà rientro in classe il 15 settembre, per il primo giorno di scuola. I problemi atavici non sono scomparsi – precariato, strutture fatiscenti, scarse risorse e classi pollaio -, mentre l’ultima crociata di Valditara, contro i cellulari, sta ulteriormente creando difficoltà agli istituti, senza fondi, indicazioni chiare e spazi ad hoc per rispettare il diktat del ministro, esteso alle superiori e motivato con “la tutela della salute e dell’apprendimento”; un approccio che soppianta la pur necessaria educazione digitale con un approccio puramente repressivo e negazionista delle tecnologie Prima della circolare che vieta l’utilizzo dei cellulari in classe, il mondo dell’istruzione ha subito l’ennesimo scossone con il Decreto Scuola che prevede, tra le altre misure, la riforma della maturità. Il commento di Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete Studenti Medi. Ascolta o scarica.
September 12, 2025
Radio Onda d`Urto