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Dobbiamo credere che l’IDF abbia violentato prigionieri palestinesi con l’ausilio di cani?
Molti stanno leggendo con orrore e incredulità l’articolo di Nicholas Kristof (1) pubblicato sul New York Times, intitolato Il silenzio che accompagna lo stupro dei palestinesi. È davvero possibile che numerosi prigionieri palestinesi detenuti nelle strutture dell’IDF siano stati sottoposti ad abusi sessuali con l’ausilio di cani? Sembra una storia […] L'articolo Dobbiamo credere che l’IDF abbia violentato prigionieri palestinesi con l’ausilio di cani? su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
Israele è uno stato canaglia. Rompere ogni relazione
In un video che mostra decine di attivisti della Global Sumud Flotilla legati e inginocchiati a terra, si vede il ministro israeliano Ben Gvir  sventolare una grande bandiera israeliana e gridare in ebraico: “Benvenuti in Israele! Qui siamo noi a comandare!” Si sente anche Ben Gvir esortare le guardie della […] L'articolo Israele è uno stato canaglia. Rompere ogni relazione su Contropiano.
May 20, 2026
Contropiano
Il silenzio della vergogna: lo stupro arma di guerra nelle prigioni dell’occupazione
L’11 maggio 2026, il celebre scrittore americano Nicholas Kristof ha infranto il muro di silenzio con un articolo pubblicato sul New York Times intitolato “Il silenzio che circonda lo stupro delle palestinesi“. Questo articolo non era un semplice reportage giornalistico, ma una dura accusa che smascherava la narrativa ufficiale dell’occupazione […] L'articolo Il silenzio della vergogna: lo stupro arma di guerra nelle prigioni dell’occupazione su Contropiano.
May 18, 2026
Contropiano
Quando la polizia è il problema
Abusi, razzismo, lacrimogeni sparati ad altezza persona e militarizzazione del dissenso non sono più deviazioni isolate ma il volto strutturale di uno Stato che risponde alla crisi sociale con repressione, paura e controllo. C’è un filo che unisce Rogoredo, Bologna, Torino, Roma e Milano. Un filo nero fatto di violenza […] L'articolo Quando la polizia è il problema su Contropiano.
May 15, 2026
Contropiano
Il dott. Abu Safiya sottoposto a gravi abusi
Gaza. Ex detenuti palestinesi hanno condiviso testimonianze strazianti sulle condizioni del medico palestinese Hussam Abu Safiya, detenuto da oltre 450 giorni nelle carceri israeliane dopo essere stato rapito durante il genocidio a Gaza. Secondo le testimonianze, è stato sottoposto a gravi abusi e negligenza medica; uno di loro ha affermato che le guardie israeliane lo hanno spogliato nudo e gli hanno aizzato contro dei cani poliziotto.
May 8, 2026
InfoPal
VERONA: NUOVE INDAGINI SULL’OMICIDIO DIARRA, IL COMITATO “LE NOSTRE PERPLESSITÀ SONO EMERSE”
“Soddisfazione e amarezza” da parte del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra dopo aver letto le 54 pagine dell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari Livia Magri, che ha respinto la richiesta di archiviazione.  Ora il Pubblico Ministero dovrà aprire nuovamente le indagini sulla morte di Moussa, freddato da un poliziotto alla stazione di Verona Porta Nuova il 20 ottobre del 2024. Nell’ordinanza della GIP si chiede tra l’altro di indagare il poliziotto per concorso in depistaggio. La giudice ipotizza infatti che le prove siano state alterate dal poliziotto o da altre persone, oppure che siano state fornite false informazioni agli inquirenti. “Una sberla a come sono state condotte le indagini, parziali e a senso unico” ha dichiarato Daniele Todesco del Comitato ai nostri microfoni, aggiungendo che “è la narrativa completa della ricostruzione che viene messa in discussione”. “Non è nemmeno provato che Moussa nel momento della collutazione con i poliziotti avesse un coltello, le immagini non lo chiariscono”, ha aggiunto. L’approfondimento sull’ordinanza della GIP con Daniele Todesco, del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra, che rilancia con la raccolta fondi, che servirà, oltre che per sostenere il costo della prosecuzione delle indagini, anche per far tornare a casa la salma di Moussa, da 18 mesi all’ospedale di Borgo Roma. Ascolta o scarica Per sostenere le spese legali e il rimpatrio della salma CC MPS Intestato al Circolo Pink: IBAN: IT65G 01030 11707 0000 11099 492 – PayPal: permoussadiarra@gmail.com Causale: Moussa torna a casa.
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
RADIO AFRICA: “LA RESISTENZA AFRICANA CONTRO IL FASCISMO” E GLI ABUSI SULLE DONNE MIGRANTI
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 23 aprile, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. Oggi dedicheremo i 35 minuti a nostra parlando innanzitutto del convegno intitolato “Bella Ciao. Resistenza africana contro il fascismo”. Lo faremo con il direttore di Africa Rivista, che organizza l’iniziativa, Marco Trovato. La parola poi a Pietro Gorza, antropologo e coordinatore dei progetti dell’associazione On Borders, che ci racconterà del rapporto presentato mercoledì 22 aprile al Parlamento Europeo e intitolato “Woman State Trafficking. Violenze di genere, espulsioni e tratta delle donne nere migranti tra Tunisia e Libia. 33 testimonianze da un confine esterno della UE”. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 23 aprile alle ore 18.45 e in replica venerdì 24 aprile, alle ore 6.30. Ascolta o scarica Pubblichiamo il programma del convegno online che si tiene giovedì 23 aprile dalle ore 18.15 alle 19.20, al quale è possibile iscriversi gratuitamente cliccando qui. C’è una storia della Resistenza che raramente trova spazio nei manuali, ma che attraversa mari, deserti, altipiani e città ben oltre i confini italiani ed europei. È la storia delle donne e degli uomini africani che si opposero all’occupazione coloniale fascista, pagando un prezzo altissimo in termini di vite, repressione e memoria negata. Questo incontro online vuole riportare alla luce quelle vicende rimosse, intrecciando la Resistenza italiana e il contributo dei “partigiani neri” con le lotte anticoloniali nel continente africano. Dall’Etiopia alla Libia, fino all’esperienza dei combattenti antifascisti afrodiscendenti in Italia, emergerà un racconto più ampio, complesso e necessario: quello di una Resistenza plurale, capace di mettere in discussione miti consolatori, rimozioni e narrazioni parziali del nostro passato. Un viaggio nella storia, alla vigilia della Festa della Liberazione, che è anche un invito a guardare il presente con occhi più consapevoli, a partire da ciò che abbiamo scelto — troppo a lungo — di non vedere. Con l’adesione e il sostegno della CGIL – Confederazione Generale Italiana del Lavoro e IAFTUN – International Network of Antifascist Trade Unions e con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Programma: Memoria e Liberazione: Giustizia e antifascismo globale – Akhator Joel Odigie, Segretario Generale ITUC-AFRICA. Partigiani d’oltremare: dal Corno d’Africa alla lotta di Liberazione italiana – Matteo Petracci, storico e saggista. Etiopia resistente: la lunga lotta contro l’occupazione fascista – Gabriella Ghermandi, scrittrice italo-etiope. Giorgio Marincola, il partigiano nero: identità, lotta e memoria di un antifascista dimenticato – Carlo Costa, storico, dottore di ricerca, saggista. L’ascaro: una storia anticoloniale – Uoldelul Chelati Dirar, professore di Storia e Istituzioni dell’Africa, Università di Macerata. La Libia sotto l’occupazione italiana: repressione, deportazioni e Resistenza – Farid Adli, giornalista, direttore di AnbaMed. I miti del colonialismo italiano tra propaganda e rimozione – Angelo Del Boca, storico del colonialismo italiano scomparso nel 2021 (videointervista). Noi però gli abbiamo fatto le strade: il fascismo e le colonie tra bugie e razzismi – Francesco Filippi, storico della mentalità. Conduce Marco Trovato, direttore editoriale di Rivista Africa. Il video del convegno verrà pubblicato sul canale YouTube di Africa Rivista.
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
CASO MAGHERINI, MORTO DOPO UN FERMO DI POLIZIA. RICORSO DELL’ITALIA CONTRO LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO
Si protrae ancora la chiusura definitiva della vicenda legata alla morte di Riccardo Magherini, avvenuta a Firenze nella notte tra il 2 e il 3 marzo del 2014, in seguito ad un fermo da parte dei carabinieri. L’avvocatura dello Stato italiano ha deciso di presentare ricorso contro la Corte Europea dei diritti dell’Uomo, la CEDU, che a gennaio aveva condannato l’Italia per violazione del diritto alla vita. Il 39 enne Riccardo Magherini, ex promessa del calcio e padre di un bambino, fu colto da una crisi di panico e deliri paranoici mentre camminava per il quartiere di Borgo San Frediano. Credendo di essere inseguito da qualcuno che voleva ucciderlo, l’uomo entrò in un ristorante chiedendo aiuto e poi corse in strada urlando. All’arrivo di due pattuglie dei carabinieri, Magherini non oppose una resistenza violenta o offensiva, ma si inginocchiò chiedendo protezione. Nonostante fosse disarmato e incensurato, venne bloccato a terra in posizione prona, ammanettato con le mani dietro la schiena. In questa posizione, mentre continuava ad urlare “aiuto, ho un figlio, sto morendo”, fu tenuto schiacciato a terra per circa 20 minuti. Alcuni testimoni riferirono che durante il fermo, Riccardo Magherini ricevette dei calci. All’arrivo dell’ambulanza l’uomo era già in arresto cardiaco e dichiarato morto alle 2.45 del mattino. Tre i gradi di giudizio, in una battaglia legale portata avanti dalla famiglia che dura da allora. In primo grado e in appello, nel 2016 e nel 2017, tre carabinieri furono condannati per omicidio colposo a pene tra i 7 e gli 8 mesi. Secondo i giudici, che si basarono sulla perizia medica, il protrarsi dell’immobilizzazione prona per una ventina di minuti, era stata determinante nel concorrere a decesso per asfissia, in combinazione con l’intossicazione da cocaina e lo stress psicofisico. La Cassazione invece, nel 2018, annullò le condanne e assolse i militari perché “il fatto non costituisce reato”. Secondo i giudici della suprema corte, i carabinieri non avrebbero potuto prevedere che la tecnica di contenimento avrebbe portato alla morte, ritenendo l’evento non evitabile date le conoscenze tecniche dei militari in quel momento. Il caso arriva poi alla CEDU che il 15 gennaio di quest’anno emette una sentenza storica, condannando lo Stato Italiano per aver violato l’articolo 2 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali – la CEDU appunto. Secondo i giudici di Strasburgo lo Stato non ha protetto adeguatamente la vita di una persona sotto la sua custodia e non ha fornito una legislazione chiara per prevenire tali tragedie, facendo appunto riferimento al fatto che i carabinieri non erano adeguatamente formati sulle tecniche di contenimento. I giudici della CEDU hanno invitato l’Italia alla revisione della legislazione in materia, condannandola a risarcire con 140 mila euro la famiglia di Magherini e al pagamento delle spese legali. Lo Stato Italiano, tramite il governo di Giorgia Meloni, invece di adeguare le norme sulle tecniche di contenimento o di promuovere maggiore trasparenza nelle indagini che coinvolgono le forze dell’ordine, oltre che a non risarcire la famiglia, fa ricorso contro la CEDU. Nel frattempo, nella giornata di ieri, 20 di aprile, il Consiglio comunale di Firenze ha approvato all’unanimità una mozione per intitolare un luogo della città a Riccardo Magherini. È stato deciso che luogo in questione sarà nel rione di Borgo San Frediano, con una targa che si ribadisca l’importanza della tutela dei diritti umani e della dignità di ogni persona. L’atto era stato depositato da Sinistra Progetto Comune. Il commento dell’avvocato della famiglia Magherini, Fabio Anselmo. Ascolta o scarica
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto