Appello per il rilascio di Mahmoud Al-NajjarMahmoud Al-Najjar è l’unico sopravvissuto del suo nucleo familiare. Durante la
guerra ha perso i genitori, la moglie Alaa Salem e i suoi quattro figli, Yazan,
Rinad, Mohammed e Amr, a causa di un bombardamento israeliano. Atiya Al-Najjar,
fratello di Mahmoud, ha dichiarato che la famiglia è venuta a conoscenza del suo
arresto oggi tramite uno dei colleghi che lo accompagnavano nella missione.
Quest’ultimo ha riferito che le forze israeliane hanno fermato Mahmoud al valico
di frontiera e lo hanno condotto in una località sconosciuta, mentre una
studentessa che era stata trattenuta insieme a lui è stata successivamente
rilasciata. Ha inoltre spiegato che suo fratello era diretto all’Università di
Roma Tor Vergata, che lo attendeva per l’inizio del suo programma accademico,
dopo che era finalmente riuscito a ottenere il permesso di viaggio e tutte le
autorizzazioni ufficiali necessarie, al termine di mesi di tentativi e procedure
amministrative.
La famiglia, ha aggiunto, non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale
riguardo al luogo di detenzione o ai motivi dell’arresto. Per questo motivo sta
cercando di contattare diverse organizzazioni internazionali, tra cui il
Comitato Internazionale della Croce Rossa e l’Ambasciata d’Italia, per ottenere
informazioni sul suo destino e lavorare per il suo rilascio. L’arresto di
Mahmoud Al-Najjar assume una particolare dimensione umana, poiché egli è l’unico
sopravvissuto della sua famiglia. Durante la guerra ha perso i genitori, la
moglie Alaa Salem e i quattro figli, Yazan, Rinad, Mohammed e Amr, in seguito a
un bombardamento israeliano che ha colpito la loro abitazione nel campo profughi
di Jabalia.
Nonostante il dolore e la gravissima perdita subita, Mahmoud ha continuato il
suo percorso accademico e di ricerca. Ha collaborato con diversi studiosi
palestinesi a progetti riguardanti l’utilizzo di applicazioni di cloud computing
e l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale per sostenere gli
interventi di soccorso e la futura ricostruzione della Striscia di Gaza. Durante
il conflitto, Mahmoud Al-Najjar ha completato tre libri nel campo
dell’amministrazione aziendale, oltre a numerose ricerche accademiche. Ha
inoltre proseguito lo sviluppo del suo progetto di ricerca dedicato all’impiego
dell’intelligenza artificiale a supporto della gestione strategica della fase di
ricostruzione della Striscia di Gaza. Secondo Atiya Al-Najjar, l’opportunità di
studio in Italia rappresentava per Mahmoud un nuovo inizio dopo la tragedia
vissuta, soprattutto perché aveva soddisfatto tutti i requisiti richiesti per il
viaggio e ottenuto le necessarie autorizzazioni nell’ambito di un programma
accademico ufficiale. Tuttavia, la famiglia è stata sorpresa dalla notizia del
suo arresto durante l’attraversamento del valico.
La famiglia Al-Najjar ha rivolto un appello urgente alle organizzazioni
internazionali e alla missione diplomatica italiana affinché intervengano per
chiarire il suo destino e garantire il suo rilascio. Ha inoltre sottolineato che
Mahmoud aveva lasciato Gaza esclusivamente per proseguire il proprio percorso
accademico nell’ambito di accordi ufficiali e che, fino a questo momento, non
gli è stata fornita alcuna spiegazione riguardo alle ragioni del suo arresto.