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#Note dall'UK
Con la fine dello sciopero della fame di Heba, Kamran e Lewie, attivist* di Palestine Action attualmente in carcere, facciamo il punto sulle vittorie ottenute e sul significato e l'impatto politico della loro protesta. Per ulteriori informazioni, rimandiamo al sito del collettivo britannico Prisoners for Palestine, che sostiene tutte le persone incarcerate nel Regno Unito per la loro attività politica a favore della liberazione della Palestina: https://prisonersforpalestine.org/.  
Gran Bretagna: attivisti/e di Palestine Action interrompono lo sciopero della fame
Kamran Ahmed, Heba Muraisi e Lewie Chiaramello annunciano la loro decisione di porre fine allo sciopero della fame, poiché a Elbit Sytems UK è stato negato un contratto governativo cruciale: è stata quindi accolta una richiesta fondamentale degli scioperanti. I tre attivisti di Palestine Action erano a rischio imminente di morte poiché in sciopero della fame rispettivamente da 73, 66 e 52 giorni. Gli attivisti hanno iniziato a rialimentarsi in conformità con le linee guida sanitarie. Tra i motivi principali dell’interruzione della protesta, come riportato dal sito Prisoners for Palestine, l’annuncio che Elbit Systems ha perso un contratto da 2 miliardi di sterline, che le avrebbe consentito di addestrare 60.000 soldati britannici ogni anno. Dal 2012, la filiale britannica dell’azienda di armi israeliana Elbit si è aggiudicata oltre 10 appalti pubblici. Il contratto da 2 miliardi di sterline, che avrebbe visto Elbit fornire addestramento all’esercito britannico per un periodo di dieci anni, è andato perso nonostante gli sforzi dei funzionari del Ministero della Difesa e dell’esercito britannico, che erano in combutta sia con Elbit Systems UK che con la sua società madre Elbit Systems in riunioni riservate e “tour” nella capitale della Palestina, Gerusalemme. Di seguito il comunicato dei prigionieri di Palestine action che hanno deciso di porre fine allo sciopero della fame: Le richieste degli scioperanti della fame soddisfatte al 73° giorno, mentre tre di loro interrompono lo sciopero. Oggi Kamran Ahmed, Heba Muraisi e Lewie Chiaramello annunciano la loro decisione di porre fine allo sciopero della fame, poiché a Elbit Systems UK è stato negato un importante contratto governativo, una delle richieste chiave degli scioperanti. Heba Muraisi, Kamran Ahmed, Lewie Chiaramello, Teuta Hoxha, Jon Cink, Qesser Zuhrah e Amu Gib hanno ora iniziato a reintegrare il loro apporto calorico in conformità con le linee guida sanitarie. È stato annunciato oggi che Elbit Systems ha perso un contratto da 2 miliardi di sterline, che avrebbe previsto l’addestramento di 60.000 soldati britannici ogni anno. Dal 2012, Elbit ha vinto oltre 10 appalti pubblici, segnando un cambiamento nella sua popolarità tra i funzionari. Il contratto da 2 miliardi di sterline, che avrebbe visto Elbit fornire addestramento all’esercito britannico per dieci anni, è stato perso nonostante gli sforzi dei funzionari del Ministero della Difesa e dell’esercito britannico, che, secondo quanto rivelato, avevano collaborato con Elbit Systems UK e la sua società madre Elbit Systems in incontri segreti e “tour” nella capitale della Palestina, Gerusalemme. Venerdì 9 gennaio 2026, in un importante passo avanti, i leader nazionali dell’assistenza sanitaria carceraria hanno finalmente incontrato i rappresentanti dei detenuti in sciopero della fame, su richiesta del Ministero della Giustizia, per discutere delle condizioni carcerarie e delle raccomandazioni terapeutiche. La decisione arriva mentre il gruppo Prisoners for Palestine ha dichiarato una serie di vittorie dello sciopero della fame, descrivendole in una dichiarazione: Oltre al soddisfacimento di questa richiesta fondamentale, vogliamo cogliere l’occasione per rivelare le varie vittorie ottenute durante lo sciopero della fame: Solo nelle ultime settimane, 500 persone si sono impegnate in azioni dirette contro il complesso militare-industriale genocida, più del numero di persone che hanno partecipato alla campagna quinquennale di Palestine Action. Durante quella campagna quinquennale, sono state chiuse 4 fabbriche di armi israeliane. Elbit Systems sta vivendo un tempo rubato: la vedremo chiudere definitivamente, non per merito del governo, ma grazie al popolo. Il trasferimento di Heba all’HMP Bronzefield è stato accettato dall’HMP Newhall, dove attualmente è detenuta in isolamento intenzionale dalla sua famiglia e dai suoi amici. A T. Hoxha è stato offerto un incontro con il capo della JEXU (Joint Extremism Unit) nella sua prigione, la stessa organizzazione che orchestra il trattamento dei prigionieri come “terroristi”. Nonostante la crudele e costante negligenza medica nei confronti dei detenuti in sciopero della fame, che ha comportato il mancato registro del rifiuto del cibo, il rifiuto di ambulanze in emergenze potenzialmente letali e trattamenti degradanti in ospedale, i responsabili nazionali dell’assistenza sanitaria carceraria ci hanno incontrato su richiesta del Ministero della Giustizia. Durante lo sciopero della fame, alcuni detenuti hanno iniziato a ricevere pacchi contenenti la posta trattenuta e in un caso hanno ricevuto le scuse del personale carcerario per una lettera che era stata ritardata di 6 mesi. Dopo mesi di attesa sono stati consegnati anche libri su Gaza e sul femminismo. Alla ricerca di un processo equo, i partecipanti allo sciopero della fame hanno chiesto la divulgazione delle licenze di esportazione degli ultimi cinque anni da parte di Elbit Systems. Dopo ripetute richieste, queste informazioni sono state divulgate a un ricercatore indipendente dal Dipartimento del Commercio durante lo sciopero della fame. Gli scioperanti della fame hanno fatto la storia britannica, partecipando al più grande e lungo sciopero della fame coordinato in Gran Bretagna, durato in totale 73 giorni, con Heba Muraisi che ha concluso dopo 73 giorni. Il gruppo di attivisti Prisoners for Palestine ha sottolineato che la vittoria più preziosa dello sciopero della fame è stata la forte crescita dell’impegno nell’azione diretta: “Lo sciopero della fame dei nostri prigionieri sarà ricordato come un momento storico di pura sfida, un imbarazzo per lo Stato britannico. Ha rivelato al mondo che la Gran Bretagna ha prigionieri politici al servizio di un regime straniero genocida e ha visto centinaia di persone impegnarsi a intraprendere azioni dirette seguendo le orme dei prigionieri. Sebbene questi prigionieri abbiano concluso il loro sciopero della fame, la resistenza è appena iniziata. Vietare un gruppo e imprigionare i nostri compagni si è rivelato controproducente per lo Stato britannico: l’azione diretta è viva e il popolo caccerà Elbit dalla Gran Bretagna per sempre”. Amu Gib ha dichiarato: “Non abbiamo mai affidato le nostre vite al governo e non inizieremo a farlo ora. Saremo noi a decidere come dedicare le nostre vite alla giustizia e alla liberazione”. Lewie ha detto: “È sicuramente un momento di festa. Un momento per gioire e abbracciare la nostra gioia come rivoluzione e come liberazione. Lo facciamo per la Palestina, perché siamo stati ispirati, perché siamo stati autorizzati ad agire e a cercare di realizzare i nostri sogni per una Palestina libera, per un mondo emancipato”. (Traduzione a cura di Enzo Ianesi Osservatorio Repressione
Sospeso lo sciopero della fame degli attivisti detenuti di Palestine Action
Nella giornata in cui in diverse città europee (Londra, Roma, Milano, Barcellona, L’Aja) si sono tenute manifestazioni di solidarietà con gli “hunger strikes”, i detenuti di Palestine Action hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame in corso da 70 giorni nelle carceri britanniche in cui sono detenuti. (Nelle foto […] L'articolo Sospeso lo sciopero della fame degli attivisti detenuti di Palestine Action su Contropiano.
Solidarietà agli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame. Mercoledi presidio all’ambasciata britannica
Nelle carceri britanniche otto attivisti della rete Palestine Action sono detenuti preventivamente in modo illegale. Tre di loro sono in sciopero della fame da più sessanta giorni e in pericolo di morte immediata. Le loro condizioni di salute sono critiche, irreversibili, ogni giorno può essere l’ultimo. Lo Stato britannico si […] L'articolo Solidarietà agli attivisti di Palestine Action in sciopero della fame. Mercoledi presidio all’ambasciata britannica su Contropiano.
Attivisti di Palestine Action in sciopero della fame in condizioni critiche, ignorati da Londra
Tre attivisti legati al gruppo Palestine Action si trovano in condizioni di salute critiche dopo settimane di sciopero della fame contro la repressione britannica del movimento di solidarietà con i palestinesi. Le testimonianze di amici e familiari che hanno visitato i detenuti descrivono un quadro clinico devastante. Heba Muraisi, 31 […] L'articolo Attivisti di Palestine Action in sciopero della fame in condizioni critiche, ignorati da Londra su Contropiano.
“Pensare di cambiare il mondo senza sacrifici è una illusione”
Pubblichiamo un articolo del New York War Crimes, provieniente dall’organizzazione britannica Palestine Action di cui alcuni militanti stanno facendo da decine di giorni uno sciopero della fame in carcere. La traduzione è di Veronica Bianchini per Bocche Scucite **** Quando parliamo dei nostri prigionieri politici, a volte dimentichiamo di parlare […] L'articolo “Pensare di cambiare il mondo senza sacrifici è una illusione” su Contropiano.
Esperti ONU esortano alla tutela dei prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame
Riportiamo la traduzione del comunicato stampa rilasciato lo scorso 26 dicembre dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. In esso vengono riportate le dichiarazioni di un gruppo di esperti ONU al riguardo degli fatti che si stanno consumando nel Regno Unito in relazione alla repressione del movimento di […] L'articolo Esperti ONU esortano alla tutela dei prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame su Contropiano.
Solidarietà con i prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame e le attiviste/i arrestate/i in Gran Bretagna
Esprimiamo la nostra piena solidarietà agli 8 attivisti/e di Palestine Action in sciopero della fame “a rotazione” dal 2 novembre di quest’anno e con tutti/e coloro che durante questi mesi, diverse migliaia, sono stati arrestati per avere manifestato il loro appoggio a questo gruppo di azione diretta non violenta. Palestine […] L'articolo Solidarietà con i prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame e le attiviste/i arrestate/i in Gran Bretagna su Contropiano.
Greta Thunberg arrestata a Londra per un cartello di sostegno a Palestine Action
L’attivista svedese Greta Thunberg, 22 anni, è stata arrestata oggi a Londra e poi rilasciata su cauzione, per un cartello in cui esprimeva il suo sostegno agli attivisti di Palestine Action in prigione e l’opposizione al genocidio in atto a Gaza. Si trovava davanti alla sede londinese di Aspen Insurance, legata alla Elbit Systems, la più grande industria bellica israeliana, che ha diverse fabbriche nel Regno Unito. Come lei, migliaia di persone di tutte le età, tra cui molti anziani, sono state arrestate negli ultimi mesi per aver sostenuto pubblicamente Palestine Action, un’organizzazione che il governo britannico di Starmer ha messo al bando con l’accusa di terrorismo, nonostante non abbia mai compiuto atti di violenza contro persone, ma solo azioni di disubbidienza civile e denunce dei legami tra il Regno Unito e Israele. Otto dei suoi attivisti, in carcere preventivo da mesi, stanno conducendo uno sciopero della fame a oltranza da oltre 50 giorni e sono in gravi condizioni di salute. Con la consueta franchezza, Greta Thunberg si è detta disgustata dal governo laburista di Starmer, complice come tanti altri governi occidentali del genocidio compiuto da Israele e ha rilanciato le richieste dei giovani detenuti in sciopero della fame: rilascio su cauzione, un processo equo, fine della censura, cancellazione della messa al bando di Palestine Action e chiusura della Elbit Systems.   Redazione Italia
Greta Thunberg arrestata a Londra per il sostegno a Palestine Action
Greta Thunberg è stata arrestata oggi a Londra, durante una protesta in sostegno dei detenuti di Palestine Action, di cui alcuni sono da oltre 50 giorni in sciopero della fame. L’attivista svedese teneva un cartello in cui c’era scritto “supporto i prigionieri di Palestine Action, mi oppongo al genocidio“, e […] L'articolo Greta Thunberg arrestata a Londra per il sostegno a Palestine Action su Contropiano.