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Giocampus: a Parma le Forze dell’ordine fanno scuola anche d’estate
Nella mattinata del 2 luglio 500 tra bambini e bambine hanno partecipato a Giocampus, un evento della città di Parma in cui l’infanzia può prendere confidenza con le Forze dell’ordine salendo su mezzi, accendendo sirene e simulando situazioni operative. Questa occasione è stata definita come un grande momento estivo per fare delle lezioni di educazione civica ai più piccoli (clicca qui), insegnando loro i valori della sicurezza e della legalità attraverso il gioco. Ci troviamo dunque di fronte, ancora una volta, ad un uso massiccio della gamification per diffondere un’idea di legalità che richiama prima di tutto la sanzione attraverso la presenza di quegli agenti che devono far rispettare le leggi per le strade. Tale approccio consente di raggiungere in maniera facile bambini e bambine ma dà un’idea parziale di ciò che vuol dire effettivamente rispettare le regole all’interno di una comunità. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riteniamo infatti che le basi di una convivenza civile vadano trasmesse facendo giocare i più piccoli alla democrazia, un gioco che potrebbe insegnare loro come le norme in una società democratica siano più forti nel momento in cui vengono da un processo in cui la pluralità dei punti di vista sia stata presa in considerazione. Se si osserva la legalità a partire da questa prospettiva, si comprende pienamente perché il divieto e la sanzione siano solo l’ultima spiaggia per il rispetto delle leggi. Educare le giovani generazioni a partire da questi elementi significa infatti insegnare un’idea di norma intesa come qualcosa di estrinseco alla volontà e ai bisogni di ciascuno e imposta da un sistema coercitivo. Al contrario, come Osservatorio crediamo che bisognerebbe innanzitutto insegnare che solo a partire da processi decisionali ampiamente condivisi è possibile interiorizzare le regole perché solo in questo modo esse possono rispecchiare la volontà di tutti i membri della comunità. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Era solo questione di tempo
La morte di Abderrahim Fakir è una vergogna per l'Italia e per la città. Ma tutto portava qui, anche a Bologna: dalla polizia con le mani libere al razzismo montante, dalle ferite del Pilastro all'ottusità della politica di fronte alle manifestazioni di disagio.
Dalla cattedra alla piazza: ad Ancona la Polizia di Stato festeggia la fine dell’anno scolastico
Il 4 giugno scorso si è tenuta in piazza Pertini ad Ancona la Festa della Legalità di fine anno scolastico organizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche. Più di 150 studenti e studentesse si sono ritrovati per assistere al solito copione con Squadra Cinofili, Nucleo Artificieri, Polizia Stradale e Polizia Scientifica. All’evento erano presenti il Questore, una delegata del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale e l’Assessora alle Politiche educative, agli Affari generali e legali, ai Servizi informatici e ai Servizi demografici.Insomma, una copiosa presenza istituzionale per promuovere un’idea di legalità di tipo securitario, basata sulla presenza costante delle Forze dell’Ordine, intesa come elemento imprescindibile per il rispetto della legge. Questa visione viene rafforzata dal fatto che la festa in piazza Pertini è soltanto l’epilogo di un anno scolastico in cui la Polizia di Stato ha dato lezioni di legalità a tutta la provincia di Ancona coinvolgendo più di 5000 studenti e studentesse. Come al solito i temi sono stati dei più vari, dal cyberbullismo all’uso consapevole dei social media, dalla violenza di genere all’abuso di alcol e droghe. Tutto racchiuso sotto il cappello della legalità. Noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sappiamo bene, invece, quanto dietro a bullismo, violenza di genere e abuso di sostanze ci siano ragioni culturali e sociali che vanno ben al di là della dimensione legale, sicuramente importante ma non esaustiva di fronte alla complessità della realtà quotidiana. Per tale ragione ci domandiamo perché un tale percorso di sensibilizzazione non venga affidato alla miriade di enti e associazioni che si battono ogni giorno per contrastare questi fenomeni a partire da un punto di vista che vuole una condivisione della norma perché figlia di un processo condiviso e non perché soggetta alla sanzione. Solo così si può auspicare ad un miglioramento della società civile. Fonte: https://www.centropagina.it/attualita/ancona-festa-legalita-polizia-di-stato-incontra-studenti-piazza-pertini/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Buon compleanno Sicurezza!
di avv. Giuseppe Romano* A un anno dalla sua approvazione, il principale strumento repressivo del governo Meloni è già sotto assedio nei tribunali. Giudici, procure e avvocati ne contestano la …
Senza Basaglia il Far West
di Claudio Dionesalvi* Vagano per le strade gelide o roventi delle nostre città, sbattono la testa contro i muri e le saracinesche dei negozi, urlano, imprecano contro il nulla, lanciano …
Cuori ancora connessi. Sulle collaborazioni tra multinazionali e forze dell’ordine
«Vai da Conad! Conviene!»: così recita lo slogan di una delle recenti campagne pubblicitarie dei supermercati. Ma Conad non è solo questo: come ha scritto già un anno fa Stefano Bertoldi sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, il gruppo ha altre ambizioni, vuole fare del bene alle nostre famiglie, ai nostri adolescenti. Lo fa, come segnalava già Bertoldi, tramite la sua Fondazione, ente non profit, terzo settore (ETS). Il consorzio di cooperative, come spiega il sito dell’azienda, ha creato un Osservatorio (il vocabolo sta diventando inflazionato…tutti sembrano tener d’occhio qualcosa, qualcuno, ed è davvero così) per studiare fenomeni sociali non solo italiani, ma nel mondo (https://www.fondazioneconadets.it/la-fondazione/i-soci-fondatori). Infatti, grazie alla collaborazione (call, si dice) con la società IPSOS-Doxa (https://www.ipsos.com/it-it), ventimila professionisti sono al lavoro dal 1975 per perfezionare tecniche di mercato, per i quali la dòxa, l’opinione, diventa episteme, sapere certo, quando tutto si cerca e si documenta in sicurezza: «You act better when you are sure», è la frase-guida dei ricercatori. Ma le due parole chiave sono mercato e sicurezza. Vendere-consumare in ragione della messa a valore, nel caso che commentiamo, delle preoccupazioni delle famiglie che hanno bisogno non solo di cibo e detersivi, ma di un aiuto qualificato per affrontare le dipendenze dei figli, dalla tecnologia, dalle droghe, da ogni altro malessere dell’età e tipiche del momento storico-sociale. La sicurezza, in vario modo declinata, è ormai entrata a far parte della nostra vita quotidiana grazie ai provvedimenti del governo (nella fattispecie del trio interministeriale Piantedosi-Crosetto-Valditara) che la enfatizza come obiettivo della repressione di Stato. Le iniziative recenti della Fondazione Conad sono improntate al Rispetto, in tutte le sue forme, per le differenze di genere, nell’uso dei social, per condurre una vita sostenibile nelle nostre città, perché non si impedisca alle donne di accedere al tetto di cristallo (si chiama empowerment, il possibile oltre il probabile, nella vita, soprattutto nella carriera). Ovviamente, come ormai consuetudine, non manca la collaborazione attiva della Polizia di Stato. L’identità di genere, il rispetto, si precisa per tutti i generi, rientra nel novero dei Diritti Umani, quindi nella loro difesa, anche armata, come ci hanno insegnato le guerre umanitarie passate e in corso. Il filosofo Slavoj Žižek, nelle sue affilatissime analisi, derubricava la locuzione come una forma di perverso godimento politico, un modo per coprire con la genericità dell’assunto la sostanziale inacessibilità ad essi proprio mentre, nell’attuale assetto neoliberista, vengono proclamati. Per dargli ragione basta guardare come oggi, nelle nostre galere, nei centri per migranti, nei conflitti scatenati dalla furia israeliana e statunitense, essi sono una farsa. Ma sono questioni da lasciare alle forme necessarie della violenza di Stato, perché, ci vien detto, essa deve essere riconosciuta nel consorzio sociale dove alligna, e fatta battere in ritirata con buone pratiche sociali ed educative. Basta – Conad dixit – affidarsi ai materiali didattici di supporto per insegnanti, ai manuali per genitori, alle buone letture, di cui ci ha raccontato già Stefano Bertoldi (Luca Pagliari, Cuori connessi. Cyberbullismo, bullismo e storie di vita, realizzato con il supporto della Polizia di stato e di Unieuro, azienda di informatica, di telefonia, di videogiochi e dispostivi vari – Unieuro Polizia di Stato Cuori connessi marketing militarizzazione https://share.google/Tjih5ZhOBf89f6C8O). La campagna sulla sicurezza nel web è anche una preoccupazione europea visto che un’altra giornata gli è stata dedicata e si aggiunge, sempre per il mercato, alla Festa della Mamma, del Papà, dei Nonni, ecc. (https://www.internetfestival.it/programma/cybersecurity-day/). All’operazione della campagna della Fondazione Conad collaborano anche altri attori, diversamente collocati sul mercato dei beni materiali e culturali: – la rassegna della Giornata Mondiale della Gioventù che si celebra in Europa il 17 novembre, fin dal 1941, in ricordo degli eccidi e delle deportazioni naziste in Boemia del 1939; promossa dal MIM con un editoriale del Ministro Valditara sul sito del dicastero, in collaborazione con l’Università RomaTRE, quest’anno cerca fra gli studenti i talenti e le loro performances celebrative (entreranno come crediti nel curriculum finale, prima – forse – nelle   ore di Educazione Civica); – le iniziative call to action (contro le deep fake e tutto il resto che fa immondizia in rete, almeno quella che si vede, ben altro si nasconde nei magazzini sotterranei del web), le ritroviamo anche nell’ambito della Giornata della Sicurezza in Rete (Safer Internet Day SID, dal 2005), quest’anno svoltosi il 9 febbraio, promossa dalla Commissione Europea (https://www.generazioniconnesse.it/site/it/2026/01/14/sid-safer-internet-day-2026/); – il Festival del Cinema di Giffoni, dedicato lo scorso anno all’intelligenza artificiale, il prossimo luglio (17-25) propone la rassegna “The impossible things”, come guardare alle esperienze che sembrano impossibili e tali non sono: «[…] gli esseri umani sono capaci di vedere ciò che non c’è. L’impossibile cede terreno lì, nell’immaginazione. È biologia del desiderio». Un bel messaggio non c’è dubbio (https://www.giffonifilmfestival.it/). E sul filo del desiderio di crescere sicuri i propri figli, nella difesa immunitaria da coloro che rappresentano un pericolo, che siano bulli, stranieri, o semplicemente adolescenti, giovani, si muove il mercato. E si muovono le onnipresenti divise di tutti i corpi militari, mobilitati a occupare gli spazi dove serva far capire che, solo grazie alla persuasiva disciplina, al rispetto dell’ordine costituito, si deve quella difesa tanto desiderata. Per leggere, vedere film, giocare, meglio mettersi in divisa. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente