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Dal modello Trump agli sgomberi e un attimo
Sabato 10 gennaio in piazza a fianco del Venezuela. Giovedì 15 gennaio alle ore 18 a piazza Vittorio Assemblea pubblica #stopsgomberi #nonuovodlsicurezza Nel giro di poche ore abbiamo assistito al rapimento di un capo di stato, condito da diverse minacce di annessione contro altri paesi sovrani, e alla vera e […] L'articolo Dal modello Trump agli sgomberi e un attimo su Contropiano.
Tra le macerie del neoliberismo urbano
-------------------------------------------------------------------------------- Atene. Foto Unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- Per Natale, un amico mi ha regalato un libro che invito tutti a leggere: Turisti a casa nostra. Tra le macerie invisibili del neoliberismo urbano, di Antonio Di Siena. Parla di quello che sta succedendo nella dimenticatissima Grecia, per poi parlare di tutto il Sud Europa – Portogallo, Spagna e Italia compresi. Tutti ricordano la grande crisi greca attorno al 2010, con un referendum che respinge le condizioni capestro imposte dall’Unione europea per un prestito, referendum poi respinto a sua volta dal governo: si è passati poi a permettere i licenziamenti senza motivazioni, a tagliare le pensioni e a sospendere le contrattazioni collettive. In particolare, si è imposto di far pagare la crisi delle banche ai debitori, i milioni di greci che prima della crisi avevano fatto un mutuo per la casa o per far studiare i figli: da qui centinaia di migliaia di case private messe all’asta online. Con le banche che facevano di tutto quindi per impedire la restituzione dei debiti. Case poi riciclate nell’industria internazionale degli affitti brevi. Ad Atene oggi “gli host mono annuncio, il piccolo proprietario che affitta la casa della nonna, generano appena il 15-20 per cento del mercato short term rental. Tutto il resto è appannaggio di società immobiliari, gestori multipli e property manager”. Per inciso, a Firenze il 69,7 per cento degli annunci è attualmente gestito da host imprenditoriali con tante proprietà. Il libro racconta tante storie di questi giorni ad Atene. Che sono le storie di tutta l’Europa meridionale, in cui tutti noi ci riconosciamo (Antonio Di Siena presenta anche una tesi fondamentale, quello del welfare surrogato, che però merita un approfondimento a parte.). -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Tra le macerie del neoliberismo urbano proviene da Comune-info.
Roma. “All we need is home”, ma il fattore umano della questione abitativa viene tenuto fuori dalla porta
“Vogliamo una Capitale giusta nella quale nessuno sia escluso. Vogliamo una città su misura di coloro che la vivono”. Sono queste le parole vergate dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri che fanno da incipit al catalogo distribuito alle persone convenute al convegno “All we need is home” organizzato dall’amministrazione capitolina […] L'articolo Roma. “All we need is home”, ma il fattore umano della questione abitativa viene tenuto fuori dalla porta su Contropiano.
A Roma l’occupazione Laurentina resiste e rilancia
«Questə bambinə che vedi giocare in cortile sono tuttə natə qui», mi dice Duilia, occupante fin dall’inizio della palazzina di via dei Radiotelegrafisti 44. Quaranta famiglie, più di cento persone provenienti da molti paesi, abitano da 17 anni in una palazzina di cinque piani occupata nel 2008. Siamo nel quartiere Giuliano Dalmata a Roma. Questa parte di città, nata negli anni ’30 come villaggio per gli operai impegnati nei lavori per la realizzazione dell’Esposizione Universale, dopo la guerra è stata destinata alle e agli esuli che lasciavano la Dalmazia, Fiume e Istria. di Simona Pampallona Negli anni il quartiere si è allargato e il valore di mercato degli immobili è cresciuto, vista la posizione del vicino all’EUR, ben servito dal trasporto pubblico, con una buona distribuzione dei servizi, delle scuole e delle attività commerciali. Insomma un bel posto dove abitare. «Oggi – continua Duilia – è molto difficile vivere qui. Servirebbero lavori di manutenzione e di recupero» e aggiunge: «vivere in occupazione dopo il decreto Lupi e la legge 80 del 2014 ha reso impossibile ottenere la residenza. Alcune famiglie come la mia si sono viste addirittura revocare la residenza che avevano ottenuto in precedenza». La palazzina occupata era una delle due costruite in via dei Radiotelegrafisti, entrambe con destinazione residenziale. Poi una è stata destinata a uffici della Stefer, società controllata dalla Regione Lazio, in seguito confluita nel consorzio Acotral, oggi Cotral. Nel 2007 l’azienda iniziò il percorso di separazione nella gestione di infrastrutture e servizio, completato nel 2008 con la formazione di Cotral Patrimonio, responsabile dei beni mobili e immobili della società. La palazzina degli uffici fu abbandonata, rimase vuota per alcuni anni, prima di diventare la casa di chi una casa non l’aveva. di Simona Pampallona Sono quasi 10mila a Roma le persone che vivono in case occupate (lasciate vuote o invendute). Tanti nuclei familiari con redditi bassi o senza alcun reddito, anziani e giovani coppie, persone separate e single, immigratə che per avere un tetto sulla testa sono stati costretti a occupare palazzi pubblici o privati abbandonati, oppure alloggi lasciati vuoti, non potendo accedere al mercato privato o alle assegnazioni del patrimonio pubblico. > Le occupazioni di immobili hanno consentito a molte famiglie di avere un tetto > sulla testa, ma la soluzione non può rimanere questa. Servono case pubbliche > acquisendo gli immobili che gli enti dismettono, quelli che i proprietari > privati hanno realizzato e sono ancora vuoti, bisogna recuperare quelli > inutilizzati, evitando di consumare altro suolo e aggiungere altro cemento in > una città che ne è stata divorata. A luglio del 2023 il Consiglio Comunale di Roma ha approvato il Piano strategico per il diritto all’abitare 2023-2026, con il quale si impegna a investire risorse per superare la così detta “emergenza abitativa” attraverso il recupero del patrimonio pubblico e l’acquisto di immobili privati inutilizzati insieme a quelli che gli enti intendono dismettere. Il Piano prevede anche il rafforzamento dei programmi di recupero del patrimonio edilizio di sua proprietà e dei progetti di autorecupero riconoscendo esperienze importanti che dal basso hanno ridato vita ai vuoti urbani creati dalla rendita e dalla speculazione. di Simona Pampallona È quello che chiede la comunità di via dei Radiotelegrafisti: l’acquisizione e il recupero dello stabile da parte del comune. Si batte anche per l’uso pubblico dello spazio vuoto adiacente all’immobile per realizzare un parcheggio pubblico e un parco, che diventi spazio comune per tutto il quartiere. Domenica 7 dicembre per festeggiare i 17 anni di vita dell’occupazione Laurentina è stata organizzata una giornata di festa e discussione sul diritto alla casa e alla città. Un confronto pubblico sulla città, campo di lotta tra i poteri finanziari ed economici e quelle resistenze diffuse che si battono per un modello urbano più giusto e solidale. Laurentina resiste! Tutte le immagini sono di Simona Pampallona SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo A Roma l’occupazione Laurentina resiste e rilancia proviene da DINAMOpress.
Soldi per i quartieri, non per la guerra. Per il diritto alla casa e alla città! – di Comitato Inquilini Aler Torri Saponaro
Negli ultimi mesi Milano è stata al centro delle cronache e anche di molte iniziative politiche dal basso. Per un verso i tanti scandali politico-urbanistici, per un altro – strettamente intrecciato – la condizione sempre più insostenibile del vivere e dell’abitare nella “città modello”; a tenerli insieme la teorizzazione di diversi assessori e amministratori [...]
“Cambiare Tutto!” a Roma: dal modello Giubileo a un’alternativa popolare e indipendente
È stata un successo l’assemblea che si è svolta ieri mattina al Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz (MAAM). “Cambiamo tutto!” era lo slogan su cui è stata chiamata da Potere al Popolo, in continuità con l’assemblea nazionale omonima che si è tenuta lo scorso 25 ottobre al Nuovo Cinema […] L'articolo “Cambiare Tutto!” a Roma: dal modello Giubileo a un’alternativa popolare e indipendente su Contropiano.
“Piano Casa”: il governo Meloni di fronte alla crisi abitativa strutturale
In questi giorni il governo Meloni sta discutendo del “Piano Casa”. Creazione dell’Autorità per l’Esecuzione degli Sfratti, abbreviate le procedure e le tempistiche: tutto sembra aggravare una situazione di crisi abitativa già critica. È infatti chiave collocare questa risposta governativa in un trend più ampio di assenza di politiche significative per il diritto all’abitare e, al contrario, in una cultura dove la proprietà della casa e la tutela dei proprietari sono al centro. In Piemonte, è un periodo importante per attenzionare questi temi: i recenti risultati della graduatoria per la casa popolare di Torino fotografano una situazione drammatica. Ne parliamo con Daniela Leonardi, ricercatrice e autrice di La colpa di non avere un tetto.
Serve una nuova legge sugli affitti, basta con la speculazione
Dal 2021, ovvero nel bel mezzo della crisi socioeconomica scatenata dalla pandemia, come Movimento per il Diritto all’Abitare e ASIA-USB ci siamo messi al lavoro insieme a tante realtà e persone singole per elaborare una proposta di legge che rendesse finalmente esigibile il diritto all’abitare, e che desse una risposta […] L'articolo Serve una nuova legge sugli affitti, basta con la speculazione su Contropiano.
[2025-11-28] 30 ANNI DI AUTORECUPERO @ Autorecupero San Tommaso
30 ANNI DI AUTORECUPERO Autorecupero San Tommaso - Via san Tommaso D'Aquino 11a (metro a Cipro) (venerdì, 28 novembre 18:00) 30 ANNI DI AUTORECUPERO: CASA, TERRITORIO, CULTURA, SOCIALITÀ Quest'anno la Cooperativa Corallo compie 30 anni. Vi aspettiamo per festeggiare insieme Venerdi 28 Novembre dalle 18, negli spazi sociali dell'Autorecupero in via San Tommaso d'Aquino 11/A. Sarà un momento per celebrare le vittorie collettive e i traguardi che abbiamo raggiunto insieme, dal 1995 ad oggi. Per confrontare la nostra esperienza con quella delle altre realtà che ogni giorno sono impegnate sul territorio della nostra città nella lotta per la casa e il diritto all'abitare, e non solo. Per mettere a fuoco percorsi e metodologie del futuro, con la certezza che il nostro obiettivo resta uno: l'assegnazione dell'immobile che dal 1995 viviamo, gestiamo, autorecuperiamo, che oggi ospita più di 20 famiglie. Ci vediamo il 28!