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Accoglienza comunitaria
-------------------------------------------------------------------------------- Pixabay.com -------------------------------------------------------------------------------- Dal 2015, il programma di Accoglienza diffusa della Caritas di Roma ha riguardato un migliaio di persone, un quarto dei quali minorenni, coinvolgendo oltre cento comunità ospitanti tra parrocchie e istituti religiosi. Avviato con il Giubileo del 2000, il programma ha vissuto un vero salto di qualità con l’appello di papa Francesco che undici anni fa ha invitato ogni comunità a ospitare una famiglia di profughi. Da subito la proposta è andata oltre la fornitura di un alloggio cercando la disponibilità di comunità che accompagnassero gli ospiti verso l’autonomia. “L’Accoglienza diffusa è dunque una risposta complessa che persegue l’integrazione di una persona attraverso la costruzione di una rete sociale, una palestra di cittadinanza e di solidarietà che si pone al fianco di chi vive la povertà abitativa”, scrive Giustino Trincia, direttore Caritas di Roma, nel quaderno L’accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozioni (curato dell’Area Studi e Comunicazione della Caritas. In questi dieci anni il programma si è sviluppato lontano dai riflettori della ribalta e si è articolato in diverse forme, dall’accoglienza straordinaria per richiedenti asilo (CAS), ai percorsi di seconda accoglienza del progetto “Ero Forestiero” e dei senza dimora che escono dagli ostelli, fino alla grande mobilitazione per l’emergenza Ucraina che ha coinvolto quarantaquattro strutture diocesane, dimostrando che l’accoglienza comunitaria è l’unica capace di rispettare la dignità delle persone ed evitare l’alienazione dei grandi centri collettivi. “Non siamo chiamati a salvare nessuno ma a camminare insieme come persone tra persone”, aggiunge Trincia. Come? Con un orizzonte profondamente politico: “Costruendo ponti lì dove il mercato e l’indifferenza vorrebbero costruire muri”. Per questo, secondo il direttore della Caritas romana, si tratta di un’esperienza che in realtà “potrebbe essere accolta in un panorama che travalica il perimetro ecclesiale, per proporsi come una delle ulteriori vie possibili per arginare prima, e ridurre poi, quella insostenibile povertà abitativa che attanaglia Roma da ormai troppi decenni…”. Il quaderno sull’accoglienza diffusa è stato presentato a Roma il 13 febbraio (foto a lato), il giorno dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge che inasprisce le norme sui migranti. Nel corso dell’incontro, tra gli altri, è intervenuto don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana, prendo posizione contro quel disegno di legge che «esclude il valore e la possibilità dell’accoglienza». -------------------------------------------------------------------------------- Leggi e scarica il rapporto completo curato dalla Caritas di Roma: Quaderni_Caritas_7_2026Download -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Accoglienza comunitaria proviene da Comune-info.
February 20, 2026
Comune-info
[2026-02-23] E' ATER ad essere in debito @ ATER
E' ATER AD ESSERE IN DEBITO ATER - Lungotevere Tor di Nona, 1, 00186 Roma RM (lunedì, 23 febbraio 10:00) I quartieri di case popolari non sono quartieri di serie B! LUNEDÌ 23 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ATER ATER, l’ente incaricato della gestione del 70% del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica a Roma, è commissariato dal 2014. Gestisce decine di migliaia di alloggi, la maggior parte costruiti fra gli anni ’40 e gli anni ’80. Questo patrimonio pubblico, che rappresenta la principale soluzione abitativa prevista dalle istituzioni per le persone che non riescono ad affrontare i prezzi in continua crescita del mercato degli affitti, o ad accedere a un mutuo, è lasciato in un grave stato di abbandono da decenni. Vivere dentro una casa popolare significa ammalarsi per le infiltrazioni e per la muffa, significa rischiare di non avere il riscaldamento. Significa non ricevere alcuna risposta quando si contatta l’ATER per segnalare un cornicione pericolante. Significa essere umiliati/e quando ci si reca negli uffici dell’ente e non si hanno tutti i documenti richiesti. Significa vivere con lo stigma di essere del Quarticciolo, del Laurentino 38, di Primavalle o di San Basilio. La misura è colma, ora devono ascoltarci! Da inizio 2026 non è passata una settimana senza che ci piovesse dentro casa, senza che in un condominio crollasse un solaio, senza che ci arrivasse notizia di un appartamento in fiamme per gli impianti elettrici difettosi. Mentre gli alloggi abitati cadono a pezzi per l’incuria, ATER vuole iniziare un nuovo cantiere al sesto ponte del Laurentino 38 dopo aver lasciato marcire tra le macerie e gli abusi il cantiere del quinto ponte. Un nuovo cantiere che resterà incompiuto, un nuovo tassello nella speculazione che produce espulsione dalla città per chi non può permettersela e porterà con sé lo sgombero del centro sociale che da 35 anni lotta in quartiere con chi rivendica una casa. Nel frattempo su Quarticciolo sono stati annunciati 30 milioni di fondi dalla Regione sul patrimonio ATER. Vogliamo avere garanzie su tempi e interventi puntuali, vogliamo che gli/le abitanti, che conoscono il territorio dove vivono, possano avere voce in capitolo. La Regione ha annunciato che verrà finalmente realizzata la seconda palazzina di via Ugento e assegnati gli alloggi completati della prima. Gli/le abitanti che hanno lottato da 5 anni per questi alloggi hanno diritto all’assegnazione di queste abitazioni. È ATER che è in debito con chi abita nei quartieri popolari, è ATER ci deve delle risposte. LUNEDÌ 23 FEBBRAIO ORE 10 DAVANTI AD ATER Lungotevere Tor di Nona, 1 DAI QUARTIERI POPOLARI PORTIAMO LE BACINELLE, LE UNICHE CHE CI HANNO AIUTATI/E CON LE  INFILTRAZIONI D’ACQUA DURANTE TUTTO L’INVERNO Comitato di quartiere Quarticciolo Coordinamento popolare Laurentino 38
February 19, 2026
Gancio de Roma
[2026-02-06] Presentazione e dibattito sul libro "Abitare in Affitto. Le nuove frontiere dell'estrattivismo immobiliare" @ LOA Acrobax
PRESENTAZIONE E DIBATTITO SUL LIBRO "ABITARE IN AFFITTO. LE NUOVE FRONTIERE DELL'ESTRATTIVISMO IMMOBILIARE" LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo (venerdì, 6 febbraio 18:30) 📍Vi aspettiamo domani sera dalle 18:30 in Lunfarda 📍Prenotate il vostro tagliere speciale “ Negli ultimi decenni, l’ affitto ha cessato di essere una scelta abitativa residuale per diventare uno dei principali terreni di estrazione di valore. In Abitare in affitto, Chiara Davoli e Stefano Portelli offrono un’analisi lucida e approfondita della crisi abitativa in corso, descrivendola come una dei problemi sociali più trascurati del nostro tempo.” Nella nostra metropoli, in cui l’estrazione del valore avviene sfruttando i quartieri e la loro gentrificazione, presentiamo questo testo in cui un’accurata analisi si affianca a una prospettiva politica radicale. Lo faremo insieme agli autori Chiara Davoli e Stefano Portelli. Vi aspettiamo Venerdì 6 Febbraio alle ore 18.30 in @la_lunfarda2.0 ad Acrobax. A seguire i taglieri speciali, vini e birre artigianali.
February 6, 2026
Gancio de Roma
Davos e quelle mani invisibili sull’abitare
Al Forum economico mondiale imperversano colossi finanziari come Blackrock, che controllano il mercato immobiliare. Il diritto alla casa diviene un privilegio per pochi. Anche quello di studenti e studentesse. di Chiara Davoli (*) Il World Economic Forum, svoltosi a Davos, ha confermato lo strapotere dei grandi fondi d’investimento nel determinare non solo le dinamiche economiche globali, ma anche le scelte
February 3, 2026
La Bottega del Barbieri
Milano: voi Olimpiadi, noi Utopiadi
5-6-7-8 febbraio: quattro giorni di mobilitazioni e tre giorni di TAZ per riappropriarci della città pubblica, abbandonata, privatizzata, saccheggiata. (*) Con tre vignette “rubate” a Mauro Biani. E in coda un nostro link. 5/2: contestiamo l’arrivo della fiaccola olimpica a Milano 6/2: apertura delle Utopiadi e iniziative diffuse nel giorno della cerimonia di inaugurazione allo stadio Meazza 7/2: manifestazione nazionale
February 2, 2026
La Bottega del Barbieri
Dal modello Trump agli sgomberi e un attimo
Sabato 10 gennaio in piazza a fianco del Venezuela. Giovedì 15 gennaio alle ore 18 a piazza Vittorio Assemblea pubblica #stopsgomberi #nonuovodlsicurezza Nel giro di poche ore abbiamo assistito al rapimento di un capo di stato, condito da diverse minacce di annessione contro altri paesi sovrani, e alla vera e […] L'articolo Dal modello Trump agli sgomberi e un attimo su Contropiano.
January 10, 2026
Contropiano
Tra le macerie del neoliberismo urbano
-------------------------------------------------------------------------------- Atene. Foto Unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- Per Natale, un amico mi ha regalato un libro che invito tutti a leggere: Turisti a casa nostra. Tra le macerie invisibili del neoliberismo urbano, di Antonio Di Siena. Parla di quello che sta succedendo nella dimenticatissima Grecia, per poi parlare di tutto il Sud Europa – Portogallo, Spagna e Italia compresi. Tutti ricordano la grande crisi greca attorno al 2010, con un referendum che respinge le condizioni capestro imposte dall’Unione europea per un prestito, referendum poi respinto a sua volta dal governo: si è passati poi a permettere i licenziamenti senza motivazioni, a tagliare le pensioni e a sospendere le contrattazioni collettive. In particolare, si è imposto di far pagare la crisi delle banche ai debitori, i milioni di greci che prima della crisi avevano fatto un mutuo per la casa o per far studiare i figli: da qui centinaia di migliaia di case private messe all’asta online. Con le banche che facevano di tutto quindi per impedire la restituzione dei debiti. Case poi riciclate nell’industria internazionale degli affitti brevi. Ad Atene oggi “gli host mono annuncio, il piccolo proprietario che affitta la casa della nonna, generano appena il 15-20 per cento del mercato short term rental. Tutto il resto è appannaggio di società immobiliari, gestori multipli e property manager”. Per inciso, a Firenze il 69,7 per cento degli annunci è attualmente gestito da host imprenditoriali con tante proprietà. Il libro racconta tante storie di questi giorni ad Atene. Che sono le storie di tutta l’Europa meridionale, in cui tutti noi ci riconosciamo (Antonio Di Siena presenta anche una tesi fondamentale, quello del welfare surrogato, che però merita un approfondimento a parte.). -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Tra le macerie del neoliberismo urbano proviene da Comune-info.
December 26, 2025
Comune-info
Roma. “All we need is home”, ma il fattore umano della questione abitativa viene tenuto fuori dalla porta
“Vogliamo una Capitale giusta nella quale nessuno sia escluso. Vogliamo una città su misura di coloro che la vivono”. Sono queste le parole vergate dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri che fanno da incipit al catalogo distribuito alle persone convenute al convegno “All we need is home” organizzato dall’amministrazione capitolina […] L'articolo Roma. “All we need is home”, ma il fattore umano della questione abitativa viene tenuto fuori dalla porta su Contropiano.
December 12, 2025
Contropiano
A Roma l’occupazione Laurentina resiste e rilancia
«Questə bambinə che vedi giocare in cortile sono tuttə natə qui», mi dice Duilia, occupante fin dall’inizio della palazzina di via dei Radiotelegrafisti 44. Quaranta famiglie, più di cento persone provenienti da molti paesi, abitano da 17 anni in una palazzina di cinque piani occupata nel 2008. Siamo nel quartiere Giuliano Dalmata a Roma. Questa parte di città, nata negli anni ’30 come villaggio per gli operai impegnati nei lavori per la realizzazione dell’Esposizione Universale, dopo la guerra è stata destinata alle e agli esuli che lasciavano la Dalmazia, Fiume e Istria. di Simona Pampallona Negli anni il quartiere si è allargato e il valore di mercato degli immobili è cresciuto, vista la posizione del vicino all’EUR, ben servito dal trasporto pubblico, con una buona distribuzione dei servizi, delle scuole e delle attività commerciali. Insomma un bel posto dove abitare. «Oggi – continua Duilia – è molto difficile vivere qui. Servirebbero lavori di manutenzione e di recupero» e aggiunge: «vivere in occupazione dopo il decreto Lupi e la legge 80 del 2014 ha reso impossibile ottenere la residenza. Alcune famiglie come la mia si sono viste addirittura revocare la residenza che avevano ottenuto in precedenza». La palazzina occupata era una delle due costruite in via dei Radiotelegrafisti, entrambe con destinazione residenziale. Poi una è stata destinata a uffici della Stefer, società controllata dalla Regione Lazio, in seguito confluita nel consorzio Acotral, oggi Cotral. Nel 2007 l’azienda iniziò il percorso di separazione nella gestione di infrastrutture e servizio, completato nel 2008 con la formazione di Cotral Patrimonio, responsabile dei beni mobili e immobili della società. La palazzina degli uffici fu abbandonata, rimase vuota per alcuni anni, prima di diventare la casa di chi una casa non l’aveva. di Simona Pampallona Sono quasi 10mila a Roma le persone che vivono in case occupate (lasciate vuote o invendute). Tanti nuclei familiari con redditi bassi o senza alcun reddito, anziani e giovani coppie, persone separate e single, immigratə che per avere un tetto sulla testa sono stati costretti a occupare palazzi pubblici o privati abbandonati, oppure alloggi lasciati vuoti, non potendo accedere al mercato privato o alle assegnazioni del patrimonio pubblico. > Le occupazioni di immobili hanno consentito a molte famiglie di avere un tetto > sulla testa, ma la soluzione non può rimanere questa. Servono case pubbliche > acquisendo gli immobili che gli enti dismettono, quelli che i proprietari > privati hanno realizzato e sono ancora vuoti, bisogna recuperare quelli > inutilizzati, evitando di consumare altro suolo e aggiungere altro cemento in > una città che ne è stata divorata. A luglio del 2023 il Consiglio Comunale di Roma ha approvato il Piano strategico per il diritto all’abitare 2023-2026, con il quale si impegna a investire risorse per superare la così detta “emergenza abitativa” attraverso il recupero del patrimonio pubblico e l’acquisto di immobili privati inutilizzati insieme a quelli che gli enti intendono dismettere. Il Piano prevede anche il rafforzamento dei programmi di recupero del patrimonio edilizio di sua proprietà e dei progetti di autorecupero riconoscendo esperienze importanti che dal basso hanno ridato vita ai vuoti urbani creati dalla rendita e dalla speculazione. di Simona Pampallona È quello che chiede la comunità di via dei Radiotelegrafisti: l’acquisizione e il recupero dello stabile da parte del comune. Si batte anche per l’uso pubblico dello spazio vuoto adiacente all’immobile per realizzare un parcheggio pubblico e un parco, che diventi spazio comune per tutto il quartiere. Domenica 7 dicembre per festeggiare i 17 anni di vita dell’occupazione Laurentina è stata organizzata una giornata di festa e discussione sul diritto alla casa e alla città. Un confronto pubblico sulla città, campo di lotta tra i poteri finanziari ed economici e quelle resistenze diffuse che si battono per un modello urbano più giusto e solidale. Laurentina resiste! Tutte le immagini sono di Simona Pampallona SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo A Roma l’occupazione Laurentina resiste e rilancia proviene da DINAMOpress.
December 10, 2025
DINAMOpress
Soldi per i quartieri, non per la guerra. Per il diritto alla casa e alla città! – di Comitato Inquilini Aler Torri Saponaro
Negli ultimi mesi Milano è stata al centro delle cronache e anche di molte iniziative politiche dal basso. Per un verso i tanti scandali politico-urbanistici, per un altro – strettamente intrecciato – la condizione sempre più insostenibile del vivere e dell’abitare nella “città modello”; a tenerli insieme la teorizzazione di diversi assessori e amministratori [...]
November 19, 2025
Effimera