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[2026-04-27] LABORATORIO DI AUTODIFESA ABITATIVA @ CSOAT Auro e Marco
LABORATORIO DI AUTODIFESA ABITATIVA CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (lunedì, 27 aprile 18:30) Sarà un momento per incontrarci e confrontarci su tutto ciò che ruota intorno all’abitare (una casa, un quartiere e una città) partendo dalle nostre esperienze e bisogni, cercando risposte e soluzioni nel mutuo appoggio e nella solidarietà. Se hai problemi col tuo proprietario, se hai subito una minaccia di sfratto, se pensi che la casa sia prima di tutto un diritto per tuttə, ci vediamo ogni lunedì alle 18:30 al CSOAT AURO E MARCO in Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 268.
April 23, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-20] Laboratorio di autodifesa abitativa @ CSOAT Auro e Marco
LABORATORIO DI AUTODIFESA ABITATIVA CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (lunedì, 20 aprile 18:30) Lunedì 20 Aprile dalle 18:30 ci vediamo al CSOAT AuroeMarco per il primo incontro del laboratorio di AutodifesaAbitativa di Roma sud. Sarà un momento per incontrarci e confrontarci su tutto ciò che ruota intorno all’abitare (una casa, un quartiere e una città) partendo dalle nostre esperienze e bisogni, cercando risposte e soluzioni nel mutuo appoggio e nella solidarietà. Se hai problemi col tuo proprietario, se hai subito una minaccia di sfratto, se pensi che la casa sia prima di tutto un diritto per tuttə, ci vediamo lunedì alle 18:30 in viale dei caduti nella guerra di liberazione,268.
April 20, 2026
Gancio de Roma
Proteggere Pisa
STUDIARE UN TERRITORIO COINVOLGENDO CHI LO ABITA È GIÀ UN MODO PER CAMBIARLO IN PROFONDITÀ. “PISA DEPREDATA” NON È UN’INCHIESTA GIORNALISTICA NÉ UNA RELAZIONE ACCADEMICA, MA UN PERCORSO COLLETTIVO DI CONOSCENZA E AZIONE PROMOSSO PER SALVARE LA CITTÀ DAL SACCHEGGIO DEL PATRIMONIO PUBBLICO, DAL CONSUMO DI SUOLO E DALL’OSSESSIONE DEL TURISMO. MA ANCHE PER FAR EMERGERE MOLTE ALTRE IDEE E PRATICHE DI CITTÀ -------------------------------------------------------------------------------- “Pisa Depredata” è un’inchiesta che nasce come processo collettivo di conoscenza e di azione politica proiettata verso il 2028 e oltre: oggi più che mai è in gioco il futuro della nostra città e purtroppo non solo di Pisa. Obiettivi, strumenti e metodo L’inchiesta è parte di un processo che mira a collegare analisi e intervento, conoscenza e conflitto; una ricerca realizzata sulla base di un metodo e di strumenti di impianto scientifico, che si affianca a iniziative pubbliche, momenti di partecipazione e riflessione, in una lettura politica-programmatica in cui la direzione è sempre quella di provare a invertire la tendenza con la costruzione di un’altra idea di città. Ecco perché “Pisa Depredata”: siamo attualmente di fronte a una città soffocata dagli interessi privati, in cui gli spazi di fruizione pubblica vengono sempre più cannibalizzati dalla speculazione, monetizzati in favore di pochi, e in cui le procedure della macchina amministrativa vengono piegate e semplificate per realizzare grandi operazioni speculative. Una città in cui è in atto un vero e proprio saccheggio del patrimonio pubblico, in cui i diritti, come quello alla casa e allo studio, diventano nei fatti preda di appetiti privati; eppure, una città che non è ancora perduta. Dal punto di vista degli strumenti, il lavoro si sviluppa attraverso una combinazione di fonti e pratiche: analisi di documentazione pubblica (atti amministrativi, piani urbanistici, bilanci, delibere), ricostruzione delle operazioni immobiliari e dei soggetti coinvolti, osservazione diretta delle trasformazioni urbane e confronto collettivo con la città. Al contempo segue un modello orizzontale di partecipazione dal basso, grazie a informazioni raccolte tramite questionari sottoposti alla cittadinanza, a segnalazioni e proposte emerse dal dialogo con i quartieri, a momenti di riflessione collettiva con iniziative pubbliche. A questi elementi si è affiancata una rielaborazione teorica, necessaria per collocare i fenomeni osservati dentro processi più ampi — in particolare quelli legati alla finanziarizzazione dell’abitare e alla trasformazione del ruolo dello Stato e del mercato immobiliare. La finalità non è di produrre una mappatura esaustiva, ma di individuare nodi significativi, casi esemplari e linee di tendenza capaci di restituire una lettura complessiva della città. Contestualmente è stato realizzato un sito, concepito come uno strumento “vivo” in costante aggiornamento, che possa rappresentare uno strumento di produzione di conoscenza e un punto di riferimento per approfondimenti teorici e programmi concreti, attraverso l’uso di mappe interattive e contenuti grafici in grado di permettere una lettura accessibile ed efficace dei contenuti L’oggetto della inchiesta Non è una ricerca neutrale ma un’analisi di impianto scientifico che punta a collegare la conoscenza al conflitto, fornendo strumenti per smontare le narrazioni dominanti della giunta Conti. I dati e le proiezioni future smentiscono ad esempio categoricamente il cavallo di battaglia della giunta Conti sbandierato anche in questi giorni in vista della approvazione del Piano Operativo Comunale: il ritorno ai 100.000 abitanti. La realtà descrive una città ferma a quota 90-91.000, destinata a calare ulteriormente entro il 2050. A questo si aggiunge che per chi a Pisa ci vive, o meglio, prova a viverci è ben chiaro come sia sempre più difficile l’accesso al mercato abitativo tra aumento degli affitti, a fronte di 4000 case sfitte, e nuovi 1.300 posti letto in hotel studenteschi che i grandi fondi immobiliari intendono realizzare in città, e anche come l’over tourism con il dilagare degli affitti brevi 1827) stia piano piano mangiando ogni spazio cittadino, Le politiche attuali, basate su grandi opere (dalla Darsena Europa, alla Tangenziale nord-est per arrivare alla nuova base militare nel Parco di San Rossore) e “mattone”, non attraggono residenti ma li espellono. Puntare tutto sulla gentrificazione, l’over tourism e la rendita immobiliare con mega piano di svendita del patrimonio pubblico ( solo il Comune di Pisa nel bilancio preventivo 2026 ha inserito 20 milioni di euro derivanti da alienazioni) l’arrivo dei grandi Fondi immobiliari produce un aumento del costo della vita che rende Pisa inaccessibile alle famiglie e agli studenti. Il “sacco” del quartiere di Santa Maria” con l’asse che va dall’operazione dell’ex-Santa Chiara, passando per la ex-Caserma Artale fino all’ex-Apes in Via Fermi è solo un caso eclatante, ma paradigmatico di un’inchiesta che analizzerà casi scandalosi di svendita e privatizzazione in tutta la città a partire anche da alcuni grandi recuperi avvenuti con il Pnrr, a partire dal Parco della Cittadella. Le prossime settimane con la discussione del Piano Operativo saranno un primo passaggio concreto e cruciale della nostra inchiesta contro il modello predatorio che la destra sta realizzando, fatto di consumo di suolo, la realizzazione di centinaia di posti auto cementificando le aree verdi, la prosecuzione di opere scelerate iniziare dal centro-sinistra come la Cittadella Aeroportuale e la mega area residenziale e ricettiva adiacente al Porto di Marina di Pisa “Da Pisa depredata” ad un’altra città possibile Abbiamo la ferma convinzione che esista una alternativa che si può costruire solo grazie ad una conoscenza e consapevolezza sempre più diffusa di questi processi. Per questo vogliamo portare questa inchiesta dentro la città, nelle assemblee, nei quartieri, ma anche in dibattiti e confronti che facciano crescere la nostra consapevolezza sul mondo e la città in cui viviamo. “Pisa Depredata“ è anche strumento a disposizione della cittadinanza, dei sindacati, dei movimenti e delle associazioni sia per una diffusione della informazione ma soprattutto per la mobilitazione diffusa a partire dai quartieri. È necessario un radicale cambio di paradigma: la città deve tornare a essere un bene comune amministrato per chi la abita, non una merce per gli affaristi. [Diritti in Comune (una città in comune, rifondazione comunista)] -------------------------------------------------------------------------------- La prima traccia di lavoro dell’inchiesta: Pisa Depredeta avvio inchiestaDownload -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Proteggere Pisa proviene da Comune-info.
April 15, 2026
Comune-info
Roma. Un promemoria sulle vicenda della scuola “8 marzo” a Magliana
Riceviamo e pubblichiamo da alcuni imputati nel processo per la scuola “8 Marzo”. Negli ultimi giorni le cronache romane sono tornate a parlare dell’occupazione della scuola “8 marzo” a Magliana (Roma), in particolare dopo un’iniziativa organizzata dall’Unione Inquilini a difesa delle famiglie che la occupano a cui ha partecipato Ilaria […] L'articolo Roma. Un promemoria sulle vicenda della scuola “8 marzo” a Magliana su Contropiano.
April 9, 2026
Contropiano
Bologna, Roma e Milano: le “Città in affitto” che escludono
Con il loro primo saggio edito da Laterza, i giornalisti del collettivo Gessi White mostrano i meccanismi che stanno trasformando le città italiane, rendendole sempre di più luoghi pensati per turisti, consumatori e investitori. L’attore pubblico si conferma il grande assente. Dagli studenti di Bologna ai 20.000 senza dimora di Roma, fino alla bolla finanziaria che avvolge Milano. Alice Facchini,
Campania, crescita e disuguaglianze: il rapporto Bankitalia 2025 tra economia e diritti
Una lettura del rapporto Bankitalia 2025 che mette in relazione sviluppo economico, vulnerabilità sociale e accesso effettivo ai diritti. Il rapporto della Banca d’Italia evidenzia una crescita moderata dell’economia regionale, ma anche la persistenza di forti disuguaglianze sociali e territoriali. Dal lavoro alla casa, il nodo è l’effettivo accesso ai diritti e il ruolo delle politiche pubbliche. Il rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Campania nel 2025 restituisce l’immagine di una regione in moderata crescita, sostenuta soprattutto dai servizi e da alcuni comparti industriali, ma ancora segnata da rilevanti fragilità strutturali. Il ridimensionamento dell’edilizia privata incentivata e il crescente peso degli investimenti pubblici delineano una fase di transizione del settore delle costruzioni, mentre il mercato del lavoro mostra miglioramenti che non riescono tuttavia a ridurre in modo significativo le disuguaglianze. I dati evidenziano la presenza di un’ampia area di vulnerabilità sociale, testimoniata anche dal numero elevato di famiglie beneficiarie di misure di sostegno al reddito. In questo contesto, lavoro e accesso all’abitazione assumono una dimensione centrale anche sul piano dei diritti, incidendo concretamente sulle condizioni di vita delle persone. Il contributo propone una lettura del rapporto che mette in relazione economia, politiche pubbliche e diritti fondamentali, evidenziando come la qualità dello sviluppo non possa essere misurata soltanto in termini di crescita, ma anche nella capacità di garantire inclusione, accesso ai servizi e riduzione delle disuguaglianze territoriali. Il rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Campania nel 2025 restituisce un quadro articolato delle dinamiche economiche regionali e consente di cogliere non soltanto l’andamento dei principali indicatori macroeconomici, ma anche le implicazioni che tali dinamiche producono sul piano sociale e territoriale. Dietro i dati sulla crescita si collocano infatti questioni centrali come il lavoro, l’accesso ai servizi, la qualità delle politiche pubbliche e, più in generale, l’effettività dei diritti. Nel primo semestre del 2025 il prodotto interno lordo regionale registra una crescita dell’1 per cento rispetto all’anno precedente, con una dinamica superiore alla media nazionale. Si tratta di un dato che segnala una certa capacità di tenuta del sistema economico campano, sostenuta in particolare dal settore dei servizi e da alcune componenti dell’industria manifatturiera. Tra queste, il comparto farmaceutico continua a rappresentare uno dei principali fattori di crescita, confermando un posizionamento competitivo ormai consolidato a livello internazionale. Allo stesso tempo, il rapporto evidenzia come altri settori, tra cui l’automotive, stiano attraversando una fase di significativa contrazione, legata sia ai processi di transizione tecnologica sia alle trasformazioni delle catene globali del valore. Il quadro che emerge è quindi quello di una crescita selettiva e non omogenea, nella quale la dinamica espansiva di alcuni comparti non riesce a compensare pienamente le difficoltà di altri. Una crescita che, pur presente, non si distribuisce in modo uniforme né tra i settori produttivi né, soprattutto, tra le diverse componenti sociali. Uno degli ambiti nei quali tali trasformazioni risultano particolarmente evidenti è il settore delle costruzioni. Negli anni precedenti, il comparto edilizio aveva beneficiato in modo rilevante degli incentivi fiscali legati al Superbonus e ad altre misure di sostegno all’edilizia privata. La progressiva riduzione di tali strumenti ha determinato una contrazione del valore degli interventi edilizi agevolati rispetto al 2024 e una diminuzione delle ore lavorate nel settore. Questo ridimensionamento non rappresenta soltanto la fine di una fase congiunturale favorevole, ma segnala una vera e propria transizione strutturale del comparto. Il rapporto evidenzia infatti come, parallelamente alla riduzione dell’edilizia privata incentivata, stia emergendo con maggiore forza il ruolo degli investimenti pubblici. La spesa degli enti locali per opere pubbliche registra un incremento significativo e interessa ambiti strategici quali le infrastrutture urbane, l’edilizia scolastica e l’edilizia residenziale. Si tratta di un cambiamento di prospettiva che attribuisce un ruolo sempre più centrale alla capacità programmatoria e attuativa delle amministrazioni pubbliche. In questo contesto, la qualità dell’azione amministrativa diventa un fattore determinante non solo per la crescita economica, ma anche per la qualità della vita delle comunità locali. La capacità di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti incide infatti direttamente sull’accesso ai servizi, sulla vivibilità degli spazi urbani e sulle opportunità di inclusione sociale. Il mercato del lavoro regionale mostra segnali di miglioramento, con un aumento dell’occupazione e una riduzione del tasso di disoccupazione. Tuttavia, la Campania continua a presentare livelli di disoccupazione sensibilmente più elevati rispetto alla media nazionale, evidenziando la persistenza di criticità strutturali. Anche il reddito disponibile delle famiglie registra una crescita moderata. Rimane tuttavia elevato il numero di nuclei che dipendono da strumenti di sostegno pubblico: il rapporto segnala infatti la presenza di oltre 160.000 famiglie beneficiarie dell’assegno di inclusione, dato che restituisce la dimensione di un’area di vulnerabilità economica e sociale ancora molto ampia. Questi dati non rappresentano soltanto indicatori economici, ma incidono direttamente sull’esercizio concreto di diritti fondamentali. La difficoltà di accesso a un lavoro stabile e a un reddito adeguato si riflette infatti sulla possibilità per molte persone di accedere a condizioni di vita dignitose, ai servizi essenziali e a un’abitazione adeguata. In questo senso, il lavoro non rappresenta soltanto un indicatore economico, ma una condizione essenziale per l’effettiva partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 4 della Costituzione, che riconosce il diritto al lavoro e promuove le condizioni che lo rendano effettivo. La questione abitativa rappresenta, sotto questo profilo, uno degli snodi più rilevanti. La difficoltà di accesso a un alloggio adeguato costituisce uno degli ambiti nei quali le disuguaglianze economiche si traducono in modo più evidente in disuguaglianze sociali. La precarietà abitativa incide infatti sulla stabilità dei nuclei familiari, sui percorsi educativi e lavorativi e, più in generale, sulle possibilità di inclusione. Il diritto all’abitare, pur non essendo espressamente formulato come diritto autonomo nella Costituzione italiana, trova fondamento nei principi di tutela della dignità umana e di uguaglianza sostanziale sanciti dall’articolo 3, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. In questo contesto, le politiche abitative – e in particolare quelle relative all’edilizia residenziale pubblica – assumono un ruolo strategico nel contrasto alle disuguaglianze e nella promozione di condizioni di vita dignitose, contribuendo a rendere effettivi diritti che altrimenti rischierebbero di rimanere solo formali. Il rapporto della Banca d’Italia richiama inoltre l’attenzione sul persistente divario territoriale tra Mezzogiorno e resto del Paese. Tale divario non è soltanto economico, ma riguarda la qualità delle infrastrutture, l’accesso ai servizi e le opportunità offerte ai cittadini. In questa prospettiva, la questione territoriale assume anche una dimensione di equità e non discriminazione, ponendo il tema della garanzia di diritti uniformi sull’intero territorio nazionale. La possibilità di accedere a servizi essenziali, a opportunità lavorative e a condizioni abitative adeguate non dovrebbe infatti dipendere dal contesto geografico di appartenenza. Le implicazioni per le politiche pubbliche risultano quindi particolarmente rilevanti. Il rapporto evidenzia come lo sviluppo economico non possa essere considerato separatamente dalle condizioni sociali e come sia necessario un approccio integrato che tenga insieme crescita, inclusione e coesione territoriale. La capacità amministrativa delle istituzioni pubbliche rappresenta, in questo quadro, un fattore decisivo. La gestione degli investimenti, la programmazione degli interventi e la capacità di integrare politiche economiche e sociali costituiscono elementi centrali per il funzionamento del sistema territoriale. Il rapporto restituisce dunque non soltanto una fotografia dell’economia regionale, ma anche uno strumento di riflessione sulle trasformazioni sociali in atto e sulle responsabilità delle politiche pubbliche. La crescita economica, pur presente, non appare ancora sufficiente a garantire un miglioramento diffuso e omogeneo delle condizioni di vita. Per questo motivo, la qualità dello sviluppo non può essere misurata esclusivamente in termini di prodotto interno lordo, ma deve essere valutata anche nella capacità di tradursi in diritti effettivi, accesso ai servizi e condizioni di vita dignitose. In definitiva, i dati economici assumono un valore che va oltre la dimensione statistica, diventando uno strumento per comprendere le dinamiche sociali e per orientare scelte pubbliche capaci di incidere concretamente sulla vita delle persone, riducendo le disuguaglianze e rafforzando la coesione territoriale. Redazione Napoli
March 19, 2026
Pressenza
Accoglienza comunitaria
-------------------------------------------------------------------------------- Pixabay.com -------------------------------------------------------------------------------- Dal 2015, il programma di Accoglienza diffusa della Caritas di Roma ha riguardato un migliaio di persone, un quarto dei quali minorenni, coinvolgendo oltre cento comunità ospitanti tra parrocchie e istituti religiosi. Avviato con il Giubileo del 2000, il programma ha vissuto un vero salto di qualità con l’appello di papa Francesco che undici anni fa ha invitato ogni comunità a ospitare una famiglia di profughi. Da subito la proposta è andata oltre la fornitura di un alloggio cercando la disponibilità di comunità che accompagnassero gli ospiti verso l’autonomia. “L’Accoglienza diffusa è dunque una risposta complessa che persegue l’integrazione di una persona attraverso la costruzione di una rete sociale, una palestra di cittadinanza e di solidarietà che si pone al fianco di chi vive la povertà abitativa”, scrive Giustino Trincia, direttore Caritas di Roma, nel quaderno L’accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozioni (curato dell’Area Studi e Comunicazione della Caritas. In questi dieci anni il programma si è sviluppato lontano dai riflettori della ribalta e si è articolato in diverse forme, dall’accoglienza straordinaria per richiedenti asilo (CAS), ai percorsi di seconda accoglienza del progetto “Ero Forestiero” e dei senza dimora che escono dagli ostelli, fino alla grande mobilitazione per l’emergenza Ucraina che ha coinvolto quarantaquattro strutture diocesane, dimostrando che l’accoglienza comunitaria è l’unica capace di rispettare la dignità delle persone ed evitare l’alienazione dei grandi centri collettivi. “Non siamo chiamati a salvare nessuno ma a camminare insieme come persone tra persone”, aggiunge Trincia. Come? Con un orizzonte profondamente politico: “Costruendo ponti lì dove il mercato e l’indifferenza vorrebbero costruire muri”. Per questo, secondo il direttore della Caritas romana, si tratta di un’esperienza che in realtà “potrebbe essere accolta in un panorama che travalica il perimetro ecclesiale, per proporsi come una delle ulteriori vie possibili per arginare prima, e ridurre poi, quella insostenibile povertà abitativa che attanaglia Roma da ormai troppi decenni…”. Il quaderno sull’accoglienza diffusa è stato presentato a Roma il 13 febbraio (foto a lato), il giorno dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge che inasprisce le norme sui migranti. Nel corso dell’incontro, tra gli altri, è intervenuto don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana, prendo posizione contro quel disegno di legge che «esclude il valore e la possibilità dell’accoglienza». -------------------------------------------------------------------------------- Leggi e scarica il rapporto completo curato dalla Caritas di Roma: Quaderni_Caritas_7_2026Download -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Accoglienza comunitaria proviene da Comune-info.
February 20, 2026
Comune-info
[2026-02-23] E' ATER ad essere in debito @ ATER
E' ATER AD ESSERE IN DEBITO ATER - Lungotevere Tor di Nona, 1, 00186 Roma RM (lunedì, 23 febbraio 10:00) I quartieri di case popolari non sono quartieri di serie B! LUNEDÌ 23 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE DAVANTI ATER ATER, l’ente incaricato della gestione del 70% del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica a Roma, è commissariato dal 2014. Gestisce decine di migliaia di alloggi, la maggior parte costruiti fra gli anni ’40 e gli anni ’80. Questo patrimonio pubblico, che rappresenta la principale soluzione abitativa prevista dalle istituzioni per le persone che non riescono ad affrontare i prezzi in continua crescita del mercato degli affitti, o ad accedere a un mutuo, è lasciato in un grave stato di abbandono da decenni. Vivere dentro una casa popolare significa ammalarsi per le infiltrazioni e per la muffa, significa rischiare di non avere il riscaldamento. Significa non ricevere alcuna risposta quando si contatta l’ATER per segnalare un cornicione pericolante. Significa essere umiliati/e quando ci si reca negli uffici dell’ente e non si hanno tutti i documenti richiesti. Significa vivere con lo stigma di essere del Quarticciolo, del Laurentino 38, di Primavalle o di San Basilio. La misura è colma, ora devono ascoltarci! Da inizio 2026 non è passata una settimana senza che ci piovesse dentro casa, senza che in un condominio crollasse un solaio, senza che ci arrivasse notizia di un appartamento in fiamme per gli impianti elettrici difettosi. Mentre gli alloggi abitati cadono a pezzi per l’incuria, ATER vuole iniziare un nuovo cantiere al sesto ponte del Laurentino 38 dopo aver lasciato marcire tra le macerie e gli abusi il cantiere del quinto ponte. Un nuovo cantiere che resterà incompiuto, un nuovo tassello nella speculazione che produce espulsione dalla città per chi non può permettersela e porterà con sé lo sgombero del centro sociale che da 35 anni lotta in quartiere con chi rivendica una casa. Nel frattempo su Quarticciolo sono stati annunciati 30 milioni di fondi dalla Regione sul patrimonio ATER. Vogliamo avere garanzie su tempi e interventi puntuali, vogliamo che gli/le abitanti, che conoscono il territorio dove vivono, possano avere voce in capitolo. La Regione ha annunciato che verrà finalmente realizzata la seconda palazzina di via Ugento e assegnati gli alloggi completati della prima. Gli/le abitanti che hanno lottato da 5 anni per questi alloggi hanno diritto all’assegnazione di queste abitazioni. È ATER che è in debito con chi abita nei quartieri popolari, è ATER ci deve delle risposte. LUNEDÌ 23 FEBBRAIO ORE 10 DAVANTI AD ATER Lungotevere Tor di Nona, 1 DAI QUARTIERI POPOLARI PORTIAMO LE BACINELLE, LE UNICHE CHE CI HANNO AIUTATI/E CON LE  INFILTRAZIONI D’ACQUA DURANTE TUTTO L’INVERNO Comitato di quartiere Quarticciolo Coordinamento popolare Laurentino 38
February 19, 2026
Gancio de Roma
[2026-02-06] Presentazione e dibattito sul libro "Abitare in Affitto. Le nuove frontiere dell'estrattivismo immobiliare" @ LOA Acrobax
PRESENTAZIONE E DIBATTITO SUL LIBRO "ABITARE IN AFFITTO. LE NUOVE FRONTIERE DELL'ESTRATTIVISMO IMMOBILIARE" LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo (venerdì, 6 febbraio 18:30) 📍Vi aspettiamo domani sera dalle 18:30 in Lunfarda 📍Prenotate il vostro tagliere speciale “ Negli ultimi decenni, l’ affitto ha cessato di essere una scelta abitativa residuale per diventare uno dei principali terreni di estrazione di valore. In Abitare in affitto, Chiara Davoli e Stefano Portelli offrono un’analisi lucida e approfondita della crisi abitativa in corso, descrivendola come una dei problemi sociali più trascurati del nostro tempo.” Nella nostra metropoli, in cui l’estrazione del valore avviene sfruttando i quartieri e la loro gentrificazione, presentiamo questo testo in cui un’accurata analisi si affianca a una prospettiva politica radicale. Lo faremo insieme agli autori Chiara Davoli e Stefano Portelli. Vi aspettiamo Venerdì 6 Febbraio alle ore 18.30 in @la_lunfarda2.0 ad Acrobax. A seguire i taglieri speciali, vini e birre artigianali.
February 6, 2026
Gancio de Roma