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Crescono le adesioni e la partecipazione alla costruzione del corteo a Catania
Sciopero generale del 30 ottobre contro guerra, riarmo e carovita Dal mondo del lavoro al mondo studentesco, dal mondo dell’antimafia e del transfemminismo alle realtà che hanno animato le piazze contro il genocidio e sostenuto le missioni di mare e di terra, dai comitati cittadini che da sempre lottano per […] L'articolo Crescono le adesioni e la partecipazione alla costruzione del corteo a Catania su Contropiano.
October 23, 2026
Contropiano
CALABRIA, SICILIA, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, MOLISE. AGRICOLTORI E TRASPORTATORI BLOCCANO IL SUD. CHI SONO E COSA CHIEDONO?
Contro il caro-carburanti protestano da giorni, al Sud, agricoltori e autotrasportatori, che minacciano un blocco nazionale dopo quelli in Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia, in corso fino a martedì. Da venerdì intanto la mobilitazione è arrivata anche in Molise e Campania; chiusa prima l’uscita dell’A30 a Nola, poi quella di Nocera-Pagani. In Calabria mezzi pesanti e trattori stazionano a bordo strada senza attuare blocchi totali ma provocando forti rallentamenti in punti nevralgici. La protesta degli autotrasportatori ha interessato ieri, per la prima volta, anche il territorio della Locride, oltre a essersi registrati blocchi e presidi ovunque a Sud, in provincia di Campobasso, poi da Eboli a Gela, da Brindisi a Catania. Bloccata anche l’entrata del Porto di Palermo. Una convergenza di lotte tra studenti e lavoratori si è registrata a Corigliano Rossano dove gli studenti delle scuole superiori sono scesi in corteo al fianco degli agricoltori sulla SS 106. Stessa cosa per Trebisacce, Cosenza, uno dei luoghi scelti per l’attuazione dei presidi dei Tir che stanno provocando disagi alla circolazione, dove gli studenti sono scesi in strada al fianco di autotrasportatori e agricoltori nelle loro proteste contro il caro carburante. Il governo prova a correre ai ripari convocando un tavolo per il 27 ottobre. Intanto in Calabria, Puglia e Basilicata manca già il carburante in diverse stazioni di servizio, dopo il blocco alla raffineria Eni di Taranto. Radio Onda d’Urto ha intervistato il giornalista e scrittore Pietro Comito, che segue da giorni le proteste in Calabria. Ascolta o scarica.
October 17, 2026
Radio Onda d`Urto
On The Road (again) ad Agrigento: perché diciamo no alla scuola in divisa
A darne notizia è il portale del Ministero degli Interni, dal quale si apprende che si è tenuta ad Agrigento, sul finire del mese di Settembre, l’ennesima iniziativa del progetto “On The Road”, in collaborazione anche con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (clicca qui per la notizia). L’iniziativa non è nuova e siamo intervenuti come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in diverse occasioni (clicca qui). Il progetto nasce nel 2007 ed è stato realizzata in numerose realtà italiane. Lo schema è sempre lo stesso, a coordinare il tutto vi è la Prefettura tramite un Protocollo territoriale, che mette insieme istituzioni, enti e organizzazioni operative della provincia. Siamo davanti alla martellante propaganda securitaria, ma anche ad una mistificazione delle problematiche sociali. Non è affiancando un poliziotto, un agente di polizia municipale o un militare della guardia di finanza che i giovani prenderanno coscienza delle problematiche. Sono altri i percorsi di sensibilizzazione delle giovani generazioni, a partire dai bisogni reali e non da quelli indotti secondo una logica securitaria. Il progetto andrebbe definito con altre modalità e approcci pedagogici, non mettendo al centro della società il ruolo delle forze dell’ordine, le logiche securitarie, l’insieme di norme che ruotano attorno ai Decreti sicurezza. La sensibilizzazione su questi temi si rende necessaria, ma per aprire gli occhi ai problemi reali della nostra società: la sanità e l’istruzione, bisognosi di finanziamenti, la manutenzione del territorio, la salvaguardia dei beni comuni, da tempo soggetti ad abbandono o privatizzazione. Chi parla di rafforzare la cultura della legalità e della sicurezza dovrebbe adoperarsi per una sicurezza sociale, oggi negata da anni di politiche improntate a tagli e riduzione di spesa, mentre si scopre che la nuova manovra assegna ben 4,6 miliari di euro (+ 0,19% PIL). Progetti del genere offrono una visione ristretta e parziale del concetto stesso di legalità, soffermandosi sull’operato delle forze dell’ordine e mai su cause e conseguenze della illegalità. La presa di coscienza dei problemi reali non rientra negli obiettivi delle Istituzioni. Siamo alla ricerca dei comportamenti deviati senza mai comprendere quali siano i percorsi di cura. Vogliono formare i cittadini e le cittadine di domani, ma si stratta di cittadini e cittadine incapaci di affrontare criticamente le problematiche sociali, l’esatto contrario di quella cittadinanza attiva, critica e disobbediente a regole ingiuste. Screenshot Osservatorio contro la militarizzaiozne delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Autostrade bloccate e presidi: al sud la protesta di camion e trattori si allarga
Nella notte tra martedì e mercoledì, nel Foggiano, i tir sono rimasti dov’erano da domenica 11 ottobre: ai caselli di Poggio Imperiale e di Cerignola, sulla Statale 17 all’altezza di Lucera, nelle aree di servizio lungo la 16. Accanto a loro agricoltori con i loro trattori, olivicoltori, ambulanti e armatori, uniti contro il prezzo del gasolio, che dal 6 ottobre ha perso anche l’ultimo sconto fiscale e alla pompa viaggia intorno ai 2,25 euro al litro. La Capitanata è oggi il cuore di una mobilitazione nata a fine settembre tra Calabria e Sicilia, arrivata in Puglia, Basilicata e con i primi episodi in Campania, e che ha già toccato l’A14 e l’A2. Il momento più duro è stato lunedì, quando la Prefettura di Campobasso ha chiuso in via cautelativa l’A14 tra Termoli e Poggio Imperiale, con mezzi pesanti in sosta e materiali sulla carreggiata. Il tratto è stato riaperto all’ora di pranzo, ma il casello di Poggio Imperiale è ancora presidiato. A Brindisi un autoarticolato messo di traverso sulla tangenziale, all’altezza dello svincolo per Bozzano, ha fermato a intermittenza la circolazione anche dopo l’incontro tra una delegazione di camionisti e il prefetto Guido Aprea. «Lo Stato deve vedere che se si ferma il trasporto si ferma il mondo», ha evidenziato la portavoce Cinzia Turco, titolare di un’impresa di trasporti. In Calabria i trattori occupano da giorni lo svincolo di Falerna, nel Lametino, e l’accesso all’A2 dalla Statale 18. A Castrovillari una cinquantina di trattori e una ventina di camion sono fermi sullo snodo di contrada Bianchino. A inizio ottobre, a Pizzo, un uomo seduto sull’asfalto dello svincolo autostradale, in lacrime davanti alle forze dell’ordine, era diventato l’immagine di tutta la protesta. La stessa quantità di gasolio che prima costava circa millecinquecento euro oggi ne costa duemilacinquecento: mille euro in più ogni quattro giorni di lavoro, spiegano i camionisti brindisini, mentre in Sicilia gli autotrasportatori stimano perdite tra settecento e novecento euro al giorno per ogni mezzo. Le richieste vanno da un tetto al prezzo del gasolio riservato alla categoria a pedaggi più bassi, passando per i costi minimi di sicurezza per arrivare allo sblocco immediato dei crediti d’imposta. Gli agricoltori aggiungono concimi, energia e la concorrenza di prodotti importati da Paesi dove lavoro e controlli costano meno. Ridurre tutto al caro benzina, ha scritto il comitato nato tra Cassano, Castrovillari, Cerchiara e Firmo, significa «non aver capito nulla». Le risposte del governo sono ritenute insufficienti, perché il taglio delle accise è scaduto e il decreto annunciato sulle accise mobili in Gazzetta Ufficiale non si è mai visto. Le associazioni di categoria avevano chiesto un incontro urgente già il primo ottobre e Salvatore Bella, alla guida degli autotrasportatori siciliani, racconta di aver chiesto un incontro a Salvini e al viceministro Rixi senza ricevere risposta. Nel frattempo Eni ha applicato uno sconto del venti per cento anche al gasolio agricolo e per la pesca venduto all’ingrosso, fuori dalla rete dei distributori, lasciando però fuori i camionisti. Martedì undici sigle nazionali dell’autotrasporto hanno scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi denunciando che, tra Foggia e Brindisi, alcuni autisti che non aderivano alla protesta sarebbero stati costretti a entrare nelle aree di servizio e lì trattenuti da mezzi messi di traverso. Chiedono più forze dell’ordine sulle strade e una risposta entro ventiquattro ore, ma, nella stessa lettera, sono concordi nel definire esorbitante il costo del gasolio. E nel frattempo le proteste aumentano: oggi la CIA ha portato gli agricoltori davanti a Montecitorio, mentre dal 16 al 20 ottobre si fermeranno gli autotrasportatori siciliani, con i camion nei piazzali e i semirimorchi immobili nei porti, oltre a quelli calabresi, con blocchi parziali lungo la Statale 18. Dal 21 il Movimento Popolare Nazionale annuncia un’azione congiunta con il trasporto, il 22 tocca ai pescatori, il 27 si torna in piazza a Roma. Sullo sfondo c’è lo Stretto di Hormuz, dove il traffico petrolifero arranca da quando, a fine febbraio, Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran e mentre il governo ragiona su accise, crediti d’imposta e possibili tavoli tecnici, nei piazzali di Brindisi e Foggia il ragionamento è molto semplice: le singole misure non bastano, serve un intervento strutturale per cambiare la situazione. The post Autostrade bloccate e presidi: al sud la protesta di camion e trattori si allarga appeared first on L'Indipendente.
October 14, 2026
L'INDIPENDENTE
Repressione in Sicilia – War on Antifa: NSPM-7 Defendants Union – Parcoursup e polizia predittiva@0
Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE IN SICILIA Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione. Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà. Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025 contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e repressione del conflitto sociale in Sicilia. / / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7 Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si classificava Antifa come network terroristico globale. FRANCIA: PARCOURSUP La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di formazione superiore. La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento. Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.
October 14, 2026
Radio Blackout - Info
Repressione in Sicilia – War on Antifa: NSPM-7 Defendants Union – Parcoursup e polizia predittiva@2
Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE IN SICILIA Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione. Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà. Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025 contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e repressione del conflitto sociale in Sicilia. / / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7 Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si classificava Antifa come network terroristico globale. FRANCIA: PARCOURSUP La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di formazione superiore. La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento. Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.
October 14, 2026
Radio Blackout - Info
Repressione in Sicilia – War on Antifa: NSPM-7 Defendants Union – Parcoursup e polizia predittiva@1
Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE IN SICILIA Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione. Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà. Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025 contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e repressione del conflitto sociale in Sicilia. / / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7 Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si classificava Antifa come network terroristico globale. FRANCIA: PARCOURSUP La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di formazione superiore. La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento. Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.
October 14, 2026
Radio Blackout - Info
Catania. Crisi Pfizer, dalla favola della “contrazione di mercato” al deserto industriale
La decisione di Pfizer di chiudere il reparto penicilline nello stabilimento di Catania e avviare la procedura di licenziamento collettivo per circa 330 lavoratori su 550 dipendenti rappresenta l’ennesima dimostrazione del metodo predatorio del capitale multinazionale. Questo taglio drastico, che cancella oltre la metà della forza lavoro diretta ed entra […] L'articolo Catania. Crisi Pfizer, dalla favola della “contrazione di mercato” al deserto industriale su Contropiano.
October 13, 2026
Contropiano
La Sicilia fa scuola? No, fa vetrina. La passerella agli Stati Generali dell’Istruzione a Palermo
Ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, il 14 e 15 ottobre, vanno in scena gli Stati Generali dell’Istruzione con l’atto finale di un percorso che è iniziato nel 2025, con otto incontri provinciali, rimasti in realtà mere tappe istituzionali non aperte ai territori. La presentazione ufficiale parla di grande ascolto dal basso per rilanciare la scuola siciliana, con INDIRE a garantire il supporto scientifico. Parole d’ordine: innovazione didattica, inclusione, legalità, intelligenza artificiale, contrasto alla dispersione, orientamento, sistema 0-6, filiera 4+2. Basta leggere le carte per capire che la ragione dell’evento è un’altra. Gli stessi documenti dell’Assessorato dicono che gli otto incontri, giunti al secondo anno consecutivo nel 2026, servono a «tracciare un bilancio delle iniziative avviate negli ultimi quattro anni dal governo Schifani». L’obiettivo, scritto nero su bianco, non è decidere insieme il futuro, ma illustrare gli interventi già attuati, quelli in fase di realizzazione, e quelli programmati, e comunicare quanto è stato realizzato finora. Non è una rifondazione, è una rendicontazione di fine mandato. E, infatti, la vetrina è già pronta: 700 milioni di euro annunciati e presentati come investimento in edilizia, nuove tecnologie, aule immersive e laboratori, progetti di educazione alla legalità e di contrasto al disagio. La scuola viene raccontata come cantiere, non come luogo dove si discute su cosa insegnare, come insegnare e perché in Sicilia quasi un ragazzo su cinque abbandona prima di finire il percorso scolastico o formativo. È qui il primo ribaltamento: si mette al centro l’hardware, non il software. Si contano i banchi, le LIM, i climatizzatori, non le ore di tempo pieno che mancano, non le cattedre di sostegno coperte al 70% da precari. La forma della partecipazione smentisce da sola la retorica dell’ascolto. L’invito formale è riservato ai dirigenti scolastici, con modulo da compilare e scadenza. Restano fuori tutti gli altri soggetti che la scuola la vivono ogni giorno: studenti e studentesse, genitori, personale ATA, docenti precari, educatrici dei nidi, il terzo settore che ogni giorno argina la povertà educativa nei quartieri. I docenti possono entrare nei workshop solo se iscritti dal dirigente. Questa non è un’assemblea di tutti gli ordini di scuola, è una platea selezionata dall’alto per avallare indirizzi già definiti. E le decisioni già prese hanno due nomi precisi: 0-6 e 4+2. Lo 0-6, sulla carta, dovrebbe essere la nostra frontiera più avanzata: il sistema integrato che tiene insieme nido 0-3 e scuola dell’infanzia 3-6, con pari dignità educativa e continuità pedagogica. È un principio sacrosanto, che viene dal miglior pensiero pedagogico italiano. In Sicilia significa, però, fare i conti con il vuoto. In oltre trecento comuni il nido non esiste proprio. A mancare non è il coordinamento pedagogico, mancano gli edifici, il personale, il servizio. Abbiamo una regione dove il diritto all’educazione nei primi mille giorni di vita è geograficamente negato. Parlare di sistema integrato senza partire da questi dati significa trasformare un diritto negato in una procedura da rendicontare. L’integrazione smette di essere una conquista materiale per bambine e bambini e famiglie e si riduce a un timbro, un attestato finale INDIRE che certifica l’integrazione di un servizio che nei fatti non esiste. Il 4+2 rende ancora più evidente la sua funzione ideologica. Oggi la secondaria di secondo grado dura cinque anni. Con la nuova filiera tecnologico-professionale diventa quattro anni a scuola più due anni di ITS Academy, l’alta formazione tecnica post-diploma. L’obiettivo dichiarato è accelerare il passaggio al lavoro e consentire l’allineamento ai modelli europei. In realtà è una biforcazione precoce e classista. A quattordici anni, in territori dove la dispersione sfiora il 19%, proporre un diploma quadriennale abbreviato e depotenziato significa creare un canale a basso valore legale fuori dal circuito prestabilito, cucito sui fabbisogni del tessuto produttivo locale. Per chi può permetterselo resta il quinquennio liceale e l’università, il tempo lungo dello studio, la possibilità di cambiare idea. Per gli altri, per i ragazzi delle periferie, delle aree interne, la filiera rapida rischia di diventare destinazione obbligata, la scorciatoia per poveri spacciata per modernità. A rendere tutto più moderno, il programma della due giorni propone come metodologie di supporto e orientamento le Thinking Routine di Harvard, nate per rendere visibile il pensiero critico, per insegnare a sostare nel dubbio. Qui, però, tali strategie educative vengono usate al contrario: come percorso di addestramento morbido per confermare la vocazione tecnica già scelta. Non servono a mettere in discussione, servono a razionalizzare. Messi in fila, 0-6 e 4+2 disegnano una linea retta senza interruzioni: al nido impari a conoscerti, a quattordici anni a progettarti, a diciotto a produrre. È lo slogan stesso del modulo di orientamento: “Dal conoscersi al progettarsi”. Sembra empowerment, in realtà è un binario unico in cui ogni tappa conferma la precedente, canalizza senza orientare. L’orientamento vero prevede crisi, ripensamenti, deviazioni, la possibilità di cambiare idea, anche quando costa tempo e fatica. E in questo quadro c’è un rimosso enorme, che rivela più di ogni altra cosa la natura di vetrina dell’evento: i CPIA, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti, creati per decreto nel 2012 e a regime dal 2015. Eredi delle vecchie scuole serali, oggi tengono in piedi, in tutta Italia, il percorso di circa 185 mila persone straniere che chiedono alfabetizzazione e titoli di studio; oggi i CPIA vengono indicati dallo stesso governo, nell’ultimo decreto scuola, come il perno per la formazione linguistica dei genitori stranieri. In tutto il paese sono 130 centri con 692 sedi associate. Il problema è rappresentato dalle carenze strutturali che i CPIA materialmente vivono: non dispongono di una sede propria e sono ospitati in locali di altre scuole, al pomeriggio, quando finiscono le lezioni regolari; non hanno organici stabili e sono penalizzati dall’assenza di insegnanti non specificamente formati. Ci sono, soprattutto nelle grandi città come Palermo e Catania, liste d’attesa consistenti. Risulta, così, evidente il paradosso: come si può organizzare un confronto, sull’integrazione, sull’inclusione, sullo 0-6, sul rapporto tra scuola e famiglie, lasciando fuori la rete che ogni giorno costruisce il ponte linguistico con quelle famiglie. La loro assenza ai Cantieri culturali non è una dimenticanza, è una scelta politica: i CPIA raccontano una scuola povera, senza sede, precaria, che non si può mettere in vetrina. A chiudere il cerchio arrivano due interventi simbolo che, più di ogni altro, rivelano l’ideologia di fondo nella preparazione dei lavori. Il primo è Geopop, un progetto editoriale di divulgazione scientifica che utilizza il format e il linguaggio dei social. Portare il modello dei milioni di views dentro la scuola significa suggerire velatamente che se la scuola non funziona è perché i docenti non sanno comunicare in modo abbastanza accattivante. È una scorciatoia pericolosa. Mafia e povertà educativa non diventano più comprensibili se rese “semplici, ingaggianti, memorabili”. Si trasformano in altro: si riducono a intrattenimento. Il secondo intervento è rappresentato dal modulo su competenze e valori come leva per la competitività europea. Qui il lessico tradisce tutto. La scuola smette di essere luogo di emancipazione, spazio di formazione delle cittadine e dei cittadini, e diventa leva, ingranaggio e strumento utile a competere con USA e Cina. L’alunna/o non è più persona, è capitale umano. Tutto questo rende finto il titolo stesso poiché la scuola smette di essere comunità che apprende e diventa brand regionale. Da un lato si dice “il sapere cresce quando le voci si incontrano“, dall’altro si celebra la presenza delle “voci più autorevoli“. Ma se il sapere ha bisogno di tutte le voci, una platea di soli autorevoli è la sua negazione. Un vero momento costituente farebbe l’esatto opposto. Partirebbe dai nodi rimossi: dai nidi comunali che mancano, dai Cpia senza sede e con le liste d’attesa, dal sostegno precario al 70%, dal tempo pieno ridotto a privilegio per pochi, da quel 4+2 che rischia di trasformarsi in scorciatoia per poveri. Un vero momento costituente restituirebbe potere vincolante, non consultivo, a chi la scuola la vive ogni giorno. AI CANTIERI ALLA ZISA NON SERVE UNA VETRINA. SERVE UN’ASSEMBLEA VERA. ‎ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università, Palermo -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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