TORINO: NUOVA UDIENZA DEL PROCESSO “SOVRANO” CONTRO ATTIVISTE/I DI ASKATASUNA, NERUDA E MOVIMENTO NO TAV
È ripreso oggi, lunedì 6 luglio 2026, al Tribunale di Torino, il dibattimento
del processo d’appello a carico di 16 attiviste e attivisti del Movimento No
Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda accusati –
nell’ambito dell’operazione “Sovrano” – di associazione a delinquere per aver
partecipato alle lotte sociali e ambientali tra il capoluogo piemontese e la Val
di Susa.
Durante la lunga udienza di oggi, l’ultima prima della pausa estiva, sono stati
ascoltati alcuni testimoni della difesa. Movimento No Tav, centro sociale
Askatasuna e Spazio Popolare Neruda, hanno fatto appello alla solidarietà,
rilanciando la campagna “Associazione a resistere” e invitando chi può a portare
all’interno dell’aula il proprio sostegno a imputate e imputati. All’udienza,
infatti, era presente una delegazione di No Tav della Val di Susa oltre a un
gruppo di giovani attiviste e attivisti.
“Fa specie constatare che c’è uno sguardo molto chiuso, riduzionista,
tecnicista, strettamente formale su dinamiche di questo tipo, che oggi è molto
diffuso in buona parte della magistratura”, commenta ai microfoni di Radio Onda
d’Urto Gian Luca Pittavino, militante del centro sociale Askatasuna, tra i
testimoni sentiti oggi in aula. “Per esempio, oggi in aula si è parlato di
abitudine alla prevaricazione in riferimento alla possibilità di fischiare o
contestare altre forze politiche in piazza – prosegue Pittavino – questo ci dà
un po’ il quadro del clima in cui si svolge questo processo, con intorno il
battage mediatico che viene condotto da anni e che è stato funzionale anche a
portare allo sgombero del centro sociale nel dicembre scorso”.
L’intervento su Radio Onda d’Urto di Gian Luca Pittavino, militante del centro
sociale Askatasuna di Torino e tra i testimoni sentiti in aula durante
l’udienza. Ascolta o scarica.