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17 LUGLIO 1936: SCOPPIA LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA, “L’INIZIO DI UNA RIVOLUZIONE SOCIALE IN DIVERSE AREE DEL PAESE”
Il 17 luglio 1936 segna l’inizio della Guerra civile spagnola. Le forze reazionarie spagnole, guidate da alcuni generali tra i quali il futuro dittatore Francisco Franco, tentano il colpo di stato convinte di conquistare il potere in breve tempo. In realtà, una rivolta di massa delle classi lavoratrici, che in diverse aree si traduce in un tentativo di rivoluzione sociale, impedisce alle forze nazionaliste di affermarsi in maniera relativamente rapida. I nazionalisti riusciranno a prevalere militarmente soltanto dopo tre anni di guerra civile, duri scontri e massacri ai danni degli insorti repubblicani. “Quando scoppia il colpo di stato, i lavoratori, i proletari, scendono in piazza, si armano, nonostante i delegati governativi nelle varie città all’inizio si rifiutino di fornire loro armi, e trasformano la risposta puramente militare in una vera e propria rivoluzione“, spiega Flavio Guidi, già ricercatore e storico all’Università di Barcellona, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Questo non avviene dappertutto nello stesso modo: a Barcellona, e in generale in Catalunya, avviene; avviene in Aragona e parzialmente a Valencia. A Madrid e in altre città della Spagna che non cadono subito in mano ai franchisti (cioè la maggioranza) c’è una risposta militare forte, i lavoratori si organizzano, collaborano in alcuni casi anche con settori delle forze dell’ordine fedeli alla Repubblica, come la Guardia de asalto e piccoli settori della Guardia Civil che non aderiscono al golpe, e riescono a sconfiggere i militari”. “In alcune zone, come la Catalunya o l’Aragona, non ci si limita però alla sconfitta militare dei franchisti. In queste aree lo scontro si trasforma anche in una rivoluzione sociale: vengono espropriate le fabbriche, sotto il controllo dei lavoratori viene nazionalizzato praticamente tutto“, continua Guidi sulla nostra emittente. “In breve tempo, già entro la fine di agosto – aggiunge lo storico – si chiarisce che all’interno del fronte repubblicano ci sono due posizioni principali, pur con sfumature interne: da un lato chi pensa sia necessario unire la lotta contro i militari golpisti alla rivoluzione sociale, e questi sono soprattutto gli anarchici della CNT (Confederación Nacional del Trabajo) e il POUM (Partido Obrero de Unificación Marxista); dall’altro chi pensa, invece, che il tema fondamentale è vincere la guerra civile e poi si penserà al futuro, e questi sono soprattutto il Partito Comunista ufficiale, la destra socialista e le varie formazioni repubblicane, oltre all’unico partito di destra che aderisce al fronte repubblicano, il Partito Nazionalista Basco“. A fine luglio, cioè a un paio di settimane di distanze dal tentativo golpista dei militari, i tre quarti dello stato spagnolo sono ancora nelle mani delle forze antifasciste e repubblicane, dalla Catalunya ai Paesi Baschi e fino a Madrid. In un primo momento, dunque, il tentativo di prendere il potere da parte delle forze reazionarie fallisce. Nei tre anni di guerra civile successivi, tuttavia, sul piano militare prevarranno le forze golpiste reazionarie, anche tramite l’intervento dell’Italia fascista e della Germania nazista. L’Unione Sovietica, invece, a partire dall’ottobre del 1936 sosterrà il fronte repubblicano con l’invio di armi. L’unico altro stato a sostenere la Repubblica fu il Messico. Tuttavia, con l’appoggio aereo di fascisti e nazisti le forze reazionarie riusciranno a sbarcare in Andalusìa, a conquistarla nel giro di un anno, avanzare verso Madrid e, alla fine, anche verso Barcellona. A novant’anni dal 17 luglio 1936, Radio Onda d’Urto ha intervistato Flavio Guidi, militante di Sinistra Anticapitalista di Brescia che ha vissuto a lungo in Catalunya, dove ha lavorato come ricercatore all’Università di Barcellona sul rapporto tra Spagna e Italia nel Novecento, in particolare durante la Guerra civile e la transizione. Ascolta o scarica.
July 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Il Libano, cinquanta anni dentro la guerra. Il rischio di uno “Stato fallito”
Una scheda storica per conoscere la realtà di un paese da cinquanta anni in guerra e diventato decisivo per gli assetti in Medio Oriente. Il seme della guerra civile libanese iniziata nel 1975, era stato piantato già nei decenni precedenti. Prima con il trattato Sykes-Picot nel 1916 tra Gran Bretagna […] L'articolo Il Libano, cinquanta anni dentro la guerra. Il rischio di uno “Stato fallito” su Contropiano.
June 15, 2026
Contropiano
TORINO: A 90 ANNI DALLA RIVOLUZIONE SOCIALE IN SPAGNA LA FEDERAZIONE ANARCHICA PROPONE TRE DOCUMENTARI CON INTERVISTE AI PROTAGONISTI DELL’INSURREZIONE
“Spagna 1936.La rivoluzione anarchica”. A 90 anni dalla rivoluzione sociale in Spagna la Federazione Anarchica Torinese propone tre documentari realizzati con filmati dell’epoca e interviste ai protagonisti dell’insurrezione e del processo rivoluzionario. L’iniziativa si terra’ venerdi 15 maggio alle ore 21 presso la sede della FAT in Corso Palermo 46 a Torino. I tre documentari sono: “Spagna 1936: l’utopia si fa storia”. Testi di Pino Cacucci (DVD 56′, b/n) Immagini girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT. Voci narranti: Paolo Rossi e Francesca Gatto. 18 luglio 1936 un sollevamento militare cerca di abbattere la repubblica. Il 19 luglio le popolazioni di Spagna insorgono. Protagonisti dell’insurrezione i lavoratori della CNT, l’organizzazione anarcosindacalista che nel proprio programma ha il comunismo anarchico e l’autogestione. Saranno tre lunghi anni di guerra civile, terminati con la sconfitta militare. Saranno gli anni in cui i lavoratori della Barcellona industriale e i contadini delle campagne esproprieranno le fabbriche, metteranno in comune le campagne, sperimentando concretamente l’anarchia. Le immagini, girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT per la diffusione all’estero, ci restituiscono il clima di quegli anni: le barricate di Barcellona, i volontari in armi, le donne con la tuta e il fucile, le campagne dove si lavorava senza padrone, le fabbriche in mano agli operai. In questa edizione il testo di Pino Cacucci ricostruisce l’epopea misconosciuta di quel triennio in cui l’utopia libertaria diventa storia. Le straordinarie immagini raccolte nelle strade e sui fronti mostrano in diretta il farsi storico di una rivoluzione che coinvolse milioni di persone. “Tra guerra e rivoluzione. Anarchici italiani in Spagna”. A cura di Claudio Venza, docente di storia all’Università di Trieste, e Paolo Gobetti dell’Archivio cinematografico nazionale della Resistenza. La testimonianza viva di alcuni tra le centinaia di anarchici accorsi in Spagna in sostegno alla rivoluzione sociale. “Gli anarchici e l’esperienza delle collettività agricole”. In questo video le testimonianze di alcuni dei protagonisti dell’autogestione delle terre espropriate ai padroni. La presentazione con Maria Matteo della Federazione Anarchica Torinese Ascolta o scarica 
May 14, 2026
Radio Onda d`Urto
Nazionalisti dei miei stivali
Al di là del ribrezzo per la volgarità degli attacchi agli attivisti della Global Sumud Flotilla, rivolti anche da alcune “alte cariche istituzionali” prontissime a chinarsi di fronte ad Israele, ci sono diversi aspetti della vicenda che riguardano l’assalto piratesco avvenuto davanti all’isola di Creta e il rapimento di Thiago […] L'articolo Nazionalisti dei miei stivali su Contropiano.
May 7, 2026
Contropiano
Verdure invece di mitragliatrici: costruire la pace con l’agricoltura biologica
Laddove prima infuriava una guerra civile, ora non c’è più fame, poca povertà e praticamente nessuna criminalità. Ciò che un sindaco filippino ha realizzato con il suo programma “Arms to Farms” nella città di Kauswagan, che conta 27.000 abitanti e 13 villaggi (barangay), non ha eguali. È la storia di successo di un comune dell’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, che si propone come modello a livello mondiale per la risoluzione delle sfide sociali. Dimostra inoltre che le cause dei conflitti bellici spesso risiedono in tutt’altro rispetto a quanto sembri a prima vista. L’iniziatore e la mente dietro questo successo ispiratore è il sindaco Rommel C. Arnado. L’uomo d’affari di successo si è rivelato un grande visionario e un pragmatico uomo d’azione. Aveva vissuto con la sua famiglia negli Stati Uniti per 28 anni, finché durante una visita nella sua terra d’origine non trovò condizioni desolate: una guerra civile decennale tra ribelli islamici e truppe governative aveva il suo epicentro nella provincia di Lanao del Norte e in particolare nella sua città natale. Quando i ribelli del Moro-Islamic Liberation Front (MILF) occuparono la città e presero 300 ostaggi, il presidente filippino si recò personalmente a Kauswagan e dichiarò letteralmente al MILF la «guerra totale». Ciò non portò alla pace, ma solo al protrarsi del conflitto violento e delle uccisioni. Rommel Arnado, invece, aveva una visione di «pace totale». Sebbene non avesse alcuna esperienza politica, decise di assumersi delle responsabilità. Nel 2010 si candidò a sindaco. Secondo le sue parole, la motivazione principale era un profondo senso di giustizia e responsabilità politica per il benessere delle persone – ma soprattutto la sua fede cristiana. Mentre tutti vedevano nella guerra civile principalmente un conflitto tra religione cristiana e islamica, Arnado giunse a una diversa conclusione, ovvero che le cause effettive degli scontri sanguinosi erano la grave povertà, la fame estrema e la corruzione dilagante. Ha così avviato l’audace e ambizioso progetto “From Arms to Farms”, che può essere descritto in modo più appropriato con lo slogan del movimento per la pace della DDR “Trasformare le spade in aratri”. L’AGRICOLTURA BIOLOGICA PORTA PACE, SALUTE E BENESSERE Il sindaco riuscì inizialmente a instaurare un dialogo con i capi ribelli, estremamente diffidenti e delusi da accordi politici o promesse non mantenute, e a conquistarli poco a poco alla sua idea: portare pace e benessere a Kauswagan e nella regione circostante attraverso l’agricoltura e una politica responsabile. All’inizio era rischioso raggiungere i campi dei ribelli nella giungla. Probabilmente sarebbe stato ucciso già lungo il tragitto se non avesse conosciuto alcuni dei “kumander” dai tempi della scuola e dal campo da basket. Una consulente per l’agricoltura biologica accanto a un ribelle a Kauswagan. © Bernward Geier Per il sindaco Arnado era chiaro che il suo programma agricolo sarebbe stato sostenibile solo se basato sui metodi naturali dell’agricoltura biologica e non gravato dai costi elevati di fertilizzanti, sementi e pesticidi. I capi ribelli della regione e le loro truppe si sono quindi fatti formare all’agricoltura biologica e reintegrare nei loro villaggi. Alla fine, 15 “kumander” del MILF con le loro truppe aderirono al programma “From Arms to Farms”, grazie al quale circa 5.000 guerriglieri smisero di combattere e uccidere e si impegnarono per la pace. Il sindaco Rommel non ottenne il consenso con l’approccio pacifista «creare la pace senza armi», poiché non aveva chiesto ai combattenti di consegnare le armi. Al contrario, li esortò dicendo: «Non voglio che consegniate le vostre armi, ma che apriate i vostri cuori». Questo approccio si rivelò vincente. Quando si apre il proprio cuore al nemico, non si vuole più ucciderlo. E l’incredibile è avvenuto: oggi cristiani e musulmani vivono insieme nella regione di Kauswagan in modo pacifico, solidale e amichevole. “Non solo ha trasformato i guerriglieri in agricoltori biologici. Nel suo consiglio comunale, in una regione a maggioranza musulmana, un quarto dei membri sono donne e ha riservato un seggio nel consiglio a un giovane, che può essere eletto dai giovani a partire dai 15 anni”, così il leader ribelle “Kumander Bravos” descrive la sua visione dello sviluppo avviato da Arnado e da “Arms to Farms”. «Ogni villaggio è rappresentato nel consiglio comunale da un “capitano” eletto dagli abitanti», continua. Rommel ha anche avviato un ampio programma di formazione in cui giovani e adulti possono qualificarsi per diverse professioni. Le esperienze con l’agricoltura biologica hanno portato anche a una protezione sistematica della natura a Kauswagan. «Così, quasi tutta la costa è stata dichiarata riserva naturale». LA FIDUCIA È IL FONDAMENTO DELLA PACE La maggior parte dei ribelli è tornata alle proprie radici come agricoltori. Non solo hanno ricevuto una formazione sull’agricoltura biologica, ma hanno anche ottenuto assistenza tecnica da un consorzio di macchine agricole, oltre a prestiti per l’acquisto di sementi e fertilizzanti biologici. Ciò è stato possibile, tra l’altro, grazie al sostegno della Fondazione cattolica Francesco d’Assisi. Gli ex combattenti hanno così sperimentato per la prima volta nella loro vita che un politico mantiene le promesse. Grazie a questa base di fiducia, in un tempo straordinariamente breve è stato possibile convertire al 100% l’agricoltura di Kauswagan ai metodi biologici. L’organizzazione per l’agricoltura biologica di Kauswagan durante la distribuzione di piantine. © Comune di Kauswagan, Lanao del Norte, via FB Ciò ha portato a un aumento significativo della produzione alimentare, incrementando così del 40% il reddito degli agricoltori. Insieme ai programmi per circa 150 pescatori, ciò ha contribuito in modo significativo a far sì che oggi a Kauswagan non ci sia più fame. Tutto questo è stato reso possibile soprattutto grazie al potenziamento del dipartimento agricolo dell’amministrazione comunale. Dei 300 dipendenti del municipio, ben 50 concentrano le loro energie e il loro lavoro sul settore agricolo, compreso un liceo agrario con 120 studenti. Attualmente, in collaborazione con l’Università statale di Mindanao, è in fase di realizzazione un campus dedicato all’agricoltura. Ulteriore prosperità è derivata dall’insediamento di una centrale a carbone, che oggi dà lavoro a 500 persone, nonché dalla rinascita del turismo, che si era arrestato durante la guerra civile. Sulla scia della ripresa sono sorte molte piccole imprese e attività commerciali nei settori più disparati, che a loro volta garantiscono posti di lavoro sicuri e un reddito agli abitanti. Di conseguenza, dal suo primo mandato nel 2010 (nel frattempo è stato rieletto quattro volte), il sindaco ha aumentato in modo significativo il gettito fiscale della città, che era praticamente pari a zero, consentendo oggi numerosi investimenti nell’ulteriore sviluppo di Kauswagan. L’ISTRUZIONE È LA BASE DELLO SVILUPPO Per gli enormi progressi nel campo dell’alfabetizzazione, Kauswagan è stata insignita per quattro volte del premio nazionale per l’istruzione. Il sindaco è riuscito a tenere sotto controllo anche il problema della tossicodipendenza, grave anche nelle Filippine. Da un lato, il consumo di droga è strettamente legato alla povertà e, dall’altro, con il “Balay Silangan Center” ha creato un centro di riabilitazione noto ben oltre i confini di Kauswagan, dove anche persone provenienti da altre città e province possono seguire una terapia di disintossicazione gratuita. Ormai in città non c’è praticamente più criminalità. Campagna pubblicitaria del Comune di Kauswagan contro il consumo di droga. © Comune di Kauswagan, Lanao del Norte, via FB «Il sindaco Arnado è un dono del cielo», afferma con entusiasmo l’ex tesoriere comunale Laudacio Lacang descrivendo i cambiamenti avvenuti nell’ex città fantasma. «Ha trasformato questo comune dalle ceneri in un paradiso. È un modello di eccellenza, un pacificatore e un promotore dello sviluppo economico». Il sindaco Arnado è sinonimo di lungimiranza, coraggio, saggezza e umanesimo vissuto. Egli stesso, tuttavia, non lascia dubbi sul fatto che tutto ciò sia stato possibile solo perché si sono riunite persone accomunate da un sogno di pace. La storia di successo di Kauswagan ha quindi un padre e molti genitori. In primo luogo i leader ribelli e i capi di quartiere (Barangay Captains), nonché il consiglio comunale e i dipendenti dell’amministrazione comunale. Il processo di pace e lo sviluppo sostenibile esemplare di Kauswagan hanno ormai raggiunto un alto grado di notorietà nelle Filippine e in Asia. L’anno scorso Kauswagan ha vinto (tra quasi 1.500 candidati) il concorso nazionale per il comune più innovativo e sostenibile del Paese. A dicembre, a Ginevra, Rommel Arnado ha ricevuto l’International Policy Award del World Future Council, noto anche come «Oscar della politica». Questo evento è un chiaro segnale che il mondo può trarre ispirazione e motivazione dall’iniziativa «Arms to Farms». INTERVISTA A ROMMEL ARNADO Bernward Geier: Signor Arnado, quando nel 2010 è diventato sindaco di Kauswagan, si è trovato di fronte a una sfida enorme. Qual era? Arnado: All’inizio ero un vero e proprio novellino in politica. La gente viveva in uno stato di paura costante e spesso scappava letteralmente per salvarsi la vita, perché la nostra regione era l’epicentro di una guerra civile. Non c’era alcuna fiducia nel governo locale e regionale. La sfida principale era ristabilire la pace e l’ordine e organizzare la ricostruzione. Qual era la causa della violenza e della distruzione? Il motivo principale era la situazione disperata della popolazione a causa della grande povertà. Il fallimento totale della politica e dell’amministrazione aveva portato addirittura a una carestia e questa, a sua volta, alla guerra civile. Nel suo piano per la pace e la ricostruzione, l’agricoltura biologica ha svolto un ruolo centrale. Perché? Dovevo ricostruire la fiducia nella politica e restituire dignità alle persone. Volevamo che Kauswagan diventasse non solo una regione di pace, ma anche un centro per la produzione di alimenti sicuri e sani. La visione del programma «From Arms to Farms» si basa su due pilastri: la pace e lo sviluppo sostenibile. Era chiaro per noi che l’agricoltura biologica fosse una chiave per combattere la fame. Grazie all’agricoltura biologica siamo riusciti a evitare la dipendenza, i costi e il degrado ambientale causati dai metodi di coltivazione industriali, aumentando così in modo significativo il reddito delle famiglie contadine. Ciò ha portato sicurezza alimentare e progresso sostenibile. Cosa offriva il programma «From Arms to Farms»? Abbiamo offerto ai ribelli di deporre le armi in cambio di terra e formazione in agricoltura biologica. Inizialmente hanno accettato alcuni comandanti e 100 guerriglieri. Poi sono diventati 600 e alla fine migliaia di guerriglieri hanno deposto le armi. Al Global Forum for Food and Agriculture (GFFA) nel gennaio 2025, il sindaco Arnado ha parlato su invito del Ministero federale tedesco dell’economia. © GFFA Com’è oggi la situazione a Kauswagan? Qual è il tasso di povertà? I nostri programmi hanno cambiato radicalmente in meglio la situazione socio-economica della popolazione. Il tasso di povertà è sceso in nove anni da quasi l’80% al 9%. Ciò è stato possibile, tra l’altro, grazie al fatto che tutte le famiglie sono ora in grado di produrre autonomamente i propri generi alimentari. Con il nostro programma di formazione non abbiamo raggiunto solo gli ex ribelli, ma alla fine tutti gli abitanti della regione. Abbiamo creato orti comunitari nei villaggi e da cinque anni è obbligatorio per ogni famiglia aderirvi, se non è in grado di provvedere al proprio sostentamento con il proprio orto. In città non c’è più fame. Collaborate anche con Demeter, Naturland e Misereor. A quale scopo? Con Demeter International collaboriamo soprattutto per migliorare la nostra agricoltura biologica e stiamo passando gradualmente, insieme, alla coltivazione biodinamica. Stiamo inoltre sviluppando congiuntamente un sistema di certificazione. Con Naturland e Misereor abbiamo concluso un progetto per l’istituzione di un sistema di controllo partecipativo per la commercializzazione locale e regionale dei prodotti dei nostri agricoltori biologici. Attualmente stiamo valutando la possibilità di proseguire questa collaborazione significativa. La vostra storia di successo può servire da ispirazione per altre regioni? Molte città e regioni del nostro Paese stanno già adottando le nostre strategie. Attualmente, circa 500 sindaci fanno parte dell’Associazione Nazionale dei Sindaci Biologici. Inoltre, intratteniamo rapporti a livello mondiale con Paesi interessati come Colombia, Guatemala, Cina, Mongolia e Brasile. Siamo lieti di trasmettere le nostre conoscenze ed esperienze, in particolare nelle regioni in guerra, che purtroppo al momento sono più di 30 in tutto il mondo. Quali sono i vostri progetti per il futuro? Stiamo lavorando affinché Kauswagan diventi un centro nazionale e internazionale per l’apprendimento ecologico e sostenibile. A tal fine, stiamo anche creando un istituto per l’agricoltura biologica in collaborazione con l’università. In questo modo vogliamo aiutare molte regioni a intraprendere il percorso verso un’agricoltura biologica al 100%. Ha qualche consiglio da dare anche al Nord del mondo? Il mio consiglio ai politici è soprattutto quello di ascoltare le persone, ma anche di far seguire alle parole i fatti. È di fondamentale importanza garantire il soddisfacimento dei bisogni essenziali. Storicamente, il Nord del mondo ha sfruttato in modo estremo e brutale le risorse naturali e le persone del Sud attraverso il colonialismo, cosa che vale in modo particolare per il mio Paese. Purtroppo, in definitiva, questo accade ancora oggi e deve finire. Cosa dovrebbe cambiare? La maggior parte dei paesi del Sud del mondo desidera svilupparsi in modo ecologico e sostenibile. A tal fine, è necessario rafforzare in modo significativo il sostegno proveniente dal Nord. L’Europa, e in particolare la Germania, con la sua forte economia, dovrebbero sostenere maggiormente questo sviluppo sostenibile e la lotta contro la catastrofe climatica a livello mondiale. -------------------------------------------------------------------------------- L’autore: Bernward Geier è, fin da giovane, un pacifista impegnato, attivista ambientale e pioniere dell’agricoltura biologica, giornalista, autore di libri e regista. È stato per 18 anni direttore della Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica (IFOAM – Organics International) e vive in una fattoria biologica in Germania. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DAL TEDESCO DI THOMAS SCHMID CON L’AUSILIO DI TRADUTTORE AUTOMATICO. Pressenza Muenchen
March 29, 2026
Pressenza
Verso la guerra civile
Provocare e moltiplicare la guerra civile, un elemento strategico, un asse vertebrale nel programma tecno-liberal-populista della cosca che governa a Washington. Un passaggio ineludibile che abbraccia non solo la «Patria» americana. ma esorta i «patrioti», vassalli, dei paesi minori a prendere parte a tale vasta impresa. Un’alternativa senza alternanza, o […] L'articolo Verso la guerra civile su Contropiano.
March 12, 2026
Contropiano
Libia. L’ombra neocoloniale sull’omicidio di Saif Gheddafi
Saif al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex leader della Libia Muammar Gheddafi (a sua volta deposto e ucciso nel 2011) è stato ucciso martedì da un commando all’interno della sua casa a Zintan, una città a circa 200 chilometri a sud-ovest della capitale Tripoli. Mercoledì mattina, la Procura di Tripoli ha annunciato […] L'articolo Libia. L’ombra neocoloniale sull’omicidio di Saif Gheddafi su Contropiano.
February 5, 2026
Contropiano
Firmare e fermare – di Gianni Giovannelli
Lasciate ogni speranza voi ch’entrate Queste parole di colore oscuro Vid’io scritte al sommo d’una porta; Per ch’io: “Maestro il senso lor m’è duro”. Ed elli a me, come persona accorta: “Qui si convien lasciare ogni sospetto Ogni viltà convien che qui sia morta”. Dante, Inferno, Canto III, 9-15   La maggioranza parlamentare che sostiene [...]
December 30, 2025
Effimera
Le rivalità arabe riaccendeno la guerra in Yemen, Israele è soddisfatto
Come al solito, sui media occidentali le notizie riguardanti i sanguinosi conflitti che vengono causati dagli appetiti dei “nostri” alleati sono trattati come lontani “Risiko”. Lo stesso vale per lo Yemen, dove si è sempre pronti a condannare gli Houthi, quando in questi giorni la guerra civile è tornata con […] L'articolo Le rivalità arabe riaccendeno la guerra in Yemen, Israele è soddisfatto su Contropiano.
December 22, 2025
Contropiano