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Food delivery, il caporalato digitale come incubatore di sfruttamento strutturale. Una vittoria ci salverà? – di Angelo Junior Avelli
La società italiana Foodinho srl, meglio nota come Glovo Italia, il 10 febbraio è finita sotto controllo giudiziario, con un decreto d’urgenza della Procura di Milano, coordinata dal PM Paolo Storari, lo stesso delle inchieste sullo stadio “Doppia Curva” e delle inchieste sui livelli salariali non dignitosi e sul caporalato digitale che hanno interessato [...]
March 7, 2026
Effimera
Cagliari sotto controllo: chi decide chi può stare in città? Prorogata la zona rossa
Pubblichiamo il comunicato di Potere al Popolo – Cagliari sulla proroga  fino al 30 settembre della zona rossa da parte della prefetta di Cagliari. Mentre nei giorni scorsi Sanremo catturava l’attenzione del Popolo della rete, in sordina a Cagliari la prefetta Paola Dessì, con grande soddisfazione dell’attuale primo cittadino, ha prorogato la zona rossa fino al 30 settembre per salvaguardare l’ordine pubblico e, soprattutto tutelare, visto l’inizio della primavera, le serate tranquille di turisti e turiste e gli introiti delle esercenti e degli esercenti. A stabilire chi possa attraversare o stazionare nelle aree del centro storico allargato saranno le forze di polizia sempre pronte, che già da mesi, seguendo la linea del colore attraverso lo strumento della profilazione razziale, tentano di arginare le presenze considerate sgradite e moleste. Fino a dieci anni fa, una scelta di questo genere avrebbe suscitato un dibattito acceso, ma la sinistra di buoni sentimenti che governa la città, sempre generosa di chiacchiere di facciata per dichiarare il proprio antifascismo e antirazzismo, quando si tratta di scegliere tra la tutela di diritti fondamentali e quella del portafoglio dei propri potenziali elettori e elettrici non ha mai dubbi. Via quindi chi non consuma e chi non produce, meno problemi per chi invece sarà dispostə a spezzarsi la schiena nei ristoranti e locali del centro storico, sottopagatə, dispostə a turni di lavoro massacranti e privi di previdenza sociale, come coloro che lavorano come rider di Glovo e Deliveroo, spesso giovani e razzializzatə, che si affannano in mezzo al traffico: tolleratə finché producono valore e garantiscono i consumi, invisibilizzatə quando rivendicano diritti. Poco importa inoltre se le persone scacciate, spesso soggetti fragili, senza un tetto sopra la testa, che vivono in condizioni quotidiane di marginalità e disagio vengono spostate in periferia, dove la città non le vede e tutto resta “pulito” agli occhi di chi decide chi può attraversarla e chi no. Non è la prima volta che con la scusa di una qualche emergenza ci vengono fatte digerire delle misure di restrizione della libertà che poi diventano permanenti, per questo è necessario contrastarle subito. Nella Cagliari da cartolina, costruita per turisti e profitto ci rifiutiamo, come cittadini e cittadine, di fare le comparse. Redazione Cagliari
March 3, 2026
Pressenza
Dopo Glovo, anche Deliveroo commissariata per caporalato. Il 28 rider in piazza
L’inchiesta della Procura di Milano ha squarciato il velo sull’ipocrisia del food delivery: dopo il provvedimento contro Glovo, anche Deliveroo Italy è stata posta sotto amministrazione giudiziaria per caporalato. Le indagini confermano ciò che l’USB denuncia da anni: migliaia di lavoratori sono stati sistematicamente sfruttati con paghe da fame — […] L'articolo Dopo Glovo, anche Deliveroo commissariata per caporalato. Il 28 rider in piazza su Contropiano.
February 27, 2026
Contropiano
La lezione dei rider parla a milioni di lavoratori delle piattaforme
Lunedì 9 febbraio è stata resa pubblica un’indagine della Procura di Milano secondo la quale i rider della piattaforma di food delivery Glovo, trattati fino ad oggi come lavoratori autonomi a partita IVA, sarebbero in realtà a tutti gli effetti lavoratori subordinati. Se confermati, i contenuti dell’inchiesta potrebbero avere un […] L'articolo La lezione dei rider parla a milioni di lavoratori delle piattaforme su Contropiano.
February 18, 2026
Contropiano
PARTITA IVA, ORARI INFINITI, SETTE GIORNI SU SETTE, SALARI DA FAME – I RACCONTI DEI CICLOFATTORINI DI BRESCIA
Nella puntata di Working Class Heroes di questa settimana torniamo sull’inchiesta che ha portato al controllo giudiziario di Foodinho (la società referente di Glovo in Italia). Nella trasmissione ci sono diverse interviste a ciclofattorini intervistati a Brescia: costretti ad aprire la partita iva, acquistare i mezzi di trasporto e le protezioni, ad essere sempre a disposizione per tutto il giorno tutti i giorni altrimenti l’algoritmo penalizza. Ospiti della trasmissione anche l’avvocata Giulia Druetta e Massimo Laratro, che hanno curato diverse vertenze di ciclofattorini. Ascolta o scarica
February 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Real job, real contract: 28 febbraio, giornata nazionale di agitazione dei rider
L’inchiesta della Procura di Milano e il controllo giudiziario su Foodinho (Glovo) dicono con chiarezza ciò che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle: non siamo lavoratori autonomi, non facciamo un “lavoretto”, non siamo imprenditori di noi stessi che guadagnano milioni. Siamo lavoratori organizzati dall’azienda, controllati dall’algoritmo, sottoposti a penalizzazioni e […] L'articolo Real job, real contract: 28 febbraio, giornata nazionale di agitazione dei rider su Contropiano.
February 17, 2026
Contropiano
Real job, real contract: 28 febbraio, giornata nazionale di agitazione dei rider di Glovo.
Real job, real contract: 28 febbraio, giornata nazionale di agitazione dei rider di Glovo. Vogliamo assunzione diretta e CCNL Logistica L’inchiesta della Procura di Milano e il controllo giudiziario su Foodinho (Glovo) dicono con chiarezza ciò che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle: non siamo lavoratori autonomi, non facciamo un “lavoretto”, non siamo imprenditori di noi stessi che guadagnano milioni. Siamo lavoratori organizzati dall’azienda, controllati dall’algoritmo, sottoposti a penalizzazioni e disconnessioni, e pagati a cottimo. Dietro la retorica delle partite IVA si è costruito un modello che scarica su di noi costi, rischi e responsabilità, mentre le piattaforme decidono turni, priorità, tempi e modalità di lavoro. L’inchiesta lo conferma: l’autonomia è una finzione, il potere è tutto nelle mani dell’azienda. Per questo lanciamo per sabato 28 febbraio una giornata di agitazione dei rider di Glovo. Per trasformare questa inchiesta giudiziaria in una conquista concreta. Per fare pressione insieme, collettivamente, affinché venga riconosciuta la natura subordinata del nostro lavoro e si proceda all’assunzione diretta di tutti con l’applicazione integrale del CCNL Logistica. Pretendiamo ciò che ci spetta come lavoratori subordinati: salario pieno, contributi, ferie, malattia, copertura Inail, sicurezza sul lavoro e mezzi a carico dell’azienda. E vogliamo che Glovo restituisca fino all’ultimo euro quanto risparmiato in questi anni sulla nostra pelle: contributi non versati, differenze salariali, costi e rischi scaricati sui rider. La falsa partita IVA non è stata solo precarietà: è stata un modo per fare più profitti togliendo soldi a chi lavorava. Real job, real contract significa questo: lavoro vero, contratto vero, per poter avere un contratto d’affitto, per un permesso di soggiorno di lunga durata, per il ricongiungimento familiare, per poter accedere al credito. Per non essere più lavoratori di serie B. Sabato 28 febbraio tutti in piazza per farlo valere! Slang USB Federazione del Sociale USB Link al comunicato per condivisione: Real job, real contract: 28 febbraio, giornata nazionale di agitazione dei rider di Glovo. Vogliamo assunzione diretta e CCNL Logistica Unione Sindacale di Base
February 16, 2026
Pressenza
Rider: l’indagine della procura di Milano conferma le denunce USB
L’inchiesta della procura di Milano resa pubblica lunedì 9 febbraio mette nero su bianco ciò che l’Unione Sindacale di Base denuncia da anni: i rider non sono lavoratori autonomi, ma dipendenti a tutti gli effetti, mascherati da finte partite IVA per aggirare diritti, tutele e contratti. Secondo quanto emerge dall’indagine, l’organizzazione del […] L'articolo Rider: l’indagine della procura di Milano conferma le denunce USB su Contropiano.
February 9, 2026
Contropiano
La lotta dei rider continua! Nuovo anno, stesso sfruttamento. Assemblee territoriali
La condizione dei rider non è cambiata: finta autonomia, paghe a cottimo, nessuna tutela e rischio costante. È un modello strutturale, pensato per massimizzare i profitti delle piattaforme scaricando costi, responsabilità e pericoli su chi lavora. Per questo i rider, assieme all’USB, ribadiscono una rivendicazione chiara e non negoziabile: riconoscimento […] L'articolo La lotta dei rider continua! Nuovo anno, stesso sfruttamento. Assemblee territoriali su Contropiano.
January 29, 2026
Contropiano
I rider e il caporalato digitale
Secondo recenti stime, circa il 30% della popolazione mondiale è attualmente esposta a condizioni di caldo particolarmente critiche per la salute per almeno 20 giorni all’anno e tale percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi anni anche se le emissioni di gas serra tenderanno a ridursi. I lavoratori, in particolare quelli che trascorrono la maggior parte delle loro attività all’aperto, settore agricolo e delle costruzioni in primis, sono tra i soggetti più esposti agli effetti del caldo e in generale a tutti i fenomeni atmosferici. Sono tante le Regioni (Lombardia, Abruzzo, Emilia-Romagna, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Toscana) che anche per questa estate hanno vietato il lavoro all’aperto dalle 12,30 alle 16,30. Nelle strade, nei cantieri, nei vivai, nell’agricoltura come nelle cave durante le ore più calde della giornata ci si dovrà fermare (https://www.worklimate.it/). Di conseguenza, le imprese sono obbligate ad dottare misure organizzative, tecniche e procedurali utili per evitare l’esposizione dei lavoratori nelle fasce a rischio, attraverso, per esempio, l’anticipo dell’orario di inizio mattutino e suo prolungamento nelle ore serali, l’impiego dei lavoratori al coperto o all’ombra, anche per mezzo di tettoie fisse o mobili, la riprogrammazione delle attività, l’organizzazione di ripetute turnazioni dei lavoratori esposti e pause in zone ombreggiate, l’utilizzo di carrelli elevatori o macchine cabinate con aria condizionata e così via. Ovviamente l’efficacia dei provvedimenti regionali dipende in gran parte dalla capacità di controllo per far rispettare le limitazioni imposte. Controlli che purtroppo non sempre sono puntuali e continuativi. Ci sono però lavoratori, come i rider, per i quali non basta la “tutela meteo”. Come ha efficacemente illustrato Marco Omizzolo, sociologo, docente e ricercatore dell’Eurispes, su https://www.leurispes.it/, un algoritmo peggiora le condizioni lavorative dei rider. “Tra le modalità più ricorrenti e nel contempo persistenti che concorrono a determinare lo sfruttamento dei rider, sottolinea Omizzolo, da cui deriva il loro obbligo al lavoro secondo gli ordini impartiti dall’algoritmo, a prescindere, in genere, dalle condizioni meteo più o meno avverse, si possono citare l’iper-connessione e la sovra-reperibilità, favorite dall’utilizzo di devices che rappresentano una forma larvata, ma non per questo meno pervicace, di sfruttamento opaco, dal momento che non mette in luce la situazione di vulnerabilità che vive un lavoratore che non può esercitare il diritto umano alla disconnessione. È da qui che deriva l’obbligo del rider al lavoro anche con il caldo estremo, quale accezione più evoluta rispetto al solo problema delle temperature estive intese come dato naturale in sé non superabile. Si tratta di una vulnerabilità alimentata dall’organizzazione del lavoro del rider stesso, basata su algoritmi, sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati, che fomentano significativi squilibri di potere e opacità nel processo decisionale: la vigilanza e la misurazione della performance realizzate con la tecnologia potrebbero, difatti, aggravare pratiche discriminatorie e squilibri di genere e comportare rischi per la vita privata, la salute, la sicurezza dei lavoratori e, più in generale, per la dignità umana. I provvedimenti emanati dalle regioni, dunque, sebbene fondamentali ai fini della tutela della salute dei rider, bypassano le condizioni specifiche che fanno di questi lavoratori degli sfruttati della gig economy, che solo una riorganizzazione per via normativa e dunque politica della relativa filiera e settore potrebbe, probabilmente, arginare”. Insomma, per essere affidabili secondo l’algoritmo, il rider deve rispondere sempre positivamente alla sua chiamata, anche se le condizioni meteorologiche sono proibitive. Omizzolo parla di caporalato digitale come forma di sfruttamento realizzata attraverso la cessione delle credenziali di accesso alle piattaforme di food delivery, annotando che “risulta evidente che la variabile dipendente da cui derivano gli incidenti, in alcuni casi anche mortali, dei rider, non è riconducibile all’evento meteo come fatto naturale, ma alla sua combinazione con le forme organizzate dello sfruttamento a cui è costretto il rider. Intervenire solo sulla variabile meteo, sebbene utile ai fini della tutela dell’incolumità fisica del lavoratore, non ne supera la condizione originaria e tipica, che è data dalla reperibilità dello stesso ed esecuzione dell’ordine di consegna a qualunque costo e nel più breve tempo possibile”. E’ la digitalizzazione, in buona sostanza, che mina la salute e la sicurezza di questi lavoratori. “Lavorare in violazione della normativa sull’orario di lavoro e di riposo, sulla sicurezza e salute sul lavoro, in condizioni umilianti e degradanti, accettate a causa dello stato di particolare bisogno dei lavoratori, sotto il controllo di meccanismi automatizzati, conclude Omizzolo, integra il delitto rubricato “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, di cui all’art. 603 bis del c.p., e richiede un impegno complessivo del legislatore per evitare ripetute tragedie di lavoratori morti o gravemente infortunati al solo scopo di portare una pizza o un’insalata mista nelle case degli italiane. Concentrarsi solo sulla variabile meteo, isolandola dal contesto lavorativo dei rider e dalla sua organizzazione specifica, è un po’ come guardare il dito quando esso indica la luna”. Qui per approfondire: https://www.leurispes.it/rider-caporalato-digitale/.  Giovanni Caprio
July 18, 2025
Pressenza