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Deliveroo prova a uscire dal Commissariamento con il piano di aumenti salariali
In seguito al commissariamento disposto lo scorso febbraio dalla Procura di Milano per gravi episodi di caporalato nella gestione dei rider, Deliveroo ha depositato in tribunale un piano di impegni per tentare di uscire dal controllo giudiziario. La piattaforma di food delivery propone un aumento della paga oraria minima da 10 a 14 euro, un compenso minimo per consegna di 3,77 euro e nuove misure per la sicurezza dei lavoratori, tra cui guanti, protezioni da moto, maschere anti-smog e caschi. Il piano di Deliveroo ricalca in larga parte quello presentato da Glovo nelle scorse settimane, che la Procura ha però bocciato, rilanciando la necessità di assumere i rider come lavoratori subordinati e superare il sistema dei falsi autonomi. Nel frattempo, su Deliveroo piovono le critiche dei sindacati, che contestano il mantenimento del cottimo e del controllo algoritmico sul lavoro. Il nodo principale riguarda il meccanismo di calcolo della retribuzione: il compenso orario di 14 euro, spiegano le sigle sindacali, non viene calcolato su tutto il tempo effettivamente lavorato, ma sul «tempo attivo stimato», ovvero sulla durata attribuita dall’algoritmo alle singole consegne attraverso tempi medi e parametri statistici. «Il problema – evidenzia l’Unione Sindacale di Base (USB) – non è quanto vale sulla carta un’ora di lavoro, ma chi decide quali minuti compongono quell’ora e quali invece spariscono dalla retribuzione». Secondo il sindacato, «il meccanismo resta quello del cottimo: non viene remunerato tutto il tempo durante il quale il rider mette a disposizione il proprio lavoro, ma il compenso viene costruito sulla durata attribuita alle singole consegne attraverso tempi medi e parametri statistici. E chi possiede tutti i dati necessari per costruire quelle medie? Deliveroo. Tempi di percorrenza, distanze, attese, velocità e storico delle consegne sono nelle mani della stessa impresa». La stessa via maestra indicata dal pm Storari per uscire dall’amministrazione giudiziaria era quella della trasformazione dei contratti dei rider da autonomi a subordinati. Deliveroo, però, non appare per nulla intenzionata a percorrerla. «Non cambia l’organizzazione del lavoro e rimane il cottimo», ha commentato Roberta Turi della segreteria del Nidil Cgil, annunciando che il sindacato si è ritirato dal tavolo con AssoDelivery perché «non portava da nessuna parte». Il filone investigativo aperto da Storari, infatti, non riguarda soltanto la paga oraria e la tipologia di contratto, ma anche la questione del controllo algoritmico del lavoro. Le app usate dai rider monitorano gps, velocità, traiettorie, ordini accettati e rifiutati e performance, rendendo i lavoratori eterodiretti e dunque di fatto subordinati. Una questione da cui non si può uscire solo attraverso l’aumento salariale. Deliveroo impiega circa 20.000 persone in Italia, 3.000 solo nel milanese. L’azienda è finita sotto inchiesta a febbraio, quando i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno iscritto nel registro degli indagati la società (per responsabilità amministrativa) e l’amministratore unico Giuseppe Zocca per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il giudice ha poi nominato l’amministratore giudiziario Massimiliano Poppi con il compito di supervisionare la regolarizzazione dei lavoratori. Ora, per uscire dal commissariamento, Deliveroo dovrà dimostrare che gli impegni assunti vengono effettivamente mantenuti e che servono davvero a sanare la situazione di sfruttamento rilevata mesi fa. La strada, però, è ancora lunga. L’istanza formale per la revoca della misura, inoltre, non risulta ancora depositata. The post Deliveroo prova a uscire dal Commissariamento con il piano di aumenti salariali appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 29, 2026
L'INDIPENDENTE
Aumenti fittizi e sicurezza assente: Glovo finisce (di nuovo) nel mirino della magistratura
A distanza di poche ore l’uno dall’altro, due interventi della magistratura italiana hanno riacceso i riflettori su Glovo-Foodinho, il gigante del delivery finito a febbraio sotto controllo giudiziario per lo sfruttamento dei lavoratori. Da allora, nonostante le promesse, sarebbe cambiato poco. Il Tribunale di Torino — fa sapere l’Unione Sindacale di Base (USB) — ha imposto «a Glovo di garantire al rider calzature ergonomiche, abbigliamento adeguato alle varie condizioni climatiche (estate-inverno-pioggia), un luogo di riparo durante l’attesa degli ordini e l’accesso gratuito ai servizi igienici», senza però ottenere alcun adeguamento. I magistrati milanesi hanno invece bocciato il piano per gli aumenti salariali annunciato dalla multinazionale, rilanciando allo stesso tempo la necessità di assumere i rider come lavoratori subordinati e superare il sistema dei falsi autonomi. Piuttosto che adeguarsi, Glovo ha deciso di passare all’attacco, minacciando di lasciare il mercato italiano. Con la sentenza del Tribunale di Torino, passata in giudicato il 20 agosto scorso, si arricchisce il panorama giurisprudenziale a tutela dei lavoratori del food delivery. Secondo i giudici torinesi, infatti, è compito delle piattaforme dotare i lavoratori dei dispositivi di sicurezza necessari, da un abbigliamento adeguato a un luogo di riparo durante l’attesa degli ordini. Un capitolo a parte viene dedicato agli strumenti per mitigare i rischi dell’esposizione alle alte temperature, come i copricapo con visiera, occhiali da sole, creme solari e borracce termiche. L’ordinanza d’urgenza del Tribunale di Torino, giunta a seguito di un ricorso avanzato da un lavoratore Glovo-Foodinho, ha riconosciuto le mancanze dell’azienda che — denuncia l’associazione di categoria SLANG USB — «continua a comportarsi come se fosse al di sopra delle regole e delle decisioni delle istituzioni italiane. La sicurezza dei rider continua a essere un problema da scaricare sui lavoratori». A febbraio, la Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario per Foodinho, la società con cui la spagnola Glovo opera in Italia, denunciando una condizione di «sfruttamento del lavoro» e «paghe sotto la soglia di povertà». Due mesi dopo Foodinho-Glovo ha presentato un piano per uscire dal commissariamento. Sulla carta, il compenso orario veniva aumentato da 10 a 14 euro, prevedendo 3 euro a consegna (dai 2,5 precedenti). Le indagini dei magistrati hanno però dimostrato che si trattasse di un aumento fittizio: facendo affidamento su un nuovo algoritmo basato sul “tempo effettivo calmierato”, Foodinho-Glovo sarebbe riuscita a tagliare, in media, 3 ore di retribuzione per ogni 10 ore di tempo effettivamente impegnate dal rider. In altre parole, sulla base di non meglio specificati criteri statistici, l’algoritmo calcola il tempo che il fattorino dovrebbe impiegare per effettuare una consegna. Gli eventuali minuti eccedenti non vengono conteggiati e lasciati dunque fuori dal compenso. Nelle prossime settimane il giudice per le indagini preliminari si esprimerà sulla sospensione del controllo giudiziario per Foodinho-Glovo. Alla luce delle conclusioni a cui è arrivata la Procura milanese, appare probabile la proroga del commissariamento. Per evitarlo, i magistrati chiedono innanzitutto la massima trasparenza del funzionamento dell’algoritmo impiegato dall’azienda, ad oggi «completamente opaco, non intellegibile e tanto meno verificabile», per citare le parole del pm Paolo Storari riportate dal Corriere. Tiene poi banco la regolarizzazione dei rider con contratto subordinato — almeno per gli oltre 5mila che ogni anno effettuano 4mila consegne ciascuno — per combattere la precarietà del settore e superare definitivamente il sistema dei falsi autonomi. Al riguardo, i magistrati stimano un’evasione contributiva da parte di Foodinho-Glovo di almeno dieci milioni di euro l’anno. Di fronte a un quadro giudiziario sempre più compromesso, il colosso del delivery minaccia di lasciare il mercato italiano, dove conta all’attivo circa 40mila rider. The post Aumenti fittizi e sicurezza assente: Glovo finisce (di nuovo) nel mirino della magistratura appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 26, 2026
L'INDIPENDENTE
LOTTE OPERAIE: MERCOLEDI 15 LUGLIO SCIOPERO DEI RIDER. INIZIATIVE A MILANO, BOLOGNA , FIRENZE E TORINO
Mercoledi 15 luglio i rider di Milano (ma anche di Firenze, Bologna e Torino) saranno in sciopero e saliranno in sella alle biciclette per un corteo che partirà alle 18 da Piazzale Duca d’Aosta e si concluderà in Largo Cairoli. Lo sciopero arriva alla vigilia dell’incontro convocato al ministero con le parti sociali e le piattaforme, ma la protesta va ben oltre l’emergenza caldo: al centro ci sono il modello contrattuale, le retribuzioni e le tutele economiche di chi consegna cibo in città. A fermarsi saranno soprattutto i fattorini di Glovo e Deliveroo. Non quelli di Just Eat, almeno non formalmente. “Alcuni lavoratori di Just Eat erano presenti all’assemblea, sostengono chiaramente l’iniziativa ma Just Eat i dipendenti li assume, quindi è un quadro differente”, spiega Andrea Bacchin, del Nidil Cgil Milano. Una distinzione che fotografa anche la diversa natura del rapporto di lavoro: dipendenti da una parte, lavoratori autonomi dall’altra. La parola d’ordine della mobilitazione è semplice: se qualcuno impone ai rider di fermarsi per il caldo, quel tempo deve essere retribuito. Perché la tutela della salute, sostengono i lavoratori, non può tradursi in una perdita di reddito. Abbiamo presentato lo sciopero con lo stesso Andrea Bacchin del Nidil Cgil Milano Ascolta o scarica  Ma il caldo è soltanto una faccia della protesta. Sul tavolo ci sono anche le condizioni economiche e contrattuali. Per i rider è necessario superare definitivamente il modello del cottimo e riconoscere una retribuzione basata sulle ore di lavoro effettivamente prestate, in linea con le indicazioni della normativa europea e nazionale. I rider denunciano inoltre un progressivo peggioramento delle condizioni economiche, con compensi sempre più bassi. Sentiamo Angelo Avelli, rider di Milano Ascolta o scarica 
July 14, 2026
Radio Onda d`Urto
Rider, subordinazione e rappresentanza: quale futuro per il lavoro tramite piattaforma?
 Lunedi 20 Luglio ore 14 convegno al Cnel, Viale Lubin 2, Roma L’ultimo Decreto Lavoro del Governo Meloni è intervenuto anche sul settore del lavoro tramite piattaforme digitali e, in particolare, sul lavoro dei rider. Un intervento che arriva in una fase cruciale per il settore del food-delivery: mentre la […] L'articolo Rider, subordinazione e rappresentanza: quale futuro per il lavoro tramite piattaforma? su Contropiano.
July 14, 2026
Contropiano
Contratto per i rider. Morire di caldo o morire di fame
Il governo recepisca la direttiva europea e riconosca il lavoro subordinato dei rider: Martedi 7 luglio giornata di agitazione Dietro l’alternativa “morire di caldo o morire di fame” c’è la condizione reale dei rider: un lavoro ancora classificato come autonomo, ma organizzato nei fatti come subordinato, dentro un modello basato […] L'articolo Contratto per i rider. Morire di caldo o morire di fame su Contropiano.
July 7, 2026
Contropiano
LAVORO: NUOVA INDAGINE DELL’ANTITRUST SU GLOVO E DELIVEROO, “INFORMAZIONI INGANNEVOLI SUGLI STANDARD ETICI”
La Guardia di Finanza ha condotto nuove ispezioni nelle sedi italiane delle piattaforme digitali Glovo e Deliveroo. L’Agcom ha disposto un’istruttoria nei loro confronti per condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. Le società, spiega l’Antitrust, avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (ad esempio, nel codice etico e sul loro sito web nelle sezioni “chi siamo”), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponde al vero. Secondo la sola Procura di Milano, infatti, sono almeno 200mila i rider assunti e fatti lavorare in condizioni di sfruttamento. “È sicuramente ottimo che le istituzioni si siano attivate”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’avvocata del lavoro Giulia Druetta, che si occupa da tempo di vertenze e inchieste relative al settore. Tuttavia, aggiunge Druetta, “registro anche il fatto che da dieci anni, dal 2016 a oggi, la situazione peggiora e la condizione dei riders è sempre peggiorata nel tempo, sia a livello contrattuale che a livello salariale“. “Il punto – aggiunge l’avvocata del lavoro sulle nostre frequenze – è che queste piattaforme non hanno capito la lezione perché ogni volta riescono a eludere i controlli, le sanzioni, e ad andare avanti, come se niente fosse, assumendo migliaia di lavoratori con contratti occasionali e mettendoli per strada con – se va bene – un caschetto”. “Credo ci sia un’emergenza lavoro importante e i rider siano stati quei lavoratori che ce l’hanno sbattuto in faccia”, conclude Giulia Druetta. L’intervento su Radio Onda d’Urto di Giulia Druetta, avvocata del lavoro che si occupa da tempo delle vertenze dei rider impiegati nelle piattaforme del food delivery. Ascolta o scarica.
LEVANTE: “CONSEGNO PACCHI A PECHINO”, LE CONDIZIONI DEI RIDER IN CINA NEL LIBRO DI HU ANYAN ORA TRADOTTO IN ITALIANO.
“Consegno pacchi a Pechino” di Hu AnYan, tradotto in italiano per Laterza da Federico Picerni. E’ il libro al centro della puntata di aprile 2026 di Levante, approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto dedicato all’Asia orientale, tra Cina e dintorni, con il nostro collaboratore Dario Di Conzo – co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli. Ospite della puntata è proprio Federico Picerni, traduttore del libro, oltre che ricercatore in tenure track di letteratura cinese all’Università di Bologna. Nello specifico, Picerni si occupa di scrittori e poeti operai in Cina, amatorialità letteraria, studi (trans)culturali. La sua monografia, “Chinese Worker Writers: The Social and Textual Practice of Picun Literature Group”, è in preparazione per Routledge. “Consegno pacchi a Pechino” di Hu Anyan è “il racconto personale e senza epica della condizione del rider nel gigante asiatico e un resoconto di fasi diverse dello sviluppo cinese attraverso lo sguardo di un uomo non preparato alla competizione sfrenata necessaria per emergere”, si legge nella recensione, pubblicata su Sbilanciamoci.info, realizzata da Dario Di Conzo, co-curatore di Levante, che dialoga nella puntata di aprile 2026 con il traduttore in italiano, Picerni. La puntata di aprile 2026 di “Levante” su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
April 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Food delivery, il caporalato digitale come incubatore di sfruttamento strutturale. Una vittoria ci salverà? – di Angelo Junior Avelli
La società italiana Foodinho srl, meglio nota come Glovo Italia, il 10 febbraio è finita sotto controllo giudiziario, con un decreto d’urgenza della Procura di Milano, coordinata dal PM Paolo Storari, lo stesso delle inchieste sullo stadio “Doppia Curva” e delle inchieste sui livelli salariali non dignitosi e sul caporalato digitale che hanno interessato [...]
March 7, 2026
Effimera
Cagliari sotto controllo: chi decide chi può stare in città? Prorogata la zona rossa
Pubblichiamo il comunicato di Potere al Popolo – Cagliari sulla proroga  fino al 30 settembre della zona rossa da parte della prefetta di Cagliari. Mentre nei giorni scorsi Sanremo catturava l’attenzione del Popolo della rete, in sordina a Cagliari la prefetta Paola Dessì, con grande soddisfazione dell’attuale primo cittadino, ha prorogato la zona rossa fino al 30 settembre per salvaguardare l’ordine pubblico e, soprattutto tutelare, visto l’inizio della primavera, le serate tranquille di turisti e turiste e gli introiti delle esercenti e degli esercenti. A stabilire chi possa attraversare o stazionare nelle aree del centro storico allargato saranno le forze di polizia sempre pronte, che già da mesi, seguendo la linea del colore attraverso lo strumento della profilazione razziale, tentano di arginare le presenze considerate sgradite e moleste. Fino a dieci anni fa, una scelta di questo genere avrebbe suscitato un dibattito acceso, ma la sinistra di buoni sentimenti che governa la città, sempre generosa di chiacchiere di facciata per dichiarare il proprio antifascismo e antirazzismo, quando si tratta di scegliere tra la tutela di diritti fondamentali e quella del portafoglio dei propri potenziali elettori e elettrici non ha mai dubbi. Via quindi chi non consuma e chi non produce, meno problemi per chi invece sarà dispostə a spezzarsi la schiena nei ristoranti e locali del centro storico, sottopagatə, dispostə a turni di lavoro massacranti e privi di previdenza sociale, come coloro che lavorano come rider di Glovo e Deliveroo, spesso giovani e razzializzatə, che si affannano in mezzo al traffico: tolleratə finché producono valore e garantiscono i consumi, invisibilizzatə quando rivendicano diritti. Poco importa inoltre se le persone scacciate, spesso soggetti fragili, senza un tetto sopra la testa, che vivono in condizioni quotidiane di marginalità e disagio vengono spostate in periferia, dove la città non le vede e tutto resta “pulito” agli occhi di chi decide chi può attraversarla e chi no. Non è la prima volta che con la scusa di una qualche emergenza ci vengono fatte digerire delle misure di restrizione della libertà che poi diventano permanenti, per questo è necessario contrastarle subito. Nella Cagliari da cartolina, costruita per turisti e profitto ci rifiutiamo, come cittadini e cittadine, di fare le comparse. Redazione Cagliari
March 3, 2026
Pressenza
Dopo Glovo, anche Deliveroo commissariata per caporalato. Il 28 rider in piazza
L’inchiesta della Procura di Milano ha squarciato il velo sull’ipocrisia del food delivery: dopo il provvedimento contro Glovo, anche Deliveroo Italy è stata posta sotto amministrazione giudiziaria per caporalato. Le indagini confermano ciò che l’USB denuncia da anni: migliaia di lavoratori sono stati sistematicamente sfruttati con paghe da fame — […] L'articolo Dopo Glovo, anche Deliveroo commissariata per caporalato. Il 28 rider in piazza su Contropiano.
February 27, 2026
Contropiano