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15.000 euro di multa  a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti di cui ignorava persino l’esistenza – Conferenza stampa 11 marzo alle 12
LA LETTERA AL SINDACO E ALL’AMMINISTRAZIONE  CAPITOLINA RIMASTA SENZA RISPOSTA 17 sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per altrettanti manifesti realizzati e affissi da ignoti, per un totale che ha raggiunto i 15000 euro, pendono  sull’associazione, ma possono costituire un inquietante precedente che incombe sull’impegno dei cittadini attivi della Capitale L’associazione Carteinregola intende portare all’attenzione pubblica di essere vittima di un’incredibile ingiustizia, in quanto la  sua Presidente è stata  chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni per fatti a cui l’associazione è completamente estranea. Ne parleremo in  una conferenza stampa on line mercoledì 11 marzo alle 12, perché riteniamo che la vicenda non riguardi solo la nostra associazione, ma possa in futuro coinvolgere molte altre realtà della società civile,  con pesanti ricadute su chi si impegna unicamente  per l’interesse pubblico. Con questo spirito  il 5 febbraio scorso abbiamo inviato una lettera al Sindaco Roberto Gualtieri, alla Presidente  dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, alle  Consigliere e ai Consiglieri capitolini,  ai Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi e per conoscenza al Comandante Mario De Sclavis, chiedendo che sulla vicenda fosse  promosso un dibattito pubblico allargato e un confronto con la Polizia di Roma Capitale, ma a oggi purtroppo non abbiamo avuto  risposte dal Campidoglio, anche se  abbiamo ricevuto segnali di interessamento e solidarietà da istituzioni del I e del II Municipio, con lettere e mozioni che sollecitano un intervento e il dibattito pubblico che abbiamo richiesto;  nei prossimi giorni andrà al voto del Consiglio municipale di Roma centro la mozione già approvata dalla Commissione Bilancio e regolamenti. Il 20 novembre scorso abbiamo avanzato opposizione davanti al giudice di pace, e confidiamo sulla possibilità di avere giustizia e di ottenere  il riconoscimento della totale estraneità dell’Associazione Carteinregola ai fatti che ci sono stati contestati.   Nella conferenza stampa spiegheremo le circostanze e perchè riteniamo di essere stati oggetto di sanzioni ingiustificate, augurandoci che si attivino  tutte le istituzioni capitoline,  per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città. CONFERENZA STAMPA ON LINE MERCOLEDÌ 11 MARZO ALLE 12 SULLE PAGINE FACEBOOK E YOUTUBE DI CARTEINREGOLA Il Direttivo di Carteinregola 6 marzo 2026 Per oservaazioni e precisazioni laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 6, 2026
carteinregola
La questora Castelletti
Avevamo già espresso solidarietà ai tre compagni del Magazzino 47 e del Collettivo Onda Studentesca vittime di  un “avviso orale” da parte del Questore Sartori. La misura di polizia ha preso di mira i tre giovani semplicemente per un breve e tranquillissimo corteo per il Rojava tenutosi in città nei […] L'articolo La questora Castelletti su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
1.000 persone sfollate a Ferrara… non un’emergenza pubblica, ma una questione privata
La notte dell’11 gennaio un incendio nella sala contatori della torre B grattacielo ha costretto all’evacuazione (formalizzata con ordinanza di sgombero del sindaco) dei circa 300 residenti che in parte hanno trovato ospitalità presso altre famiglie (anche nelle due restanti torri A e C) ed in parte (circa 70 sfollati) per una settimana sono stati alloggiati in una palestra in condizioni estremamente precarie. Dopo questa prima settimana il Comune di Ferrara, che non ha mai dichiarato lo stato d’emergenza, non ha più dato disponibilità abitativa e quindi circa 40 sfollati hanno trovato ospitalità presso i locali comunque inadeguati di un’associazione di volontariato (dove sono tuttora) in condizioni di vita precarie, i rimanenti si sono rifugiati presso amici mentre i più sfortunati vivono per strada. Nel frattempo a seguito di riunioni inter-istituzionali il sindaco ha emesso altre due ordinanze relative alle torri A e C per imporne lo sgombero entro il 5 febbraio, termine poi posticipato a 15 giorni dopo le relative notifiche ai proprietari, con scadenze quindi comprese tra il 10 ed il 20 febbraio;  ancora a oggi però c’è la massima confusione sui termini reali. Il sindaco continua a sostenere che si tratta di una questione privata che non gli consentirebbe di dichiarare uno stato di emergenza. Insomma, lo sgombero per inagibilità di tre torri (A, B e C) del complesso grattacielo, 208 unità immobiliari e 26 attività commerciali, una biblioteca, una chiesa evangelica e un Centro mediazione, con almeno 600 persone sfollate (ma il numero reale arriverebbe a un migliaio) tra cui numerosi nuclei familiari fragili con minori, disabili e anziani, non rappresenterebbe un’emergenza pubblica, ma una questione privata. Per queste persone la regolare presenza sul luogo di lavoro come operai spesso turnisti, la frequenza di asili e scuole, l’assistenza medica, la possibilità di gestire i tanti aspetti burocratici a partire dalla domiciliazione postale sino ad arrivare alla stessa residenza sono diventate ostacoli praticamente insormontabili In realtà quella è in corso in questi giorni a Ferrara è una vera e propria emergenza sociale che è assurdo definire una questione privata. Ma dietro questa emergenza sociale sembra nascondersi un progetto di pulizia etnica (almeno il 70% dei residenti è straniero) per facilitare l’ennesimo tentativo di speculazione immobiliare. Ferrara, una città dove mille persone disperate restano una “questione privata”… La cinica strategia dell’amministrazione comunale Nella discussione davanti al Consiglio Comunale del 26 gennaio scorso il sindaco Alan Fabbri, rispondendo a interrogazioni e question time dei consiglieri di minoranza, ha elencato quanto non è stato fatto dal 1993 in poi dai suoi predecessori, in alcuni casi alterando l’operato reale degli stessi, usando tra l’altro un’ ironia irrispettosa nei confronti del disastro sociale in atto ma soprattutto omettendo gravemente le proprie colpevoli inerzie. Nei suoi ad oggi sette anni di incarico, il Sindaco di Ferrara ha ignorato le allarmanti relazioni dei Vigili del Fuoco sulle gravi carenze nella sicurezza delle tre torri che costituiscono il grattacielo e pur partecipando, personalmente o delegando, alle assemblee condominiali in qualità di proprietario di diversi immobili compresi nella struttura stessa, non ha mai preso posizione responsabilmente sulle gravi criticità che venivano denunciate nelle assemblee stesse. In quel contesto edilizio caratterizzato da grave e cronica insicurezza, con ripetuti allarmi sottovalutati se non inascoltati, anziché provvedere alla messa in sicurezza della struttura, l’amministrazione comunale ha scelto di promuovere iniziative meramente propagandistiche, che rischiavano addirittura di aggravare la pericolosità del sito. In occasione delle festività natalizie del 2022 è stata installata una ruota panoramica alta oltre 30 metri.  Nel novembre scorso l’amministrazione comunale ha concesso e addirittura caldeggiato l’apertura di un bar dal nome emblematico “Mai guai”. A rileggere le dichiarazioni del sindaco in quell’occasione vengono i brividi. Ora, a seguito dell’incendio dell’11 gennaio scorso, il sindaco si è improvvisamente risvegliato dal suo colpevole e sospetto torpore istituzionale e ha emanato tre ordinanze per imporre lo sgombero delle tre torri del grattacielo, con oltre 200 nuclei familiari alla ricerca di impossibili soluzioni alloggiative alternative in una città da anni in profonda crisi di alloggi. Nessun serio e strutturato sostegno sociale, ma solo interventi improvvisati a favore di nuclei familiari fragili. Nient’altro. La sfrontatezza e l’irresponsabilità del sindaco e della sua giunta arrivano al punto di ironizzare sulla condotta del Prefetto, che cercando di supplire alla loro colpevole inerzia ha convocato incontri e tavoli nel tentativo di coordinare interventi a sostegno di chi improvvisamente si è trovato senza tetto. Il 5 febbraio il Prefetto ha convocato un “tavolo tecnico di coordinamento – interventi a supporto socio-economico a favore dei nuclei familiari sfollati dall’edificio Grattacielo”, ma l’amministrazione comunale ha dichiarato di “non comprendere quale sia l’oggetto del tavolo, quali siano gli interventi richiesti e quale sia il ruolo dei tanti (ben 27) soggetti invitati”.  E non bastasse l’assessora Coletti, presente al tavolo con delega del sindaco, è arrivata a pignoleggiare sull’uso del termine sfollati da parte del Prefetto, sostenendo che era “inappropriato parlare di sfollati” e aprendo un grave vulnus istituzionale. Intanto tante, troppe persone si ritrovano all’improvviso e senza colpa prive di una  casa e di un futuro. Il 10 febbraio sono state notificate almeno una cinquantina di ordinanze di sgombero ai condomini delle torri A e C (ordinanze che indicavano in 15 giorni il tempo massimo per lasciare libero l’appartamento) ma l’11 febbraio l’amministratore condominiale con una mail chiedeva ai proprietari di essere a disposizione o di lasciare le chiavi a persona di fiducia per consentire le operazioni di sgombero alle 7 della mattina successiva, 12 febbraio. Questa mail generava confusione e panico tra gli abitanti, anche perché in aperto contrasto con l’ordinanza del sindaco. Nella serata diverse persone, soprattutto madri, chiedevano chiarimenti senza ricevere risposte certe. Alle 7 del 12 febbraio un ingente spiegamento di Forze di Polizia circondava il grattacielo, gli agenti salivano nelle due torri chiedendo agli abitanti di lasciare subito le proprie abitazioni. Madri con bambini, anziani, con valige e borse portavano fuori quelle poche cose che riuscivano a prendere con sé, lasciando negli appartamenti mobili, vestiti, documenti, ricordi, senza neppure sapere se e quando sarebbero potuti tornare. Gli sfollati della torre B dal 12 gennaio non hanno ancora trovato una sistemazione stabile e sono quasi tutti ospiti di parenti o amici, addirittura 40 vivono ancora in 3 stanze e una palestra dormendo su brande ed in condizioni igieniche e di vita inaccettabili. Ora per questi ultimi sfollati delle torri A e C si ripresenta lo stesso dramma. Ospitati da parenti e amici, sistemati provvisoriamente in alloggi di emergenza abitativa reperiti dalla Curia, poche famiglie con minori sistemate dai Servizi Sociali in condizioni di fortuna ed a volte separando i nuclei familiari, madri e figli da una parte, padri da un’altra. A queste condizioni di vita indecorose si devono aggiungere tante altre gravi criticità. Perdendo la residenza ogni pratica burocratica, in primis permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, iscrizioni scolastiche, assistenza medica e sociale, lavoro diventa difficile se non impossibile da gestire. Poi ci sono i mutui e i prestiti legati all’acquisto della casa, che in caso di mancato pagamento automaticamente fanno diventare cattivi pagatori nei confronti delle banche, con tutte le conseguenze del caso. Tutto questo sarebbe stato evitato o in gran parte contenuto semplicemente se il Comune avesse dichiarato l’emergenza, potendo così attingere innanzitutto agli aiuti che la Regione era già pronta a fornire. Ma il sindaco Fabbri continua ancora oggi a sostenere che avere oltre 800 persone fuori casa e in condizioni di vita estremamente non è un’emergenza, ma una “questione privata”. Andrea Firrincieli, Cittadini del mondo   Redazione Italia
February 13, 2026
Pressenza
Sindaca delle meraviglie future
Chi si loda s’imbroda La casta politica lombarda vanta una presunzione che basta per l’Italia. E quella bresciana è ancora più presuntuosa della milanese, soprattutto se si tratta del pezzo di casta di centrosinistra. I cittadini della Leonessa ne hanno avuto conferma dal discorso di fine anno tenuto il 20 […] L'articolo Sindaca delle meraviglie future su Contropiano.
December 23, 2025
Contropiano
Con la Fontana di Trevi a pagamento un altro pezzo di città pubblica diventa una merce  per i turisti
dall’opuscolo scaricabile dal sito di Roma Capitale Scriveva Tomaso Montanari nel 2017 a proposito dell’introduzione del pagamento del  biglietto per visitare il Pantheon: “Ha scritto Kant: «Tutto ha un prezzo o una dignità. Ciò che ha un prezzo può essere sostituito da qualcos’altro a titolo equivalente; al contrario, ciò che è superiore a quel prezzo e che non ammette equivalenti, è ciò che ha una dignità ». Il Pantheon deve avere un prezzo, o può continuare ad avere una dignità?” (1) Parole ancora più attuali ora che apprendiamo dal sito di Roma Capitale (2) che da febbraio si potrà accedere alla Fontana di Trevi pagando un biglietto di due euro (ma sarà gratis per residenti della città metropolitana).   L’iniziativa viene  giustificata con il sovraffollamento, i costi di manutenzione ecc (3)  dall’opuscolo scaricabile dal sito di Roma Capitale Così si introduce  un ulteriore tassello della mercificazione della città pubblica e della sua trasformazione a uso e consumo dell’iperturismo. Perché la Fontana di Trevi non è un museo chiuso, il cui accesso l’amministrazione può scegliere di rendere libero o a pagamento. E’ una piazza, uno spazio pubblico, un monumento che ci è stato lasciato in eredità da chi ci ha preceduto e che  è patrimonio dell’umanità, sito UNESCO come tutto il contorno del centro storico. E l’ esiguità  del biglietto – 2 euro – non riesce  a rendere meno odiosa l’operazione, perchè  è inaccettabile proprio  il concetto di fondo, che un bene collettivo e uno spazio pubblico possano essere trasformati in  una qualsiasi merce/servizio  con un  prezzo per accedervi. Oltretutto è anche un pericoloso precedente, che speriamo non venga esteso ad altri spazi pubblici monumentali da trasformare in spazi turistici a pagamento. Scelte che purtroppo trovano spesso consensi molto ampi ,per la mentalità sempre più diffusa che tutto quello che porta risorse alle casse pubbliche, in questo caso comunali, “sia cosa buona e giusta”, come se la tutela del patrimonio storico dovesse autofinanziarsi e non fosse uno dei più alti compiti a cui è chiamata la nazione, con l’articolo 9 della Costituzione: “la Repubblica tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione”. PI Piazza di Spagna 27 9 2025 foto ambm Ancora è aperta la ferita del cassone di vetro e metallo piazzato sui gabinetti pubblici di  Piazza di Spagna – a nulla è servito l’appello di associazioni e cittadini (4)  –  che ha dimostrato come nella scala di valori  di questa Amministrazione  troppo spesso il ricavo economico venga  prima della condivisione gratuita della bellezza. E proprio due giorni fa è stato approvato dal consiglio del I Municipio  il  Piano del Commercio, dove sono inserite anche le cosiddette “PIF”,  Postazioni Isolate Fisse, cioè le bancarelle degli ambulanti. Un lavoro senz’altro imponente e complesso, ma ci duole constatare che alcune delle postazioni inserite nel Piano erano  in zone di pregio del centro storico, nonostante, da quanto riferito dalla consigliera Naim, avessero avuto parere negativo delle Soprintendenze . Alcuni emendamenti proposti in extremis dalla consigliera Naim e dal consigliere Paluello per stralciare delle postazioni sono poi stati  approvati dalla maggioranza municipale, altri invece sono stati bocciati, compreso quello che eliminava la postazione di un banco alimentare a  Piazza dei Crociferi altezza civico 47,  proprio a pochi metri dalla  Fontana di Trevi (5).  PIF Piazza dei crociferi da Google maps Il combinato disposto di queste e altre iniziative, come il progetto di portare le navi da crociera a Fiumicino e milioni di turisti nella Capitale (con decine di pullman giornalieri) inserito dal Sindaco nel DPCM Giubileo (6),  il quadruplicamento della superficie massima di vendita (e di somministrazione) – da  250 mq a 1000 mq – nella città storica, compresi i tessuti medievali e rinascimentali, introdotto dalle modifiche alle Norme tecniche del Piano regolatore adottate  un anno fa dall’Assemblea Capitolina che spalanca le porte ai mega negozi (7), il nuovo regolamento per l’occupazione di suolo pubblico approvato sempre dall’Assemblea,  con  un consistente aumento della superficie occupata da tavolini e dehors (8),  i Fori Imperiali e un ampio perimetro circostante chiusi al pubblico per  sfilate di moda esclusive (9), dipingono un quadro assai fosco del destino della Capitale, e umiliano la dignità della sua storia. Anna Maria Bianchi Missaglia per osservazioni e precisazioni scrivere a laboraatoriocarteinregola@gmail.com 22 dicembre 2025 NOTE (1) vedi Tomaso Montanari su Pantheon a pagamento 14 gennaio 2017 (2) vedi comunicato in calce dal sito di Roma Capitale 19 12 2025 Nuovo sistema tariffario per i musei e i monumenti (3) vedi FONTANA DI TREVI il progetto di gestione 2026. (4) vedi L’appello: Nessuna nuova costruzione in Piazza di Spagna – Chi ama Roma non la ferisce 12 maggio 2025 vedi Per Gualtieri la bellezza di Piazza di Spagna non conta nulla 11 settembre 2025 (5) Vedi registrazione Consilgio Municipale del 18 dicembre 2025 (intervento consigliera Naim inizio penultimo video e successivamente in illustrazione emendamenti) (6) vedi Il porto crocieristico di Fiumicino, implicazioni per il sistema di mobilità di Roma di Pietro Spirito 5 dicembre 2025 vai a Progetto Porto turistico crocieristico di Fiumicino cronologia materiali (7) Vedi Modifiche NTA del PRG: una vittoria e una sconfitta (entrambe amare) 11 dicembre 2024 (8) vedi Regolamento tavolini: una delle pagine peggiori dall’insediamento di Gualtieri 6 marzo 2025 (9) vedi Sfilate di moda nei luoghi iconici della Capitale: Roma sempre più città dei ricchi e degli affari 17 luglio 2025 DAL SITO DI ROMA CAPITALE 19 12 2025 NUOVO SISTEMA TARIFFARIO PER I MUSEI E I MONUMENTI Roma introduce un nuovo sistema tariffario con l’obiettivo di favorire la tutela, sostenere la valorizzazione e promuovere l’accessibilità ai propri Musei Civici e ad alcuni dei suoi luoghi monumentali più iconici.  Questo nuovo sistema renderà gratuito l’accesso ai musei civici e ai monumenti di competenza di Roma Capitale per tutti i residenti della Città Metropolitana introducendo al contempo un ingresso a pagamento a due euro per turisti e non residenti alla Fontana di Trevi, con l’obiettivo di governarne i flussi, tutelare il monumento e migliorare la qualità della fruizione. La misura, che entrerà in vigore dal 1° febbraio 2026, introduce un modello più equo, sostenibile e accessibile, rafforzando la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale capitolino, sempre più al centro dell’attenzione internazionale.  Oltre alla gratuità per la cittadinanza romana, il nuovo sistema tariffario ha l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità economica del sistema museale destinando le risorse aggiuntive alla manutenzione delle sedi e alla conservazione delle collezioni: il contributo richiesto ai visitatori diventa così anche uno strumento di corresponsabilità e di miglioramento complessivo dell’esperienza di fruizione Oltre alla Fontana di Trevi, diventeranno a pagamento altri cinque siti museali e monumentali fino ad oggi gratuiti. IL NUOVO SISTEMA TARIFFARIO  Ecco le novità del nuovo regime di tariffe, presentato oggi nella Sala Esedra del Marco Aurelio alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessore al Turismo Alessandro Onorato, dell’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio e del sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce. * Musei attualmente gratuiti che diventano a pagamento per i non residenti *  Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco * Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese * Museo Pietro Canonica  Villa Borghese * Museo Napoleonico * Villa di Massenzio * Musei attualmente a pagamento che diventano gratuiti per i residenti di Roma e della Città Metropolitana * Musei Capitolini * Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali * Museo dell’Ara Pacis * Centrale Montemartini * Museo della Forma Urbis (Parco Archeologico del Celio) * Area Sacra di Largo Argentina * Area archeologica del Circo Massimo * Museo di Roma a Palazzo Braschi * Museo di Roma in Trastevere * Galleria d’Arte Moderna * Musei di Villa Torlonia * Museo Civico di Zoologia * Musei che restano gratuiti per tutti * Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina * Museo di Casal de’ Pazzi * Museo delle Mura * Casa Museo Alberto Moravia ESCLUSIONI DALLA GRATUITÀ Restano esclusi dalla gratuità: eventi speciali e mostre temporanee in specifici spazi (Ara Pacis, Villa Caffarelli ai Musei Capitolini, sale del primo piano del Museo di Roma a Palazzo Braschi); spettacoli del Planetario; visite al bunker di Villa Torlonia; Circo Maximo Experience. FONTANA DI TREVI Qui il progetto di gestione 2026. L’introduzione della tariffa di accesso all’invaso della Fontana di Trevi deriva dalla sperimentazione avviata durante i lavori di manutenzione conclusi nel dicembre 2024, che ha consentito di raccogliere dati fondamentali sugli afflussi e di testare nuove modalità di fruizione per contrastare il sovraffollamento e tutelare il monumento.  La modalità sperimentata diventa ora permanente con l’introduzione di una tariffa di 2 euro per l’accesso al perimetro interno della fontana. Il sito registra una media di 30.000 accessi al giorno, con punte di 70.000, per un totale di oltre 9 milioni di visitatori l’anno. Gratuità e agevolazioni  L’accesso resterà gratuito per: residenti a Roma e nella Città Metropolitana (con documento di riconoscimento valido); possessori di MIC Card; persone con disabilità e accompagnatore; minori fino a 5 anni. L’orario di pagamento del ticket sarà dalle 9 alle 22. La tariffazione resterà in vigore anche la prima domenica del mese. Per migliorare la gestione dei flussi e la tutela del monumento saranno realizzati interventi migliorativi sulla recinzione, condivisi tra Sovrintendenza Capitolina e Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. I lavori inizieranno il 2 gennaio e si svolgeranno esclusivamente in orario notturno. Biglietti I biglietti saranno acquistabili: presso 10 postazioni SmartPOS all’ingresso; online su fontanaditrevi.roma.it; nelle biglietterie del Sistema Musei, nei Tourist Infopoint e nei punti vendita convenzionati. Il biglietto è open, senza maggiorazioni di prevendita. Gli introiti saranno reinvestiti nella conservazione e valorizzazione del patrimonio monumentale, anche in sinergia con gli interventi del programma Caput Mundi (Pnrr). MIC CARD Resta in vigore la Mic Card che verrà potenziata e diventerà sempre di più uno strumento per promuovere la fruizione del patrimonio museale e monumentale della città. * Residenti non possessori di MIC Card * Accesso gratuito ai Musei Civici con documento di riconoscimento (senza saltafila). * Accesso gratuito e saltafila alla Fontana di Trevi con documento valido. *   Tariffa ordinaria per mostre temporanee ed eventi speciali. * Possessori di MIC Card * Accesso illimitato e gratuito ai Musei Civici. * Saltafila e preacquisto tramite app. * Tariffa ridotta per mostre temporanee ed eventi speciali.
December 22, 2025
carteinregola
Seattle come New York, vince una “socialista”
A quanto pare il “socialismo democratico” è un virus che sta contagiando le metropoli statunitensi, contraddicendo la sbornia “Maga” che sembra espressione delle campagne e del “profondo Sud” con nostalgie confederate. La “socialista” Katie Wilson ha infatti sconfitto l’ormai ex sindaco di Seattle, Bruce Harrell, anche lui come Andrew Cuomo […] L'articolo Seattle come New York, vince una “socialista” su Contropiano.
November 14, 2025
Contropiano
il “socialista islamico” Mamdani sindaco di New York
Si approfondisce di molto il solco che divide la società statunitense, mentre la crisi di egemonia diventa ogni giorno più evidente anche agli ascari euro-atlantici. Zohran Mamdani, 34 anni, è diventato il primo sindaco musulmano e socialista della città. Ha superato il 50% dei voti, smentendo i sondaggi che lo […] L'articolo il “socialista islamico” Mamdani sindaco di New York su Contropiano.
November 5, 2025
Contropiano