Tag - zapatismo

«Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione»
Daniele Barbieri sul libro di Stefania Consigliere (*). A seguire cinque lunghe citazioni che da sole meriterebbero un bel po’ di riflessioni collettive. E’ uscito nel dicembre del 2024 e da allora ha avuto pochissime recensioni. Si tratta invece di una delle letture più appassionanti degli ultimi anni che si aggira – come spiega il sottotitolo – fra «molteplicità, immaginario,
Per un’immaginazione femminista anticoloniale: intrecciare le …
… le radici contro capitalismo e patriarcato Riprendiamo, per gentile concessione di autrice e editore, un interessante “saggio” di Alice Salimbeni da Machina  C’è una rimozione che attraversa l’Europa – e l’Italia – come una ferita mal cicatrizzata: l’idea di essere «oltre» il colonialismo, di averlo relegato altrove, in un tempo e, soprattutto, in uno spazio che non ci riguarda
Terra e memoria della terra: S’Atobiu 2026
Arriva alla V edizione il Festival dell’editoria indipendente che si tiene in Sardegna fra Selargius e Tertenia: “Per immaginare un percorso di transizione dal capitalismo” S’Atobiu, prima parte, Selargius (CA) 8, 9 e 10 maggio 2026 “S’Atobiu” (L’Incontro, in Iingua sarda), è il festival della piccola editoria indipendente, nato nel novembre del 2022 dall’esigenza di costruire uno spazio di confronto
Nuova edizione di “S’Atobiu”, il festival della piccola editoria indipendente: incontri per raccontare mondi nuovi
L’edizione 2026 di “S’Atobiu”, “l’incontro” in lingua sarda, si svolgerà a Selargiu (CA)  dall’8 al 10 maggio e a Tertenia (OG – Ogliastra) dal 28 al 30 (sarà presente anche la casa  editrice Multimage e la redazione di  Pressenza.com (Pressenza Sardigna). Organizzato dall’associazione A.S.C.E. – Sardegna, il festival della piccola editoria indipendente proprone come tema “La terra e la memoria della terra”, che vuole unire la terra di Sardegna  alle terre nel mondo che subiscono ingiustizie, ma promuovono visioni di mondi possibili, come la Palestina, il Chiapas, il Kurdistan, attraverso le arti visive, il paesaggio e la poesia.  “S’Atobiu”, “l’incontro” in lingua sarda, è il festival della piccola editoria indipendente, nato nel novembre del 2022 dall’esigenza di costruire uno spazio di confronto e di riflessione su temi che spesso vengono lasciati al margine dall’informazione mainstream. Ma cosa è oggi “S’Atobiu”? È un’idea divenuta certezza. È una piazza di incontro, un crocicchio di anime. Un luogo di ritrovo capace di connettere il Cilento a Treviso, Roma a Brescia, l’Uruguay alla Sardegna, la Turchia a Reggio Calabria, Ginevra a Riace. È una trama tessuta a più mani e i nodi congiungono comunità e stringono relazioni. È il posto dove è stato possibile, durante questi anni chiacchierare con Raúl Zibechi o Mimmo Lucano, cenare con Maria De Biase o Tiziana Barillà, ritrovarci con personalità provenienti da varie parti e portatrici di varie esperienze, raccontare esperienze di vita comunitaria, di autogestione, di società matriarcali, di possibili vie alternative al capitalismo. Di idee talmente semplici da divenire pericolose. A “S’Atobiu” circola la libera informazione e fioriscono i libri, editi da case editrici indipendenti, che narrano una storia diversa. Raccontando di diritti, di uguaglianza e di pari dignità. Libri in cui si legge che la pace non si costruisce con le bombe, che si lotta solo per una giustizia sociale, per contrastare il potere degli uomini sulle donne, del più grande sul più piccolo, del più forte sul più debole. La cultura si mescola con la terra rendendola più fertile, la terra poi si mescola con la musica nutrendola di nuove sonorità. Dal 2024 lo sforzo organizzativo delle volontarie e dei volontari ha permesso di portare S’Atobiu in due località sarde: Tertenia e Selargius. In questa quinta edizione, che ha come tema generale: “La terra e la memoria della terra”, durante i due eventi parleremo, a Tertenia, delle esperienze locali, mentre a Selargius, volgeremo lo sguardo al di là del mare. Quindi a Selargius, l’8, 9 e 10 maggio ci confronteremo con Gianluca Carmosino della redazione di Comune (curatore del libro Gridare, fare, pensare mondi nuovi) su come sia possibile creare mondi altri. Rifletteremo insieme a Marco Santopadre sulla grande tragedia che ancora sta colpendo il popolo palestinese. Dialogheremo con le compagne e i compagni del Nodo Solidale e della rete Kurdistan sarda di utopie realizzate: il Confederalismo Democratico e lo Zapatismo. Presenteremo molte novità editoriali alla presenza di autori sardi come Carlo Bellisai e Alberto S. Secchi e continentali come Carlo Ruggiero, Gianluca Carmosino e Marco Santopadre. Impareremo anche a fare le maschere di cartapesta con Paola Demontis. E poi tanti momenti ludici con le artiste e gli artisti aderenti al movimento “Unione Artisti Libertari”. Mentre a Tertenia, il 29 e 30 maggio, un’attenzione particolare verrà dedicata alla storia, passata e presente, del territorio locale e isolano, ai diversi saperi e linguaggi che la abitano: dalla ricerca documentaristica al muralismo come mezzo di riflessione politica e collettiva, dalla panificazione alla poesia come pratiche di condivisione, dall’osservazione del paesaggio della nostra terra che cambia: dal punto di vista botanico da un lato, e dal punto di vista naturalistico-sociale-culturale, dall’altro, relativamente alla speculazione energetica attuale. Faremo tutto ciò e altro ancora in sintonia con quella che ormai possiamo definire “la nostra tradizione”. Asce, Associazione sarda contro l’emarginazione Redazione Sardigna
May 1, 2026
Pressenza
I beni comuni in Chiapas | Per un ecosistema auto-governato oltre l’alternativa tra pubblico e privato – di Antonio Semproni
L'esperienza zapatista in Chiapas sarebbe impensabile senza i beni comuni: non solo la terra, ma anche infrastrutture come scuole e ospedali, nonché la stessa forza-lavoro, sono state riconosciute come beni comuni. Ciò significa non solo che ne sono stati socializzati i benefici, ma anche tutta la comunità è ammessa alla loro gestione. Per questo [...]
April 11, 2026
Effimera
Camminare al loro fianco
-------------------------------------------------------------------------------- ‘Incontro internazionale “Algunas partes del todo” promosso (dicembre 2025) in Chiapas da zapatiste e zapatisti. Foto di Red de Apoyo Iztapalapa Sexta (che ringraziamo) -------------------------------------------------------------------------------- Cronache Ribelli, realtà dell’editoria indipendente, pubblica nella collana di filosofia “archeologia del presente”, Divenire bosco: zapatiste, femministe?, una raccolta di cinque formidabili saggi, introdotti da un dialogo dell’autrice Sylvia Marcos con Diego Ferraris, ricercatore e abile traduttore dell’esperienza più innovativa di costruzione di “altri mondi” indigeni. Lo zapatismo infatti è un “progetto nuovo e antico di filosofia politica”, oggi prezioso per destituire le politiche di distruzione e morte dell’ultimo secolo “occidentale”. Sylvia Marcos è psicologa clinica, promotrice del movimento antipsichiatrico messicano, antropologa, filosofa femminista, interlocutrice diretta dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) e autrice di Mujeres, indígenas, rebeldes, zapatistas (2011), Tomado de los labios. Género y Eros en Mesoamérica (sylviamarcos.wordpress.com). Ecco alcune sue parole tratte dal testo: «Questo nostro libro cattura le parole sperando che queste facciano apparire le cose, che le (re)inventino, affinché favoriscano la creazione di altri mondi… Occorre decifrare quello che si nasconde in queste parole di donne indigene e zapatiste, ciò che rende le loro parole creatrici e generatrici di una realtà più giusta ed equa…». «L’inserimento della teoria nella pratica pone inevitabilmente rapporti di potere radicalmente asimmetrici, che rendono le donne indigene più vulnerabili ai nostri discorsi. Per questo urge prestare estrema attenzione a ciò che diciamo, a come lo diciamo e a cosa esprimiamo quando ci riferiamo ai valori propri delle nostre lotte per i diritti delle donne…». «Con Otroa compañeroa. La fluidità del genere, si indicano possibili orizzonti di senso attraverso una lettura originale della figura concettuale dell’“otroa” (che in italiano possiamo tradurre come “altro/a”), una figura incarnata nella compagna zapatista Marijosé, promotrice di educazione dell’EZLN da più di vent’anni e donna indigena in lotta che transita tra i generi. Il concetto politico dell’“otroa” si mostra come cifra di una dimensione dinamica e plurale che contiene ed esprime la molteplicità aperta dei mondi LGBTIQ+ in chiave analogica e non identitaria…». «Come dicono le zapatiste nella propria Lettera: “perché dobbiamo obbligare queste persone a essere uomini o donne?”. I discorsi e le proposte femministe di questi ultimi anni cominciano a incorporare prospettive filosofiche radicate nei movimenti emergenti delle donne indigene; forme di resistenza che risignificano e trasformano i modi del conoscere dominanti dal punto di vista di soggettività “subalterne” che sentono e pensano con epistemologie che potremmo chiamare “decoloniali”…». «Le zapatiste ci invitano a tentare di uscire dal nostro mondo di riferimenti e, detto con una delle metafore gloriose e pertinenti che usano spesso, ci invitano a camminare al loro fianco. Cercare di comprendere a fondo le loro specificità nel quadro delle pratiche femministe implica necessariamente denunciare come le nostre stesse interpretazioni siano spesso macchiate di quell’etnocentrismo classista che segna la teoria femminista dominante…». «Io stessa ho intitolato uno dei libri che ho scritto: Dialogo e Differenza. In questa pubblicazione, concettualizzavamo la “differenza” come punto di partenza per costruire un dialogo rispettoso delle differenze stesse… Dobbiamo emigrare dall’epistemologia che ci opprime e che sostiene la proposta per cui l’uguale non può essere differente e il diverso non può e non deve valere ed essere uguale. Lo zapatismo, con la propria filosofia, apre a questa possibilità…». «Per le zapatiste e per le persone appartenenti ai mondi mesoamericani il proprio essere non è “incapsulato”. L’altro, che sia maschio, donna, figlio, madre, nonna, non è fuori da sé stesso. La collettività è parte di sé stessa. L’io è vissuto come realtà attraversata dalla collettività comunitaria. Anche la “realtà” esterna, le colline, le piante, il mais, sono parte di me stessa. Sono “donne e uomini di mais”…». «Voi, compagne, interpellate una molteplicità di livelli teorici con i quali spesso tentiamo di mettere in ordine le nostre analisi femministe, in forme anche molto significative, come lo studio delle ontologie altre, o la cosiddetta intersezionalità, oggi tanto in voga e che sembra inondare le analisi con intersezioni sempre più estese: classe, razza, genere, etnicità, povertà, preferenze sessuali, etc. La proposta per uscire da questo pasticcio teorico delle intersezioni arriva da Maria Lugones, che preferisce riferirsi e teorizzare “la coalizione”. È un passaggio complesso dall’intersezionalità, che si basa sulla logica dell’identità (e l’identità come concetto è una proposta non solo essenzialista, ma statica) alla logica della fusione e della coalizione. Lì, vi trovo, compagne, nella fusione che ci unisce tutte, le “donne che lottano”…». «È di cruciale importanza inventare nuovi strumenti concettuali che rendano conto delle forme specifiche applicate dall’oppressione di genere in contesti come quelli delle donne indigene maya, kichuas, aymaras e mapuche, per esempio. Per di più, è necessario porsi diverse domande: cosa può apportare il sapere prodotto da un movimento indigeno al femminismo in quanto teoria sociale critica? In che modo il legame tra identità-fusione comunitaria e identità di genere indica certi percorsi in un movimento indigeno? Da una prospettiva sociale critica, ciò che emerge dallo zapatismo nelle sue pratiche politiche è un principio secondo il quale tutte le istanze sono necessarie e sono legate le une alle altre, si interconnettono e sono interdipendenti. Questa proposta sembrerebbe riflettere la struttura di un rizoma, metafora adatta a poter creare un possibile immaginario politico rinnovatore di schemi caduchi (Deleuze e Guattari, 1980)…». «Le donne sono centrali e prevalenti nella trasmissione orale. Sono vitali per questa particolare forma del tramandare, rivivere e risignificare le forme culturali. Saper ascoltare è il primo passo per forgiare una metodologia attenta a queste caratteristiche, e costruita su di esse…». -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Camminare al loro fianco proviene da Comune-info.
March 18, 2026
Comune-info
[2026-03-04] 🐌 Autonomia zapatista 🌿 Quando la comunità costruisce la salute @ Vivero
🐌 AUTONOMIA ZAPATISTA 🌿 QUANDO LA COMUNITÀ COSTRUISCE LA SALUTE Vivero - via Antonio Raimondi 37 (mercoledì, 4 marzo 19:00) 👩🏽‍⚕️incontro pratiche di salute autonoma con nodo solidale e brigate mediche ✊🏾presentazione dell'opuscolo autodifesa medica - pantere nere e EZLN di Zineditorial, tradutto e edito da Kairos (2023) 🏥presentazione del progetto un ospedale per la selva lacandona 🍻prima e dopo aperitivo benefit Tutta l'iniziativa è a sostegno del progetto un ospedale per la selva lacandona 👉 progetto https://url-shortener.me/EL1E 👉crowfounding https://whydonate.com/es/fundraising/un-quirofano-en-la-selva-lacandona
February 26, 2026
Gancio de Roma
Metix Flow – 24 ottobre 2025@1
Riprendiamo un tema caro a Metix Flow: la resistenza zapatista in Chiapas. Quest’estate alcune compagni e compagne hanno partecipato alla convocatoria che si stà svolgendo durante tutto l’anno nei territori zapatisti e ne abbiamo approfittato ascoltando la loro voce. Ma per introdurre il tema ci siamo messi in contatto telefonico dal Chiapas con Francesco, un […]
October 26, 2025
Radio Blackout - Info
Metix Flow – 24 ottobre 2025@0
Riprendiamo un tema caro a Metix Flow: la resistenza zapatista in Chiapas. Quest’estate alcune compagni e compagne hanno partecipato alla convocatoria che si stà svolgendo durante tutto l’anno nei territori zapatisti e ne abbiamo approfittato ascoltando la loro voce. Ma per introdurre il tema ci siamo messi in contatto telefonico dal Chiapas con Francesco, un […]
October 26, 2025
Radio Blackout - Info
[2025-09-28] Ottava Sagra del Peperoncino Rebelde @ CSOA Forte Prenestino
OTTAVA SAGRA DEL PEPERONCINO REBELDE CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (domenica, 28 settembre 13:00) Ottava edizione della Sagra del Peperoncino Ribelle 2025 Domenica 28 settembre, dalle 13 a mezzanotte, torna dopo una lunga attesa la Sagra del peperoncino rebelde al csoa Forte Prenestino (via Federico Delpino 187). Dopo una pausa di diversi anni dedicati a organizzare e sviluppare progetti sanitari, editoriali e di scambio tra l’Italia e il Messico ribelle, questa ottava edizione si terrà come sempre nell’ultima domenica di Settembre per ridere, ballare e gustare tutta la piccantezza di cui abbiamo desiderio, sostenendo le comunità indigene e le organizzazioni che le supportano. Peperoncini di ogni genere, cibo per tutta la giornata, musica dal vivo, performance teatrali e dj set, infoshop, serigrafie, mostre fotografiche, libri dall’America Latina e dal Mondo. Quest’anno, inoltre, un programma specifico dedicato all’infanzia, con laboratori, piñatas, spettacoli e un’area giochi di legno a cura del laboratorio sociale Largo Tappia di Lanciano.  Immancabili poi i classici contest di cumbia, e la Competizione dei Peperoncini - gara goliardica di resistenza al piccante.  Ingresso a sottoscrizione libera a sostegno dei progetti del nodo solidale in Messico. Si no pica, no hay revolución! Dalle ore 13 porte aperte Mercatino del Peperoncino Pranzo con piatti piccanti a base di peperoncini di ogni sorta…e non solo Mostre fotografiche a cura di “Columbia Solidaria” e del Nodo solidale  Infoshop e Autoproduzioni da Messico, Kurdistan e Palestina Programma ore 15 gara di piccante ore 18.30 gara di cumbia ore 20.30 spettacolo teatrale “Sulla Bamba” - La tercermundista ore 21 Live Los 3 Saltos Area Piccole persone ore 13 pranzo ore 14 spettacolo di burattini ore 15 laboratori ore 16.30 piñatas e merenda Tutto il giorno fino a tarda sera djSet La Perra Maldita Radio torre Sound System feat Sista Gaia La Curandera & mainor dj Santa Feroce La Reina del fomento
September 16, 2025
Gancio de Roma