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Alberto Trentin non è un santo e nemmeno un eroe
Negli ultimi anni il Venezuela è diventato il centro di uno scontro geopolitico di prim’ordine. La fase culminata con l’operazione statunitense contro il governo di Caracas non nasce dal nulla e non è questione di pochi mesi: si inserisce in una strategia di pressione di lunga durata, iniziata già ai […] L'articolo Alberto Trentin non è un santo e nemmeno un eroe su Contropiano.
L’ordigno nucleare “perso” dalla CIA sull’Himalaya
Redazione di Diogene Notizie (*)   Certe storie della Guerra Fredda sembrano inventate apposta per il cinema, ma questa arriva ai giorni nostri: un obiettivo strategico lontanissimo, un’operazione che non può esistere ufficialmente, uomini scelti non solo per la competenza ma per la capacità di tacere, e un dettaglio che trasforma un’azione di spionaggio in un incubo potenziale. Nell’autunno del
Cuba, la Corte Suprema ha condannato all’ergastolo l’ex Ministro dell’Economia Alejandro Gil per spionaggio
La difesa può fare appello contro la condanna all’ergastolo e deve avere la garanzia che l’imputato sarà udito di nuovo. La Corte Suprema del Popolo riferisce che lunedì 8 dicembre 2025 ha notificato le pene del procedimento penale contro l’imputato Alejandro Miguel Gil Fernández. Le udienze orali si sono svolte tra l’11 e il 13 novembre 2025 e tra il 26 e il 29 novembre 2025. Nel primo procedimento penale fu ritenuto responsabile dei crimini di spionaggio, atti a danno dell’attività economica o di contratti; oltre a corruzione, furto e danno di documenti o altri oggetti in custodia ufficiale, violazione dei sigilli ufficiali e violazione delle regole per la protezione dei documenti classificati, quest’ultima di natura continua. A seguito di questa classificazione, la Corte impose la pena congiunta dell’ergastolo da scontare. Nel secondo procedimento, fu ritenuto responsabile dei reati di corruzione di natura continua come mezzo per un fine di falsificazione di documenti pubblici; oltre al traffico di influenze e all’evasione fiscale, entrambi di natura continua. In questo caso, la Corte ha imposto la pena congiunta di vent’anni di privazione della libertà. In entrambi i procedimenti contro Gil Fernández furono applicate sanzioni accessorie come la confisca dei beni, il divieto dell’esercizio di funzioni che comportano l’amministrazione o la disponibilità di risorse umane, materiali e finanziarie e la privazione dei diritti pubblici, tra gli altri. Nel determinare le sanzioni da imporre, la Corte tenne conto degli articoli 147 della Costituzione della Repubblica, nonché degli articoli 71.1 e 29 del Codice Penale, relativi agli scopi della sanzione, valutando il danno sociale degli atti commessi dagli imputati. Alejandro Miguel Gil Fernández, attraverso un atto corrotto e simulato, approfittò dei poteri conferiti dalle responsabilità assunte per ottenere benefici personali, ricevendo denaro da aziende straniere e corrompendo altri funzionari pubblici per legalizzare l’acquisizione di beni. Ingannò la leadership del Paese e il popolo che rappresentava, causando così danni all’economia. Non si conformò ai processi di lavoro con le informazioni ufficiali classificate che gestiva, le ruotò, le danneggiò e infine le mise a disposizione dei servizi nemici. Questi comportamenti altamente dannosi hanno dimostrato nell’imputato una degradazione etica, morale e politica che lo rende degno di una grave risposta penale, come richiesto dall’Articolo 4 della Costituzione della Repubblica, che stabilisce che il tradimento è il crimine più grave e chiunque lo commetta è soggetto alle sanzioni più severe. Gli atti sanzionati violano anche la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione, di cui Cuba è firmataria. L’imputato e la Procura hanno il diritto di presentare i rimedi stabiliti dalla legge entro un periodo di dieci giorni. Per quanto riguarda la pena dell’ergastolo, anche se la pena non viene contestata, il Tribunale, su propria mozione, esamina un appello, come garanzia per l’imputato contenuta nella Legge di procedura penale. Una volta risolti i ricorsi contro le sentenze, se la sua responsabilità sarà ratificata, sarà istituita una sanzione congiunta e unica da eseguire tra tutte le pene imposte, come previsto dall’articolo 86 dell’attuale Codice Penale. Sia l’imputato che i suoi avvocati hanno riconosciuto che durante l’elaborazione dei casi e degli atti del processo orale, sono stati rispettati i diritti e le garanzie sanciti dalla Costituzione della Repubblica e dalla Legge di Procedura Penale. (Tratto dalla Corte Suprema del Popolo) http://www.cubadebate.cu/noticias/2025/12/08/tribunal-supremo-popular-notifica- sentencias-a-acusado-alejandro-miguel-gil-fernandez/ https://www.granma.cu/cuba/2025-12-08/de-la-gravedad-del- delito-a-la-severidad-de-la-sancion-todas-las-garantias- procesales-08-12-2025-23-12-47 Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
La NATO sospende i contratti con Elbit Systems, il gigante israeliano delle armi
Nel bel mezzo di due guerre che coinvolgono più o meno direttamente la Nato e Israele – più che “alleati”, una simbiosi criminale – salta fuori una inchiesta che porta alla luce alcuni degli interessi molto “materiali” che accompagnano sempre anche le guerre. La principale agenzia di approvvigionamento della NATO […] L'articolo La NATO sospende i contratti con Elbit Systems, il gigante israeliano delle armi su Contropiano.
Yemen. Arrestati per spionaggio verso Israele e USA funzionari dell’ONU. Secondo blitz in pochi mesi
L’ufficio delle Nazioni Unite in Yemen ha dichiarato domenica che 20 dei suoi membri dello staff sono ancora detenuti dai militanti di Ansarallah, più noti come Houthi, dopo un’incursione avvenuta sabato nel loro edificio a Sanaa. Sabato, l’ufficio ONU aveva affermato che le forze di sicurezza Houthi avevano effettuato un'”entrata […] L'articolo Yemen. Arrestati per spionaggio verso Israele e USA funzionari dell’ONU. Secondo blitz in pochi mesi su Contropiano.
ITALIA: ISRAELE PRODUCE UN DOSSIER CONTRO LE PIAZZE DEL 22 SETTEMBRE. CLASSIFICATI MOVIMENTI E ORGANIZZAZIONI
Il ministero per la Diaspora israeliano ha pubblicato un rapporto sulle manifestazioni italiane che si sono svolte in occasione dello sciopero generale “Blocchiamo Tutto” del 22 settembre, classificandole per livello di rischio. Il documento, apparso prima delle proteste, fornisce dettagli su luoghi, orari, promotori e diffusione sui social, ma non specifica i criteri usati per determinare il rischio. Le manifestazioni – che e denunciavano il genocidio in corso in Palestina e la complicità dei governi occidentali – sono classificate con diversi colori (verde per rischio basso, giallo per medio, rosso per alto). Il monitoraggio delle proteste contro Israele è una prassi consolidata per il ministero, che recentemente ha intensificato queste attività pubblicando rapporti simili anche su altri eventi in Italia, come contestazioni contro turisti israeliani o contro l’ex premier Ehud Olmert. Il documento non chiarisce quali fattori abbiano influenzato la classificazione, ma sembra che il tipo di organizzatori giochi un ruolo centrale, come nel caso delle manifestazioni promosse dal Global Movement to Gaza, che sono tutte a rischio medio o alto. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Francesca, compagna di GazaFreestyle e del Centro Sociale La Strada di Roma. Ascolta o scarica.
POTERE AL POPOLO: “SCOPERTI ALTRI 3 POLIZIOTTI INFILTRATI NELLE NOSTRE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI”
Potere al popolo ha scoperto l’esistenza di altri 3 poliziotti infiltrati nel partito, in particolare nelle sue organizzazioni giovanili, dopo che lo scorso mese di maggio 2025 i portavoce del partito avevano denunciato un primo caso di agente che si era infiltrato tramite il Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli. “Si tratta di 4 agenti di polizia usciti dallo stesso corso, tutti giovanissimi e tutti quanti infiltrati in città metropolitane a partire da contesti giovanili e studenteschi come l’organizzazione ‘Cambiare rotta’”, spiega Giuliano Granato ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “Non appena terminato il corso – aggiunge Granato – sono stati trasferiti alla direzione dell’Antiterrorismo e poi infiltrati nella nostra organizzazione”. Oltre a Napoli, gli agenti infiltrati hanno avvicinato l’organizzazione giovanile Cambiare Rotta a Milano e Bologna. Ci sarebbe stato un altro tentativo di infiltrazione a Roma. Quest’ultimo, però, non è andato a buon fine. Nel pomeriggio di venerdì 27 giugno 2025 i portavoce di Potere al popolo terranno una conferenza stampa in Senato per denunciare la vicenda ed esigere spiegazioni da parte del governo Meloni, in particolare dalla premier e dal ministro dell’Interno Piantedosi. Parteciperanno anche i parlamentari di Avs, M5S e Pd che hanno presentato un’interrogazione parlamentare, oltre ai giornalisti di Fanpage e gli attivisti di Mediterranea Saving Humans spiati con lo spyware Graphite dell’azienda israeliana Paragon. “Si tratta di un quadro estremamente preoccupante in questo Paese, che non riguarda soltanto le organizzazioni interessate. Tocca un po’ tutti perché viene meno il presupposto di uno Stato democratico: la libertà di associazione e di riunione. Se dei poliziotti possono infiltrarsi in un partito politico, allora vale tutto…”, conclude Giuliano Granato ai nostri microfoni. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al popolo. Ascolta o scarica.