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PALESTINA: L’ESERCITO OCCUPANTE ISRAELIANO MINACCIA DI DEMOLIZIONE IL CAMPO DI CALCIO DI AIDA CAMP
Striscia di Gaza: sono almeno 430 i palestinesi uccisi da Israele in tre mesi di cosiddetto “cessate il fuoco”, 5 in media al giorno, mentre Israele fa sapere di aver definito “nuovi piani militari” per lanciare altre aggressioni militari contro Gaza. I media israeliani parlano di marzo come mese individuato per il possibile attacco.  Oltre alle uccisioni dirette,  a Gaza si muore anche per freddo, fame, malattie. 4 persone decedute solo martedì 13 gennaio 2026, nel crollo di alcuni ruderi, spazzati dal vento e dalle piogge continue, mentre – nonostante le promesse di Netanyahu – il valico principale, quello di Rafah, rimane sigillato. Da Gaza alla Cisgiordania. Anche qui proseguono le violenze e le uccisioni, da parte sia dei coloni che dell’esercito israeliano. “La quotidianità è sempre più segnata da incursioni militari, arresti arbitrari e una crescente ondata di aggressioni da parte dei coloni contro i civili palestinesi”, denuncia Fabian Odeh, cittadino italo palestinese che viaggia spesso in Cisgiordania, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “La sottrazione – prosegue Odeh – di risorse e territori è sistematica, vengono demolite le infrastrutture vitali e si espandono gli insediamenti. Violenze che negano anche l’accesso alle situazioni più normali: andare all’università è pericoloso. Pochi giorni fa l’attacco dell’esercito con l’incursione all’ateneo di Birzeit, vicino a Ramallah: l’esercito ha sparato pallottole vere e ferito almeno una dozzina di studenti”. Altre situazioni che altrove sarebbero normali, in Cisgiordania sono a rischio, come il gioco del calcio. Negli ultimi giorni infatti si è parlato con insistenza dell’abbattimento per volere israeliano del campo sportivo del campo profughi di Aida, vicino Betlemme, a pochi metri dal muro dell’apartheid voluto da Tel Aviv. Quello di Aida Camp è uno dei pochissimi spazi ricreativi rimasti e proprio per questo nel mirino dell’esercito e dell’occupazione. L’ordine di demolizione, in scadenza in queste ore, è stato al momento rinviato, ma solo di una settimana. Una petizione per salvarlo rivolta a Fifa e Uefa si sta avvicinando al mezzo milione di firme ed è stata già siglata da decine di realtà sportive popolari italiane e internazionali.  Della situazione in Cisgiordania Occupata, di quanto accaduto a Birzeit e della situazione di Aida Camp su Radio Onda d’Urto l’intervista a Fabian Odeh, cittadino italopalestinese spesso in West Bank. Ascolta o scarica  
Il MIR Italia dissente dal conferimento da parte della FIFA del premio per la pace a Trump
Ermete Ferraro, Presidente del Movimento Internazionale della Riconciliazione (M.I.R. Italia), esprime in una nota la riprovazione della storica organizzazione nonviolenta nei confronti dell’incredibile decisione da parte della Federazione Internazionale delle Associazioni di Football di conferire al Presidente U.S.A., Donald Trump, il FIFA Peace Prize. “È semplicemente assurdo che a Donald Trump sia stato conferito il Premio per la Pace dal presidente della FIFA, l’italiano Gianni Infantino, con la grottesca motivazione che ‘Ora il mondo è un posto più sicuro‘– ha dichiarato Ferraro – Dovrebbe esserci un limite alla servile adulazione verso un personaggio che ha finora mostrato solo un’arrogante volontà di dominare le relazioni internazionali, esibendo la potenza militare degli Stati Uniti più che perseguendo pratiche di mediazione di pace tra parti in conflitto armato. Gratificare in tal modo chi assume atteggiamenti razzisti e dispotici nella politica interna ed ha ripristinato non a caso la denominazione ‘Ministero della Guerra’ all’ex dicastero della Difesa, non è giustificabile in alcun modo, tanto meno utilizzando strumentalmente i già discutibili ‘valori’ olimpici”. Il M.I.R. Italia, da sempre solidale col martoriato popolo palestinese e con gli altri colpiti dalla recrudescenza dei conflitti armati e dunque fermamente contrario alla postura neocoloniale e militarista degli U.S.A., esprime il proprio dissenso per l’uso distorto e mistificante della parola ‘Pace’ e per l’evidente ‘invasione di campo’ da parte della F.I.F.A. su un terreno che non dovrebbe riguardarla, utilizzando peraltro la popolarità del calcio per sostenere discutibilmente chi ha fatto ben altro che “azioni eccezionali e straordinarie per la pace, capaci di unire le persone in tutto il mondo”. MIR Italia - Movimento Internazionale della Riconciliazione
MESSICO E MONDIALI DI CALCIO 2026: “NON C’E’ GIOCO PULITO IN UNA TERRA DERUBATA”
Venerdì 5 dicembre il John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, Usa, ospita i sorteggi per i Mondiali di Calcio 2026, in calendario tra Canada, Usa e Messico. Alla cerimonia ha annunciato la propria presenza il presidente Usa, Donald Trump, nuovo sodale globale di Gianni Infantino e della multinazionale del pallone (ma, soprattutto, degli affari), cioè la Fifa. Una liason che, proprio venerdì, potrebbe vedere Infantino premiare il tycoon, con un premio inventato di sana pianta sul momento, il cosiddetto “Premio per la pace”. Si tratta del “FIFA Peace Award: Football Unites the World”, annunciato da Infantino senza alcun preavviso al Consiglio FIFA:  molti delegati avrebbero appreso dell’esistenza del premio…direttamente dal comunicato stampa. Nel frattempo, lo stesso Trump ha già ribadito che vieterà l’ingresso negli States ai tifosi di quei Paesi – in primis, Haiti – che considera “indesiderati”, nell’ambito della guerra contro i migranti in corso dentro i confini Usa. Non solo: lo stesso tycoon sta provando a convincere la Fifa – pare senza risultati, al momento – a escludere il Messico dai Mondiali stessi, con la scusa dei rischi di sicurezza per squadre e tifosi. Il tutto mentre a Città del Messico gli interventi infrastrutturali già in corso verso l’estate 2026 stanno provocando crisi idriche, impennate degli affiti e la cacciata delle classi popolari dalle zone più “appetibili” per turisti occidentali, gentrificazione e speculazione immobiliare. Su quest’aspetto, Radio Onda d’Urto ha raggiunto Andrea Cegna, curatore della newsletter sul Latino America “Il Finestrino”, oltre che nostro collaboratore. Ascolta o scarica
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Impediamo in ogni modo che il 14 ottobre si giochi la Partita del #Genocidio. No all'incontro dfi #calcio Italia-Israele ad #Udine. #fifa #uefa #boycotisrael
Show Israel the Red Card
Martedì 14 Ottobre, ore 17:30, a Udine, in piazza della Repubblica, saremo in corteo per dire NO alla presenza della nazionale di uno stato che sta commettendo un genocidio. Quel genocidio perpetrato ai danni del popolo palestinese da quasi due anni; una normalizzazione che Israele cerca di portare avanti grazie alla complicità dell'Occidente anche attraverso lo sport. 23 mesi di violenza che, nel solo ambito sportivo, hanno portato alla distruzione della quasi totalità delle strutture e infrastrutture sportive palestinesi; ridotto gli stadi a centri di detenzione e campi per sfollati; spezzato la vita di oltre 400 calciatori e costretto la Federazione Calcistica Palestinese (PFA) a sospendere a tempo indeterminato tutte le attività. Per noi lo sport - e il calcio in particolare - rappresentano uno spazio virtuale e fisico di incontro e diffusione di valori che sono inconciliabili con la violenza, l'apartheid e l’occupazione. Lo stesso non può dirsi per la nazionale di calcio israeliana che viola gli statuti FIFA e che vede i giocatori-soldato inneggiare alla distruzione totale di Gaza e dedicare i propri successi, come hanno fatto a giugno 2025 dopo la partita contro l’Estonia, all’esercito che sta commettendo un genocidio. Per questo non possiamo permettere che attraverso una partita di calcio si normalizzi l'inferno che si sta vivendo in Palestina. Non saremo mai complici di questa vergogna! Boicottiamo la partita Italia vs Israele valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026. Ci vediamo il 14 ottobre in corteo. Per tutti i gruppi solidali che vogliono aderire https://forms.gle/wjgNd6CySKFpL9tLA Ne parliamo con un compagno del Comitato per la Palestina - Udine
#STOPtheGENOCIDE "Nel mio cuore, Io sono palestinese"
#STOPtheGENOCIDE "Nel mio cuore, Io sono palestinese". Se Diego Armando #Maradona fosse vivo, ne sono certo, chiederebbe oggi alla nazionale italiana di disertare l'incontro di #calcio con Israele ad #Udine il 14 ottobre 2025... #BoycottIsrael #nongiocare #figc #FIFA
Antonio Mazzeo: Impedire e boicottare la partita di calcio Italia-Israele #nongiocareitaliaisraele #worldcup #boicottaisraele #Israele #italia #calcio #partitadicalcio #FIFA #figc #mondialidicalcio https://www.youtube.com/watch?v=_dD8AsYCKpw&t=1s
Fuori Israele dalla FIFA! Appello verso la partita Israele-Italia
Udine è con la Palestina: fuori Israele dalla FIFA! Appello alla mobilitazione per il 14 ottobre 2025 a Udine in vista della partita FIFA Italia – Israele PALESTINA, ADESSO – Mentre lanciamo questo appello il numero ufficiale dellз mortз a Gaza è salito ad almeno 59106, 17400 dellз quali bambinз. […] L'articolo Fuori Israele dalla FIFA! Appello verso la partita Israele-Italia su Contropiano.