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Pubblicità in ChatGPT, dimissioni in OpenAI: l’allarme sulla “deriva Facebook
Zoe Hitzig, ricercatrice che ha lavorato negli ultimi due anni in OpenAI, ha rassegnato le dimissioni nello stesso giorno in cui l'azienda ha iniziato a testare gli annunci pubblicitari all'interno del chatbot. La decisione è stata spiegata in un editoriale ospitato dal New York Times, in cui Hitzig collega direttamente il lancio della pubblicità in ChatGPT a un cambio di rotta che, a suo giudizio, allontana OpenAI dalle domande di sicurezza ed etica per cui aveva scelto di unirsi all'azienda. Al centro delle critiche di Hitzig non c'è la pubblicità in sé, che la ricercatrice non definisce intrinsecamente immorale, ma la combinazione tra annunci e natura dei dati raccolti da ChatGPT. Nel suo intervento, descrive le interazioni con il chatbot come un "archivio di candore umano" senza precedenti, costruito a partire da conversazioni in cui gli utenti condividono timori medici, problemi di coppia, fragilità psicologiche e convinzioni religiose, spesso nella convinzione di dialogare con uno strumento neutrale e privo di interessi propri. Il timore è che un sistema di annunci inserito in questo contesto possa evolvere verso forme di targeting profondamente personali, difficili da comprendere e da controllare sia per gli utenti sia per i regolatori. Secondo Hitzig, la fase iniziale dei test potrebbe rispettare linee guida relativamente prudenti, ma il problema emergerebbe nel lungo periodo, man mano che si consolida il modello di business basato sulla pubblicità. La ricercatrice richiama esplicitamente la traiettoria dei grandi social network, e in particolare di Facebook, dove gli impegni iniziali sulla tutela della privacy sarebbero stati progressivamente erosi dalla pressione di un motore economico centrato su engagement, profilazione e microtargeting. Nel caso di ChatGPT, la combinazione tra dati conversazionali intimi e ottimizzazione algoritmica degli annunci potrebbe creare incentivi a spingere contenuti capaci di influenzare decisioni sensibili, dagli acquisti alla salute, fino alle opinioni politiche, sfruttando contesti emotivi particolarmente vulnerabili. Articolo completo qui Fonte originale New York Times qui
February 16, 2026
Pillole di info digitale
Leonardo SpA: la militarizzazione dietro una pubblicità ingannevole
Ci viene segnalato che da circa un mese viene trasmesso sui canali televisivi, Rai e Mediaset, ma probabilmente anche su alte reti, uno spot di Leonardo SpA. Nella pubblicità (reperibile qui), così come nel comunicato di riferimento, presente sul sito di Leonardo e datato 22 dicembre 2025 (reperibile qui) non si fa mai riferimento alla prima e principale “natura” di Leonardo SpA: la produzione di armi e materiale bellico. L’azienda viene, di contro, presentata come un’impresa “”abilitatrice di futuro”, impegnata “a tutela del pianeta e di chi lo abita”. E Leonardo presenta oltre 14 miliardi di euro di ricavi che fanno dell’Italia il sesto Paese al mondo nel settore della difesa. Un vanto di cui non andiamo fieri se pensiamo che l’Italia spende meno di tanti altri Paesi per manutenzione e salvaguardia del territorio. Leonardo è la prima azienda dell’Unione Europea per la vendita di armi, la sua produzione, contrariamente al passato, quasi interamente dedicata alle armi. Non siamo noi a dirlo, ma il rapporto annuale dello Stockholm international peace research institute (Sipri) che analizza i ricavi delle cento maggiori aziende di armi nel mondo. E sempre in base agli studi del Sipri i ricavi di tutte le aziende produttrici di armi sono in aumento e ancor più lo sono i loro titoli in Borsa. Pubblichiamo una scheda tratta dal rapporto di cui sopra: Lo spot rientra nella strategia di comunicazione ormai intrapresa dal Governo, da una parte si rassicura l’opinione pubblica che i vantaggi per l’economia e la occupazione saranno positivi, dall’altra si normalizza la corsa al riarmo trasformando la principale produttrice di armi italiana in fabbrica avveniristica, capace di assicurare benefici al paese e alla popolazione attraverso il ricorso alle ultime tecnologie. È il fascino della scienza e delle tecnologie l’arma, è il caso di definirla tale, con la quale Leonardo fa ingresso nel mondo della scuola e dell’università. Il video si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, incarnato dal ragazzo che compare nello spot. Non a caso il video è anche trasmesso sulla piattaforma AppLI, iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dedicata ai giovani e al mondo del lavoro, quasi a suggerire che la Leonardo potrebbe costituire un’opportunità lavorativa per ragazzi e ragazze che magari hanno appena terminato le scuole superiori o gli studi universitari. Ci chiediamo e vi chiediamo cosa fare per opporci a queste pubblicità a nostro avviso fuorvianti se non proprio ingannevoli, la logica di mercato rende ormai prodotti di guerra affascinanti e attrattivi e così facendo trae in inganno soprattutto i più giovani che non collegano la pubblicità alle armi. E come insegnanti e cittadini vorremmo far qualcosa per destare almeno il beneficio del dubbio tra i giovani. Proviamo allora a decostruire il messaggio. Il testo dello spot: «Benvenuto. Qui è dove rendiamo sicuro l’invisibile. Codici, informazioni, dati non li vedi, eppure muovono tutto. Guarda, è integrando dati sofisticati che ci siamo in tutte le condizioni, anche impossibili. E poi nello spazio, dove tutto è interconnesso, per proteggere il pianeta e chi lo abita. Benvenuto nel luogo più simile al futuro che puoi immaginare. Benvenuto in Leonardo in tutti i mondi possibili». Il racconto, che segue il viaggio immersivo e simbolico del giovane protagonista, si snoda tra il mondo della cyber security, le missioni elicotteristiche di ricerca e soccorso in condizioni estreme e il contributo delle tecnologie spaziali alla sicurezza e al monitoraggio della Terra. “Abbiamo realizzato questo spot con l’idea di raccontare il mondo Leonardo e come le nostre tecnologie, persone e competenze sono presenti non solo in molti modi, ma anche in molti mondi diversi” precisa Helga Cossu, Chief Digital Identity & Outreach Officer di Leonardo. E continua: «Siamo partiti dalla considerazione per cui per comprendere davvero chi siamo non basta osservare un singolo settore ma bisogna entrare in tutti i mondi in cui Leonardo opera ogni giorno. Lo spot veicola delle suggestioni». Coinvolgendo dipendenti reali, lo spot mette al centro il patrimonio di competenze che sostiene l’innovazione del Gruppo e la sua capacità di rispondere a sfide tecnologiche e operative sempre più complesse. Un messaggio destinato a rafforzare il posizionamento di Leonardo come abilitatore di futuro, strumento di avvicinamento delle generazioni presenti e future alla scienza e alle tecnologie. L’impresa di armi per eccellenza si mette al servizio, disinteressato, dei cittadini, delle istituzioni e della comunità, diventa punto di riferimento per affrontare le sfide della tecnologia. Ma che questa tecnologia sia funzionale alla guerra nessuno lo vuol dire? Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Israele sponsorizza su Google Italia un report contro Medici Senza Frontiere
Attraverso Google Ads, Israele sta promuovendo contenuti contro MSF, cercando di imporre la propria narrazione sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Dal 1° gennaio 2026 oltre trenta organizzazioni umanitarie internazionali non possono più operare nella Striscia di Gaza. Tra queste, Medici Senza Frontiere (MSF). Secondo Israele non hanno rispettato i requisiti di registrazione introdotti nel marzo 2025 e fornito garanzie sufficienti per escludere legami con gruppi terroristici, in particolare Hamas e Jihad Islamica. Una posizione che Israele sta portando avanti attraverso una campagna strutturata di sponsorizzazioni su Google Italia. Chi cerca infatti sul motore di ricerca "Israele e Medici senza Frontiere" trova come primo risultato un documento diffamatorio contro MSF. Per farlo comparire in cima è bastato pagare. Leggi l'articolo di Fanpage
Meta: no alla pubblicità su temi sociali e politici, sì a quella per le IDF
Meta ha ospitato oltre 100 annunci pubblicitari per raccolte fondi in favore delle forze armate israeliane, violando le norme europee del Digital Services Act (DSA) introdotto nel 2024, ma anche le proprie stesse regole di condotta. A rivelarlo è un’indagine dell’associazione internazionale di tutela dei consumatori Ekō. Attraverso una serie […] L'articolo Meta: no alla pubblicità su temi sociali e politici, sì a quella per le IDF su Contropiano.
July 28, 2025
Contropiano
Nessuna crescita dal “riarmo”, futuro nero per i media
Un sistema che ha fagocitato tutto e ora si nutre fagocitando se stesso non ha un gran futuro davanti. Un editoriale di Milano Finanza, a firma del direttore Renato Sommella, mette in fila una serie e osservazioni che hanno – se interpretate correttamente – un impatto devastante sul sistema economico […] L'articolo Nessuna crescita dal “riarmo”, futuro nero per i media su Contropiano.
July 3, 2025
Contropiano
YouTube userà la IA per annunci sempre più invasivi
YouTube sta modificanda le sue strategie pubblicitarie e l'intelligenza artificiale è al centro di questa evoluzione. Stando alle indiscrezioni, la piattaforma sta sperimentando un sistema basato sull'IA per inserire annunci nei momenti in cui gli utenti sono più propensi a notarli, spesso durante le pause naturali dei video. L'obiettivo è chiaro: massimizzare l'impatto delle pubblicità, anche se un approccio come questo ha l'aria di essere essere un po' troppo invasivo. L'IA analizza il contenuto dei video per identificare i punti in cui l'attenzione dell'utente è al massimo, come la fine di una scena intensa o un momento di silenzio. Questi istanti, che l'algoritmo considera ideali, diventano il bersaglio perfetto per gli annunci. Se da un lato questo può (almeno inizialmente) aumentare l'efficacia delle campagne pubblicitarie, dall'altro rischia di interrompere l'esperienza di visione in modo più evidente, suscitando frustrazione negli spettatori. Articolo completo qui
Smart TV che fanno la spia mandando screenshot di quello che guardiamo
"Con l'invenzione e lo sviluppo della televisione, e il progresso tecnico che rese possibile di ricevere e trasmettere simultaneamente sullo stesso apparecchio, il concetto di vita privata si poteva considerare del tutto scomparso. Ogni cittadino, o meglio ogni cittadino che fosse abbastanza importante e che valesse la pena di sorvegliare, poteva essere tenuto comodamente sotto gli occhi della polizia e a portata della propaganda ufficiale" George Orwell, l'autore del celeberrimo libro distopico 1984 dal quale sono tratte queste parole, era un ottimista. Pensava che la sorveglianza tramite la tecnologia sarebbe stata applicata solo a chi fosse abbastanza importante. Oggi, invece, la sorveglianza tecnologica si applica a tutti, in massa, e per di più siamo noi utenti a pagare per i dispositivi che la consentono. Uno di questi dispositivi è il televisore, o meglio la "Smart TV", come va di moda chiamarla adesso. Sì, perché buona parte dei televisori moderni in commercio è dotata di un sistema che raccoglie informazioni su quello che guardiamo sullo schermo e le trasmette a un archivio centralizzato. Non a scopo di sorveglianza totalitaria, ma per mandarci pubblicità sempre più mirate, basate sulle nostre abitudini e i nostri gusti. In sostanza, molti televisori fanno continui screenshot di quello che state guardando, non importa se sia una serie di Netflix, un videogioco o un vostro video personale, e li usano per riconoscere cosa state guardando e per suggerire ai pubblicitari quali prodotti o servizi mostrarvi. Leggi l'articolo di Paolo Attivisiimo su ZEUS News Oppure ascolta il podcast
Oltre al danno anche la beffa
Questa la pubblicità che gira sui cartelloni italiani di una società di pompe funebri. Per l’ennesima volta messaggi diretti all’operaio e a chi lavora di stare attento,  di osservare le misure di precauzione. Oltre al pessimo gusto di falsità che una società di pompe funebri si auguri la vita, ci sembra l’ennesimo modo per non incolpare i padroni delle morti sul lavoro. A loro tutto il nostro disprezzo!
August 11, 2012
nomortilavoro