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Verità e giustizia per Issouf Koné basta morti sul lavoro
Teramo 15.07.2026 – La morte di Issouf Koné, lavoratore di 33 anni residente a Teramo da oltre dieci anni, deceduto il 12 giugno nel cantiere del potabilizzatore di Gerosa mentre svolgeva il proprio lavoro, impone una riflessione profonda sulle condizioni di chi lavora e, in particolare, di migliaia di lavoratrici […] L'articolo Verità e giustizia per Issouf Koné basta morti sul lavoro su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
Abruzzo, 11 e 12 luglio: Contropelo, due giornate di antispecismo
Il sabato 11 e la domenica 12 luglio ad Aielli, paese del entroterra abruzzese, si terrà Contropelo, due giornate per parlare di veganismo, antispecismo e liberazione animale per ripensare il rapporto con gli animali non-umani e supportare quelle organizzazioni che si battono per i loro interessi. In comunicazione telefonica abbiamo parlato con chi fa parte dellorganizzazione che ci ha raccontato come è nata l'idea di Contropelo e come sarà il programma ricco di attività e partecipazioni. A continuazione il comunicato di presentazione: Che cosa succede quando si parla di veganismo in un comune di montagna? Quando nella provincia profonda si evocano parole dal sapore esoterico come antispecismo e liberazione animale? Sabato 11 e domenica 12 luglio ad Aielli, il paese nell'entroterra abruzzese che ha ispirato il romanzo Fontamara di Ignazio Silone e che è noto a livello internazionale come Borgo Universo per i suoi murales spettacolari, un comitato locale sta organizzando due giornate per ripensare il nostro rapporto con gli animali non-umani e supportare quelle organizzazioni che si battono per i loro interessi. Un'iniziativa ispirata dalla illustratrice e fumettista Violinoviola, che ad Aielli ci abita, e dalla associazione Libert'aria, che anima la biblioteca nel centro storico, all'ombra della famosa Torre delle Stelle. Il programma di Contropelo, così si intitola il festival, prevede musica e pitture dal vivo, una passeggiata facile per conoscere erbe e animali selvatici lungo i sentieri, una performance di mimo con il collettivo artistico Animot, un food truck vegano e tante mostre fotografiche all'aperto che raccontano le vite degli animali nei rifugi o santuari, e di quelli chiusi negli allevamenti e nei canili-gattili, che sognano una vita migliore. Interverranno ad Aielli esperte e attiviste dal mondo dei rifugi, come Capra Libera Tutti (Roma) e Belli e Ribelli (Teramo), luoghi speciali dove pecore e agnelli scampano a un destino da arrosticini e continuano a vivere in una rete di relazioni libere e felici; dal mondo delle lotte animaliste radicali, come quella per abolire la produzione e il traffico delle pellicce; ma anche dal mondo di chi fa volontariato con i cani, rivalutando come positiva la condizione di quelli che abitano nei quartieri e nei piccoli centri, accuditi dalla comunità (ne parleranno il famoso educatore cinofilo Michele Minunno e il collettivo Nora, che si oppone al mercato delle razze e alla nuova legge promossa da Enci contro i meticci); infine dal mondo della divulgazione culturale e scientifica ed è solidale con chiunque soffra ingiustizie, come la veterinaria Marta Fragola, le filosofe e biologhe del collettivo pisano Reiette, e infine Sesa di Piccolo Rifugio Antispe (a Nocera Umbra: un tempo casa-rifugio per i perseguitati dal fascismo, oggi spazio sicuro per animali non-umani come oche e conigli, ma anche scuola di circo e campo scuola). Si distribuirà anche una fanzine preparata apposta per la prima edizione di Contropelo, che raccoglie nuovi disegni di Violinoviola e contributi di studiose e attiviste che si sono occupate di questioni che vanno dal dibattito sulla carne felice e i cosiddetti allevamenti etici, al rapporto tra crisi climatica e allevamenti intensivi. La comunità di Aielli vi esorta a passare un fine settimana rinvigorente, tra le mura dipinte del paese e il parco naturale, in compagnia di tante persone che amano le valli dell'Abruzzo e gli animali che le popolano. Perché forse è proprio dalla provincia, dai margini, che possiamo sognare un mondo più lieto e resistente alle minacce del presente, che includa tutti, umani e non umani.
July 9, 2026
Radio Onda Rossa
L’Aquila: cultura e natura con i carabinieri forestali
A L’AQUILA, I CARABINIERI FORESTALI PROTAGONISTI DELLA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA. UNA STORIA CHE VALE LA PENA RILEGGERE. Dal 21 al 27 maggio, negli spazi dell’Auditorium del Parco “Renzo Piano” a L’Aquila, il Comando Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise” ha allestito il villaggio “Natura CULTURA Legalità”, inserito nel programma ufficiale de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il pubblico previsto: famiglie, scuole, visitatori di ogni età. I contenuti esposti — biodiversità, lupo appenninico, lontra, riserve naturali, anelli degli alberi come archivio climatico — sono scientificamente solidi e importanti. Il punto che vogliamo sottolineare è chi presenta questi contenuti e in quale cornice. Il corpo forestale italiano nasce il 15 ottobre 1822, quando re Carlo Felice di Savoia istituisce l’Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi del Regno di Sardegna. Nel 1910, con la legge Luzzatti, diventa Corpo reale delle foreste, incardinato nel Ministero dell’agricoltura: personale tecnico, ordinamento civile. Nel 1926 il fascismo lo sopprime. Con il regio decreto legge 16 maggio 1926 n. 1066, su iniziativa di Italo Balbo, nasce la Milizia nazionale forestale, specializzazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Gli stessi compiti — boschi, caccia, difesa idrogeologica — vengono trasferiti a un corpo militare inquadrato nelle strutture del regime. Con la Repubblica, il decreto legislativo 804 del 1948 ricostituisce il Corpo forestale dello Stato come corpo civile dello Stato, con funzioni tecniche e di polizia, alle dipendenze del Ministero dell’agricoltura. La scelta è consapevole: dopo vent’anni di milizia, si torna a un ordinamento non militare. Questa condizione dura quasi settant’anni. Poi, con il d.lgs. 19 agosto 2016 n. 177 — la cosiddetta riforma Madia, governo Renzi — il Corpo forestale dello Stato viene soppresso e assorbito dall’Arma dei Carabinieri, a decorrere dal 1° gennaio 2017. Il personale, da civile, diventa militare. La Corte europea dei diritti dell’uomo rileverà successivamente che l’operazione ha privato gli appartenenti al Corpo del diritto di sciopero e indebolito quello di libera associazione. Sul piano operativo, l’accorpamento ha prodotto sovrapposizioni di competenze, costi superiori alle attese — i risparmi annunciati non si sono materializzati — e una minore efficacia nella prevenzione e gestione degli incendi boschivi. La tutela ambientale non è per sua natura una funzione militare. Esistono e sono esistiti strumenti civili per esercitarla: corpi tecnici, enti parco, agenzie ambientali, guardie ecologiche volontarie. La scelta di affidare questa funzione a un corpo militare — fatta dal fascismo nel 1926, rifatta dal governo Renzi nel 2016 — è sempre stata una scelta politica, non una necessità tecnica. Quando i Carabinieri Forestali allestiscono un villaggio sulla biodiversità in una Capitale della Cultura, con ingresso libero e pubblico scolastico tra i destinatari espliciti, il messaggio che circola non è soltanto scientifico. È anche questo: che la natura va conosciuta attraverso l’Arma, che la legalità ambientale ha un’uniforme, che le istituzioni militari sono interlocutori naturali per la formazione civica dei giovani. È una forma di militarizzazione che non si presenta come tale: si offre come divulgazione scientifica, come educazione ambientale, come cultura. Ed è esattamente per questo che merita tutta l’attenzione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Anniversario dell’Esercito: L’Aquila diventa una vetrina per l’arruolamento
Dal 1 al 5 maggio il centro storico della città dell’Aquila è stato completamente trasformato per l’allestimento del “Villaggio Esercito”, una metafora per indicare la miriade di gazebo, mezzi militari e soldati che si è riversata per le strade e per le piazze con lo scopo di festeggiare il 165° anniversario dell’Esercito. Il tutto si è aperto con il taglio del nastro lungo il corso Vittorio Emanuele e con un alzabandiera. Come si legge sul sito della Difesa i cittadini hanno potuto partecipare a varie attività e «conoscere da vicino l’evoluzione tecnologica, l’addestramento, le capacità e i valori del mondo militare» (clicca qui). I vari allestimenti hanno permesso infatti alla cittadinanza di vedere armi, equipaggiamenti, dimostrazioni di attività militari e, immancabilmente, di conoscere le opportunità professionali delle Forze Armate. L’Aquila è stata scelta per questa occasione perché, dopo il devastante terremoto del 2009, dovrebbe incarnare il concetto stesso di resilienza, una parola tanto di moda nelle molteplici crisi che stanno attanagliando l’Italia, ma che nel caso specifico del capoluogo abruzzese nasconde un lungo periodo di ricostruzione in cui silentemente molti hanno deciso di emigrare per mancanza di lavoro, con un tessuto industriale e commerciale che si è decisamente indebolito. Come in molte città del Centro-Sud l’Esercito rappresenta perciò una forte attrattiva lavorativa e la festa di compleanno che è stata organizzata nelle vie della città in favore delle Forze Armate non fa che invitare ancora più cittadini e cittadine a intraprendere la carriera militare. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per tali ragioni non può non denunciare come tali iniziative contribuiscano a militarizzare i territori, la società e l’economia, facendo passare l’idea che andare a fare la guerra sia un mestiere come un altro e che arruolarsi sia al momento tra le poche soluzioni possibili per sperare in un futuro sereno. Noi speriamo al contrario che i cittadini e le cittadine di questo Paese possano pensare ad un domani felice senza dover per forza passare per una divisa. Fonte: https://www.laquilablog.it/villaggio-esercito-allaquila-il-centro-storico-diventa-spazio-aperto/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Collasso Climatico e Inerzia Criminale: Un Allarme Ignorato
Il dramma che si consuma dall’Abruzzo al Molise fino alla Puglia non è affatto una semplice conseguenza delle “forti piogge” o di eventi naturali imprevedibili. È, piuttosto, la manifestazione evidente di un collasso climatico in atto, aggravato da decenni di scelte politiche irresponsabili e da una totale assenza di prevenzione strutturale. Il dissesto idrogeologico, ormai normalizzato in regioni come il Molise, è il risultato diretto di un modello di gestione che ha anteposto interessi privati e speculativi alla sicurezza e alla vita delle persone. La privatizzazione delle risorse fondamentali, come l’acqua, e la gestione pubblico-privata di infrastrutture vitali, come la diga del Liscione, hanno dimostrato di essere un fallimento colossale, aggravato dall’inerzia e dalla complicità di chi governa. Il governo Meloni, con la sua gestione commissariale, non solo non ha invertito questa rotta disastrosa, ma ha contribuito a perpetuare un sistema che ignora deliberatamente la gravità del cambiamento climatico e le sue conseguenze devastanti. La mancata manutenzione delle infrastrutture, la carenza di politiche di prevenzione e la totale assenza di un piano serio di tutela ambientale sono atti di negligenza criminale che mettono a rischio la vita di intere comunità. Non si tratta di fatalità, ma di una scelta politica precisa: sacrificare la sicurezza e la dignità dei cittadini sull’altare del profitto e della speculazione. È una vergogna che, mentre il clima si surriscalda e le catastrofi si moltiplicano, il governo continui a voltare le spalle, lasciando interi territori isolati, senza acqua, energia e servizi essenziali, in balia di un disastro annunciato. Questa è la realtà di un collasso climatico accelerato dalla miopia e dall’avidità di chi dovrebbe invece proteggere il bene comune. È ora di smascherare questa inerzia criminale e di pretendere azioni concrete, immediate e radicali per mettere in sicurezza il territorio, gestire le risorse pubbliche con responsabilità e garantire la vita e la dignità di chi abita queste terre. La crisi climatica non aspetta, e nemmeno noi dobbiamo farlo. Non basta l’indignazione, bisogna attivarsi nella resistenza civile nonviolenta di Ultima generazione. Ray Man
April 3, 2026
Pressenza
Abruzzo. Si chieda lo stato di calamità. L’Usb convoca uno sciopero d’emergenza
L’Unione Sindacale di Base lavoro privato ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alle Prefetture e alle Amministrazioni Regionali una richiesta urgente di intervento che chiami lo stato di calamità nelle zone dell’Abruzzo e del Molise che in questi giorni sono state ferite dalle forti intemperie . Il crollo […] L'articolo Abruzzo. Si chieda lo stato di calamità. L’Usb convoca uno sciopero d’emergenza su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
All’Aeroporto dei Parchi le scuole dell’Aquila volano verso la guerra
Si è da poco concluso il “Corso di Cultura Aeronautica” che quest’anno si è tenuto nell’Aeroporto dei Parchi di Preturo, frazione del comune dell’Aquila. Studenti e studentesse delle scuole superiori hanno assistito a lezioni teoriche sui fondamenti del volo e hanno fatto anche attività pratiche a bordo dell’elicottero HH-139 dell’Aeronautica militare. Il corso è nato infatti da un accordo tra questo ente e l’Uffico Scolastico Regionale dell’Abruzzo con il chiaro intento di infarcire il sogno di volare con una bella dose di cultura militarista. La scelta della città, inoltre, è stata agevolata dal fatto che L’Aquila sarà per il 2026 Capitale Italiana della Cultura ed è stato concepito come un momento di passaggio verso il grande evento che il 13 e il 14 giugno vedrà ancora le Frecce Tricolori sorvolare i cieli della città. Di fronte a questa sorta di festival dell’Areonautica l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si domanda come sia possibile che le giovani generazioni vengano avvicinate alla cultura del volo dai militari quando all’interno dello stesso areoporto è presente un club che da anni ormai si occupa di appassionare persone di tutte le età all’areonautica civile. La risposta è chiara: gli stessi operatori che hanno tenuto il corso ci hanno tenuto a sottolineare che tutte le attività svolte con la componente studentesca hanno avuto tra gli scopi anche quello di far conoscere le opportunità professionali dell’Areonautica, con la speranza che gli allievi e le allieve iniziassero la carriera militare. Ovviamente si è insistito sull’utilizzo dei mezzi aerei per aiutare la popolazione civile durante le emergenze (e parlare all’Aquila di terremoto, si sa, tocca corde profonde) ma la dimensione della guerra è stata tenuta opportunamente lontana. Ci si è concentrati su quanto fare il militare significhi salvare altre vite e non su quanto possa significare, invece, correre il rischio concreto di uccidere ed essere uccisi durante un conflitto bellico. Come Osservatorio crediamo che l’USR debba proporre un’educazione di pace e non di guerra, che la cultura tecnico-scientifica, sbandierata come una delle motivazioni che ha portato all’attivazione di questo corso, debba essere promossa dall’immensa ricchezza della società civile e non dai militari. Soprattutto ci auguriamo che chi attraversa le nostre scuole possa sognare di volare per arrivare ad un mondo migliore e non per alimentare morte e distruzione. Fonte: https://www.ilcapoluogo.it/2026/03/20/nei-cieli-dellaquila-il-corso-di-cultura-aeronautica-dalla-teoria-alla-pratica/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
ABRUZZO: NO DELLA REGIONE AL GASDOTTO SNAM, I COMITATI: “CONFERMATE LE RAGIONI DELLA LOTTA”
Una mozione approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, impegna l’esecutivo de L’Aquila a “sostenere in tutte le sedi istituzionali la posizione di assoluta contrarietà della Regione al progetto ‘Linea Adriatica’” sviluppato da SNAM e fortemente sostenuto dal governo Meloni. La risoluzione era stata proposta dal consigliere del PD Pierpaolo Pietrucci, che siede nei banchi dell’opposizione. La realizzazione del progetto SNAM devasterebbe gli Appennini e le montagne della provincia de L’Aquila, rappresentando inoltre un grave rischio per chi vive in territori storicamente interessati da forti movimenti sismici. Il commento di Mario Pizzola, del Coordinamento per il clima – Fuori dal fossile. Ascolta o scarica
June 24, 2025
Radio Onda d`Urto