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Anniversario dell’Esercito: L’Aquila diventa una vetrina per l’arruolamento
Dal 1 al 5 maggio il centro storico della città dell’Aquila è stato completamente trasformato per l’allestimento del “Villaggio Esercito”, una metafora per indicare la miriade di gazebo, mezzi militari e soldati che si è riversata per le strade e per le piazze con lo scopo di festeggiare il 165° anniversario dell’Esercito. Il tutto si è aperto con il taglio del nastro lungo il corso Vittorio Emanuele e con un alzabandiera. Come si legge sul sito della Difesa i cittadini hanno potuto partecipare a varie attività e «conoscere da vicino l’evoluzione tecnologica, l’addestramento, le capacità e i valori del mondo militare» (clicca qui). I vari allestimenti hanno permesso infatti alla cittadinanza di vedere armi, equipaggiamenti, dimostrazioni di attività militari e, immancabilmente, di conoscere le opportunità professionali delle Forze Armate. L’Aquila è stata scelta per questa occasione perché, dopo il devastante terremoto del 2009, dovrebbe incarnare il concetto stesso di resilienza, una parola tanto di moda nelle molteplici crisi che stanno attanagliando l’Italia, ma che nel caso specifico del capoluogo abruzzese nasconde un lungo periodo di ricostruzione in cui silentemente molti hanno deciso di emigrare per mancanza di lavoro, con un tessuto industriale e commerciale che si è decisamente indebolito. Come in molte città del Centro-Sud l’Esercito rappresenta perciò una forte attrattiva lavorativa e la festa di compleanno che è stata organizzata nelle vie della città in favore delle Forze Armate non fa che invitare ancora più cittadini e cittadine a intraprendere la carriera militare. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per tali ragioni non può non denunciare come tali iniziative contribuiscano a militarizzare i territori, la società e l’economia, facendo passare l’idea che andare a fare la guerra sia un mestiere come un altro e che arruolarsi sia al momento tra le poche soluzioni possibili per sperare in un futuro sereno. Noi speriamo al contrario che i cittadini e le cittadine di questo Paese possano pensare ad un domani felice senza dover per forza passare per una divisa. Fonte: https://www.laquilablog.it/villaggio-esercito-allaquila-il-centro-storico-diventa-spazio-aperto/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Collasso Climatico e Inerzia Criminale: Un Allarme Ignorato
Il dramma che si consuma dall’Abruzzo al Molise fino alla Puglia non è affatto una semplice conseguenza delle “forti piogge” o di eventi naturali imprevedibili. È, piuttosto, la manifestazione evidente di un collasso climatico in atto, aggravato da decenni di scelte politiche irresponsabili e da una totale assenza di prevenzione strutturale. Il dissesto idrogeologico, ormai normalizzato in regioni come il Molise, è il risultato diretto di un modello di gestione che ha anteposto interessi privati e speculativi alla sicurezza e alla vita delle persone. La privatizzazione delle risorse fondamentali, come l’acqua, e la gestione pubblico-privata di infrastrutture vitali, come la diga del Liscione, hanno dimostrato di essere un fallimento colossale, aggravato dall’inerzia e dalla complicità di chi governa. Il governo Meloni, con la sua gestione commissariale, non solo non ha invertito questa rotta disastrosa, ma ha contribuito a perpetuare un sistema che ignora deliberatamente la gravità del cambiamento climatico e le sue conseguenze devastanti. La mancata manutenzione delle infrastrutture, la carenza di politiche di prevenzione e la totale assenza di un piano serio di tutela ambientale sono atti di negligenza criminale che mettono a rischio la vita di intere comunità. Non si tratta di fatalità, ma di una scelta politica precisa: sacrificare la sicurezza e la dignità dei cittadini sull’altare del profitto e della speculazione. È una vergogna che, mentre il clima si surriscalda e le catastrofi si moltiplicano, il governo continui a voltare le spalle, lasciando interi territori isolati, senza acqua, energia e servizi essenziali, in balia di un disastro annunciato. Questa è la realtà di un collasso climatico accelerato dalla miopia e dall’avidità di chi dovrebbe invece proteggere il bene comune. È ora di smascherare questa inerzia criminale e di pretendere azioni concrete, immediate e radicali per mettere in sicurezza il territorio, gestire le risorse pubbliche con responsabilità e garantire la vita e la dignità di chi abita queste terre. La crisi climatica non aspetta, e nemmeno noi dobbiamo farlo. Non basta l’indignazione, bisogna attivarsi nella resistenza civile nonviolenta di Ultima generazione. Ray Man
April 3, 2026
Pressenza
Abruzzo. Si chieda lo stato di calamità. L’Usb convoca uno sciopero d’emergenza
L’Unione Sindacale di Base lavoro privato ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alle Prefetture e alle Amministrazioni Regionali una richiesta urgente di intervento che chiami lo stato di calamità nelle zone dell’Abruzzo e del Molise che in questi giorni sono state ferite dalle forti intemperie . Il crollo […] L'articolo Abruzzo. Si chieda lo stato di calamità. L’Usb convoca uno sciopero d’emergenza su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
All’Aeroporto dei Parchi le scuole dell’Aquila volano verso la guerra
Si è da poco concluso il “Corso di Cultura Aeronautica” che quest’anno si è tenuto nell’Aeroporto dei Parchi di Preturo, frazione del comune dell’Aquila. Studenti e studentesse delle scuole superiori hanno assistito a lezioni teoriche sui fondamenti del volo e hanno fatto anche attività pratiche a bordo dell’elicottero HH-139 dell’Aeronautica militare. Il corso è nato infatti da un accordo tra questo ente e l’Uffico Scolastico Regionale dell’Abruzzo con il chiaro intento di infarcire il sogno di volare con una bella dose di cultura militarista. La scelta della città, inoltre, è stata agevolata dal fatto che L’Aquila sarà per il 2026 Capitale Italiana della Cultura ed è stato concepito come un momento di passaggio verso il grande evento che il 13 e il 14 giugno vedrà ancora le Frecce Tricolori sorvolare i cieli della città. Di fronte a questa sorta di festival dell’Areonautica l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si domanda come sia possibile che le giovani generazioni vengano avvicinate alla cultura del volo dai militari quando all’interno dello stesso areoporto è presente un club che da anni ormai si occupa di appassionare persone di tutte le età all’areonautica civile. La risposta è chiara: gli stessi operatori che hanno tenuto il corso ci hanno tenuto a sottolineare che tutte le attività svolte con la componente studentesca hanno avuto tra gli scopi anche quello di far conoscere le opportunità professionali dell’Areonautica, con la speranza che gli allievi e le allieve iniziassero la carriera militare. Ovviamente si è insistito sull’utilizzo dei mezzi aerei per aiutare la popolazione civile durante le emergenze (e parlare all’Aquila di terremoto, si sa, tocca corde profonde) ma la dimensione della guerra è stata tenuta opportunamente lontana. Ci si è concentrati su quanto fare il militare significhi salvare altre vite e non su quanto possa significare, invece, correre il rischio concreto di uccidere ed essere uccisi durante un conflitto bellico. Come Osservatorio crediamo che l’USR debba proporre un’educazione di pace e non di guerra, che la cultura tecnico-scientifica, sbandierata come una delle motivazioni che ha portato all’attivazione di questo corso, debba essere promossa dall’immensa ricchezza della società civile e non dai militari. Soprattutto ci auguriamo che chi attraversa le nostre scuole possa sognare di volare per arrivare ad un mondo migliore e non per alimentare morte e distruzione. Fonte: https://www.ilcapoluogo.it/2026/03/20/nei-cieli-dellaquila-il-corso-di-cultura-aeronautica-dalla-teoria-alla-pratica/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
ABRUZZO: NO DELLA REGIONE AL GASDOTTO SNAM, I COMITATI: “CONFERMATE LE RAGIONI DELLA LOTTA”
Una mozione approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, impegna l’esecutivo de L’Aquila a “sostenere in tutte le sedi istituzionali la posizione di assoluta contrarietà della Regione al progetto ‘Linea Adriatica’” sviluppato da SNAM e fortemente sostenuto dal governo Meloni. La risoluzione era stata proposta dal consigliere del PD Pierpaolo Pietrucci, che siede nei banchi dell’opposizione. La realizzazione del progetto SNAM devasterebbe gli Appennini e le montagne della provincia de L’Aquila, rappresentando inoltre un grave rischio per chi vive in territori storicamente interessati da forti movimenti sismici. Il commento di Mario Pizzola, del Coordinamento per il clima – Fuori dal fossile. Ascolta o scarica
June 24, 2025
Radio Onda d`Urto