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Comunicato per la liberazione di Domenico Centrone con testo per mailbombing
PUBBLICHIAMO ALCUNI AGGIORNAMENTI E IL TESTO DEL COMUNICATO DEL COORDINAMENTO MOLFETTA PER LA PALESTINA SULLA VICENDA DI DOMENICO CENTRONE, TRATTENUTO IN LIBIA. È POSSIBILE SOTTOSCRIVERE IL COMUNICATO A NOME DELLA VOSTRA ASSOCIAZIONE O COLLETTIVO ENTRO LE ORE 19.00 DI VENERDÌ 5 GIUGNO INVIANDO UNA MAIL A MOLFETTA.PALESTINA.COORDINAMENTO@GMAIL.COM. LA SOTTOSCRIZIONE È UTILE PER MANIFESTARE L’ADESIONE AL PRESIDIO DI SABATO 6 GIUGNO, MA SOPRATTUTTO È NECESSARIA PER DARE UNA ECO MAGGIORE ALL’APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI NICO. ROMPIAMO IL SILENZIO. AGITIAMOCI E SCHIERIAMOCI DALLA PARTE GIUSTA DELLA STORIA. Domenico Centrone, insieme agli altre nove persone del Convoglio di Terra della Global Sumud trattenuti in Libia, sono apparsi ieri, 3 giugno 2026, davanti al Procuratore libico, il quale ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Sappiamo anche che il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare sia a Nico che a Dina, che speriamo venga accettata al più presto. La famiglia di Nico è informata sullo stato della detenzione e anche sui passi diplomatici effettuati nelle ultime ore per la sua tutela. Nico sta bene. Lo abbiamo visto da un video che sta circolando attraverso la pagina Instagram della Maghreb Sumud Organisation. Ora però, lo vogliamo libero e a casa perché la sua sola colpa è aver cercato di rompere l'assedio che sta annichilendo la Striscia di Gaza. Dobbiamo mobilitarci in tutti modi affinché la sua liberazione avvenga subito! Per questo alleghiamo in file Word il testo di un'email da inviare (in italiano e in inglese) alle autorità competenti. Fatelo e fate circolare il testo in modo che più persone possibili facciano sentire la loro voce. Per Domenico Centrone_mail bombing_testo ITA ENGDownload COMUNICATO STAMPA Il 15 maggio, durante il 78esimo anniversario della Nakba, Nico Centrone è partito con il Land Convy (carovana Sumud) da Tripoli alla volta del valico di Rafah per poter portare cibo, medicine e materiali per la ricostruzione alla popolazione della Striscia di Gaza stremata dal genocidio per mano di Israele. Il giorno 24 maggio una delegazione di dieci attivisti e attiviste, tra cui il nostro compagno, si è staccata dal resto del convoglio per andare a trattare il passaggio degli aiuti umanitari nei territori della Libia Est: da quel momento abbiamo perso i loro contatti. Al momento le dieci persone sono ancora trattenute dalle forze di polizia e non si hanno notizie certe sul loro rilascio. L’illegittimo trattenimento di Domenico rientra in un quadro generale più complesso, fatto di paura e repressione per tutte coloro che manifestano resistenza all’occupazione e che si oppongono al genocidio del popolo palestinese. In questo contesto di repressione generale e sistemica rientrano gli oltre 10.000 prigionieri politici palestinesi, molti dei quali vivono da decenni l’inferno delle carceri israeliane; in questa ottica dobbiamo inquadrare anche la istituita legge che prevede l’applicazione della pena capitale ai palestinesi in Cisgiordania per accusa di terrorismo a detta dell’occupante sionista, e in questo contesto di deumanizzazione generale del popolo palestinese si intensificano sempre di più gli attacchi dei coloni israeliani a scapito dei palestinesi della Cisgiordania, vivendo quotidianamente una dimensione di guerra civile, nella quale si organizza la resistenza all’occupante sionista. È proprio la resistenza palestinese in Cisgiordania che ci dimostra quanto il disegno di repressione riguardi anche i popoli occidentali complici del genocidio palestinese: esemplare è il caso di Anan Yaeesh, un resistente di Tulkarm, condannato in Italia a 5 anni e 6 mesi per “associazione con finalità di terrorismo” in un processo che è un attacco diretto alla resistenza palestinese. Per questo motivo saremo sempre affianco dei prigionieri politici incarcerati per la resistenza e l’autodeterminazione del popolo palestinesi: perché per noi è questo il modo di schierarsi dalla parte giusta della storia e opporci al sistema genocidario sionista. Essere al fianco di tutti i prigionieri politici significa schierarsi dalla parte dell’oppresso e far emergere tutte le complicità che ci sono tra il governo italiano e l’entità sionista e manifestare reale solidarietà verso il popolo palestinese. Nico ha sentito nel più profondo del suo cuore l’ingiustizia che vive quotidianamente la popolazione gazawi ed è proprio questo spirito di solidarietà autentica che lo ha animato per partire con il convoglio umanitario della Global Sumud Flotilla per portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, secondo pratiche di nonviolenza e in pieno rispetto delle Convenzioni di Ginevra e del diritto internazionale umanitario. Tutt* noi vediamo nella causa palestinese la lotta madre a tutte le ingiustizie e disuguaglianze del nostro pianeta. Chi è partito per terra e per mare, come Nico, credeva e crede ancora che è necessario opporsi fermamente al sistema bellicista e neocoloniale che vede nell’entità sionista il centro nevralgico del potere e soprattutto crede nella costruzione di un mondo più giusto e più eguale per tutti e tutte le oppresse. Pretendiamo dunque il rilascio immediato e il rientro in sicurezza di Domenico Centrone e delle altre 9 persone trattenute, così come pretendiamo la liberazione di tutte e tutti i prigionieri politici illegittimamente incarcerati e pretendiamo la fine della complicità del governo italiano con l’entità sionista! CONTRO LA REPRESSIONE. CONTRO IL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE. PER LA LIBERAZIONE DI NICO. PER LA LIBERAZIONE DI TUTT*. Per adesione molfetta.palestina.coordinamento@gmail.com Qui il link della lettera di Maria Rosaria Centrone, aderente all‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, a suo fratello Domenico su www.rainews.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Comunicato di solidarietà per ARCI “Il Botteghino” da Osservatorio contro la militarizzazione, Pisa
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Pisa esprime solidarietà e affetto agli attivisti del circolo Arci “Il Botteghino” – punto di ritrovo e di socializzazione vitale per il territorio della Valdera – che lo scorso 19 maggio ha subito un’azione repressiva con l’intervento di forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco (indebitamente utilizzati) per rimuovere alcuni striscioni di solidarietà alla causa palestinese e contro il genocidio in corso. Ci preoccupa estremamente l’ipotesi che per questi striscioni possa essere applicato l’art. 297 del Codice Penale italiano, il quale prevede che chiunque nel territorio dello Stato italiano offenda l’onore o il prestigio del Capo di uno Stato estero venga punito con la reclusione da 1 a 3 anni. Davanti alle immagini del genocidio che Israele continua a commettere nei confronti del popolo palestinese martoriato con decine di migliaia di morti tra i civili nel silenzio e nella complicità delle cosiddette democrazie occidentali, davanti alle violenze subite dai membri della Flottilla alla presenza di un Ministro dello Stato di Israele, chi potrebbe mai invocare un reato per una semplice affissione davanti a un circolo Arci? Esprimiamo tutto il nostro sconcerto quindi davanti alla rimozione degli striscioni, un’azione violenta e repressiva la cui finalità è mettere a tacere la protesta della società civile. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Mamme contro la militarizzazione delle scuole a Monte Romano (VT): «Dovere di genitori proteggere i figli da pratiche di indottrinamento propagandistico!»
PUBBLICHIAMO UNA LETTERA-SEGNALAZIONE GIUNTA DA UNA MAMMA DI VITERBO ESTREMAMENTE PREOCCUPATA PER LE INIZIATIVE MILITARISTICHE PROPOSTE NELLA SCUOLA DI SUO FIGLIO, DEL RESTO SENZA ADEGUATA COMUNICAZIONE. COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SIAMO PARTICOLARMENTE CONTENTI CHE IL LAVORO DI DISSEMINAZIONE PACIFISTA E ANTIMILITARISTA SIA GIUNTO A FAR COMPRENDERE AI GENITORI (COME A MODICA E MONZA) IL PERICOLO DELLA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E CHE I GENITORI PRENDANO CONTROMISURE PER OPPORSI A QUESTO FENOMENO DILAGANTE NEL NOSTRO PAESE, FUNZIONALE A NORMALIZZARE LA GUERRA NELLE TESTE DEI NOSTRI FIGLI E DELLE NOSTRE FIGLIE. INVITIAMO I GENITORI E LA SOCIETÀ CIVILE A SEGNALARE E AD OPPORSI, INVIANDO LE EVENTUALI COMUNICATI A OSSERVATORIONOMILI@GMAIL.COM. La sera del 20 maggio 2026 mio figlio mi riferisce che l’indomani si recherà, con la classe e i professori, presso il poligono militare di Monte Romano (VT) per cantare l’Inno d’Italia e, successivamente, per prendere parte alla colazione offerta dai militari. Contatto la rappresentante dei genitori per chiedere conferma se effettivamente fosse prevista questa attività, poiché sul registro elettronico e sul resoconto dell’interclasse non è presente alcun avviso al riguardo né tantomeno avevo firmato in precedenza un avviso cartaceo. La mamma, da me contattata, conferma quanto riferito da mio figlio e mi dice che l’attività durerà circa un’ora e mezzo, ma non ricorda se fosse stata emanata una circolare. Ne abbiamo parlato in famiglia e abbiamo deciso che nostro figlio il giorno seguente non sarebbe andato a scuola, visto e considerato che non abbiamo firmato alcun consenso per questa attività scolastica e che siamo contrari alla militarizzazione della scuola poiché in contrasto con i nostri principi educativi, volti alla giustizia e alla pace e motivo l’assenza dando questa stessa spiegazione. Il giorno seguente contatto due mamme e chiedo loro come fossero venute a conoscenza dell’attività al poligono militare, mi rispondono entrambe (in tempi e luoghi diversi), che gli era stato riferito dai rispettivi figli a voce e anche loro non avevano ricevuto alcun avviso scritto. La mia indignazione e perplessità nasce dal fatto che, vivendo in un clima bellicistico in cui i venti di guerra soffiano all’impazzata, nessuno dei genitori si sia posto delle domande su queste iniziative… eppure le classi coinvolte sono state quattro: prima, seconda e terza secondaria di primo grado e la quinta classe della scuola primaria. Parlando con le mamme alle quali mi sono rivolta ho percepito che la situazione non ha destato stupore, non ha stimolato la propria responsabilità genitoriale perché, forse, considerata normale o indifferente. Poi, ho fatto due conti e mi sono resa conto che il paese in cui vivo è fortemente militarizzato, difatti, numerosissime sono le famiglie appartenenti all’esercito e alle forze dell’ordine; ma questa spiegazione non mi soddisfa e rifletto ancora un po’ perché la guerra non può e non deve essere normalizzata, non può essere resa affascinante a dei bambini e bambine perché qualunque persona mentalmente sana è consapevole che la guerra porta solo orrore, morte e distruzione. È DOVERE DI NOI GENITORI PROTEGGERE I NOSTRI FIGLI E LE NOSTRE FIGLIE DA QUESTE PRATICHE DI INDOTTRINAMENTO PROPAGANDISTICO! La scuola deve restarne fuori, anzi proprio in questi tempi incerti e arroganti, dovrebbe farsi motore di cambiamento sulle nuove generazioni, stimolando lo spirito critico e sviluppando la capacità di discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ingiusto. La scuola dovrebbe contrastare l’indifferenza, affinché possa quanto prima affermarsi un nuovo umanesimo, fondato sui principi di giustizia, uguaglianza, solidarietà e pace disarmata. Le bandiere, le nazioni, i muri e i confini sono tutte sovrastrutture create dall’essere umano, in verità facciamo tutti parte di un’unica grande famiglia umana. Freniamoci. Resettiamo un bel po’ di cose e poi ripartiamo, educando con la gentilezza, la pace e la giustizia le donne e gli uomini di domani. Forse non ce ne rendiamo conto, ma il futuro è tra le nostre mani, davanti ai nostri occhi e sono i nostri bambini, le nostre bambine e le nostre giovani e i nostri giovani. La nostra speranza viva. Di seguito la locandina di una corsa podistica svoltasi a Monte Romano (VT) inviata dalla stessa mamma della lettera a dimostrazione di come vi sia in atto una militarizzazione dei territori, considerando che l’iniziativa è in collaborazione, inspiegabilmente, con l’Esercito italiano. È un peccato che la società civile non si sia mossa in anticipo per scongiurare che si svolgesse un «evento sportivo di trail, corsa e passeggiata nell’esclusiva cornice del poligono di Monte Romano» (come scritto qui). Ricordiamo che a Gioia del Colle (BA) un evento podistico simile, che prevedeva il passaggio all’interno dell’aeroporto militare, è stato bloccato dalla mobilitazione e dalle proteste delle associazioni pacifiste (clicca qui). -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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L’Italian Raid Commando torna a Monza e in Brianza? Mobilitazione domenica 24 maggio
MONZA E I TERRITORI LIMITROFI RISPONDONO CON UNA MARCIA CONTRO LA GUERRA APPUNTAMENTO ALLE 15 DI DOMENICA 24 MAGGIO IN P.ZZA WALTER BONATTI A MONZA Domenica 24 maggio la città di Monza verrà attraversata da una Marcia contro la guerra che vede l’adesione di circa 100 organizzazioni della società civile di Monza e Brianza, della provincia di Lecco e di alcune città della provincia di Milano. L’elenco – consultabile attraverso il qr code del volantino – è in continuo aggiornamento, e vede già presenti associazioni, circoli e ong come Arci, Anpi, Emergency, Sanitari per Gaza, Un Ponte Per, Desbri e Banca Etica, Bloom di Mezzago, Monza per la pace, Libera di Lecco, Associazione Luca Attanasio, BOA/Brianza Oltre l’Arcobaleno, Associazione LGBT+diritti Renzo e Lucio Lecco; ma anche coordinamenti e tavole per la pace di diverse città e l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; collettivi come il Foa Boccaccio; associazioni scout come Cngei e il Masci (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani); realtà ecclesiali come il Pime di Lecco, Granis e Acli di Vimercate; comitati di quartiere e associazioni ambientaliste come Fiab Monzainbici, Parents for Future, Legambiente Monza e Meratese, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda e il Coordinamento No Pedemontana; forze sindacali come Cgil e USB Monza Brianza; associazioni di donne come Donne e Diritti di Vimercate, UDI Cernusco, Gruppo Donne Arci La. Loco di Osnago, Officina Donna di Olgiate, Qdonna Lissone, Donne Democratiche di Mezzago, la Casa delle Donne di Desio e Cisda/Staffetta femminista Italia-Afghanistan, insieme a E’ Possibile. Uomini Contro Ogni Violenza. Rete Maschile Plurale. Aderisce anche la Rete degli Sportelli Salute Meratese e Lecco, impegnata ad assistere la cittadinanza contro i disservizi causati dai tagli alla sanità, per buona parte imputabili allo spostamento di risorse sul riarmo.  “Ci mobilitiamo per mettere al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica la devastazione umana e ambientale prodotta dalle guerre, con l’incremento costante delle vittime tra la popolazione civile, i processi di impoverimento in corso, le derive autoritarie e distruttive della democrazia,  innescati anche nei paesi non direttamente colpiti dai conflitti, come l’Italia; e per sottolineare le gravi responsabilità e complicità del nostro paese”, scrivono gli organizzatori. “Come cittadinanza possiamo dare un contributo concreto alla pace, partecipando attivamente a campagne per il disarmo, l’obiezione di coscienza e il boicottaggio. Facendo pesare anche il ns ruolo di consumatori con investimenti finanziari e consumi etici. Inoltre, riteniamo fondamentale esercitare la giusta pressione sui decisori politici affinché applichino pienamente, anche a livello locale, il principio costituzionale sancito dall’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra”. Lo sforzo unitario in corso, renderà sempre più incisive nei nostri territori, le richieste che indirizziamo alle forze politiche” – precisano dal gruppo di lavoro che sta facilitando l’organizzazione della Marcia. Il movimento contro la guerra che sta dando vita alla mobilitazione del 24 maggio, ha deciso di coinvolgere le forze politiche fin dall’inizio del processo, a partire dalla condivisione di un manifesto politico. Al corteo parteciperanno il Partito Democratico (Monza e MB), il partito della Rifondazione Comunista (fed. MB e Como), AVS – Alleanza Verdi Sinistra Italiana (MB e Cinisello Balsamo), Movimento 5 Stelle (MB Est), Lab Monza, MonzAttiva, Desio Bene Comune. “Rifiutiamo che i nostri territori vengano attraversati, per il terzo anno consecutivo, da competizioni militari internazionali che celebrano la cultura della forza e la propaganda bellica” – scrivono organizzatrici e organizzatori. “L’Italian Raid Commando è la manifestazione di addestramento e propaganda militare più importante e impattante sul nostro territorio, ma purtroppo non è l’unica ad avvenire con il coinvolgimento di aree naturali, scuole, aree urbane e cittadinanza, a volte anche di bambin* e ragazz*. Ci opponiamo fermamente a questo tipo di iniziative, anche se nascoste tra le pieghe dell’educazione alla legalità” – concludono. “Rispetto all’IRC 2026, abbiamo anche manifestato il nostro dissenso a diverse istituzioni (in particolare, gli enti gestori dei parchi) il cui territorio di competenza temiamo sia nuovamente attraversato dall’iniziativa bellicista. Non è in nostro potere bloccare tale evento, ma crediamo di aver esercitato una pressione efficace: quest’anno UNUCI ha deciso di non rendere pubbliche informazioni, eventuali patrocini e sponsor, immagini di veicoli militari e vittime rappresentate, soldati Nato impegnati nelle gare di tiro e carrarmati fotografati da cittadini ignari nel prato accanto alla propria abitazione, come accaduto nelle edizioni precedenti. Lo stesso Comune di Monza non ha rinnovato per la seconda volta il patrocinio, concesso per la prima edizione. Nessuno sembra sapere un gran che dell’IRC 2026 che pare confinata nel segreto dei boschi della Brianza fino al giorno in cui forse le pattuglie attraverseranno le vie di Monza in divisa, con la loro propaganda bellicista. La nostra presenza sarà più forte, colorata e determinata. Sfileremo con il nostro corteo che ripudia guerra, militarizzazione e riarmo, nel rispetto dell’ambiente, della città, e delle persone, secondo una responsabilità condivisa tra tutte le realtà aderenti, forti dei valori della pace di cui siamo portatrici e portatori”. Per aggiornamenti sulla manifestazione è possibile consultare la pagina IG di Monza per la pace e i social delle realtà aderenti, o scrivere a diciamonoallaguerra@gmail.com Concentramento: ore 15 piazza Walter Bonatti Monza I giornalisti che desiderano essere contattati, possono scriverci a: diciamonoallaguerra@gmail.com  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Modica, il Movimento delle mamme contrario all’addestramento militare nelle scuole
PUBBLICHIAMO IL DOCUMENTO FIRMATO DAL MOVIMENTO DELLE MAMME DI MODICA SUL COINVOLGIMENTO DI 180 ALUNNI E ALUNNE DELLE SCUOLE SUPERIORI DI MODICA, RAGUSA, VITTORIA E COMISO IN UN CORSO DI ADDESTRAMENTO MILITARE PORTATO AVANTI DALL’AERONAUTICA, IN COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI RAGUSA E L’UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE. IL DOCUMENTO DIMOSTRA CHE LA SENSIBILITÀ DEI GENITORI, COSÌ COME LA MOBILITAZIONE DELLA SOCIETÀ CIVILE, PUÒ CONTRASTARE E ARGINARE IL FENOMENO DELLA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DEI TERRITORI. A MODICA, COSÌ COME A MONZA E A GIOIA DEL COLLE, LA MILITARIZZAZIONE SI PUÒ FERMARE. Il Movimento delle mamme trova contraddittoria e inopportuna questa modalità educativa in un tempo in cui ci occorre imparare la cooperazione tra i popoli e la solidarietà, attraverso tutte le diversità culturali sessuali religiose ed etniche. Il movimento delle mamme pertanto invita i quattro sindaci e l’ufficio scolastico distrettuale territoriale a rivedere  gli articoli  11 e 33 della Costituzione italiana, a tenere conto della laicità della scuola ma anche dei richiami di Papa Leone XIV.  Comprendiamo l’entusiasmo dei giovani ad approcciarsi a mezzi altamente tecnologici.  Ringraziamo le forze militari per gli interventi di salvataggio e di aiuto in momenti critici ma sappiamo anche che le forze militari sono le prime ad essere coinvolte nei conflitti internazionali, che non utilizzano il dialogo ma solo il linguaggio delle armi. Nello specifico ci risulta che ancora nel 2026 l’ Aeronautica militare è addestrata a rifornire in volo i terribili F35. Pertanto il movimento delle mamme invita i genitori e le genitrici a denunciare presso l’ indirizzo osservatorionomili@gmail.com  le ingerenze militari nelle scuole. Invita,  inoltre,  tutti coloro che pensano che le guerre siano inutili per risolvere le controversie internazionali, a inviare una mail di protesta su questa iniziativa ai quattro sindaci di Ragusa Modica Comiso e Vittoria.  Le donne del Movimento invitano anche le/gli insegnanti e le/i dirigenti scolastici a fare intervenire docenti esperti di diritto internazionale e  costituzionale e anche della Legge 185 /90, insieme a volontari, personale sanitario, attivisti, associazioni che si muovono in  zone di guerra.  Per un maggiore approfondimento sul tema della militarizzazione all’ interno della scuola si rimanda alla lettura del libro ” La scuola va alla guerra” di Antonio Mazzeo – Ed. Manifestolibri Pubblicato anche su www.ildomanibleo.com -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Repressione e Diritti: analisi del nuovo Decreto Sicurezza
Il Decreto Sicurezza è stato convertito in legge, non c’era bisogno di grandi sforzi vista la maggioranza del centro-destra in Parlamento. Ma sbaglieremmo a definire questo decreto come frutto delle politiche di destra; infatti alcuni pacchetti sicurezza precedenti sono stati pensati e costruiti dai Governi di centro-sinistra. Parlare poi della Carta costituzionale come baluardo della nostra sicurezza appare svilente per la Carta stessa, del resto la presenza dell’articolo 11 (il ripudio della guerra) non ha impedito la partecipazione italica ai conflitti militari da 30 anni ad oggi. Il vero equivoco è rappresentato dalla nozione di sicurezza ormai percepita. Siamo davanti non alla sicurezza dei cittadini, ma al potere repressivo dello Stato e da qui proviene l’accusa alla Presidente Giorgia Meloni di dar vita allo Stato penale di polizia, dedicando ampio spazio a un variegato sistemi di divieti per colpire manifestanti e attivisti sociali. Il Decreto Sicurezza trasforma in ordine pubblico il disagio e il dissenso politico; alle richieste sociali risponde con il carcere, le sanzioni, i poteri amministrativi e gli apparati repressivi. Siamo consapevoli del fatto che, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, potremmo rappresentare alcune delle vittime sacrificali di questo decreto. Potremmo sperimentare noi stessi il fermo preventivo fino a dodici ore, venendo ritenuti/e potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico, prima o durante manifestazioni. Non serve un reato commesso o una condanna o prove tangibili che un reato stia per essere commesso, è sufficiente la valutazione preventiva delle Forze dell’ordine. Le nostre libertà saranno fortemente compromesse in base al sospetto, all’appartenenza politica, al nostro stesso attivismo sociale, sindacale e politico. Si sono poi inventati delle pene particolarmente severe per chi protesta; hanno inventato di sana pianta dei reati, anni di carcere per chi blocca strade o ferrovie e per chi occupa immobili. Il conflitto sociale diventa materia penale, le proteste sociali trasformati in minacce all’ordine pubblico. E poi, in questo decreto troviamo un salto di qualità che ci proietta in un futuro distopico o in un passato dittatoriale: la protezione speciale concessa agli apparati coercitivi dello Stato. Lo scudo penale per le Forze dell’ordine che potranno essere esenti da controlli, verifiche e responsabilità. Un doppio binario che vedrà la massima repressione possibile per chi contesta e invece un trattamento quasi antitetico per le forze della repressione. Siamo davanti a un’involuzione dello stato di diritto che dovrebbe prevedere invece dei controlli efficaci sui sistemi di potere a beneficio della democrazia. Viene data addirittura la possibilità di infiltrare agenti nelle carceri in una situazione già segnata dal sovraffollamento, dalle lunghe e ingiuste detenzioni in attesa di processo, dall’inesistenza di misure alternative alla pena per i piccoli reati. E ancora una volta una retorica securitaria insopportabile che vede nei giovani dei potenziali delinquenti sapendo che il disagio sociale, la mancanza di scuole aperte, gli abbandoni scolastici, l’assenza di lavoro sono problemi reali, a lungo dimenticati e per questo irrisolti. La marginalità sia quindi criminalizzata invece che affrontata. Potremmo dilungarci ancora a lungo sui contenuti del decreto, parlare di immigrazione, di logiche securitarie e delle libertà cancellate giorno dopo giorno. Questa legge normalizza il sospetto, protegge gli apparati, colpisce il dissenso, istituisce il principio della repressione preventiva, inventa dei reati di sana pianta e rafforza l’idea che i problemi sociali si risolvano con la forza. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pisa, 23 maggio: presentazione degli atti del secondo convegno nazionale “Scuole e università di pace: fermiamo la follia della guerra”
SABATO 23 MAGGIO ORE 18:30 CIRCOLO ARCI ALBERONE – PISA L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Pisa invita alla presentazione degli atti del secondo convegno nazionale dal titolo Scuole e università di pace: fermiamo la follia della guerra. Interverranno: Federico Giusti, Giuseppe Saraceno e Fausto Caricato. Sarà un’occasione per discutere insieme di come la propaganda bellicista stia invadendo i luoghi della formazione e delle possibili strategie da mettere in atto per fermare questa pericolosissima deriva. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
Run for AIRC (Pisa), 17 maggio: corsa per sostenere la ricerca sul cancro… Con l’Esercito Italiano
A Pisa, il 17 maggio, si terrà la Run for AIRC, una corsa per le vie della città per sostenere la ricerca sul cancro. Fin qua niente di strano. Se non fosse che sulla locandina dell’evento compare, in posizione centrale, lo stemma dell’Esercito Italiano… La spesa militare globale è in continua crescita da almeno 11 anni avendo raggiunto nel 2025, stando ai dati Sipri, la cifra astronomica di 2.887 miliardi di dollari. Inutile chiedersi quanti ospedali o scuole avremmo potuto costruire e attrezzare con questi soldi, quanti interventi sociali avremmo potuto realizzare con una minima parte di queste incredibili risorse. La riflessione è d’obbligo se pensiamo alla ricerca in campo medico, alle tante, troppe malattie, non ancora debellate per gli scarsi finanziamenti ricevuti, ai ricercatori precari che sempre più frequentemente accettano offerte provenienti dall’estero a causa delle borse di studio o stipendi miserrime con le quali non riescono a vivere in Italia. Ma addirittura la ricerca medica, dimenticata o sminuita nel depotenziamento dei centri nazionali di ricerca, diventa talvolta occasione di propaganda politica: è il caso dell’attività podistica Run for AIRC presentata al Comune di Pisa con il patrocinio dell’ormai onnipresente assessora Frida Scarpa. L’avevamo lasciata pochi giorni addietro sul palco della Giornata della Solidarietà per ritrovarla alla conferenza stampa di presentazione della seconda edizione della Run for AIRC, manifestazione ludico-motoria non competitiva organizzata dalla Fondazione AIRC – Comitato Toscana in collaborazione con il Pisa Road Runners Club, l’Uisp e il supporto del Comune di Pisa, dell’Opera della Primaziale e… dell’Esercito. Leggiamo testualmente a proposito del ruolo dell’Esercito nella Run for AIRC Pisa del 17 maggio 2026 () > «Grande protagonista di questa edizione sarà anche l’Esercito Italiano. Oltre > a garantire il supporto logistico lungo il percorso con i paracadutisti del > Reggimento Logistico ‘Folgore’, l’Esercito sarà presente al Village con un > Info Point sui concorsi per l’arruolamento. All’arrivo, i partecipanti > potranno inoltre degustare la celebre ‘cioccolata militare‘, parte storica > della razione K dei soldati italiani.» All’assessora Scarpa, la cui presenza al fianco dell’esercito è ormai una costante, vorremmo ricordare che la ricerca non ha affatto bisogno di alcuna propaganda militarista. Al contrario servirebbe un concreto aiuto magari mettendo a disposizione dei giovani ricercatori e delle giovani ricercatrici dei posti letto a prezzi calmierati visti gli elevati costi delle locazioni in città. Ci direte che la nostra posizione è desueta e polemica, fuorviante perchè induce all’odio verso le forze armate. Possiamo rassicurare che il nostro intento è semplicemente fornire una visione critica verso questi eventi vetrina utili a trasmettere messaggi rassicuranti sul ruolo dell’esercito. Sarebbe infatti il caso di cominciare a porsi qualche seria domanda sulla presenza dilagante di uomini in divisa in ogni momento della vita sociale pisana, dalla Giornata della Solidarietà alle iniziative a sostegno della ricerca. Ci chiediamo, infatti quale coerenza ci possa essere nel cogliere occasioni come questa per fare propaganda per l’arruolamento nell’esercito, mentre al contrario ci aspetteremmo in un contesto del genere che le istituzioni, da quelle locali alle nazionali, offrissero borse di studio o assunzioni stabili per giovani ricercatori e ricercatrici. A beneficiare dell’aumento delle spese di guerra sono infatti sempre più i settori militari al contrario della ricerca, altro che cioccolata del militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il cloud ormai svolge un ruolo determinante nell’organizzazione del lavoro
Per anni il cloud è stato raccontato come qualcosa di etereo, quasi neutro: una “nuvola” dove finiscono dati e applicazioni per far funzionare meglio aziende, servizi e pubbliche amministrazioni. Oggi quella nuvola ha un peso molto concreto. Decide dove si investe, chi lavora, con quali competenze e a quali condizioni. […] L'articolo Il cloud ormai svolge un ruolo determinante nell’organizzazione del lavoro su Contropiano.
May 6, 2026
Contropiano
Porto di Livorno: azione diretta per fermare il traffico di armi
Il transito di una nave carica di armi ha provocato ancora una volta proteste nel porto di Livorno. All’alba del 18 aprile attivisti e attiviste hanno bloccato l’apertura del ponte girevole sul Canale dei Navicelli ritardando così il transito della nave Freeberg, carica di munizioni ed esplosivi, proveniente dalla base USA di Camp Darby e diretta al porto. L’iniziativa ha visto la partecipazione di varie realtà studentesche e sociali su iniziativa di USB. Da segnalare l’intervento repressivo delle forze dell’ordine che hanno interrotto il presidio pacifico contro il traffico di armi sul territorio e rimosso il sit-in dei manifestanti portandoli via di peso. Sulla vicenda sono intervenuti il Coordinamento Antimilitarista Livornese e la CUB Toscana. Il Coordinamento Antimilitarista Livornese esprime la propria solidarietà e il proprio sostegno agli attivisti, che hanno dimostrato ancora una volta quello che è possibile fare, con pratiche determinate e nonviolente, per contrastare la deriva bellicista del nostro Paese. La CUB Toscana ricorda che l’austerità salariale non verrà risolta con il riarmo e che la regione è tristemente da tempo zona nevralgica per la logistica militare statunitense, indispensabile alle guerre di Donald Trump. I territori sono attraversati dal trasporto di armi, le università attirate nella trappola delle tecnologie duali e della ricerca a fini di guerra, con potenziamento dei finanziamenti in questa direzione, le scuole rese destinatarie della propaganda militare. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università della Toscana esprime solidarietà alle organizzazioni attive citate sopra, e le invita ad organizzare quanto prima una iniziativa unitaria contro i processi di militarizzazione delle scuole, l’attraversamento di convogli militari sul territorio e la riconversione dell’economia civile a militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente