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L’ICE arresta senza mandato una studentessa della Columbia University. L’intervento di Mamdani la libera
La mattina di giovedì 26 febbraio la studentessa della Columbia University Elmina “Ellie” Aghayeva, originaria dell’Azerbaigian, è stata arrestata a New York dagli agenti dell’ICE, che si erano introdotti nel suo edificio residenziale fuori dal campus senza mandato. La presidente ad interim della Columbia, Claire Shipman, ha dichiarato che le telecamere di sicurezza hanno ripreso gli agenti nel corridoio mentre mostravano le foto di un bambino scomparso, la falsa motivazione usata per avere accesso all’edificio. Aghayeva ha pubblicato un post sul suo arresto quella mattina presto su Instagram, scrivendo: “Il Dipartimento della Sicurezza Interna mi ha arrestata illegalmente. Aiutatemi, per favore.” I primi a muoversi per denunciare l’arresto sono stati gli amici della studentessa, che giovedì pomeriggio hanno organizzato un raduno all’entrata dell’università, con la partecipazione di circa duecento persone. Il rilascio di Elmina Aghayeva è avvenuto poco dopo che il sindaco di New York City Zohran Mamdani ha fatto appello direttamente al presidente Trump, durante la sua seconda visita alla Casa Bianca dopo la storica vittoria elettorale di novembre. “Ho appena parlato al telefono con il Presidente Trump. Gli ho espresso la mia preoccupazione per la detenzione della studentessa della Columbia Elmina Aghayeva, arrestata dall’ICE stamattina. Il presidente mi ha appena informato che sarà immediatamente liberata” ha scritto in seguito il sindaco di New York su X. La Columbia University ha confermato la notizia in un post sempre su X, dicendosi “sollevata ed emozionata per il rilascio della studentessa”. Zohran Mamdani ha anche consegnato al capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles un elenco con i nomi di quattro studenti attuali ed ex studenti presi di mira dalle autorità federali per l’immigrazione e ha chiesto all’amministrazione di aiutare a chiudere i loro casi. Si tratta di Mahmoud Khalil, Yunseo Chung, Mohsen Mahdawi e Leqaa Kordia, tutti arrestati dopo aver partecipato a proteste a favore della Palestina. Leqaa Kordia è l’unica ancora in carcere, a quasi un anno dal suo arresto, in una prigione dell’ICE in Texas. Prima dell’intervento di Mamdani anche la governatrice democratica dello Stato di New York Kathy Hochul aveva criticato duramente l’irruzione degli agenti dell’ICE in uno spazio universitario e chiesto il rilascio della studentessa. “Nessuno dovrebbe scomparire per mano del governo. Nessuno studente dovrebbe essere portato via dal proprio dormitorio con l’inganno. Questi incidenti richiedono un’indagine indipendente e una reale assunzione di responsabilità. New York non si girerà dall’altra parte.” Fonti: Democracy Now! The New York Times Anna Polo
February 28, 2026
Pressenza
New York, ciclisti contro l’ICE: la solidarietà è contagiosa
Pubblichiamo l’intervista collettiva al gruppo newyorkese Cycling x Solidarity NYC , ispirato al gruppo simile attivo a Chicago. Quando è stato fondato il vostro gruppo? Abbiamo fondato Cycling x Solidarity NYC nell’ottobre 2025. Mi ero imbattuta in un articolo su Cycling x Solidarity Chicago e l’idea mi era sembrata bella e facilmente replicabile. Conoscevo altre persone che provavano la stessa silenziosa urgenza di fare qualcosa di concreto. Quindi, con il fuoco nel cuore, ho contattato gli organizzatori di Chicago, che hanno generosamente condiviso i loro consigli. Nel giro di una settimana abbiamo organizzato la nostra prima pedalata. Eravamo solo in tre. Il nostro piano era modesto: presentarci ai venditori ambulanti e distribuire volantini. Invece, abbiamo esaurito tutto il churro[1] di uno di loro e comprato tutti i tamales[2] di un altro. La gioia e la gratitudine che hanno espresso sono difficili da descrivere a parole. Abbiamo riempito un frigorifero comunitario e consegnato il resto a una mensa locale. Quella prima pedalata mi è rimasta impressa: la prova che una mattina di solidarietà può restituire un senso di sollievo e di possibilità. Con il via libera del gruppo di Chicago, abbiamo deciso di “copiare” il loro nome, per dimostrare che le buone idee viaggiano, mettono radici e possono nutrire una comunità. Il 6 febbraio, il sindaco Zohran Mamdami ha emesso un ordine esecutivo per proteggere gli immigrati di New York dalle retate dell’ICE. Questa decisione coraggiosa ha avuto un impatto positivo sulla situazione? L’ordine esecutivo del sindaco Mamdani è un atto significativo e coraggioso ed è importante che New York abbia un sindaco disposto a usare tutto il peso della sua carica per proteggere i suoi cittadini. Detto questo, la politica e l’esperienza vissuta spesso procedono a velocità diverse. Anche quando le tutele legali vengono rafforzate, la paura e le conseguenze economiche possono persistere. L’ordine esecutivo del sindaco Mamdani aiuterà direttamente queste comunità? Credo di sì. Ma ricostruire un senso di sicurezza richiederà più tempo e l’adeguata applicazione di tali politiche è tutta un’altra questione. È importante anche riconoscere che l’attuale clima di paura va ben oltre gli immigrati privi di documenti. Residenti permanenti legali, titolari di visto, beneficiari del DACA, richiedenti asilo e persino cittadini statunitensi sono stati coinvolti in operazioni repressive, detenuti illegalmente e in alcuni casi uccisi. Nel caso specifico dei venditori ambulanti, la vulnerabilità è profonda. Molto prima che i budget dell’ICE fossero ampliati fino a rivaleggiare con quelli del 15° esercito più grande al mondo, i venditori operavano già in base a un sistema di autorizzazioni restrittivo e vecchio di decenni, che limita le licenze e costringe molti a lavorare senza un’autorizzazione adeguata, esponendoli a multe salate, alla confisca (e allo spreco) del loro cibo e a potenziali conseguenze per il loro status di immigrati legali. Anche il quadro più ampio è allarmante… Solo a New York City, decine di migliaia di rifugiati legali, richiedenti asilo e immigrati con status di protezione temporanea hanno già perso l’accesso al programma di assistenza alimentare per persone a basso reddito in seguito al One Big Beautiful Budget Act [3] e in meno di un anno oltre un milione di newyorkesi rischia di perdere l’assistenza sanitaria, con conseguente aumento della fame. Sempre più bambini arrivano a scuola affamati, mentre altri non la frequentano più , trattenuti a casa dal timore di essere arrestati. Con il ritiro delle famiglie dalla vita pubblica, i venditori ambulanti e le piccole imprese dei quartieri di immigrati hanno segnalato al nostro gruppo un calo significativo delle vendite. Tutto ciò per dire che è improbabile una rapida ripresa come conseguenza diretta di questo ordine esecutivo. Se c’è spazio per credere in un futuro più luminoso, credo che Mamdani userà tutto il potere della sua carica per cambiare, si spera, la rotta che New York sta attualmente seguendo. Quali sono le vostre attività? Organizziamo giri mensili in bicicletta durante i quali raccogliamo in anticipo fondi per il cibo, acquistiamo quanto più cibo possibile dai venditori ambulanti e poi lo ridistribuiamo alla comunità. L’obiettivo è duplice: sostenere i venditori ambulanti, la cui sicurezza e il cui sostentamento sono sempre più precari e ridistribuire il loro cibo fresco e fatto in casa ai vicini che vivono in condizioni di insicurezza alimentare. Il cibo viene distribuito ai frigoriferi comunitari, alle mense locali, alle persone senza fissa dimora e a chiunque abbia bisogno di un pasto. Ogni giro è pensato per avere un impatto immediato e concreto. In sostanza, Cycling x Solidarity NYC si avvale di newyorkesi appassionati e di biciclette per trasportare il cibo da un angolo all’altro della nostra comunità. Siete in contatto con altri attivisti a New York e in altre città? Siamo in contatto con altri gruppi a New York e oltre, principalmente per condividere le migliori pratiche, imparare dai successi e dalle battute d’arresto reciproci e, in generale, per sostenerci a vicenda. Le sfide che stiamo affrontando sono più grandi di quelle che qualsiasi singola organizzazione può sostenere da sola e imparando dagli altri, condividendo risorse, amplificando le voci degli altri e aiutandoci a vicenda, potremo sostenere i nostri sforzi per andare avanti. L’appoggio che abbiamo ricevuto da altri gruppi è stato fondamentale per la nostra crescita. Il gruppo di Chicago, in particolare, è stato straordinariamente generoso con noi. Non solo ci ha ispirato per l’idea di partenza, ma ha anche sostenuto attivamente il nostro lavoro, condividendo la sua esperienza organizzativa conquistata con fatica, amplificando la nostra presenza sui social media e mettendoci in contatto con volontari che non avremmo mai potuto raggiungere da soli. È stata la nostra principale fonte di nuovi volontari e gliene siamo profondamente grati. Quali conseguenze pratiche ed emotive ha l’impegno ad aiutare le persone vulnerabili come gli immigrati privi di documenti? La storia – personale, locale e internazionale – è sempre stata la mia materia preferita perché insegna una lezione essenziale: prestare attenzione. Ciò che è accaduto in passato ritorna con nomi diversi, in momenti diversi, ma con conseguenze familiari. La storia non riguarda solo il passato. È uno specchio che contestualizza il presente. E il nostro presente negli Stati Uniti riflette ciò che accade quando troppi di noi non riescono a difendersi a vicenda, indipendentemente dalle differenze. L’impegno nei confronti delle comunità vulnerabili è radicato nella consapevolezza che le cose possono sempre peggiorare, se lo permettiamo e che qualsiasi comunità può diventare rapidamente vulnerabile. In pratica, l’avvio del nostro gruppo ha richiesto tempo, energia e risorse. Ha significato coordinare e alimentare lo sforzo durante i periodi di inattività e chiedere aiuto a sconosciuti. Dal punto di vista emotivo, ogni viaggio è stato pesante, pieno di speranza ed energizzante. Pesante, perché una volta che si assiste da vicino alla vulnerabilità, non si può più ignorarla. Pieno di speranza, grazie al calore e alla generosità di tutti coloro che si sono fatti avanti e degli stessi venditori, che meritano molto più riconoscimento di quello che ricevono. Molto prima delle turbolenze politiche degli ultimi anni, queste persone si svegliavano sempre prima dell’alba, stavano al freddo e sotto la pioggia e nutrivano questa città ogni singolo giorno. Sono sempre stati gli eroi silenziosi dei quartieri di New York. Era vero prima e rimane vero ora. Ed energizzante, perché la solidarietà è contagiosa. Non c’è niente di meglio che girare in bicicletta insieme a nuovi amici, vedere l’espressione di un venditore quando gli chiedi di venderti tutto, riempire i frigoriferi con il loro cibo cucinato in casa e tornare un’ora dopo per trovarli vuoti. In una città dove siamo condizionati a valutare ogni interazione in termini commerciali, in base al rischio e alla ricompensa, c’è qualcosa di silenziosamente radicale nell’aiuto reciproco. Invita le persone a tornare a un modo diverso di relazionarsi con i propri vicini, radicato nella cura piuttosto che nel calcolo. Tornando a Mamdani, in Italia la sua campagna elettorale e la sua vittoria, che come Pressenza abbiamo seguito con numerosi articoli, hanno suscitato grande interesse e speranza. A quasi due mesi dall’entrata in carica come sindaco, avvenuta il 1° gennaio, ha già intrapreso iniziative per iniziare a mantenere alcune delle sue ambiziose promesse, ad esempio per quanto riguarda i servizi di assistenza all’infanzia e il trasporto pubblico gratuiti, da finanziare aumentando le tasse ai residenti più ricchi? Sulla base di tutto ciò che ho seguito finora, Zohran Mamdani sembra prendere sul serio le sue promesse e fare tutto ciò che è in suo potere per migliorare la vita di tutti i newyorkesi. Ci saranno inevitabilmente delle resistenze e il cambiamento avverrà quasi certamente in modo graduale. Ma c’è qualcosa di significativo nell’avere un sindaco in carica con l’energia e il desiderio di correggere gli errori e riparare un sistema malato. Quando una giovane coalizione di base può determinare un cambiamento così rapido nei risultati elettorali, come nel caso di Zohran Mamdani, l’unica vera risposta è la speranza. [1] I churros sono dei dolci dalla forma cilindrica e allungata tipici della cucina spagnola e sudamericana, a base di una pastella fritta spolverata con lo zucchero a velo e con l’aggiunta a volte di cannella. [2] I tamales sono involtini salati o dolci, tipici della cucina sudamericana. [3] Radicale riforma fiscale e di spesa degli Stati Uniti firmata da Donald Trump il 4 luglio 2025, comporta massicci tagli alle tasse e una contemporanea riduzione della spesa sociale. Anna Polo
February 25, 2026
Pressenza
Il soccer che ha scelto di stare con Trump
Trump sta cercando di egemonizzare il calcio negli USA e farne un importante strumento della sua propaganda: alcune note figure del soccer hanno deciso di stare dalla sua parte. di Valerio Moggia (*)     Una cosa che è cambiata drasticamente tra la prima e la seconda amministrazione Trump è il rapporto del Presidente con il calcio. Un tempo, era lo
February 25, 2026
La Bottega del Barbieri
Chicago, l’Associazione dei venditori ambulanti contro la violenza dell’ICE
Dopo aver intervistato Rick Rosales di CyclingxSolidarity, continuiamo a dare voce alle associazioni di Chicago che organizzano iniziative di solidarietà e protezione per gli immigrati privi di documenti contro la violenza dell’ICE. Questa volta parliamo con Maria Orozco, responsabile dello sviluppo e coordinatrice delle relazioni esterne dell’Associazione dei venditori ambulanti di Chicago. Qual è la situazione attuale in città per quanto riguarda le retate dell’ICE e la resistenza della popolazione? Al momento qui a Chicago le retate dell’ICE sono diminuite notevolmente da dicembre/gennaio. Ciononostante, le persone continuano a essere arrestate e i venditori ambulanti hanno ancora paura di uscire. È stata molto dura e so che l’ICE sta attaccando Minneapolis e altre città, ma tutto viene censurato e dobbiamo fare ricerche molto approfondite per ottenere queste informazioni. Brandon Johnson, sindaco di Chicago, ha definito le operazioni dell’ICE “militarizzate, sconsiderate e razziste”. Al di là di queste dichiarazioni, ha preso provvedimenti come Zohran Mamdani a New York per proteggere gli immigrati della città? In quanto Città Santuario, penso che si possa fare molto di più per proteggere la nostra gente, come sta facendo Mamdani a New York. A gennaio il sindaco Johnson ha autorizzato il Dipartimento di Polizia di Chicago a documentare e indagare su qualsiasi attività illegale da parte degli agenti federali dell’immigrazione. Recentemente però ho partecipato a una riunione cittadina in cui è stato mostrato un video girato con una telecamera indossata da un agente del CPD che aiutava e guidava gli agenti federali, il che è estremamente frustrante e uno schiaffo in faccia a tutte le persone che vivono qui a Chicago. Quali sono le vostre attività per proteggere i venditori ambulanti e gli immigrati in generale? A settembre abbiamo avviato una campagna di raccolta fondi GoFundMe per distribuire assegni ai nostri venditori in tutta la città, dato che non potevano più uscire a vendere. Solo a Chicago abbiamo oltre 6.000 venditori registrati. Ho preso spunto da un’organizzazione di Los Angeles che ha fatto la stessa cosa, ma ha dato ai venditori buoni regalo da 500 dollari, mentre noi abbiamo dato assegni. Siamo riusciti a raccogliere oltre 640.000 dollari dalla comunità. Abbiamo ricevuto donazioni da persone provenienti da tutto il Paese e anche dal Regno Unito. La nostra campagna GoFundMe è ancora aperta perché continuiamo a sostenere le famiglie e le persone che hanno bisogno di aiuto. Ad oggi abbiamo distribuito più di 900 assegni. La nostra è un’organizzazione molto piccola, ma stiamo facendo del nostro meglio per aiutare in ogni modo possibile. A settembre ho anche ricevuto un messaggio da Rick Rosales di CyclyingXsolidarity. Lui e il suo team stavano già andando a casa dei venditori per acquistare i loro prodotti. Abbiamo collaborato e dato il via al Bike vendor tour. Rick e il suo team si sono occupati della logistica con i ciclisti e io mi sono assicurata che i venditori fossero pronti per questa esperienza. L’hanno apprezzata molto, dato che il traffico pedonale era diminuito dell’80% e alcuni avevano semplicemente troppa paura di uscire durante l’Operation Midway Blitz condotta dall’ICE. Questo ha dato loro un po’ più di sollievo e un po’ più di reddito che non si aspettavano. C’è un coordinamento tra le associazioni e i cittadini comuni per organizzare la resistenza civile all’ICE? Abbiamo quello che chiamiamo Rapid Response, dove i cittadini e le persone delle organizzazioni si riuniscono e inviano avvisi alla comunità in pochi minuti se c’è qualche attività sospetta nella zona. Ogni quartiere è molto ben coordinato. Hanno aiutato tantissimo la nostra comunità e ho molto rispetto per loro, perché sono dei giovani che cercano di proteggere e difendere le loro comunità da questi teppisti. Hai contatti con attivisti di altre città? Recentemente ho contattato una persona di Minneapolis che era interessata a saperne di più sulla nostra raccolta fondi e su come siamo riusciti a distribuirli alle persone. Mi ha detto che le attività commerciali vengono chiuse perché i proprietari sono stati arrestati, le persone non escono di casa per paura e per via degli “agenti” che entrano nelle case senza un mandato giudiziario. Gli ho detto che siamo stati censurati su tutto ciò che sta accadendo lì, in Arizona e in Georgia. Gli ho anche detto che abbiamo preso spunto da Los Angeles; è proprio così che ci aiutiamo a vicenda da una città all’altra e reagiamo, perché noi, il popolo, abbiamo il potere! In Italia ci sono state forti proteste contro la presenza degli agenti dell’ICE alle Olimpiadi invernali come scorta per i funzionari e gli atleti statunitensi e c’è molto interesse e solidarietà per la vostra resistenza. C’è qualcosa che possiamo fare per aiutarvi? Apprezziamo molto l’aiuto e il sostegno. Per favore, non smettete di parlare di noi e di ciò che sta accadendo nel nostro Paese “perfetto”. Siamo censurati e oppressi. Siamo governati dalle élite che vogliono mettere le persone le une contro le altre. Non si tratta di destra contro sinistra. Non si tratta di repubblicani contro democratici. Si tratta del popolo contro il male; una volta che la gente se ne renderà conto, le cose cambieranno davvero, non solo qui negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. Cosa ti dà la forza di continuare la vostra azione di solidarietà in mezzo a tanta violenza? La mia fede in Gesù Cristo è ciò che mi dà la forza di continuare a lottare per le persone più vulnerabili. Ci viene detto di amare il prossimo e io farò proprio questo, continuando a difenderlo, indipendentemente dalla sua provenienza o da ciò che possiede. So che Dio mi ha messo esattamente dove devo essere per aiutare a difendere coloro che sono troppo spaventati per farlo. Sono stata benedetta con una bocca per dire la verità, con occhi per vedere la realtà e un cuore che accoglie tutta l’umanità. https://www.facebook.com/SVAC16 https://streetvendorsac.org/   Anna Polo
February 19, 2026
Pressenza
Empoli: manifestazione No ICE
Sabato 14 febbraio a Empoli si è svolta una manifestazione studentesca contro la presenza dell’ICE alle olimpiadi Milano- Cortina. Nell’appello alla manifestazione si poteva leggere: «Il 14 febbraio 2026, la città di #Empoli vedrà scendere in piazza gli studenti uniti in una protesta che nasce dall’indignazione, ma che punta a costruire consapevolezza. Denunciamo la partecipazione dell’organo di polizia statunitense ICE (Immigration and Customs Enforcement) ai Giochi Olimpici: consideriamo inaccettabile che un ente noto per la gestione repressiva delle frontiere e delle politiche migratorie venga legittimato all’interno di una cornice che dovrebbe celebrare l’unione tra i popoli. L’ICE non rappresenta lo sport, ma un modello di controllo e segregazione che rifiutiamo, sia negli Stati Uniti sia nei riflessi che tali politiche hanno sul territorio italiano oggi. La presenza dell’ICE è solo la punta dell’iceberg di un sistema che usa la paura come strumento per fabbricare consenso, un meccanismo che non si limita al suolo americano e che segna l’inizio di un periodo di repressione e censura per l’Italia. Noi non possiamo accettarlo. Esprimiamo profonda preoccupazione per la deriva autoritaria del governo e per l’inasprimento delle misure contenute nel Decreto Sicurezza. Scendendo in piazza ribadiamo il nostro supporto a chi resiste, portando l’attenzione sugli sgomberi dei centri sociali e sulla gestione violenta del dissenso, con uno sguardo ai recenti fatti di Torino»1. Viola Ciampini e Sandro Menichetti, entrambi rappresentanti d’istituto, hanno organizzato la manifestazione insieme ad altre realtà territoriali. La prima, studentessa dell’Istituto Virgilio, ha dichiarato: “Vista la violenza usata dall’ICE negli Stati Uniti e scoprendo che era stata invitata alle Olimpiadi, ci siamo fatti portavoce del dissenso della scuola intera, in quanto tanti compagni ci hanno espresso la nostra stessa idea. Abbiamo deciso di organizzare questa manifestazione anche per ricollegarci a temi che riguardano l’Italia in primo luogo, come il decreto Sicurezza e la censura, ancora oggi presente in larga scala. Quanto accaduto a Barbero, censurato solo perché esprimeva le proprie opinioni sul referendum sulla giustizia, ci ha sconvolto: in un Paese democratico, dove c’è libertà di parola, perché silenziare un intellettuale che esprime il suo parere?”2. In merito alla partecipazione ha aggiunto: “C’è stata tanta partecipazione da parte degli studenti, ci siamo confrontati anche con altri istituti”3. Tutte le foto sono state fatte e sono state gentilmente messe a disposizione dal fotografo Lapo Salonia. 1 Cit da https://lapunta.org/event/empoli-corteo-no-ice-stop-repressione-no-dl-sicurezza 2 Cit da https://www.lanazione.it/empoli/cronaca/il-corteo-degli-studenti-non-58d2946c 3 Ibidem Andrea Vitello
February 16, 2026
Pressenza
Chicago, ciclisti solidali contro le retate dell’ICE
Gran parte della popolazione di Chicago è costituita da immigrati privi di documenti, principalmente ispanici. Anche prima di Minneapolis, la città aveva già subito occupazioni e feroci retate dell’ICE. Tuttavia, le persone si sono organizzate per difendere i propri vicini e resistere alla violenza degli agenti mascherati in molti modi creativi. Tra le associazioni più attive c’è CyclingxSolidarity. Ne parliamo con Rick, uno dei fondatori. Come e quando si è formato il vostro gruppo? Il nostro gruppo si è formato a Chicago nel 2021, al culmine della pandemia, quando alcuni amici appassionati di ciclismo hanno voluto creare uno spazio in cui la bicicletta incontrasse la comunità. La nostra prima uscita di gruppo è stata proprio questa: abbiamo girato per la città e pulito i Love Fridges, frigoriferi collettivi riempiti e puliti da volontari che forniscono cibo alla comunità. Abbiamo anche promosso uscite di gruppo ed eventi di altri gruppi di ciclisti di Chicago. Volevamo che le persone scoprissero la gioia di andare in bicicletta con gli amici attraverso una vasta gamma di opportunità e gruppi che rappresentano la diversità di Chicago. Qual è la situazione attuale nella città per quanto riguarda le retate dell’ICE? Attualmente, l’ICE mantiene ancora una presenza a Chicago, ma non ai livelli o con l’intensità della sua precedente occupazione alla fine del 2025, né ai livelli visti di recente a Minneapolis. Quali sono le vostre attività per proteggere gli immigrati e le persone più vulnerabili? Nella resistenza agli agenti dell’ICE, quanto è importante conoscere la città su due ruote? Abbiamo creato tre iniziative che sostengono i venditori ambulanti attraverso attività di mutuo aiuto. Abbiamo scelto i venditori ambulanti perché sono molto amati e apprezzati, ma anche molto vulnerabili, e volevamo usare la nostra posizione di persone che vanno in bicicletta per la città per sostenerli e aiutarli a stare al sicuro. Organizziamo giri di acquisti in cui ci alziamo presto e giriamo per la città per comprare tutto il loro cibo e bevande con i soldi raccolti dai nostri sostenitori, in modo che possano tornare a casa e stare al sicuro con le loro famiglie. Poi giriamo in bicicletta per distribuire ciò che abbiamo acquistato alle persone senza fissa dimora della comunità, nei rifugi e per riempire i Love Fridges. Poi collaboriamo con i nostri partner della Street Vendors Association of Chicago e altri per identificare i venditori ambulanti che sono troppo spaventati per uscire e organizzare ordini e ritiri a domicilio, in modo che possano stare al sicuro e guadagnare un po’ di soldi e poi distribuiamo il cibo come nei acquisti dai venditori. I giri in bicicletta più pubblici e sociali che organizziamo sono le Street Vendor Bike Tour Series, dove per ogni uscita ci incontriamo in un luogo centrale e visitiamo diversi quartieri per sostenere i venditori ambulanti che abbiamo individuato. I partecipanti comprano quello che vogliono mangiare/bere, noi compriamo il resto dei loro prodotti e poi li distribuiamo alla comunità come nelle altre nostre uscite. Si tratta di un’uscita gioiosa e adatta alle famiglie, che permette alle persone di conoscere diversi quartieri e sostenere direttamente i venditori ambulanti. Ne abbiamo organizzate sei nel 2025 e ne organizzeremo altre sei nel 2026, con cadenza mensile da maggio a ottobre. Tutte le nostre iniziative si basano sulla nostra esperienza di giramondo in bicicletta, sia individualmente che in gruppo e sulla nostra partnership con Burrito Brigade Chicago, un’altra organizzazione locale, con la quale distribuiamo burritos alle persone senza fissa dimora da quasi cinque anni. La nostra collaborazione con loro è iniziata nel giugno del 2022, quando abbiamo visto che distribuivano burritos su base mensile e abbiamo voluto contribuire a eliminare gli spostamenti in auto per una distribuzione più intima, andando in bicicletta e interagendo con le persone. Ora abbiamo tre squadre di distribuzione in bicicletta che ogni mese percorrono tutta la città per distribuire almeno 250 burritos e altri generi di prima necessità a sostegno della loro attività. Avete contatti con attivisti di altre città? Persone di altre città ci hanno contattato per sapere come avviare un proprio gruppo di mutuo soccorso in bicicletta o per domande specifiche, come quando uno dei nostri volontari ha stampato in 3D dei fischietti. Abbiamo persone nella Bay Area e a New York che si sono organizzate. CyclingxsolidarityNYC è nato ufficialmente come costola del nostro gruppo. In Italia ci sono state forti proteste contro la presenza di agenti dell’ICE alle Olimpiadi invernali come scorta per autorità e atleti statunitensi e c’è molto interesse e solidarietà per la vostra resistenza. Sulla base della vostra esperienza con l’ICE e la polizia statunitense, avete qualche suggerimento per gli attivisti italiani? Registrate tutto. Recentemente i funzionari del governo statunitense hanno cercato di raccogliere video di agenti federali che commettono azioni illegali in vista di futuri procedimenti giudiziari. Come avete visto con l’esecuzione di Alex Pretti e Renee Good, i video girati dai passanti sono fondamentali per denunciare le responsabilità degli agenti. Anche i fischietti sono stati uno strumento incredibile per avvisare le comunità della presenza dell’ICE e fermare il loro terrore. Cosa vi dà la forza di continuare la vostra azione di solidarietà in mezzo a tanta violenza e con un nemico così spietato? La comunità. La solidarietà. Il sostegno che abbiamo ricevuto da tutto il mondo nella nostra lotta contro il fascismo continua a darci forza. I ciclisti di Chicago e oltre che si sono uniti alle nostre pedalate perché volevano coinvolgersi e sostenere direttamente i venditori ambulanti ci hanno mostrato quanto sia potente la nostra comunità locale. https://www.cyclingxsolidarity.com/ https://www.facebook.com/profile.php?id=61577310676639   Anna Polo
February 15, 2026
Pressenza
Mondiali 2026: dai un calcio alla militarizzazione
Il Messico ospiterà tredici partite della massima competizione calcistica che avrà inizio il prossimo 11 giugno, ma cresce la protesta contro le politiche securitarie che blindano i territori al fine di rendere invisibili i movimenti sociali e la mobilitazione si diffonde anche negli Stati Uniti. di David Lifodi Immagine: https://radiomundial.com.ve/ Si avvicinano i mondiali di calcio che, a partire dal
February 15, 2026
La Bottega del Barbieri
L’ICE lascia il Minnesota, ma apre sedi in altri Stati
Giovedì 12 febbraio, durante una conferenza stampa, Tom Homan, il cosiddetto “zar delle frontiere” dell’amministrazione Trump, ha annunciato la conclusione dell’operazione Metro Surge in Minnesota dopo tre mesi di feroce occupazione militare, che ha portato a oltre 4.000 arresti, all’assassinio di Renee Good e Alex Pretti e a enormi proteste della popolazione. “Ho proposto, e il presidente Trump ha concordato, una riduzione significativa di personale e azioni. È già in corso e continuerà per tutta la prossima settimana” ha annunciato Homan. “Un piccolo contingente di personale rimarrà per il periodo di tempo necessario alla chiusura e al passaggio del pieno comando e controllo all’ufficio sul campo. Io rimarrò ancora per un po’ per supervisionare il ridimensionamento di questa operazione e garantirne il successo, lavorando con i funzionari statali e locali per migliorare il coordinamento e raggiungere obiettivi comuni” ha precisato Homan. La conferenza stampa si è tenuta al Bishop Henry Whipple Federal Building, quartier generale dell’ICE a Minneapolis, davanti al quale si sono svolte moltissime manifestazioni di protesta. L’annuncio del ritiro non ha però rassicurato gli attivisti, che si sono radunati fuori dall’edificio. “Le azioni valgono più delle parole, quindi finché non li vedremo andarsene davvero non ci crederemo. Rimarremo qui finché non lo dimostreranno, finché non smetteranno di usare i loro SUV da Gestapo, di correre per le nostre strade, di rapire e uccidere i nostri vicini. Finché questo non finirà, non ci crederemo” ha dichiarato Richie Mead, uno dei manifestanti. Lo stesso scetticismo è stato espresso da attivisti del Minnesota Immigrant Rights Action Committee e del Communities Organizing Latine Power and Action, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti degli immigrati e nel contrasto alle retate dell’ICE. In un’altra conferenza stampa, precedente a quella tenuta da Homan, il governatore del Minnesota Tim Walz ha dichiarato di essere “cautamente ottimista” sul ritiro dell’ICE dal Minnesota. “Il governo federale può passare a qualsiasi altra cosa voglia fare. Lo Stato del Minnesota e la nostra amministrazione sono fermamente concentrati sul recupero dei danni che hanno causato” ha aggiunto Walz. “Ci hanno lasciato danni profondi, un trauma generazionale e molte domande senza risposta.” L’economia del Minnesota è stata devastata dalle incursioni degli agenti federali, tanto che Walz dovrebbe proporre a breve un fondo di emergenza da 10 milioni di dollari per le piccole imprese che dichiarano di aver subito danni finanziari a causa dell’operazione Metro Surge. “Pensavano di poterci spezzare, ma l’amore per il prossimo e la determinazione a resistere possono durare più a lungo di un’occupazione. Questa operazione è stata catastrofica per i nostri vicini e le nostre aziende e ora è il momento di un grande ritorno” gli ha fatto eco il sindaco di Minneapolis Jacob Frey. Purtroppo però le operazioni dell’ICE non si fermano, visto il progetto di aprire nuove sedi in quasi tutti gli Stati. C’è da sperare che la coraggiosa resistenza nonviolenta degli abitanti di Minneapolis faccia da esempio a chi dovrà affrontare l’occupazione militare degli agenti federali. Fonti: https://www.bbc.com/news/articles/c2lr9w29zwyo https://www.democracynow.org/2026/2/13/headlines/trump_administration_says_its_ending_surge_of_immigration_agents_to_minnesota https://kstp.com/kstp-news/top-news/border-czar-homan-set-to-talk-amid-growing-optimism-that-ice-will-soon-leave-minnesota/ Anna Polo
February 14, 2026
Pressenza
USA: l'ICE e la Comunità somala
Con la scrittrice Igiaba Scego commentiamo il particolare accanimento dell'ICE e del Presidente Trump contro la comunità somale statunitense. Inizialmente contro Ilhan Omar, deputata democratica aggredita a Minneapolis e poi creando un particolare accanimento contro tutta la comunità molto presente a Minneapolis. Un discorso che ci porta ad analizzare la struttura ancora colonialista da cui nascono gli USA e che non viene neanche affrontata nelle Università che come raccontano gli Epstein file sono sottomesse ai finanziatori e al potere.  Con Igiaba analizziamo anche la politica internazionale degli USA in Somalia e il riconoscimento della Somaliland da parte di alcuni paesi ma non riconosciuta dalla stessa Somalia.  Infine grosse sono le mobilitazione dalla comunità somala di resistenza all'ICE e alle politiche razziste e coloniali del Presidente Trump, una comunità allargata che ha saputo a sa aiutarsi in questo brutto momento dove per alcune famiglie è anche difficile uscire di casa. 
February 12, 2026
Radio Onda Rossa